Nonsolomamma

unmade bed

“è sveglio, vivace, appassionato, intuitivo, partecipe e veloce”

“ma…”

“non ha alcun problema a livello di comprensione”

“ma…”

“non possiamo lamentarci da questo punto di vista”

“ma…”

ma è sciatto, disordinato, irrequieto. non sa stare fermo, è frettoloso e precipitoso. è impaziente. un unmade bed, un letto sfatto. se ne sono accorte anche le maestre. “anche la forma è importante”. già, le maestre hanno ragione. anche la forma, l’ordine, il rigore sono importanti. non basta innamorarsi della matematica. e nemmeno leggere tutti i libri di capitan mutanda. bisogna essere anche collegati con il mondo e dare un contenitore presentabile ai nostri contenuti, brillanti o opachi che siano. certo, elastigirl, dovendo scegliere, preferisce che lui sia sveglio e sciatto piuttosto che tonto e order freak, tuttavia est modus in rebus e lui deve fare uno sforzo per migliorarsi.

“ti ritrovi nelle cose che mi hanno detto le maestre oggi al colloquio, hobbit di mezzo?”

“mpf, sì, abbastanza”

“già, ti ci ritrovo molto anche io. quante volte papà ed io ti rimproveriamo perché non fai attenzione alle cose? perché sei distratto? perché sei sciattone? guarda che è importante un po’ di ordine nella vita. serve a ritrovare i pezzi quando li perdi. mi prometti che ti impegnerai un po’ di più? che avrai più cura delle tue cose, di quello che fai e di come lo fai? a scuola in particolare”

“te lo prometto”

“bene”.

subito dopo, è entrato nella vasca da bagno con capitan mutanda, senza rendersi conto che i libri sono fatti di carta e che la carta non è impermeabile. si è infilato le calze di un colore diverso l’una dall’altra e, appena seduto a tavola, si è rovesciato l’acqua sul pigiama. alla fine della cena aveva briciole di pane e polpette nelle orecchie e un pezzo di cioccolato nei capelli anche se di cioccolato non ne aveva mangiato.

108 thoughts on “unmade bed

  1. Non ho mai scritto ma leggo da molto, il mio commento non é per elasti ma per gli altri che inneggiano alla simpatica sciatteria del medio.io lo adoro ma da insegnante dopo una giornata di inferno con tutti i ragazzi che non hanno quaderno/libro/cartella, non riescono a stare fermi/seduti e almeno un po’ zitti o almeno non cantare e ognuno é speciale/geniale/simpatico dico: è vero ogni scarrafone é bello a mamma sua, ma con un minimo di ordine si riuscirebbe ad insegnare qualcosa!scusate lo sfogo!

    1. Sono d’accordo. L’ordine e l’attenzione servono anche a stare insieme agli altri, e a vivere meglio. E mi sembra che le maestre dello Hobbit medio siano delle brave maestre, che apprezzano i suoi lati positivi e fanno giustamente presenti ai genitori quelli meno positivi (tutti ne hanno, di lati meno positivi), non è un volergli tarpare le ali ma aiutarlo a crescere e dare il meglio di sè. Ed Elasti, da mamma molto equilibrata, ha agito saggiamente! Brava! Chissà se quando sarà il momento sarò così equlibrata anch’io…. gulp!

    2. Mi fa piacere che ci sia questo commento, perché mentre leggevo il post e tutti gli interventi pensavo prima di tutto agli insegnanti e alle classi in cui i bambini “sciatti, disordinati, irrequieti, che non sanno stare fermi, sono frettolosi e precipitosi, impazienti” (per usare le stesse parole di Elasti) sono la regola più che l’eccezione: cioè, da quel che sento in giro, la maggior parte delle classi, dalle elementari in su, con grave compromesso delle attività didattiche.
      Sono d’accordo sul fatto che creatività e spontaneità non debbano essere soffocate; sono altrettanto turbata all’idea che possano invece con tanta facilità essere etichettate come malattie da curare farmacologicamente… Però un po’ d’ordine e di disciplina, la capacità di mantenere l’attenzione e stare fermi per un tempo ragionevole, di parlare con un tono di voce normale e di intervenire a proposito nelle conversazioni mi sembrano condizioni minimali perché gli insegnanti possano lavorare decentemente. E le famiglie dovrebbero garantire agli insegnanti tali condizioni.

      1. Sono d’accordo. Pienamente.
        A ognuno il suo mestiere: le maestre devono insegnare ANCHE l’ordine, perchè un banco ordinato, un quaderno ordinato, un modus operandi ordinato agevolano un PENSIERO ORDINATO. I bimbi dell’età di HM devono essere aiutati a mettere in ordine i propri pensieri. Quando saranno più padroni delle proprie capacità potranno anche decidere di sovvertire l’ordine.

  2. mio figlio è così. ha 7 anni e se non controllo mette le mutande sui pantaloni e la felpa sulla canotta senza la maglia che magari finisce nello zaino della scuola, sempre che si ricordi di prenderlo invece di quello del judo. ma è stupendo. curioso, interessato a mille cose contemporaneamente ed è buono e generoso con gli altri. sì, è disordinato e i quaderni fanno pena. ma chissenefrega! spesso io e il papà gli spieghiamo che un minimo di attenzione e ordine in più potrebbero essere un bene, ma poi sai che c’è? io non credo che i bambini debbano essere tutti uguali. e se non ha problemi di comprensione nè di comportamento va bene così. sul serio. caotico e disordinato ma pure sensibile, allegro e gentile e tanto altro ancora. e pazienza se i suoi quaderni sembrano sempre scampati da un evento catastrofico. io spero che queste caratteristiche gli rimangano sempre, anche in futuro. che possa continuare a inventare storie e immaginare meraviglie e a pensare che ci sono sempre mille cose nuove da scoprire e esperienze da fare. alla faccia dell’ordine. baci all’hobbit di mezzo

  3. sembrano i commenti delle mie maestre, e quelli dei miei professori alle medie, e poi alle superiori… il giorno del mio primo esame all’universita’ incontrai per caso il mio amatissimo prof di filosofia del liceo e, quando gli dissi che avevo preso la lode, mi chiese se ero riuscita a star ferma per 20 minuti durante l’esame…mi fa ancora male quando ci penso. Solo durante il dottorato ho scoperto, per caso, che si, forse avevo una moderata dislessia che forse mi faceva essere iperattiva e che forse blablabla. In ogni caso, avevo imparato tranquillamente le coping startegies e allora mi venne in mente che “invece il cento c’e'”, alla faccia di chi non conosce gli altri 99!
    http://www.pensieriparole.it/poesie/autori/l/loris-malaguzzi/pag1

  4. Secondo me hai un piccolo genio tra le mani. Mi ricorda mio marito. Può essere che non è lui sbagliato per la scuola ma è la scuola sbagliata per lui?

  5. Per fortuna ci sono anche commenti equilibrati, sani ed ironici, come equilibrato è il post. Ma la maggior parte, mamma mia!
    Tutte queste mamme preoccupate di non tarpare le alucce ai loro figli, piccoli genietti simpaticamente disordinati. Se fosse vero la percentuale di geni nella popolazione sarebbe molto superiore a quella che invece è la triste realtà. E la triste realtà è che nelle aule delle nostre scuole c’è una bella fetta di bambini e ragazzi sporchi, maleducati, distratti, incapaci di attenzione e concentrazione, incapaci di affrontare un no e purtroppo per niente geni.
    Ma fate le mamme, cavolo! Fate i genitori, porco zio! E i genitori, oltre all’amore, danno norme, educazione, ordine e insegnano il rispetto e l’attenzione. Che magari questo nostro paese potrebbe pure funzionare un po’ meglio se imparassimo di nuovo alcuni fondamenti base del vivere civile.
    Tutte lì a dire ma no, non tarpargli le alucce, non cambiarlo, non fargli la bua, non dire mai no. Ma vi sentite? Vi viene in mente che per fare i genitori BISOGNA dire dei no, BISOGNA dare regole, BISOGNA dare strumenti di convivenza. Sono i figli che poi, diventati grandi, decideranno da soli le regole che riterranno opportuno o meno seguire.
    E per finire, ma quando mai il genio è sregolatezza, la maggior parte dei geni sono persone che hanno un ordine mentale rigorosissimo e sono capaci di attenzione e concentrazione al di sopra della norma.
    E scusami Elasti, ma davvero certe volte scappa proprio la pazienza.

    1. Il tono di questo intervento mi fa pensare che forse si confondono due cose molto diverse:
      1.Un bambino/a un po’ distratto perche’ preso dalla lettura e dalla voracita’ di apprendimento; un bambino/a che non presta attenzione al colore dei calzini, ad indossare i pantaloni di velluto in estate (cosa che facevo regolarmente io), che sta sempre con la testa un po’ sulle nuvole perche’ impegnato a pensare. Che crea, discute, va controcorrente, ha amici immaginari e inventa situazioni e giochi assurdi, che e’ sempre un po’ sopra le righe e non rispecchia i canoni “normali” del mondo che lo circonda e’ un conto.
      2.Un bambino/a maleducato, che non rispetta chi gli/le sta intorno, che non si impegna, che non e’ stato abituato a pensare e creare, che distrugge soltanto, che e’ prepotente e non sa rispettare un no, e’ tutta un’altra cosa.
      In questo caso non c’e da esserne fieri, si tratta soltanto e semplicemente di MALE EDUCAZIONE.

      Ma la differenza la sappiano tutti noi genitori vero?
      Giusto? Non e’ possibile confondere le due cose. Non credo che Elasti stia parlando di un bambino cosi’?
      O sono io che non ho capito e sono sempre la solita fuori dal mondo?

  6. trovo giusto valorizzare i pregi e talenti di un bambino e correggere (per quanto possibile) o smussare i difetti, e questo non è cambiare la natura di un individuo, è educazione, è far crescere un bambino. Ed è fatica, necessita di perseveranza, pazienza, e tenacia. Il mestiere di genitore è tutt’altro che facile, ma è così! detto ciò, HM è “attachant”.

  7. Sapete cosa mi e’ venuta in mdnte? La scuola guida. L’istruttore ti insegna la tecnica giusta, la corretta posizione, i tempi di manovra…poi ognuno declina le informazioni ricevute secondo le preferenze ma partendo da una base corretta.
    Lo so forse e’ banale e un po’ asdurdo….ma non troppo… 😉

  8. Elasti, scusa se mi permetto. so che il blog è la tua vita e tu racconti tutto quello che ne fa parte però credo che non sia stato delicato (forse il termine non è dei più azzeccati) raccontare una cosa così intima di tuo figlio ed esporlo al giudizio altrui. va bene raccontare la propria vita la propria quotidianità ma i bambini vanno lasciati fuori da tutto questo perchè un conto è raccontare le cose divertenti che fanno o che dicono un conto è raccontare una cosa così delicata che fa parte della vostra famiglia e che come tale va protetta e tenuta per voi. questa volta non ti ho capita

    con affetto
    LInda

  9. Terzogenita, ma sono come l’hobbit di mezzo! Andare in vasca con la biancheria addosso: fatto. Andare a scuola senza libri: fatto. Arrivare un’ora prima a una festa perché non ricordavo l’orario: fatto. E’ da anni che cerco di ricollegarmi al mondo: a volte ci riesco, a volte no!

    Ma un po’ di ordine serve. Magari non diventerà veramente ordinato, ma capirà che ogni tanto bisogna rimboccarsi le maniche e trovare il posto a tutto (parlo sia in senso fisico che mentale!). Insomma uno da pulizie di primavera più che settimanali. Io ci sono arrivata grazie ai continui richiami paterni 😉

    1. Anche io, anche io:
      1.Inzuppare tutti i miei libri/fumetti nella vasca da bagno. fatto
      2.Andare in piscina senza costume e dover tornare indietro. fatto
      3. Esser conosciuta per nome dai gestori del deposito autobus per tutte le volte che sono andata a recuperare zaino, piuttosto che borsa piscina, piuttosto che cartellina con squadre e disegni. fatto.
      4. Lasciato il telecomando nel frigorifero tre giorni. fatto.
      5. Lasciare costantemente il telefono ovunque. fatto.
      6. Dimenticare il codice pin del bancomat e dover lasciare tutta la spesa del supermercato alla cassa. fatto.
      7. indossare pantaloni di velluto in estate. fatto
      8. sentirmi a tratti scollegata dal resto del mondo, avete presente la sensazione quando tutti parlano o fanno una cosa importantintissima e di vitale importanza, di cui voi pero’ non avete mai sentito parlare? fatto.
      10. aver dimenticato il portafogli alla pompa di benzina, sulla cassa del supermercato, al botteghino del teatro. fatto.

      La lista potrebbe continuare all’infinito.
      Tutte queste cose pero’ sono molto diverse dall’essere male educati, non saper rispettare gli altri, non prestare attenzione agli insegnamenti.
      Insomma, ho letto commenti che non capisco molto. Non sono cose correlate.
      Si puo’ essere scollegati ed educatissimi.
      Non capisco come queste due cose possano essere confuse.

      1. esatto. concordo pienamente. i maleducati, gli insopportabili, quelli che disturbano in classe e non rispettano gli altri sono un problema reale, oltre che un fastidio per la maggioranza. ma non c’entrano nulla con gli “sbrindellati” che quando fanno danni, per distrazione o per passione, danneggiano solo se stessi.
        comunque meglio così, che acidi e astiosi come certi giudici amanti dell’ordine…
        buona giornata

  10. AIUTO!! quindi se va bene genio=disordine io che non sopporto il caos devo pensare ordine = sono scema???
    Non esageriamo, un po’ di libertà e di sregolatezza vanno bene, ma occorre insegnare anche che a scuola e non solo ci sono materiali di cui imparare a prendersi cura; è giusto buttare via un libro perchè lo si immerge nell’acqua?? A me non pare, ma appunto io sono ordinata….

  11. Da quando abbiamo riconosciuto che adhd esiste, la vita in casa e a scuola è migliorata , moltissimo e senza farmaci.
    Prima di giudicare bisogna conoscere.
    Firmato da chi scrisse adhd all’inizio con punto di domanda. Perchè risposte univoche e buone per tutti non esistono.
    Detto questo, un bambino avrebbe almeno diritto alla privacy di ciò che i suoi insegnanti pensano di lui, e i suoi insegnanti pure.
    Ma la privacy non è di questo blog.

    1. Da una parte forse poca privacy, dall’altra un assurdo anonimato. Ma perché al posto di scrivere adhd? non racconti, anche in maniera discreta e anonima, la tua esperienza compresa la soluzione non farmacologica?
      Rimango dell’opinione che spesso si etichetta con adhd il semplice bisogno di allenarsi a concentrarsi su una cosa sola, cosa molto difficile nell’era della multiattività (multitasking).

  12. O forse bisogno di condividere un disagio, magari con modi poco comunicativi ma chi soffre a volte non ha il manuale in mano.
    E tutte noi invece di aggredire pensare che sotto ad una uscita del genere ci fosse altro?
    Già ma a quelle che non hanno adhd non riesce molto bene

  13. Intendevo dire non riesce bene pensare. Tutto è’ bianco o nero. Ai loro familiari queste cose non capiterebbero mai….. Soliti discorsi da bar. Le mamme a volte hanno bisogno di altro.
    Attenzione amore rispetto sensibilità.
    Grazie perché questo non è’ stato percepito.

    1. mi dispiaccio molto perché ogni giorno mi trovo di fronte a tanti genitori che fanno del loro meglio e troppo spesso li schianta questa realtà continua di mistificazione. e mi trovo di fronte ad insegnanti che hanno impiegato il loro tempo libero (sì, libero) per formarsi e poi trovano di fronte a sé genitori che fanno muro, perché vittime della sindrome del figlio perfetto, mio figlio è così e non va cambiato etcetc.
      mi dispiaccio anche di vedere il mio commento in moderazione quando tanti altri aggressivi e pieni di cattiveria sono bellamente pubblicati.
      mi pare di essere stata educata, sebbene netta, ma questo è il mio campo, come tacere?
      un abbraccio di cuore alle mamme che si sono sentite ferite
      mi ritiro dalla discussione perché è evidente che non porta da nessuna parte.
      un saluto a tutte

      1. Vedi che vedi quello che non c’è? La moderazione dei commenti è automatica, la fa il server, non Elasti, di solito perché ci sono più link o un indirizzo ip ha commentato troppo e il server pensa tu sia spam. Sii più sicura di te stessa, e vedrai che capirai anche la bufala dell’adhd

  14. mi dispiace per chi commenta e si trova censurato o sospeso. come dice annamaria, è il sistema che blocca automaticamente quel che considera spam, magari solo perché contiene più link. io non riesco a controllare quotidianamente la cartelletta spam dei commenti e quindi qualcuno potrebbe trovarsi bandito inspiegabilmente. quando mi accorgo che wordpress ha segnalato come spam qualcosa che non lo è, lo pubblico ma talvolta questo avviene con i miei ritmi, non sempre celeri.

  15. Tra calzini spaiati e studio della fisica quantistica 🙂 siamo arrivati a 14 anni e non cambia più di tanto. In terza media è riuscito ancora ad andare a scuola senza zaino. Bidello basito di fronte a madre che supplisce alla memoria del figlio. Spero nel liceo, ma non più di tanto… auguri a tutti.

  16. Tranquilla il papa di ludovica nonche mio compagno nonche papa di altri due soggetti, assicura che dei due maschi, uno quello che ora eccelle alla facolta di architettura con 30 e lode sempre e comunque era molto sbrindellato distratto scollegato non solo dal mondo ma anche da se stesso, tanto da chiederti, telefono in mano, dove lo avesse potuto cacciare, tanto da raccontarti un fatto e a racconto finito e a commenti nostri fatti, lui ti dice: “chi?” Come se avesse parlato fino ad allora un altro soggetto

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