Nonsolomamma

la A di banana

“sapete? martedì sera sono uscito a cena con un professore che era venuto a fare un seminario nella nostra università a londra”

“questa è la A di banana”

“mi prude tutto! mamma!!! mi prude!”

“amore, lo so. la pediatra lo ha detto che l’orticaria migrante ci mette una settimana a migrare definitivamente altrove. e comunque ora prendi la medicina e ti passa, dai. non hai nemmeno più le macchie rosse…”

“e siamo andati, non so perché, in un ristorante francese. io odio la cucina francese. le murt’ della cucina francese… sapete cosa dicono gli inglesi dei francesi?”

“questa invece è la A di papà”

“eddai! non instillare i pregiudizi!”

“gli inglesi chiamano i francesi frogs, perché mangiano le rane!!!”

“nooooo! che schifo!”

“che schifo per noi, magari per loro sono buonissime!”

“bravo hobbit di mezzo! tu sì che sei un ragazzo aperto!”

“poi dicono che portano il pane sotto le ascelle. ed è vero! e poi che puzzano di aglio”

“mister i la smetti? è la fiera dello stereotipo? che esempio dai?”

“questa è la A di selpente”

“insomma al ristorante francese a un certo punto ci hanno portato delle palline che sembravano polpette. allora io ho detto: mo’! proviamo queste palline che magari sono meno fetenti del resto”

“e?”

“questa è la A dei miei anni, tle!”

“non erano per niente polpettine! indovinate cos’erano?”

“lumache”

“sì. volevo morire”

“invece ti sta bene”

“mamma, ma hai mai pensato di divorziare dal papà?”

“?”

“non può mica. se lei lo lascia, il papà è troppo vecchio. non sa mica cavarsela da solo”

“guarda che io sono più giovane della mamma!”

“ma sei vecchio dentro!”

“questa è la A di annalisa poltapazienza. e questa è la A del mio compleanno, quattlo anni e fazzamo una festa”

“lo hobbit piccolo sa leggere”

“e poi ho mangiato dei ravioli schifosi”

“è vero. legge le lettere e anche i numeri”

“non è possibile!”

“sì! guarda: che lettera è questa?”

“la A di mamma”

“le chiama tutte A ma non ne sbaglia una…”

“avete ragione. che impressione. è troppo piccolo per saper leggere. chiamiamo un esorcista?”.

 

49 thoughts on “la A di banana

      1. Certo che Elasti… io a scriverti un commento nominando Vercelli… e con mia nonna andavamo nelle zone delle risaie a pescare le rane quando io ero piccola.

        E tu stavi abbozzando, probabilmente, questo post.
        Coincidenze. ^_^

  1. Insegnare ai bambini a scoprire il mondo e altre culture senza fare affidamento agli stereotipi penso sia fondamentale, e ringrazio i miei genitori per averlo fatto con me… Detto ciò… Le lumache fanno un po’ schifo anche a me, e ammetto di non averle. mai provate 😀

  2. Mo’ che strano! In Puglia hai voglia che si mangiano le lumache, io è là che ho imparato a mangiarle. Mamma mia che buone le lumache con i peperoni!

  3. Stasera il mio duenne con pennarello e foglio si è esercitato a disegnare le letterine…dice lui. P di PUZZETTINA, M di COCCOLINE , A di ZIO CHE VA VELOCE, E di CAMPANILE…DING DONG DANG. E messi i tappi ai colori ha chiosato con LAVOVO FINITO, LAVOVATO TANTO, BENE BENISSIMO!
    Il treenne è il guru.

  4. Eh si, anche nn lontano da Milano…
    Mia mamma cucinava le lumache, anche se solo lei e mio padre le mangiavano e sul lago di Garda si trovano baracchini che vendono rane fritte. Ciò detto, io nn ho mai avuto il coraggio di assaggiarle!

    1. io abito sul lago di garda, ma non ho mai visto baracchini che vendono rane fritte, forse, dato che non mi paicciono, non ci ho mai fatto caso!!

      1. alla faccia degli stereotipi. e anche parecchio offensivi. elasti, dovresti fare qualcosa. e non mi metto neanche a replicare nel merito. come ho già detto più volte, il blog è bello, ma peccato per i commenti

  5. Vengo da una famiglia di papà + mamma + 3 figlie femmine + nonna, a cena eravamo sei attorno al tavolo: questi tuoi racconti di chiacchiere mi fanno ritornare all’infanzia (che non è passata poi da molto…)

  6. No, le lumache (ma anche le rane) no, pietà!
    Lo so che in alcune zone del Piemonte si mangiano tanto, ma… BLEAH!

    Il piccolo non è un genio, è probabilmente precoce (detto da una che a 4 anni leggeva “La Stampa”…)

    Floralye

  7. Dai Elasti, non l’avresti mai sposato se avesse mangiato rane e lumache! “allora io ho detto: mo’! proviamo queste palline” ahahahah 🙂

    ps: voglio venire anch’io alla festa per il futuro quattroenne…… 😉

  8. il gioco attuale del mio treenne, non so bene se inventato da lui o imparato all’asilo, fa più o meno così: MA come macchina, NE come nevicata, RO come Robin Hood, IO’ come i occhi, CIA’ come prepararsi. Non fa una piega.

    1. basta sapere dove andare, anche in Inghilterra si mangia benissimo, e basterebbe non continuare a diffondere stereotipi e educare i bambini a stereotipi, anche alimentari

  9. le rane si mangiano anche in lombardia.
    Ora solo alcuni le mangiano ma una volta il compito dei bambini (come mio padre) era andare per fossi alla ricerca di rane

  10. Cosce di rane fritte e brodo di cosce di rane: leggero, saporito, nutriente. Lumache mangiate in ogni modo, buone pure loro. Mi stupisce che Mr I, quasi coetaneo e quasi conterraneo, non abbia apprezzato. Ma de gustibus…

    L.

  11. Le lumache piacciono anche a me!!!!
    Comunque scrivevo per dire che condivido con lo Hobbit grande l’orticaria ed è fastidiosissssssssiiiiiimaaaaaaaa! 😥
    Come lo capisco!!!
    Baci! ❤

  12. Che famiglia pazzarella. Personalmente da vecchio milanese ho sempre mangiato rane in brodo, con il risotto, fritte, in frittata e le lumache con il sugo e la polenta. Ora le rane con l’uso dei pesticidi nelle risaie sono scomparse e le lumache richiedono prati che è difficile trovare. In Umbria invece le lumache nei prati di mentuccia, insieme a cui si lasciano sfogare per un paio di giorni, si cucinano con un sughetto al peperoncino che fa risuscitare i morti. Mister lo scuso per affinità birraiole e tarallifere. Gli hobbit sempre simpatici e fantastici, come farne senza?

  13. a noi (e intendo anche la mia signorina di anni 5) le lumache piacciono molto. idem le rane. però mia figlia mangia anche la bagna cauda e forse non fa testo….

  14. Mi ricorda tanto le nostre cene…. Con il Minty che dice: “Sapete che oggi è il giorno della tartaruga e domani il giorno del lupo?”, il Morby che ripete ossessivamente e alternativamente “Cacqua!” e “Ncoa” (ancora) e Mamma Pinkytos e Mister Baby che cercano, faticosamente e ostinatamente, di imbastire un discorso “da grandi”…..
    Ma forse sono i discorsi “da piccoli” ad essere più interessanti!

    lamammanondormemai.blogspot.it

  15. In tutte le fiere di paese in Veneto si mangiano i “bovoletti” chioccioline piccole piccole, con sale, pepe, aglio, olio e prezzemolo. Un mio vecchio zio, emigrato in Germania, ogni volta che tornava nel periodo della fiera faceva sempre tappa ai chioschi dove preparavano bovoletti e folpi con la polenta :’-)

  16. ma le rane e le lumache sono BELLE! vanno bene per farti compagnia o per osservarle, mica per mangiarle…
    qui in inghilterra ci sono anche nel mio giardino ma per me sarebbe come mangiarmi il cane…
    Elasti continua cosi’, a lottare contro gli stereotipi! da grandi si possono usare per ridere (io lavoro in un ambiente europeo e ci prendiamo TUTTI in giro per quel che si dice o si pensa dei rispettivi paesi) ma coi piccoli bisogna stare piu’ attenti!

  17. gli inglesi hanno i denti gialli e che bevono compulsivamente qualcuno glielo ha detto?
    tutti noi abbiamo delle particolarità qualcuno c’è lo dice?
    Al nord si dice che quelli del sud sono saccenti e un po’ arroganti e che non sono mai contenti di quel che gli offri.
    Quelli del sud dicono che al nord ci sono i polentoni … Che non sanno come si fa….
    Ma quando diventiamo grandi?

  18. Il primo stereotipo lo abbiamo nella testa.
    Non penso sia questione di tagliatelle di omelette o di altro, si tratta di una caratteristica dell’ animo umano disprezzare l’altro o di semi di arroganza.
    Non siamo tutti uguali ma davanti agli stereotipi si.
    chi parla male dei meridionali viene giustamente trafitto e dichiarato razzista.
    Lo si faccia anche in altre situazioni. Non si giustifichino come campanilismi di poco conto.

  19. Ogni paese ha le sue usanze e le sue pietanze. Se il cuoco è bravo, è tutto buonissimo! Poi, ci possono stare scelte alimentari (vegetariani, vegani…). Il bello del viaggiare è assaggiare quello che le altre popolazioni mangiano. Il cibo è cultura, come la lingua le usanze, e molto altro…
    Se si parte con pregiudizi, tanto vale non partire affatto, si torna come si è partiti, con lo stesso bagaglio di pregiudizi, ma con la presunzione di poterli avvallare.
    Che non ci sia “amore” tra francesi e inglesi, questo risale alla note dei tempi, per secoli si sono fatti la guerra e si sono invasi l’un l’altro, schierarsi con l’uno o con l’altro, è far parte di quel gioco.

  20. Anch’io ho imparato a 3 anni, mi ha insegnato il mio papà… Per mia mamma è stata una manosanta, lei faceva i mestieri e io restavo dove mi lasciava a leggere il mio fumetto.

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