Nonsolomamma

scelte

poter scegliere è un gran bel privilegio e una enorme responsabilità.
talmente enorme che talvolta vorresti che qualcuno lo facesse per te. qualcuno che sa, qualcuno che ti vuole bene e desidera il meglio per te, qualcuno che conosce un orizzonte che tu non riesci a vedere.
elastigirl si è di colpo ritrovata in un pantano, di quelli neri e vischiosi, di quelli in cui ti ci ficca qualcuno, ma non lo stesso di cui sopra.
lei sapeva che poteva succedere perché, razionalmente, è parecchio lucida e fredda e consapevole. eppure, quando è successo, le è venuto un gran mal di stomaco e una grande voglia di piangere perché, a volte, la pancia è molto più forte della testa.
in quel pantano, tuttavia, le è stata data possibilità di scegliere.
il passato o il futuro, il noto o l’ignoto, la sicurezza o l’azzardo, la rete o il buio, il vecchio o il nuovo, il pieno o il vuoto, la strada o il mare aperto, il suolo o la vertigine, la certezza o il dubbio. ‘fai con calma, sentiti libera. nessuna pressione. hai sette giorni per rispondere’.
già, poter scegliere è una grande fortuna. anche se dopo, qualsiasi cosa tu scelga, niente sarà uguale.
elastigirl forse è pavida, forse conosce le insidie del mare aperto, forse sa che non deve pensare solo a sé, forse non è mai stata e non sarà mai un’avventuriera, forse non se lo può permettere, forse, in fondo stava troppo bene così.
quindi ha scelto il passato, il noto, la sicurezza, il vecchio, il pieno e tutto quello che non le fa paura.
ha scelto, ricacciando giù quella vertigine che per un momento l’aveva percorsa, richiudendo quella porta che si era aperta e fermando quella gran corrente d’aria.
ha scelto con convinzione e senza rimpianti perché probabilmente, al momento, non ha spalle abbastanza larghe  e braccia abbastanza forti per il mare aperto.
eppure il mal di pancia è ancora lì, insieme alla malinconia, all’amarezza e alla puntura di una sconfitta.
certo, poter scegliere è un gran bel privilegio.
e questo basta, per adesso.

142 pensieri riguardo “scelte

  1. “forse sa che non deve pensare solo a sè”… io so che per me è proprio così… se in passato ho sempre scelto il mare aperto, adesso che il mio pupozzo sta per compiere un anno scelgo, ogni giorno, la sicurezza delle acque basse del porto…
    in bocca al lupo Elasti!

    1. mah…la prima volta che ne ha scritto, quando ha chiamato mi.i a londra, sembrava una cosa potenzialmente positiva. penserei piu’ ad una offerta di cambiare lavoro.
      al tempo non ne scrisse dicendo che era per scaramanzia, quindi penso elasti, raccomandata da qualcuno per un nuovo lavoro, abbia rifiutato.
      il mistero a questo punto, visto che la scelta e’ fatta, e’ solo per il commentarium.

      1. Io penso a una cosa tipo ‘l’azienda viene venduta’ e la scelta sta tra lasciarla e costruire qualcosa di nuovo o restare sotto nuova direzione…
        Boh, my 2 cents.

  2. Ci dicono sempre che i nostri figli sono felici solo se noi mamme siamo realizzate, che a loro non importa se gli dedichiamo poco tempo ma è importante che sia di qualità, dicono. Poi però siamo sempre con l’angoscia o, nel mio caso, nel rimpianto di aver fatto a suo tempo la scelta giusta. Buttarsi o fermarsi? Non so, solo il tempo ci darà la risposta, ma in tutti i casi quel buco nello stomaco rimane. Un abbraccio.

    1. quella del “tempo di qualità”, secondo la mia esperienza è la più grande c…… che sia mai stata detta!!!!!
      mia figlia mi vuole con lei punto e basta

      1. ieri sera mentre stavo per andare a lavorare mia figlia mi disse “tienimi stretta forte la mano così non te ne vai”. cosa dirle? cosa pensare? non c’è tempo di qualità che tenga. c’è il tempo e basta…

      2. Secondo me invece, la dovremmo smettere di pensare che siamo tutti uguali (e cosi anche le nostre figlie/i e le nostre famiglie).
        Ognuno dovrebbe semplicemente comportarsi come ritiene sia piu’ giusto per se stesso/a e per la propria famiglia.
        Siamo adulti e consapevoli e quindi in grado di fare le scelte che reputiamo migliori. Accettando poi tutte le responsabilita’ di tali scelte.
        Stamattina mia figlia, ad esempio, dopo 4 giorni a casa causa febbre si e’ svegliata alle 6, si e’ infilata nel nostro letto e ci ha detto: mamma, papa’, I love you, ma andiamo all’asilo, ho bisogno di giocare.
        Ha tre anni.
        Perche’ dovrei farle la cattiveria di tenerla sempre appiccicata a me?

      3. Concordo con Camomilla: io sono appena stata cinque giorni all’estero per lavoro, mia figlia di 4 anni mi ha fatto un disegno da tenere nel portafogli, sapeva che sarei tornata domenica sera e mi ha aspettata a letto, sveglia. Le sono mancata enormemente, ma vedere l’orgoglio con cui stamattina raccontava alle maestre che la mamma era stata a lavorare a Berlino è stato impagabile. Un’esperienza così, ne sono certa, la fa crescere nella sicurezza di poter instaurare rapporti forti pur essendo allo stesso tempo autonomi.

    2. Anch’io concordo con Camomilla e Giada.
      Il dubbio non è tra tempo di qualità o quantità..ma tra una mamma (e papà) realizzata (e quindi felice) e una no.

      1. Io piu’ che di una mamma (papa’) realizzati direi una coppia (trio, quartetto…) genitori/figli che rispettino le esigenze/caratteristiche caratteriali/necessita’ degli altri.
        Valutando situazione per situazione, persona per persona.

  3. Non sapendo di cosa si tratta, anche se mi pare abbastanza ovvio che sia roba di lavoro, non so cosa dire. A naso, pero’, mi trovo abbastanza in sintonia con te. Io tutti questi biglietti di sola andata non li concepisco. Ovviamente non e’ polemica, solo non fa per me. E’ normale sentire una punta di sconfitta ma meglio quella che l’accorgersi di aver fatto una gran cazzata!

  4. Scegliere il mare aperto è spesso scelta coraggiosa. Scegliere di buttarsi, scegliere l’ignoto, scegliere di plasmare la propria vita senza lasciarsi sopravvivere. Altrettanto spesso è scelta coraggiosa abbassare la testa, mettere da parte il proprio orgoglio, le ambizioni, le vertigini del poter fare e del poter essere, per stare vicini a chi ci sta intorno, per il loro bene, per la loro (e nostra) sicurezza, perchè pensiamo che questo sia il meglio per tutti. Qualunque cosa scegliamo, credo sia importante scegliere per generosità, e perchè pensiamo che questa scelta, in questo momento, sia il meglio per la nostra famiglia. Non è una riflessione sul caso specifico di Elasti – non ci sono elementi per poterlo fare – è una convinzione che ho maturato pian piano, sulla mia pelle, e a volte mi chiedo se ho fatto bene, se ho fatto male a scegliere in quel determinato modo, e poi mi quieto e mi perdono perchè sì, ecco, ho scelto pensando che in quel momento fosse la cosa migliore, non per paura, non per coraggio… E poi si torna a guardare avanti. In bocca al lupo.

  5. Scegliere è un privilegio, è vero, ma alle volte fa una gran paura. Però è importante, secondo me, saper riconoscere ciò che si ha o non si ha la forza di affrontare. Quello è ancora meno facile 🙂

  6. Hai sicuramente fatto la scelta migliore.
    A volte penso che qualsiasi altra cosa avessi fatto sino al 2005 non sarebbe nata Eleonora, e fino al 2009 Sofia. Tutte le scelte, giuste o sbagliate, mi hanno portato sul treno dove conobbi Anette. Inutile quindi pensare ai se e i ma…

  7. “Forse, in fondo, stava troppo bene così”….. Coraggio ,guarda il futuro senza rimpianti e a testa alta come hai sempre fatto!
    A volte la scelta più coraggiosa e’ proprio quella di preservare l’equilibrio presente.
    E il mal di pancia prima o poi passa….

    1. concordo con queste parole….la scelta piu’ coraggiosa e’ quella di preservare l’equilibrio presente, vuol dire
      che per il momento si sta bene cosi’…
      forza elasti, mi viene da pensare che era per un lavoro
      all’estero,lontano…..
      un abbraccio

  8. Non è mai facile scegliere tra due opzioni lontane tra loro. Ma solo chi sta dentro conosce i pro e i contro, le ricadute delle scelte. Solo chi sta dentro può guardare da diversi punti di vista la prospettiva. E non trascurare nessuno.

  9. Secondo me il punto è un altro. Ci viene insegnato (a casa? a scuola? dalla tv? dalla vita?) che il sentiero giusto è quello in salita e non quello in piano, figuriamoci poi quello in discesa; che la scelta giusta è quella più difficile; che il coraggio sta nel decidere sempre per il nuovo dimenticando il vecchio; che bisogna andare sempre avanti, guai ad accomodarsi, a tornare indietro, a soffermarsi al bivio. Quando poi ci accorgiamo che per noi “il meglio” non corrisponde a questa morale da cartone animato sentiamo di sbagliare sapendo di farlo. Ma non è vero. A meno di non avere uno sceneggiatore scritturato per i prossimi cento episodi.

    1. uhm hai ragione nel senso che spesso non ci sembra possibile che la strada in discesa possa essere la giusta :O ma tu guarda che roba strana che mi hai fatto notare, grazie!

  10. Sai Elasti, il tuo post mi riporta a quello che ho scritto oggi e alle mie scelte di quest’ultimo periodo.
    Io ho fatto una scelta diversa, non migliore, non peggiore solo diversa.
    Ho scelto l’ignoto ma il mail di pancia c’e’ lo stesso perche’, come dici tu “scegliere e’ un gran privilegio” ma a volte si vorrebbe poter delegare a qualcun altro che abbia una visione d’insieme!
    In bocca al lupo per tutto!
    Fra

  11. capisco pienamente come ti senti, soprattutto quella punta di amarezza che rimane… ma essere consapevoli che non si può fare tutto è un grande esempio di maturità e di amore per la famiglia!ora che hai scelto, prova a goderti questa nuova avventura, perché anche se ti sembra conosciuta, può sempre riservare splendide sorprese! in bocca al lupo!

  12. Dice il saggio: “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa lascia ma non sa cosa trova”…ed il saggio mica è saggio per niente…no!??
    A parte le frasi fatte…ti auguro che il mal di pancia passi in fretta e che la quotidianità a cui ti sei aggrappata ti dia , giorno dopo giorno, la certezza di aver fatto la scelta giusta.Un abbraccio virtuale.
    Ciao

  13. Le scelte dipendono sempre dalle priorità del momento che si vive: le cose importanti che ti circondano sapranno dare un senso a questa scelta. Nel mare aperto potrai sempre navigare quando arriverà il momento giusto.

    1. parole sante.
      1 miliardo di persone senza né elettricità né acqua, quelli che sbarcano a Lampedusa, quelli che abitano nei regìmi…nella scala di Maslow siamo nell’attico…

    2. Amen. Però ci si rapporta al proprio orto nella maniera più relativa possibile, credo sia normale. Ti senti piccolo piccolo quando pensi a chi non può scegliere, ma resta il mal di pancia per quello che accade a te. Nun ce sta nient’a fa’.

  14. Forse mi ripeto, lo so, ma il fatto che sia stata tu a scegliere credo sia fondamentale.
    Ok, hai la responsabilita’ di quel “no” , ma e’ tuo e sono convinta che se hai scelto questo…va bene cosi’

  15. Una zia una volta mi ha detto: ogni cosa che fai è perché non potevi fare a meno di farla. Un pensiero rilassante per me, andate a leggervi zerocalcare di questa settimana, inerente.

  16. Mah, in un momento come questo, dove la gente perde il lavoro e non sa come condire il pranzo con la cena, il leggere, come sembra chiaro ormai, che una persona ha il mal di pancia perché lavorerà di più e di conseguenza uno stipendio pieno mi indigna. E non poco

      1. Dovresti saperlo Elasti, alla gente piace giudicare, senza sapere. Meglio giudicare gli altri, che fare, con se stessi, il punto della situazione. Grazie a te, che condividi con noi i tuoi stati d’animo.

  17. Elasti sei bellissima.
    Sei bella perché riesci a dire cose complicate in modo semplice, ma soprattutto sei bella perché ti assumi le tue responsabilità tutti i giorni. Avresti voluto averlo accanto in questa decisione importante, ma hai trovato in te stessa la risposta e questo è quello che si augura un genitore per un figlio: imparare a conoscersi.
    Buon lunedì .

  18. “Non esistono scelte sbagliate”, mi diceva una persona che mi ha insegnato molto. Le sliding doors non esistono, la vita non è fatta di bivii ma è un labirinto e non sapremo mai come sarebbe andata se… Hai scelto “con convinzione e senza rimpianti” e tanto basta. Il mal di pancia passerà.

    1. Esistono scelte sbagliate, eccome: violenza sui più deboli, imbrattare le città, fottersene degli altri, votare certi partiti.

      1. sono d’accordo con Annamaria (e anche sui suoi successivi commenti): esistono eccome le scelte sbagliate. Poi è evidente che ci sono i nostri limiti individuali che ci inducono appunto a sbagliare, ma questo non significa che non esistano scelte sbagliate.
        Son tutte quelle frasi edificanti che fan parte di un repertorio ormai vecchio e che prevede naturalmente anche la negazione di rimpianti, rimorsi; frasi tipiche: rifarei tutto, non mi pento di niente, non ho nulla da rimproverarmi.

      2. parlo di scelte personali, un lavoro piuttosto che un altro, cambiare città o rimanere…. parlo del momento in cui si pensa, si riflette, si valuta e poi si sceglie, ed è impossibile sapere cosa ci riserverà il futuro. Posso salire su un aereo e morire in un incidente, o non salirci e morire di cancro, per dire. L’egoismo, la violenza, ecc. non le prendo neanche in considerazione, do’ per scontato che ammazzare qualcuno, far del male a un bambino, inquinare l’ambiente ecc. siano scelte sbagliate. Li’ è una questione di responsabilità personale, ci mancherebbe altro. Il mio era un discorso un po’ diverso e forse non è questa la sede, riguarda il momento in cui noi non possiamo più fare nulla, perché esistono cose che non dipendono da noi. Noi possiamo soltanto agire nel modo che noi, in coscienza, riteniamo più giusto per noi e per gli altri.

    2. AH,AHAH! Anche il mio piccolo(si fa per dire) allievo psicologo dice sempre una cosa del genere, penso rivolta a se, perché alla sua mamma invece no! quante scelte sbagliate nei confronti suoi ,povera piccola ( 1.90 e 23 anni) creatura! Se imparo a mettere gli emoticons, qui ci vuole un faccino ridente.

    1. A me sembra solo un esperimento di scrittura creativa, della serie come bloccare le proprie lettrici. Non raccontare il fatto è la prova che dell’opinione delle lettrici non gliene potrebbe fregar di meno. Io distinguo fra i racconti, che trovo spesso divertenti, e la scrittrice, che è una mamma alfa che fa finta di fare la beta. Lei è professionista con più lavori (alla società di finanza, scrittrice, giornalista, free lance), figlia di un e sposata con un docente universitario rinomato (quindi con un’ottima base economica), con tre figli che fanno dal teatro al nuoto, baby sitter, colf, quando il marito è stato via ha avuto la au pair, da come scrive ha una casa molto grande visto che fa feste con classi intere. Underconfident overachiever il profilo psicologico: Milano 3 ne è piena di mamme alfa così, che guardano un po’ con invidia e un po’ con superiorità quelle che invece hanno deciso di stare a casa.

      1. e se invece fosse che si tratta della mia vita professionale e non solo e che non posso dire esattamente quel che succede? e se invece tutto questo posto fosse casa mia e fosse quello che passa per la mia testa e non l’esperimento di scrittura che qualcuno vede sempre nascosto qui dietro. e se qui dentro ci fossi proprio io con fragilità, felicità, insicurezze, vittorie e sconfitte? se fosse così molto più semplice e reale di quello che alcuni soggetti fantasiosi immaginano?

      2. in effetti è inquietante: decine e decine di commenti a scopo di incoraggiamento sul nulla, senza sapere di che cosa si sta parlando né a che cosa mira l’incoraggiamento. Ce la farai! hanno esclamato in molte, con fervido entusiasmo, ma a fare che? Adesso, in centinaia di default diranno “hai fatto bene” mentre una piccola frangia dirà invece “hai fatto male”, sia le une che le altre così così tanto per partecipare. ELASTI (e scusa se alzo la voce) vuoi per favore dirci a cosa hai rinunciato e che cosa bolliva in pentola per permettere alla percentuale di lettrici a cui veramente interessa l’intera storia di dirti “brava”oppure “azz…hai toppato” a ragion veduta (sia pure secondo il proprio punto di vista). Così per noi inclini all’ascolto è impossibile partecipare 🙂

      3. Ma io mi domando, abbiamo per le mani una donna intelligente, una persona che quasi ogni giorno condivide un pezzo di una vita fatta di problemi, amori, figli, responsabilità, soddisfazioni, cadute, voli, e lo fa con un certo stile, proprio delle persone talentuose, E NON VA BENE???????? Ma dov è il problema nell’essere talentuose? realizzate? donne in gamba? Perchè si guarda ancora con diffidenza a donne così? Veramente “chi mette in dubbio quello vede non crederà mai a ciò che tu chiedi”! A Milano tre è pieno di donne così??? Davvero? Invece io non credo che in Italia sia pieno di donne Elasti, ed anzi credo che quello che Elasti è e fa non sia cosa da tutti.
        E invece si fa di ogni erba un fascio, non si coglie l’essenziale, la diversità delle situazioni. Mi stupisco che qualcuno non abbia ancora scritto qualche cattiveria striscinate sull’essere figlia di un professore universitario, manco fosse una colpa nascere da un papà straordinario, anche se è davvero notevole il commento allucinante su Mister I e la base economica. Naturalmente anche arrivare ad essere Mister I è cosa da niente, tutto regalato. E naturalemnte cosa-vuoi-che-sia se tu perdi il lavoro! Che ti importa della dignità personale quando hai lui che ti mantiene…. MA STIAMO SCHERZANDO?!?!
        Ripeto, Napolitano divrebbe premiare sia te che Mister I ogni giorno, alla faccia di tutti gli invidiosi, irrealizzati, insensibili.

      4. Invece di Elasti ce ne sono, eccome. Anzi, ce ne sono tante che si fanno il culo da mattina a sera e che hanno il marito che fa lavoretti saltuari o l’operaio.
        Nota poi che Napolitano l’ha già premiata.

      5. Interessante l’ultima frase: pensavo proprio l’esatto contrario, ma tu pensa come è variato il mondo! 🙂
        P.S quelle che hanno deciso di starsene a casa sono, per mia personale statistica, al 90% delle …str…onzette. Ecco, l’ho detto. Un abbraccio al restante 10%, che pure esiste.

      6. A scanso di equivoci, mi riferivo a questa frase: “che guardano un po’ con invidia e un po’ con superiorità quelle che invece hanno deciso di stare a casa”

      7. ma se anche fosse???? ma perchè si deve giudicare? Elasti scrive bene, rende semplici e divertenti e commoventi concetti ed emozioni che proviamo più o meno tutti. e va bene così. questa è la sua casa virtuale, a me piace farle visita e leggere i suoi racconti. Punto. Non mi permetto di giudicare le sue scelte nè tanto meno la sua vita, che peraltro conosciamo solo tramite i suoi racconti. Se non piace il genere o la persona, non si legge il blog, fine!
        tu elasti continua così, sei schietta, simpatica, decisa e insicura, un po’ come tutte noi!

      8. Io continuo a non capire perchè c’è gente qui che non può limitarsi a leggere, ma deve per forza giudicare, far le pulci, sviscerare..
        le rare volte che leggo i commenti, ce n’è sempre qualcuno.
        E allora, mi domando e vi ri-domando: ma a voi, cosa frega se è ricca o povera, figlia di o moglie di, con la casa grande o piccola ecc. ecc.
        giuro, non lo capisco..

      9. Elasti, non reagire alle provocazioni Però anch’io, che ti seguo da tanto, penso un po’ che sei una mamma alfa inconsapevole. Ci hai mai pensato? Non mi dai assolutamente l’impressione che tu hai di te stessa. Ma credo assolutamente nella tua buona fede.
        Inoltre, lo scrivere un post “geroglifico” è sempre stato un modo dia catturare l’attenzione

      10. scusa, è partito il commento senza che avessi finito e firmato. Voglio dire:ok, qui è casa tua, ma non solo. ormai è diventato un posto di molti: milioni a a vedere dal conteggio delle visite. E molti ti seguono da anni e a volte, cercano anche di indovinare che scarpe hai comprato da un minimo indizio. Non sorprenderti, la rete è così. Quando sarai pronta racconterai quello che ti sta succedendo, ma non si può pretendere di essere letti da migliaia di utenti e pensare che resti comunque uno spazio intimo.
        e poi, ricordati, la curiosità è sempre una spinta forte e, diciamocelo, siamo tutti curiosi ormai da giorni!
        Ilaria

  19. brava, sono sicura che avrai fatto la scelta giusta, o meglio la migliore.
    sei coraggiosa, e il coraggio delle scelte ti premierà così come ti ha premiata finora.

    ti capisco e ti abbraccio!

  20. ciao cara elasti, le scelte sono sempre difficili, bisogna lasciare passare del tempo e digerirle un po’, sono sicura che avrai seguito il tuo istinto ed il tuo cuore.
    in bocca al lupo per tutto…..io ho 40 anni, un lavoro da professionista, poco tempo e pochi soldi ed ho scelto con tutto il cuore di tornare ad essere un’altra volta mamma….. scelta coraggiosa ed inebriante……..speriamo bene!!!!!!

  21. un mio amico dice, con ragione, che non dobbiamo necessariamente raccogliere ogni palla che ci viene lanciata. Sono sicura che hai scelto bene

  22. elasti, le scelte di pancia (anche con il mal di pancia) secondo sono le più giuste.
    per chi critica i vari incoraggiamenti senza sapere quale sia l’oggetto del problema, bè credo che prima di tutto non sono del tutto affari nostri e in secondo luogo può capitare anche nella vita reale di stare vicino ad una persona senza che questa voglia o possa parlare…

    1. cara mammamedico, sì può capitare, a me non è mai capitato, io ho bisogno di sapere perché uno è triste o infelice o a disagio perché solo così riesco davvero a mettermi nei suoi panni (non tutti si piange per motivi da tutti condivisibili). Questi commenti mi riportano a quella fiaba, “i vestiti dell’imperatore”, mi ha divertito essere il bambino che ha gridato: ma è nudo! (Ergo: qual è la scelta, a cosa ha rinunciato?) Mi scuso se qualcuno si è offeso, non era il mio intento

  23. Cara Elasti, credo che non è stato giusto fantasticare con il quale potrebbe essere stato il tuo problema, e commentare “senza contegno”, anche se qualcuno potrebbe dire “allora perché ha scritto questo post”, penso che prima di tutto è la tua vita e giusto o sbagliato che sia solo tu sai cosa è meglio per te (voi), e secondo, non è giusto punirti perchè tu possa scegliere di cambiare o di avere di più o meno lavoro e altri (purtroppo) non possono perché di certo non è colpa tua se in tanti non hanno lavoro. Ti auguro tutto il bene del mondo, ti leggo da tanto tempo e anche se non commento mai ti considero una brava persona e mamma con preggi e difetti come tutti noi e come tutti noi con il diritto di sbagliare (anche se spero non sia così in questo caso) e di sfogarsi perché a volte ci vuole…..un abbraccio

  24. Scegliere è difficile, ma una volta fatto, non bisogna voltarsi indietro o crogiolarsi con i se i ma. E scegliere ricordandosi che non è una scelta che ricade solo su di sè, ti ha sicuramente fatto ponderare bene la scelta. Quindi: forza e coraggio Elasti!

  25. Elasti io ti credo. Al contrario della lettrice che non crede alla fatica che fai nel mandare avanti il tuo quotidiano solo perchè hai una colf, la casa grande, il lavoro tuo e di tuo marito (che non c’é mai), vorrei dire che NON E’ COSI’ SEMPLICE! se si hanno una testa pensante, un cuore che batte aritmicamente di fronte ad ogni minimo impaccio, problema, capriccio, desiderio, sogno, progetto, ecc. ecc. . Inoltre vorrei solo porre a tutte una domanda: probabilmente come dici tu, si tratta di un problema sostanzialmente di natura professionale, ma perchè a nessuna è venuto in mente che poteva trattarsi di una decisione legata ad un uomo (forse il suo, ma anche no)? Buona giornata a tutte

  26. per chi si interroga sul cosa esattamente sia successo: non posso e non è opportuno dirlo, ché, purtroppo, tutta questa storia non coinvolge solo me.
    per chi si domanda perché ho messo in piazza i miei turbamenti senza esplicitarli: perché qui dentro tendenzialmente c’è la mia vita, filtrata dalla scrittura e dal buon senso, ma pur sempre la mia vita. perché questo continua ad essere innanzi tutto un posto dove vengo per riflettere, per condividere, per trovare risposte dentro e fuori di me. questo evento è un elemento importantissimo della mia vita e non potevo non scriverlo qui. avevo bisogno di farlo. certo, il quadro non può essere chiarissimo ma direi che la sostanza c’è tutta.

    1. io sono per natura una persona curiosa e (viste le mie origini) cuttigghiara (pettegola).
      ma non sono interessata a sapere cosa accade in particolare nella tua vita: saperlo non aggiungerebbe nulla alle mie impressioni
      leggo questo blog perche’ mi piace il tuo modo di scrivere e desrivere gli eventi le persone e le emozioni attorno a te; lo leggo perche’ spesso mi ritrovo in alcune situazioni (e mi sento meno sola nella mia folle maniera di vivere la mammitudine); lo leggo perche’ spesso mi fai ridere, a volte sorridere e ogni tanto sospirare e questo mi piace
      ma una curiosita’ me la togli? sei liscia naturale?

    2. A volte la provocazione, l’ironia, la critica (anche ingiusta) , il sarcasmo, possono essere modi per voler contribuire alla tua riflessione. Adesso per una volta fai una pausa con acido-acida e metti su un bel Vaffa di Masini e cantala a squarciagola!

    3. 🙂 non giustificarti più cara Elasti, non è una colpa se hai scritto un post poco chiaro (soprattutto se devi farlo perché ci sono di mezzo altre persone e situazioni), e se alcuni non capiscono, pazienza. Non si può sempre piacere a tutti…….

    4. Qualsiasi sia l’argomento su cui hai dovuto prendere una decisione hai fatto bene a scegliere con il cuore. Un abbraccio ed in bocca al lupo.

    5. Certo Elasti, non volevo il dettaglio, ma almeno sapere a grandi, grandissime linee se si tratta (trattava a questo punto) di cambiare città, nazione, continente; rinunciare al part time; dire addio al posto fisso (cioè allo stipendio sicuro) per uno straordinario lavoro a progetto che però è destinato a finire… Mi dispiace essere stata fraintesa, scusami, erano solo autentico interessamento e amichevole curiosità

    6. visto che non potevi nè volevi dirlo sin dall’inizio personalmente trovo del tutto inutile e un tantino irrispettoso nei confronti di chi ti legge scatenare un putiferio di ipotesi, supposizioni, congetture basate esclusivamente sul niente. Cosa vuoi che ti possiamo consigliare o suggerire se non si capisce un bel niente di quello che dici. Piuttosto di rimanere sul vago potevi evitare di fare tanto la misteriosa. Rimango dell’idea che questo lanciare il sasso nello stagno e tirare dietro la mano non sia corretto per chi ti segue, tutto qua.

      1. Sono d’accordo con te, ma quando soffri di certuni non ti preoccupi affatto. Semmai trovo strana l’ idea che questo blog sia una sorta di diario della blogger. Comunque siamo tutti un po’ pazzerelli e Elasti è anche divertente.

  27. secondo me, senza dire esattamente di cosa si tratta (xkè non può, e lo capisco), Elasti potrebbe confermarci una cosa: magari doveva trasferirsi x lavoro…. me lo fa pensare quando dice che non si può solo scegliere x sé: immaginate sradicare 3 figli dalla loro città, con tutto ciò che comporta… è così, Elasti? se è così appoggio in pieno la tua scelta!!! x me i figli vengono prima di tutto… hai voglia a dire che i figli sono sereni se le mamme sono serene!! x me è il contrario: io sono serena (anche a costo di grandi rinunce, con relativi mal di pancia e malinconia, che tutto sommato son nulla e me li faccio passare) se vedo il mio bimbo sereno!!
    ti passeranno, cara Elasti, questi malesseri… d’altronde la tua vita mi sembra già abbastanza movimentata x movimentarla ancora!!! stai tranquilla, è sicuramente la scelta giusta.

    1. Poteva essere Repubblica che diceva o con noi a tempo pieno o niente, poteva essere il lavoro che diceva basta part-time o tempo pieno o cissi, poteva essere un nuovo lavoro fantastico ma che toglieva la flessibilità (elasticità??) del lavoro di adesso magari concedendo meno tempo ai figli e incasinandosi con i viaggi di mr i. Ma… un periodo per mr i alla bocconi/statale/iulm/politecnico (cattolica non credo…) così da permettere a te un po’ più di tempo per te stessa?

      1. senza intromettermi nel giudizio sulle scelte personali di elasti, vorrei solo far presente che i professori universitari di oggi, contrariamente a quello che si pensa, non fanno proprio la vita dei privilegiati. spesso sono precari, e lo restano per anni, se non per decenni, nonostante una vita di studio e di lavoro. spostarsi da londra a milano non è così immediato e semplice come si possa pensare.

      2. poteva essere mrI che ha ricevuto una proposta a tempo pieno in usa… francamente spero che non sia questo. ma non sono affari miei.

      3. Ma lo segui il blog? LEI ha ricevuto una telefonata giorni fa, per la quale ha chiamato a Londra Mr I. Quindi riguarda lei, non lui.

  28. A me una volta una persona esterna alla mia vita, ma che aveva gli strumenti per vederci piuttosto chiaro, mi disse una cosa che mi aiuto’ tanto, mi disse che nonostante i fatti della mia vita dimostrassero altrimenti e nonostante quello che dicessi, io ero tutt’altro che un’avventuriera, sono una persona che ama l’intimita’ con poche persone e che ha bisogno di serenita’ emotiva e lavorativa, senza sbalzi e scossoni piu’ di qualunque altra cosa. Aggiunse tante altre cose, uso’ le parole giuste e io finalmente senti che potevo togliere la maschera e dedicarmi alle cose che mi facevano stare bene abbandonando quelle che mi avevano dato tanto si, ma non facevano piu’ per me.
    Le paure sono sacre, bisogna ascoltarle, le paure, quelle che ci prendono la pancia non e’ l’emozione per le cose nuove ( o non sempre se non altro) e’ un segnale del corpo della mente che ti dice:”ehi…fermati, non ce la faccio”.
    Spero tu legga il mio commento.

  29. Per favore, non piangerti addoso, tu che lavori, che tuo marito lavora e che hai una casa. Lascia che questo lo si faccia noi, noi che siamo in cassa integrazione, che stiamo perdendo la casa, che non abbiamo possibilità di scelta, se non quella di farci aiutate dai genitori…

    1. senti, non è x difendere x forza Elasti… xò se leggi bene il suo post già nelle prime righe dice che poter scegliere è un gran privilegio: ne è consapevole e non si piange addosso!!
      sì, continuamo a piangere noi che non possiamo scegliere…. io pure non sono in una bella situazione e mi fanno rabbia quelli che non lo sono e si lamentano sempre!!!!
      non mi sembra il caso di Elasti , xò, che infine dice di scegliere le sue sicurezze di sempre: ce l’ha e lo sa, ne è grata, ne è consapevole, non le molla.
      beata lei e chi come lei!
      io pure ho altro di buono nella mia vita: se non ho il mio lavoro e la salute perfetta di mio figlio xò ho il marito che voglio, i miei genitori vicini (in tutti i sensi), una casa tutta nostra…. e già pure di questo sono grata al cielo!!!
      beata me.

    2. e sicuramente c’è anche chi sta pure peggio, ma non credo che a qualcuna verrebbe in mente di scrivere un blog in cui fa l’elenco delle sue sfighe o di come si sente a chiedere 50 euro della pensione dei genitori per fare la spesa

  30. Forse come dicono tutte qui, hai fatto bene, però tra il post in cui quasi ti eri lanciata e questo, mi sembra solo di cogliere solo la paura, il senso di rinuncia e molto, ma molto meno entusiasmo. Cambiare fa bene, fa sentire vivi. Ovviamente sono solo speculazioni, pero’…

    saluti
    Lorena

  31. Riguardo chi si fa un mazzo tanto da mattina a sera, ha ragione ancora una volta e sempre per me, Annamaria.
    L’Italia è piena di persone (non necessariamente donne) che faticano, e veramente tanto, e che oltretutto devono vedersela con miserrime entrate economiche.
    C’è quindi una differenza sostanziale e il fatto di sottolinearlo non significa incolpare qualcuno di aver avuto la fortuna di nascere in una famiglia benestante.
    E’ che la maggior parte di noi è costretta a farselo il culo, mentre c’è una minoranza che spesso sceglie di farselo, di crearsi mille impegni, per sè e per i propri figli ad esempio, e poi si lamenta e fa la vittima (e – sottolineo – non mi riferisco alla padrona di casa che conosco ancora troppo poco, e agli ultimi due misteriosi post).

  32. Anch’io penso sempre che se ci fosse ancora il mio babbo ogni scelta, anche quella che sto per prendere, sarebbe più semplice.

  33. Non chiederti di sapere di più significa rispettrarti, e chi ti vuole bene deve farlo. Sono con te, anch’io penso che ai bivi, quando non sai che strada prendere, non puoi fare altro che ascoltarti e sentire cosa ti dice in quel momento il tuo io più profondo. E’ successo anche a me, non so ancora se ho fatto bene, ma so che non riuscivo in quel momento a fare diversamente e per lo stesso motivo tuo, perché non potevo pensare solo a me stessa. In bocca al lupo…

  34. Al di la della mia naturale propension3 per le scelte conservative, di cui nn mi vergogno per nulla anche se sembra siano fuori moda, e quindi al di la della mia spontanea approvazione, sono contenta per te che tu sia riuscita a scegliere. Nn pensare con rimpianto a quanto lasciato, la scelta è fatta e v va bene così, il pentimento è sciocco.
    Ps e comunque nn ho capito il senso delle critiche, è il suo blog a lei la scelta di cosa scrivere o no. Se nn piace, credo che sul web ci siano tante valide alternative di lettura, no?

  35. Ciao Elasti.
    Sono una tua lettrice assidua da poco, considerata l’età del blog. Ma mi ricordo di te quando ancora girava splinder .Anche io sono nata in quelle terre per condiviedere un pezzo della mia vita che non ero forse capace di condividere altrove. Scusami la premessa. Era per dire che è la prima volta che commento un tuo post. Invero sarà un commento ai commenti. I commenti delle persone invidiose. I commenti delle donne invidiose. Invidie piccole, immotivate. D’accordo essere liberi di commentare, farlo con livore è veramente meschino. Tra l’altro perpetrare nei commenti in questo modo ostile è veramente fastidiso. Potresti mettere tutti a tecere pubblicando la dichiarazione dei redditi ma questa tua casa con la porta sempre aperta merita prima di tutto rispetto da parte di chi ti frequenta. E direi proprio che la maggior parte delle persone, in questo, sia la benvenuta. La polemica fine a se stessa non porta da nessuna parte. A volte tener la bocca chiusa è una buona opportunità da non lasciarsi sfuggire.

    Per il resto grazie di condividere con noi pezzetti grandi e piccole della tua vita, ansie gioie e dolori. Un abbraccio

  36. Poche cose mi irritano come chi vuole i dettagli della vita privata delle persone, lo ha scritto in un post sul SUO blog non è venuta nel vostro a commentarvi o giudicarvi ponendosi come esempio.

    A chi parla di scrittura creativa, ma pensateci bene un attimo:
    se era un esperimento di scrittura creativa vi avrebbe anche dato le risposte che alcuni chiedono, se le sarebbe inventate, no?

    Operazione di marketing?
    Qui mi sa che la scrittura creativa la applicano alcuni nei commenti.
    Scusate per il papiro.

  37. “poter scegliere è un gran bel privilegio e una enorme responsabilità.”
    Esatto. In questa frase secondo me, e’ contenuto tutto il significato dell’essere adulti responsabili. Nel bene e nel male.
    Pur non conoscendoti, pur leggendoti e basta, il tuo nervosismo e la tua insicurezza traspare tutta.
    Da perfetta sconosciuta, ti ripeto keep calm and carry on. Scegliere e’ il nostro dovere di adulti. Lo so che questo non aiuta. Magari aiuterebbe un abbraccio se fossimo amiche ma non lo siamo, quindi c’e veramente poco che posso dire o fare.

    Volevo pero’ aggiungere un pensiero piu’ legato ai commenti che al post.
    Concordo con chi sostiene che non e’ vero che le scelte sono tutte giuste e che essere nella condizione di poter scegliere non e’ solo una gran botta di culo. Ammesso di essere nate/i in un paese occidentale abbiamo tutte/i la possibilita’ di scegliere della nostra vita.
    Come le scelte fatte in fase di progetto renderanno un palazzo stabile o meno, un impianto produttivo e sicuro o no, anche le scelte che facciamo tutti i giorni renderanno la nostra vita e quella di chi ci sta intorno, migliore o peggiore. E la responsabilita’ sara’ nostra.
    Ed essere arrivate/i al punto di avere il “privilegio” di poter scegliere non e’ solo fortuna ma anche merito.
    Merito di aver progettato bene e di aver saputo prendere la decisione giusta al momento giusto.

    1. Aggiungo che noi siamo il frutto di ciò che leggiamo e di chi frequentiamo..
      magari, spegnere la tv ogni tanto, leggere, imparare a riflettere, può aiutare a progettare e decidere meglio.

  38. Il fatto di mantenere generica la scelta la rende a mio avviso più adattabile alle esperienze altrui e quindi più condivisibile.
    Comunque questa è una finestra sul mondo di Elasti: se passi e guardi dentro, magari ti ritrovi e fai un sorriso, ma se non ti ritrovi non ti metti a lanciare immondizia.
    E se guardare ti dà noia puoi sempre cambiare marciapiede.

  39. E’ palese che è stata una scelta sofferta sul fronte del lavoro.

    Per la mia esperienza ti posso passare un cappuccino con dentro questo pensiero:

    Escludendo e rispettando i casi di lavoro di sopravvivenza/mantenimento, che per i figli una fa qualsiasi cosa,

    la soddisfazione data da un lavoro frutto di un percorso formativo è lo specchio dello stato intellettuale in cui sei nel presente.

    Ma il tempo cambia questo stato. Volente o nolente, spirito evolutivo o statico che tu sia, il tempo ti cambia.

    E quella soddisfazione scade, come le mozzarelle, evapora, un bel giorno non la trovi più.

    Puntare tutto sul lavoro non è una buona scelta, secondo me.
    E questo NON vuole dire rinunciare al lavoro, solo non metterlo al primo posto.

    Meglio mettere al primo posto, con tutte le scelte che ne seguono, quella parte di te che resiste al tempo, che migliora col tempo ma non passa.

    Per me è stata, ed è la famiglia, l’amore, gli affetti, le vite che mi circondano e che mi vogliono.
    Quelle il tempo non lo cambia. Le migliora, le matura, le fa crescere (ed è una avventura fantastica vederle crescere e definirsi) ma non passano, non scadono come le sfide intellettuali.

    Quando si incoccia in scelte drammatiche bisogna sempre pensare sul lungo termine: questa cosa ha la potenzialità di appassionarmi come ora anche tra 20 anni?

    Di solito il lavoro non ha questa presa sull’animo femminile
    (con le dovutissime eccezioni, erinni assatanate astenersi)

    1. “Di solito il lavoro non ha questa presa sull’animo femminile” mi pare una frase un po fatta e un po di parte….
      chi avrebbe fatto questa indagine? Di solito non fa presa perche dall’eta di anni 10 senti che dire che ci sono cosa piu importanti come i figli e i panni da lavare, che per gli uomini sono altrettanto importanti, ma si da per scontato che per loro “il lavoro fa presa”. Ehi donne, svegliamoci un po.

      1. ehm si appunto…
        cioe’: ognuno e’ come e’, ok?
        l’importante e’ capirlo e poter scegliere
        se elasti ha scelto di restare generica, facciamolo anche noi: scegliere e’ dura, che tu sia una su cui il lavoro fa presa o una su cui gli affetti fanno presa non cambia

      2. Ma infatti! Voglio dire, com’è possibile che nel 2013 ragioniamo ancora in questi termini? Perché, una donna non può avere una passione lavorativa che duri per tutta la vita, senza per questo essere una persona normale? Che ognuno faccia le proprie scelte, ma generalizzare così in termini di supposte predisposizioni di genere è assurdo.

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