Nonsolomamma

in viaggio con tony

ha le spalle larghe, un’automobile nera, piena di libri, fogli e foglietti, che chiama “il mio ufficio”, e un buffo cappello grigio a bombetta di cui va piuttosto fiero. è alto, granitico, di una eleganza casuale ma impeccabile, di un narcisismo noncurante e sornione. porta una barba quasi bianca e curata, occhiali da miope blu e da presbite rossi, come la sua sciarpa. conosce le strade e le persone. è ruvido, burbero e orgogliosamente di acquaviva delle fonti, che, sottolinea lui, ha una chiesa palatina e le cipolle rosse più buone e grandi del mondo. ha una forza buona e impetuosa, l’energia dei giganti. conosce la vita, i libri e anche i loro autori. li chiama per nome, a volte per soprannome. li ha accompagnati per librerie, piazze, scuole, biblioteche, prendendoli per mano, riempiendo all’inverosimile le loro giornate, mostrando loro la strada e il senso di quello che stavano facendo. ogni tanto elargisce distrattamente qualche perla, probabilmente inconsapevole del suo valore. è brusco e accudente. ti vede anche se non guarda, ti sente anche se non ascolta, ti osserva e ti guida anche se non te ne accorgi. ha un’ironia leggera e un’autoironia tagliente. è paurosamente professionale, preparato e attento, anche se ti sembra che gli venga tutto facile, istintivo e naturale. è ingombrante come i grandi. averlo accanto, anche solo tre giorni, è un privilegio.

“chiamami tony, come tony pagoda”, dice con una grassa risata da fumatore.

in ogni viaggio che si rispetti c’è un mentore.

in questo tour o maratona pugliese tra scuole e librerie, tra insegnanti, studenti, lettori, lettrici, librai, meraviglie, risate, ansie, sfinimenti ed epifanie, il mentore di elastigirl è lui, tony pagoda, che di mestiere fa l’agente della casa editrice e che, da solo, meritava di venire qui e restarci un po’.

 

26 thoughts on “in viaggio con tony

  1. be’ sei sempre fortunata. di Bologna e del trolley di libri portati avanti e indietro a prendere aria e della riunione di vecchietti con badanti ho già raccontato.
    di recente una professoressa mi ha chiesto 55 minuti di lezione su personaggi da lei scelti per i suoi studenti di quarta superiore. una lezione lezione senza poter parlare dei miei libri o del mio blog. tutto aggratise ovvio, viaggio, lezione. tutto. ci casco inizialmente poi un’amica mi fa notare che le scuole – se si fa un progettino – qualche soldo ce l’hanno. e fra l’altro io non insegno perché non sono capace di insegnare quindi una lezione per me è una roba paurosa. lasciamo perdere.
    un paio di mesi fa un’associazione di Pavia mi invita, anche qui due ore di conferenza aggratise e vabbè vado. chiedo per il rimborso del treno (500 km andare, 500 a tornare) loro cadono dalle nuvole. “ah, ma boh, be’ non saprei, non direi, non ce lo hanno mai chiesto”. ravanando un po’ nei loro archivi scopro che gli autori sono al 95% di Milano. te credo che non vogliono il rimborso del treno.
    ok però è pubblicità e mi informo se chiameranno una libreria per mettere in vendita i miei libri. “nooooooooo, noi queste cose non le facciamo”. ah bene e sulla stampa locale fate sapere che c’è questa conferenza? “no, è solo per i nostri soci”. ho disdetto.
    dici che vado a fare un giro a Loreto per sicurezza? tanto sono a due passi.
    oppure mi cerco un agente. tony pagoda c’hai posto?

    ps però a dire il vero ho anche incontrato delle persone stupende, come Sara che si è inventata una cosa carinissima nelle Marche questa https://www.facebook.com/#!/LaStaffettaDelBianchello?fref=ts

      1. ahahahah. grazie per le parole di conforto 🙂
        ogni tanto ci provano, non è la prima volta. “ah sa ma noi non diamo rimborsi” ecco io non voglio rimborsi mi devi solo pagare il treno. mica la rolls royce con autista.

  2. A pensare che in questi giorni sei qui a due passi…mollerei tutto per venire a sentirti, magari conoscerti! Bloccata, impedita, impantanata: ecco come mi sento. Vorrei poterti guardare negli occhi e scoprire qual è il segreto di tanta energia positiva!
    Se passi da Altamura ti offro un caffè…e un chilo di pane per accompagnare le cipolle di Acquaviva 😉

    1. Scusa Sandra… venerdì è stata una giornata superimpegnata e non mi sono più connessa… Sei riuscita a venire alla presentazione? La scuola era in effetti quella in via Convento (scuola elementare e media)

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