Nonsolomamma

hold your breath

nella città di A i cimiteri sono posti belli, affacciati sulle strade e sulle case o davanti a panorami bellissimi. sono luoghi in armonia con il paesaggio intorno e non non posti tetri, reclusi dentro recinti che impediscono la vista ai passanti e l’interazione con il mondo fuori. anche la morte, quando è così indissolubilmente, fisicamente legata alla vita, ha un volto più familiare e fa meno paura. almeno così pensava elasti, prima di questo pomeriggio.

ore 15, in macchina, in transito dal campo estivo naturalista degli hobbit maggiori a quello fricchettone dello hobbit piccolo.
“cosa fai, hobbit di mezzo? stai soffocando?”
“…”
“ehi??? là dietro? tutto bene?”
“sì, mamma, tranquilla. questo qui sta solo trattenendo il respiro fino a quando superiamo il cimitero”
“e perché mai?”
“perché me lo ha detto ar jei”
“chi sarebbe ar jei?”
rutesh jr, un mio amico al campo. me lo ha spiegato quando eravamo sul pullmino, andando in gita in montagna”
“e cosa ti ha spiegato?”
“mi ha spiegato che quando passi vicino a un cimitero devi shut your mouth and  hold your breath, chiudere la bocca e trattenere il respiro, finché non lo hai superato”
“ti ha anche spiegato perché? secondo me lo avevi stordito di parole e voleva farti stare zitto per un po’”
“ma no! se respiri, qualche anima di morti cattivi potrebbe entrarti nella bocca e possederti”
“e se invece non respiri…”
“sei bello al sicuro. io non è che ci credo veramente a questa cosa che dice rutesh. ma nel dubbio…”.

39 thoughts on “hold your breath

  1. “Interazione col mondo fuori”: già, è vero, non ci avevo mai pensato sotto questo profilo. Quando ero piccola, i miei mi portavano a vedere in estate degli spettacoli di operetta che si tenevano sotto una affascinante rocca normanna, la quale aveva però, nella valle proprio sotto, il cimitero del paesino: i miei cugini mi avevano raccontato dei fuochi fatui e io stavo tutto il tempo dello spettacolo con la fantasia a queste possibili fiammelle fluttuanti! Ti sono vicina, hobbit medio!

  2. Mio nonno, quando mia mamma si lamentava per qualche seccatura, le diceva: “Vieni con me, ti porto in un posto.” E la portava al cimitero, coì, giusto per dire che i problemi, alla fine, son tutti di poco conto, finché si è vivi.

  3. io da piccola andavo al cimitero con mia nonna. andavamo a trovare il nonno ed anche altre persone (una nostra vicina di casa morta molto giovane a cui tutti eravamo affezionati). Andavamo alla fontana a svuotare le brocche d’acqua e riempirle con acqua fresca, cambiavamo i fiori, dicevamo qualche preghiera. Ho ancora il ricordo, nel naso, dell’odore dei garofani un po’ appasiti. Ecco, sarà per questo, ma non ho mai associato al cimitero la sensazione che fosse qualcosa di spaventoso.

    1. Anche io ho avuto simili esperienze. Mi piaceva guardare le fotografie delle persone, leggere nome e data e immaginavo le loro vite. A volte portavo i fiori a chi non ne aveva.
      Adesso vivo in un paese anglosassone e quando vado al cimitero con i miei bimbi parliamo tantissimo di fronte a ogni lapide, discutiamo di morte, di religione, di dove si va a finire, ma visto che sono davvero piccoli, il tutto si trasforma in un gioco, serissimo, ma pur sempre un gioco che tutte le volte mi lascia con una sensazione di serenità davvero notevole.

  4. Insomma ogni posto ha le sue superstizioni ! Ricorda un po’ il film ‘Venerdì 13’ 😦 Anche a me piacciono i cimiteri visibili dentro le città, che poi sono quelli che trovi in tutti i paesi dove non è arrivato Napoleone. Poi dipende da com’è disegnato, quello dove riposano i miei nonni somiglia davvero a un allegro condominio e non mi ha mai trasmesso tristezza andarci.

      1. C’entra. c’entra. Ricordi Foscolo? Il poeta si lamentava delle nuove leggi napoleoniche sulle sepolture, cioè dell’editto di Saint Cloud emanato il 12 giugno 1804. L’editto stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati, e che fossero tutte uguali. Questo editto aveva quindi due motivazioni alla base: una igienico-sanitaria e l’altra ideologico-politica.
        Fu esteso al Regno d’Italia nel 1806 scatenando un intenso dibattito pubblico
        Ugo Foscolo, come molti altri letterati contemporanei, si scagliò contro questo editto con il carme Dei Sepolcri.
        Ma aveva ragione Napoleone. Le sepolture fino ad allora avvenivano nelle cripte delle chiese e vi lascio immaginare le conseguenze in un’epoca in cui pestilenze e affini erano sempre dietro l’uscio.

    1. Ma pensa! Non avevo mai collegato i Sepolcri di Foscolo all’editto di Napoleone. Chissà forse l’avrò anche letto all’epoca, ma davvero non lo ricordavo. Grazie MarinaM.
      Sì, ovviamente aveva ragione lui, anche se la chiesa circondata di lapidi mi affascina: alcuni epitaffi inglesi e tedeschi sono scritti apposta per far ridere i vivi.

      1. Infatti in molti paesi ancora ci sono le vestigia dei cimiteri pre napoleonici, a fianco della chiesa. I poveracci venivano sepolti in fosse comuni… L’editto di Saint Cloud, con i cimiteri moderni, ha dato dignità e diritto ad una sepoltura a tutti i morti.

      1. Seguivo un delirio personale, perdonate tutte, Elasti in primis.
        Suggestionata dalle atmosfere da gotico nordamericano che questo post richiama , mi sono figurata le trame classiche dei film dell’orrore.
        Di solito c’è uno almeno uno di questi elementi:
        bambino sensitivo che avverte il pericolo e tutti lo prendono in giro finché non si scatena l’inferno;
        adolescenti cazzoni che vanno in gita nella foresta finiscono morti ammazzati uno dopo l’altro;
        famigliola felice appena trasferitasi in località inquietante che finisce vinta da un demone locale di cui gli abitanti omertosi conoscevano l’esistenza… Insomma, i classici del genere.
        Quale che sia la trama, in ogni film dell’orrore non manca mai la scena in cui ragazza – possibilmente in mutando o comunque poco vestita – sente un rumore provenire dallo scantinato, di notte, e lei ovviamente che fa? Scende seminuda a controllare, armata di attizzatoio. Finirà malissimo.
        (Oh, io ve lo avevo detto che seguivo un mio delirio)
        (che vergogna)

  5. Napoleone stabilì per decreto sia in Francia che in Italia che i cimiteri dovessero essere posti fuori città per motivi igienici. I bikini, lo scantinato… Boh? Forse Orphanage, Amsterdammned?

  6. sulle isole croate e lungo il mare, lì Napoleone non ci è arrivato, i cimiteri sono sulle punte più belle della costa, difronte ad alberghi di lusoo dove la sera balli a bordo piscina e di fronte il sole scende maestoso dietro il cimitero. ho sempre pensato che li mi piacerebbe proprio finire, 1° per il mare e poi per l’andirivieni dei turisti che si fermano sugli scogli sotto le mura a tuffarsi e a prendere il sole

  7. I cimiteri possono essere luoghi pieni di pace e bellezza. In un paese vicino dove vivo, c’è un cimitero dei soldati degli alleati britannici caduti durante la seconda che è un piccolo paradiso di tranquillità nel panorama caotico e pieno di trascuratezza. Così curato, così verde, una bolla, un posto aperto in cui passeggiare e meditare, in cui riflettere e cambiare il ritmo. Ci sono andata una volta e ne sono rimasta folgorata.
    Così come sono belli i piccoli cimiteri nei paesi del Trentino, pieni di fiori.

  8. Eheheh, vedo che abbondano i seguaci del “Nel dubbio…”. In effetti non si sa mai.
    Ma le anime dei defunti però non possono andarsene in giro? No, per dire, uno è bello tranquillo al parco o al centro commerciale e zac! Posseduto! Magari dall’anima malmostosa di Eritreo Cazzulati. Come sta a proposito?

  9. Cara elasti, non c’entra niente, però ti leggevo anni fa in attesa della prima bimba (e volevo un maschio!) poi non so come mi sono distratta e ti ho persa. È un piacere ritrovarti!

  10. Ciao popolo del blog
    a proposito di bambini e cimiteri
    ho bisogno di un consiglio
    qualcuno di voi ha un figlio o una figlia di 16 o 17 anni?
    ho mio nipote ospite da me per 15 gg (e non ho esperienza di minorenni :P)
    io gli parlo come ad un adulto, solo spiegando le cose che non sa e che magari da un adulto mi aspetterei che sapesse
    faccio bene o a 16 anni devono essere ancora ‘protetti’?
    (per capirci: ieri gli ho spiegato cos’e’ il cancro – e suo padre e’ morto di cancro 2 anni fa, a Natale (fra le altre cose) gli ho regalato un preservativo, voleva leggere Palahniuk e gli ho prestato Fight Club e oggi in bus gli ho spiegato la Sindrome da Crocerossina ed altre cose … del resto quando aveva 13 anni per convincerlo a scrivere meno particolari su di se’ su Facebook gli ho detto cosa gli avrebbe fatto un pedofilo se l’avesse preso… che dite: sono un mostro?)
    E’ una richiesta vera! E non so a chi chiedere…

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