Nonsolomamma

qui sono tollerante

eliza, la ragazza alla pari americana che starà con l’elasti-famiglia nei prossimi mesi, è tornata, per il secondo anno consecutivo. è atterrata ieri mattina, con una valigia che aveva il peso specifico dell’uranio e un borsone blu.

“finalmente a casa!” ha esclamato entrando. “questi due quadri non c’erano, ma il profumo nell’aria è lo stesso dell’anno scorso. ed è uguale anche tutto il resto. dove sono gli hobbit?”. gli hobbit grande e medio erano a scuola, ma il piccolo era a casa, che giocava a memory e smaltiva i residui dell’influenza. “hi!”, ha detto lei mettendosi in ginocchio, alla sua altezza. lui l’ha guardata in tralice, le si è avvicinato, l’ha annusata un po’, ha guardato l’orizzonte dietro di lei. “hi!”, ha ripetuto lei. lui, guardingo, le si è avvicinato, con la tuta blu, la maglietta rossa e i capelli impastati di yogurt e di influenza. poi, contro ogni elasti-previsione, l’ha abbracciata. subito dopo ha guardato il muro, il suo sguardo ha incrociato il calendario con le foto hobbit, lo ha indicato senza proferire parola, lei lo ha staccato dal chiodo e insieme, in silenzio, lo hanno sfogliato.

“sai, elasti, l’anno scorso, quando sono tornata negli usa dall’italia, sono diventata intollerante al grano”

“veramente??? mi dispiace. dovremo organizzarci e comprare farine alternative… quindi non puoi mangiare questo cornetto che ti avevo preso per la colazione…”

“certo che posso mangiarlo!”

“ma non eri intollerante al…”

“al grano americano. ma a quello italiano sono tollerantissima e il cornetto me lo mangio eccome e non potrà farmi che bene!”

dopo, nel corso della giornata, ha mangiato dei taralli, e del pane, e un piatto di pasta.

“come stai, dopo tutto questo grano?”

“se fossi negli usa starei malissimo, ma qui sono tollerante a tutto. e sto benissimo!”.

51 thoughts on “qui sono tollerante

  1. Beh..un maschietto , seppur commenda, che abbraccia arrendevole è da far accartocciare il cuore. E l’immagine di lui che sfoglia un anno della sua famiglia, giusto per presentarle il sunto, è proprio dolce…da hobbit cucciolo!

  2. Il rientro dell’intolleranza non sorprende se consideriamo la quantità di grano presente nel “grano” americano. Una volta, leggendo gli ingredienti del pane ci ho trovato anche dei metalli… Ecco perché negli States sono maniaci dello health food.

    1. Noi invece glorifichiamo la Nutella che è piena di olio di palma (che non hanno il coraggio di scrivere apertamente). Quante di voi leggono le etichette prima di comprare un prodotto ed evitano il più possibile quelli con tanti addittivi e aromi artificiali? Lo sapete vero che l’olio tartufato è chimico visto che il tartufo non è solubile nell’olio. Del tartufo c’è solo l’aroma fatto in laboratorio. Vogliamo poi parlare dei vari emulsionanti? Degli aromi necessari visto che del prodotto base ce n’è solo una percentuale scarsa? Ci vantiamo della cucina italiana, ma secondo me pochi sanno veramente quello che mangiano, comprano olio “italiano” senza leggere che in realtà è fatto con olive comunitarie e prodotti con addittivi che in realtà segnalano che quel prodotto è molto industriale e molto meno salutare di quello che vuol far pensare.

      1. La cucina italiana è la migliore cucina al mondo perché in Italia chi vuole l’olio tartufato si gratta il tartufo nell’olio. Comprare ingredienti composti con aromi gourmet non vuol dire certo mangiare italiano. Negli USA il sapore di TUTTI i cibi acquistati o mangiati in luoghi di fascia media è invariabilmente lo stesso: plastica.

      2. Miiiii che qualunquismo! Ma guardati le etichette di cosa vendono i supermercati italiani e scegli meglio i ristoranti negli Stati Uniti! Dimentichi gli scandali del vino al metanolo, delle mozzarelle blu e dei prodotti in zone che sono discariche abusive? Ti sei persa i nostri contadini che fermano i TIR di materie prime e semilavorati dall’estero che vengono spacciati come italiani?

      3. Veramente la Ferrero non ha mai nascosto l’uso dell’olio di palma:
        http://www.ferrero.it/news/notizie-dal-mondo-Ferrero/?IDT=5672

        http://www.ferrero.it/qualita/?IDT=2461

        Purtroppo l’isteria ambientalista del momento sembra essere la preoccupazione per la deforestazione dei palmeti in Asia piuttosto che per la nostra salute:
        http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Ferrero-compie-un-importante-passo-avanti-per-dire-no-allolio-di-palma-che-distrugge-le-foreste/
        L’olio di palma è usato da tutte le industrie dolciarie e l’Italia è oggi il secondo importatore europeo con quasi 60000 tonnellate/anno.

      4. @Doctor Freiss
        Che la coltivazione dell’olio di palma sia sostenibile non cambia che per l’organismo sia uno dei grassi peggiori
        Sul barattolo della Nutella c’è scritto olii vegetali, non olio di palma

    1. L’intolleranza al grano e al frumento sono delle intolleranze generiche a varie sostanze contenute in questi prodotti. La celiachia è un’intolleranza (ma anche chiamarla intolleranza è riduttivo) specifica al glutine. Oltre ad essere specifica dà una reazione molto più forte e dannosa che non la “semplice” intolleranza.

      Probabilmente il grano nostrano e quello americano sono diversi. Non so.

      Comunque la trovo una cosa buffa e anche un po’ tenera questa intollernza a distanza di Eliza 🙂

  3. cara Elasti, condivido e capisco in pieno il nesso tra intolleranze/allergie e ambiente. ma sono celiaca, quindi per me il grano è totalmente off-limit, tanto da dover stare attenta anche alla più piccola contaminazione. quindi sono sempre molto attenta ai discorsi sulle intolleranze e vorrei che non si minimizzasse lo sforzo e il livello di guardia di chi deve convivere tutti i giorni con una dieta rigidissima.
    chi dice sono intollerante al grano, ma poi ogni tanto se lo concede vanifa ogni sforzo di qualsiasi celiaco a far capire a ristoranti bar e pure conoscenti quanta attenzione ci vuole soprattutto nella contaminazione.
    detto questo, non sto minimizzando il malessere di Eliza e il potere di un ambiente “sano” anzi… credo che la tua famiglia sia un crogiuolo di benessere mentale, sani principi e spensierata allegria! ma vorrei solo che non si facesse confusione.
    scusa se mi sono intromessa, ma è stato più forte di me!
    ti abbraccio.
    PS: di ricette senza glutine nel caso nè ho parecchie di collaudate 😉

  4. Le intolleranze al glutine sono sempre più frequenti in quanto vengono selezionate piantine di grano sempre più glutinate. Più la farina è glutinata, più si dice che è “forte”. Il lievito si nutre di glutine, più la farina è forte e più velocemente e meglio lievita l’impasto. Le industrie che le usano hanno una miglior resa nella produzione dei loro prodotti, a discapito della salute delle persone, visto che l’evoluzione e adattamento della specie non può andare di pari passo con la velocità della ricerca industriale. Questa è la mentalità del profitto innanzitutto, e in America questa mentalità è ancora più forte e, per quanto gli americani possano essere fissati con l’health food, tante informazioni vengono tenute nascoste.
    Mi vengono i brividi ogni volta che ripenso a un documentario su come vivono i famosi “polli allevati a terra”… sì, ma in che condizioni? E gli agricoltori che accettano di parlare con i giornalisti possono chiudere bottega.
    Quindi non mi meraviglierebbe se il grano americano dovesse essere molto più forte di quello nostro.

  5. Mi pare quantomai ingenuo pensare che nei nostri prodotti da forno non ci sia – per la maggior parte – grano americano o comunque prodotto con sementi selezionate in America, anche se non Ogm.
    Forse è l’insieme degli ingredienti, zuccheri e degli additivi, che tra Italia e America può fare la differenza.
    E comunque stiamo parlando di un popolo che pensa di mangiare verdura quando magia le patate fritte o il pomodoro sulla pizza!
    Tuttavia penso che siamo più “tolleranti” e rilassati di loro, in ogni caso!
    Un abbraccio all'”ammerighena”

  6. Incredibile! Chissà che cosa usano negli USA per trattare e commercializzare il loro grano. Ma rende più comprensibile perché le liste dei cibi da evitare in caso di gravidanza sono diverse da paese a paese, evidentemente gli ingredienti e i vari additivi sono diversi.
    Comunque bentornata Eliza! A leggervi mi sembra quasi di conoscerla ^_^

    1. Secondo me le differenze tra le liste di alimenti proibiti in gravidanza, che anche io ho sperimentato (Italia, Germania, Svizzera, USA), ti dicono che l’alimentazione non e’ una scienza esatta! D’altronde ogni 5-10 anche i metodi di svezzamento cambiano… certo ci saranno variabili epidemiologiche e ambientali, ma non so quanto incidano sul sapere dei ginecologi e dei pediatri 🙂

    1. Vorresti essere intollerante ai carboidrati? più che un commento divertente mi sembra un insulto di un’ignoranza paurosa nei confronti di chi purtroppo soffre di intolleranza. Tu puoi scegliere una dieta LCHF, chi è intollerante non ha scelta e spesso soffre a causa di cuochi e camerieri incompetenti.

      1. calma anonimo! secondo me vuole sapere come trovare una ragazza alla pari!
        per saperlo, tra l’altro, basta seguire le categorie del post!

  7. E brava Eliza che se la gode!
    posso dire pero’ che la mia sensazione e’ che qui in USA l’intolleranza al grano sia molto di moda? Sicuramente e’ difficile misurare e diagnosticare quindi non voglio negare che le intolleranze esistano e siano piu’ diffuse di quanto uno non pensi, ma almeno qua c’e’ anche una posa secondo me. Fa figo avere un nemico alimentare, permette di dargli un sacco di colpe e di sentirsi protetti e accuditi evitandolo. E il mercato all’inseguimento dei desideri dei consumatori fa il resto.

  8. Io non credo sia il caso di fare tutte queste approfondite valutazioni sociologiche e sulle proprietà organolettiche dei differenti prodotti. Semplicemente Eliza apprezza la cucina italiana e magna! Noi ormai siamo alla settima au pair e inmquesto lasso di tempo ho visto cose…
    Quella che si dichiarava vegana e mangiava solo patate bollite fredde con la buccia, latte di avena e…pollo! (Asseriva che i polli hanno una sensibilità diversa).
    Quella che mangiava 20 uova e un barattolo di Nutella alla settimana. Quella che non ha mai mangiato al tavolo con noi. Quella che mangiava due pizze surgelate al giorno (ogni singolo pranzo e cena).

  9. Che bell’accoglienza lo hobbit piccolo! E che strane cose accadono, con intolleranze e allergie. Ho un paio di amiche che quando tornano in Italia invece tornano a essere asmatiche. Mah!

  10. C’è da dire che negli USA le farine non sono mai fatte di solo grano e basta, ma sono sempre addizionate con millanta cose (vitamine, sali minerali, chi più ne ha più ne metta). Quindi magari il problema di Eliza è legato ai processi di lavorazione e/o all’eccesso di additivi contenuti nelle farine e/o a qualcuno di quegli specifici additivi e non ha niente a che vedere con il grano/glutine, che invece quando dà un’intolleranza, come hanno già scritto altri nel dettaglio riguardo alla celiachia, dà un’intolleranza permanente e insolubile.

    1. Intolleranza al grano e celiachia (al glutine) sono due cose molto diverse, com’è già stato scritto sopra. Per la celiachia non so, ma l’intolleranza al grano non è ‘insolubile’.

  11. There are many waste streams that structures need to “dispose of”.
    You need to explore the possibilities of what can you do depending on your abilities and resources available.
    It’s a common form of hot water heating and general power creation.

  12. Come siete precisini. La mia auto, in quasi dieci anni di onorato servizio, l’autolavaggio non l’ha mai visto, la poggia a cosa serve?
    Ammetto però che, almeno annualmente, devo cedere all’odiosa pratica dello spolvero e pulizia vetrri (specie quello del parabrezza).
    In genere accade quando comincio a dirmi ” Però…da queste parti c’è sempre nebbia…”

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