Nonsolomamma

di notte

succede, anche se non proprio tutti i giorni, di andare in puglia in giornata. per la precisione a putignano. di partire all’ora di pranzo da una milano in primavera, di atterrare alle 3 in una bari novembrina e di incontrare tal tony, che è un gran personaggio, a metà tra un mentore e il protagonista di un film, di cui si è già parlato tempo fa qui. succede  di dire, con sfacciata sincerità, “tony, ho famissima” e di ritrovarsi a mangiare mozzarelle e carciofini  migliori del mondo proprio a casa sua e di essere accolti da sua moglie con una familiarità accudente e diretta. succede poi di scoprire che putignano è una cittadina deliziosa e di essere ospitata in una scuola media con tante madri e qualche, pochi, papà, a parlare di adolescenza e di librini e a farsi confidenze e avere l’impressione di essere tra amici. succede poi di prendere un aperitivo a base di friselle e panzerottini, che danno l’identità geografica a questa giornata un po’ sospesa. succede, senza nemmeno rendersene conto, di essere di nuovo in aeroporto, ad aspettare un aereo in ritardo che arriva a malpensa quasi all’una di notte. succede allora di saltare su un pullman che va a milano e che parte subito e di dirsi “però! che fortuna ho avuto”. succede di arrivare poco prima delle due alla stazione centrale che è un posto parecchio affascinante ma anche parecchio intimidente e minaccioso con le tenebre. succede di dire spavalda “va be’ ora prendo un taxi e vado a casa finalmente ché sono stravolta e non ho l’età né il fisico per fare questa gite”. succede che due signore, lì ferme e un smarrite, ti dicano “c’è lo sciopero dei taxi!” ed effettivamente tutti i taxi sono fermi e tutti i taxisti sono fuori che parlano tra loro e ti dicono che no, questa notte non ti portano da nessuna parte. e allora chiami casa perché che devi fare in un frangente così, senza taxi, senza mezzi pubblici, nel concentrato della disperazione notturna urbana? succede che tuo marito ti risponda che alle due di notte non può lasciare tre hobbit che dormono a casa soli e che quindi come fa a venire a prenderti? ed effettivamente sei pure d’accordo che tre bambini non possano essere mollati nel mezzo della notte ma poi ti domandi se è più rischioso un quarto d’ora di solitudine dei tre o mezz’ora da sola a piedi dalla stazione a casa un sabato notte? e pensi che la camminata che ti aspetta ti inquieta parecchio ma mica puoi dire a tuo marito “molla i bambini al loro destino e vieni a salvarmi” perché sei una donna emancipata, indipendente ed effettivamente non va bene lasciare tre tizi da soli, anche se hanno tutti insieme 23 anni che, a ben guardare, è un’età di tutto rispetto.

così elastigirl è arrivata a casa alle 230 di notte, praticamente di corsa. mister incredible la aspettava sul pianerottolo, con lo sguardo pazzo delle grandi occasioni. nessuno l’ha derubata, stuprata, sgozzata e abbandonata dentro un tombino. forse la città di notte non è così pericolosa come uno se la immagina, in fin dei conti.

in compenso oggi, per riprendersi dalla gita, ha dormito sempre. ma proprio sempre. sotto il piumone, con la porta e la finestra chiuse, ché non si sa mai.

55 thoughts on “di notte

  1. Mamma mia, che ansia devi aver provato! Goditi il meritato riposo. Se fossi venuta oggi in Puglia avresti trovato la primavera: il tempo qui da noi non ha ancora ben deciso se facciamo parte dell’Italia, del Canada o dell’Africa! Talvolta si confonde nell’arco di una stessa giornata…

  2. Caspita!!! A me è capitato una volta durante una trasferta di lavoro un po’ iellata tra ritardi dei treni e sciopero dei taxi…alla fine ho impietosito il direttore dell’albergo che ha mandato una persona a prendermI in stazione! Da quella volta controllo sempre la situazione scioperi! 😉

  3. Ricordo ancora la prima notte che sono rientrata tardi a casa da sola. Era oltre l’una, ero andata da un’amica a cena, e ho fatto il tragitto dalla macchina a casa impugnando le chiavi come fossero un’arma, nel caso qualcuno mi avesse importunato. Da quella notte ho vinto una grande paura, ho conquistato la libertà di muovermi senza essere presa e accompagnata e ho anche avuto la fortuna di non avere mai problemi!
    Bentornata!

  4. La notte è più bello, si vive meglio, per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio, e la città riprende fiato e sembra che dorma, e il buio la trasforma e le cambia forma e tutto è più tranquillo tutto è vicino e non esiste traffico e non c’è casino almeno quello brutto, quello che stressa, la gente della notte sempre la stessa ci si conosce tutti come in un paese, sempre le stesse facce mese dopo mese e il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre nascosta nei locali confusa tra le ombre. La gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani, baristi, spacciatori, puttane e giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, padroni di locali, spogliarelliste, camionisti, metronotte, ladri e giornalisti, fornai e pasticceri, fotomodelle, di notte le ragazze sembrano tutte belle, e a volte becchi una, in discoteca, la rivedi la mattina e ti sembra una strega, la notte fa il suo gioco e serve anche a quello a far sembrare tutto, tutto un po’ più bello.

    Parlare in una macchina davanti a un portone ed alle quattro e mezzo fare colazione con i cornetti caldi e il caffelatte e quando sorge il sole dire buonanotte e leggere il giornale prima di tutti, sapere in anteprima tutti i fatti belli e brutti, di notte le parole scorrono più lente però è molto più facile parlare con la gente, conoscere le storie, ognuna originale, sapere che nel mondo nessuno è normale. Ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare, gente molto diversa di ogni colore. A me piace la notte gli voglio bene che vedo tante albe e pochissime mattine, la notte mi ha adottato e mi ha dato un lavoro che mi piace un sacco anzi io l’adoro. Mi chiamo JOVANOTTI faccio il deejay, non vado mai a dormire prima delle sei.

  5. Ma se una volta ha lasciato i due grandi da soli per portare il piccolo al nido assentandosi per oltre mezzora, ha avuto remora di notte mentre dormivano? Che bello però vedere la sua faccia preoccupata per te.

  6. Della mia vita pre-figli ricordo un rientro da sola alle 2 del mattino dalla discoteca fino a casa, con le scarpe in mano perché mi avevo le bolle ai piedi. Montréal, Canada. Non ho avuto paura guardando il modo in cui tutte le ragazze in città camminavano dopo le 11 di sera: dritte, a testa alta, con una falcata che mostrava che non avevano paura di star fuori. L’incontro strano invece me lo ha riservato Gorizia (che uno non direbbe una metropoli) alle 5 del mattino, mi sono presa uno spavento tale che Marlon mi ha regalato uno spray al pepe che per fortuna non ho mai avuto occasione di usare. Non risolve tutto ma mio papà, grande viaggiatore per lavoro, mi ha insegnato che a qualunque ora si evitano una marea di scocciature se si cammina con un’aria concentrata e seria, anche se non si ha la minima idea di dove si sta andando, bisogna aver cura di non mostrarsi mai spersi e perduti. In ogni modo ho in programma appena potrò un corso di Krav Maga.

      1. Io abito vicinissima ma proprio vicinissima a Gorizia e mi dispiace per questa disavventura!!!! (Ho dovuto rileggere due voolte se Gorizia fosse veramente Gorizia, fa strano essere nominati! 😉 )

    1. Ahah sì sì era proprio Gorizia, quello che mi ha fatto più strano è che la disavventura mi è capitata svegliandomi presto e non tirando tardi la notte, cioè l’esatto contrario di quello che ti dicono di fare 😉 Comunque ho raccontato tutto alla mitica signora del bar della stazione, che ha preso nota in un quadernino 😮 Chissà se adesso c’è sempre la stessa… 🙂

      1. Fino a quando ero al liceo (2006) confermo la presenza mitica! Adesso non passo più da una vita per la stazione! Ma mercoledì avrò una buona ragione per farlo! 🙂

  7. Consiglio: abbonati al CAR sharing e ogni volta che hai bisogno di una macchina, la cerchi con lo Smart phone, la prenoti, la prendi e la parcheggi sotto casa! Ci fai anche le preferenziali che è comunque un’esperienza! Io vivo a Roma e ormai credo che il CAR sharing sia il futuro! Basta con questi taxi costosi che poi quando ti servono davvero (tipo quando piove o di notte) non ci sono mai, almeno a Roma! Fammi sapere come ti sei trovata!

    1. Conoscevo il bike-sharing, il car-sharing non ancora, sono d’accordo che sia il futuro – toccherà a noi fare in modo che lo sia, anche perché penso che a conti fatti costi mooolto meno di acquistare due auto per famiglia come si fa oggi.

  8. Se fosse successo a mia moglie, avrei lasciato le bambine a casa a dormire tranquille e sarei filato a prenderla Le mie bimbe hanno grossomodo l’età dei tuoi grandi.

    1. Io pure!!!! E non è questione di emancipazione, ma le città di notte non sono davvero sicure. Il fatto che alla maggior parte delle persone non succeda niente non vuol dire che si può stare tranquilli, dovrebbe non succedere mai niente a nessuno (o quasi, il 100% della sicurezza non lo si può raggiungere purtroppo, nemmeno in pieno giorno!), allora sì si potrebbero definire città sicure!!

  9. Eh, mi hai ricordato i tempi dell’università, in cui mi aggiravo per vie losche tra loschi figuri ed il mio travestimento era tale da non distinguermi da loro, inoltre anch’io applicavo il consiglio del commento 11.

  10. io vado in giro di giorno e di notte da sola a milano parigi oxford treviso bologna padova… e me ne frego
    sto attenta attentissima, ovvio, e ‘falcata decisa, faccia concentrata’, ovvio
    e so che e’ pericoloso
    ma non posso permettermi di impedirmi di uscire dopo – quando? le 23? :O –
    ho fatto il mio bravo corso di difesa personale (a Milano, fatto davvero bene, per sole donne, ve lo consiglio) e del resto pratico da sempre arti marziali (ma sono schiappa 😀 )
    e l’unica volta che sono stata aggredita e’ stata a parigi (cittadina alla periferia di) alle 2 di pomeriggio di ferragosto :O
    bisogna farsi coraggio ed andare avanti: chiudersi in casa o richiedere di essere prese e portate e’ una limitazione della liberta’

  11. PS no Elasti le citta’ non sono cosi’ terribili di notte e a volte accadono cose bellissime..
    una notte proprio a Milano ho perso l’ultimo tram che portava davanti casa e ne ho preso un altro che portava un bel po’ piu’ in la
    erano le 2 e il conducente del tram che mi ha scaricato al proprio capolinea non ne voleva sapere di mollarmi a camminare da sola a quell’ora (secondo me avra’ avuto una figlia della mia eta’ e gli facevo pensare a lei 😀 )…
    … siccome andava al deposito e passava davanti a casa mia mi ha fatto risalire e mi ha portata a casa! in tram! :O
    e’ stato dolcissimo e ho pensato che talvolta l’umanita’ e’ proprio bella

  12. Lo so che non ha assolutamente lo stesso sapore, ma noi sabato sera festaccia con gli amici fino all’alba in un posto sul mare, cosa che non succedeva da tempo (l’alba intendo, non gli amici!), andata e ritorno tutti in unico grande Ulisse Fiat con amico atleta che doveva entrare e uscire dal bagagliaio, tantissime ma tantissime risate, quelle demenziali e, prima della nanna, “sporcacciata” molto poco ortodossa ovvero panino al McDrive, ovviamente consumato dentro all’Ulisse nel bel mezzo del parcheggio del centro commerciale adiacente….. Scenario alla Breaking Bad, però quanto mi sono divertita…. !

  13. a quanto pare un’esperienza del genere l’abbiamo vissuta tutte!!
    io ancora me la ricordo…Bari di notte…mentre correvo…col mio cappotto alla Corto Maltese…con qualche passante col cane che mi sembrava la luce del viandante!!!
    bel post Claudia!
    molto urban!

  14. Ok ok, è andato tutto bene, ma mi sembra un po’ eccessivo non lasciare i figli da soli. Mi sbaglio o il grande ha 11 anni? Non andrà in prima media il prossimo anno?
    Non so, io non ho il terzo e i miei due hanno la stessa età dei tuoi primi due e penso che a questi ragazzi un po’ di responsabilità vada data. Avrei svegliato il grande, gli avrei detto che era un’emergenza, lasciato telefono in mano e non sarebbe successo proprio niente di male. Io li lascio la sera da soli dall’anno scorso. Sempre per poco, al massimo due ore e stando sempre in zona. la prima volta mezz’ora di passeggiata, poi un’ora e così via. Gli dico di chiudersi dentro e di levare la chiave, così con la porta blindata nessuno può entrare.
    Sinceramente mi sembra più faticoso e pericoloso averti lasciata da sola che lasciare loro al calduccio della loro casa.
    Insomma, sono grandini, mi sembra una preoccupazione eccessiva, ma ovviamente questa è la mia opinione.
    Ilaria

    1. io veramente sono combattuta. i due grandi, concordo, sono grandi, abbastanza per essere lasciati da soli se necessario. però il piccolo ha solo quattro anni e mi sembra ingiusto lasciare ai due grandi la responsabilità di un piccolo che, pur essendo mediamente assennato, è pur sempre un quattrenne

      1. Lo so, ha quattro anni, forse quattro e mezzo ma qualche responsabilità controllata al grande gli va pur data, no?
        In fondo il piccolo non si sarebbe mai svegliato. Se ci hai messo mezz’ora a piedi in macchina a/r saranno stati 10 minuti.
        Penso che sia sano cominciare a dare qualche piccola responsabilità a 11 anni. Il prossimo anno, alle medie, comincerà una vita autonoma. Non lo dovevi lasciare sotto la sua tutela di giorno al parco, ma nel suo lettino addormentato, perché la fatalità doveva abbattersi proprio in quei 10 minuti?
        Secondo me dobbiamo forzarci per non creare dei futuri bamboccioni. La scorsa settimana mia figlia di quasi 12 ha fatto un’uscita con la sua squadriglia scout, dove va da quest’anno. Sapevo che andavano da sole, poi ho scoperto che la sua “capo” non ha ancora compiuto 14 anni e fa la terza media (!): si è portata in giro da sola 5 ragazzine tra gli 11 e i 12 in treno fuori Roma. Dovevano dormire all’aperto, senza tenda. Poi la saggezza (loro) ha prevalso e hanno dormito dentro una sede scout, sempre da sole. Alla riunione dei genitori in cui ci hanno comunicato le modalità mi sono sentita una pazza scriteriata, ma ho visto che nessun genitore ha fatto una piega. Inoltre senza cellulari. Mi sono chiesta: se le fermano sul treno andiamo in galera noi tutti genitori che le abbiamo lasciate da sole!!!
        da lì ho cominciato a riflettere sulla vita iper-protettiva in cui teniamo i nostri figli. Insomma, sono andate, non hanno sbagliato treno, non sono riuscite a cucinarsi da sole, ma hanno comprato pizza al taglio. Hanno dormito al chiuso perché fuori c’era il temporale e perché un po’ di paura ce l’avevano. E sono tornate, distrutte, sporche, affamate ma un po’ più grandi.
        Ilaria

    2. per me il problema non si pone, mio marito non sarebbe venuto a prendermi manco se mia figlia avesse avuto 18 anni…infatti non potendo fare affidamento su di lui non solo ho la macchina personale ma ho anche l’abbonamento al car sharing, al bike sharing, al vespa sharing, ai pattini a rotelle sharing e pure a due diverse società di taxi perché quando mi sento particolarmente sola prendo il taxi e attacco la pippa al tassinaro…

    3. Effettivamente io, figlia di una madre chioccia e iperprotettiva, da piccola guardavo con invidia a mio cugino, che a dieci anni accudiva il fratellino quando mia zia era costretta a fare gli straordinari. Non che desiderassi preparare pappine e calmare crisi di urla e di “voglio la mamma”; era il modo “empowering” con cui mia zia affidava una simile responsabilità a suo figlio maggiore, dimostrando di fidarsi di lui e di stimarlo, mentre io dovevo sorbirmi i commenti ammirati di mia madre (“hai visto com’è bravo tuo cugino che tiene il fratellino?!” “Ma che bravo questo bambino che aiuta la mamma a lavorare serena” etc.), mentre io non avevo mai la possibilità di dimostrare di essere anch’io all’altezza, perché apprensiva com’era, la mia genitrice non mi avrebbe mandata nemmeno a comprare le uova sotto casa…

  15. elasti, mi è venuta un’ansia solo a leggerti, figuriamoci se avessi dovuto attraversare la città di notte da sola. adesso. forse 20 anni fa ero incosciente e lo avrei fatto senza neppure pensarci. per quanto riguarda il lasciare i figli da soli…bè, è da un pò che mi pongo il problema ma le titubanze più che mie sono di mio figlio che si fa mille problemi.

      1. …comunque ero ironica…in quest’ultimo posto…dicendo che mio marito è peggio…nel senso che ironizzo sul tuo post che spero avesse l’intenzione di ironizzare su quello di Elasti, mentre se il tuo post era serio, beata te, facci conoscere tuo marito potremmo farne uno “sharing” anche lì!!!

  16. Ovviamente i figli un po’ da soli vanno lasciati se ne hanno voglia e non hanno paura, altrimenti può essere un trauma. Ma se sono sereni per loro può essere un’avventura: casa libera e libero accesso a televisione, computer e barattolo di nutella!
    Provare con piccoli tentativi.
    Ilaria

      1. Mah, guarda, mi pare che sia più un sentirsi liberi di trasgredire piuttosto che un’ansia da responsabilità. Ma ripeto, devono essere loro i primi a sentirsela e a volerlo fare. La prima volta che mia figlia è andata da sola in cartoleria sotto casa con una sua amica a 10 anni io le ho seguite di nascosto… mi sembra passato un secolo. Ora a 12 appena fatti prende l’autobus, esce da sola il pomeriggio va e torna da sola da scuola.

  17. Ho camminato a milano di notte e di mattina presto tante volte, anche se poche da sola ed ogni volta che ci pensi mi ricordo questa citazione di Pinketts che mi sembra bellissima: “A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.

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