Nonsolomamma

vacanza

l’ultima volta che è successo era talmente lontana che se ne è persa memoria. elastigirl è arrivata nel salento e ha spento la luce, ha chiuso i contatti, non ha controllato la posta e nemmeno il telefono, non ha aggiornato il blog e non ha scritto niente di niente, nemmeno la lista della spesa, ha chiuso facebook e twitter e non li ha (quasi) mai riaperti. ed è andata in vacanza, sul serio. non si ricordava che effetto facesse, quale sapore avesse, quale profumo emanasse. si è limitata a bighellonare senza meta con il corpo e con la testa, a leggere sul giornale solo le notizie che le interessano, a non fare programmi oltre i dieci minuti, a godersi gli hobbit, mister i, la famiglia allargata, gli amici e il tempo, a non avere mai fretta, a dormire sonni senza sogni e senza interruzione, a elaborare i cambiamenti, a caricare le pile per l’anno che verrà.

ed è stato bellissimo. e lo è tuttora. talmente bello da dare le vertigini. e magari da rifare, di tanto in tanto.

227 thoughts on “vacanza

      1. è un classico, vi appendete ai dettagli, fate allarmismo sempre, se il figlio mangia bio, se caga verde, se piange sempre….è questo che vi frega e vi esclude dalla società. Se uno fa discussione in un blog, su cosa discutono le madri? su come si scrive “dò”. Ma per piacere….eppure dovreste essere donne pratiche, organizzate, efficienti ed elastiche alquanto. Ma scorrendo le vostre discussioni si ha sempre l’impressione di un’imbecillità che vi prende dopo il parto sui dettagli del figlio che vi manderà il cervello in pappa. E ricordate i commenti peggiori alle madri (ne ho sentiti e fomentati di tutti i colori) non arrivano dagli uomini imbevuti di menefreghismo ma dalle donne (alla faccia del fatto che tutte vogliono essere madri).

  1. Ciriaca è gelosa perché Elasti appunto è “non solo mamma”, ma riesce ad avere tre figli e nen frattempo passare le settimane in Africa con Amref, cambiare carriera a 40 e più anni e reinventarsi in radio, avere una rubrica su un settimanale e non sentirsi in colpa se ha due au pair.
    Ciriaca invece ha scelto la carriera, e adesso che si accorge che il treno della famiglia è passato e che con i soldi può permettersi tanto lusso ma che alla fine la sua è una felicità effimera da underconfident overachiever, che gli uomini che la cagano sono o i ventenni in cerca di avventura o i cinquantenni corporate, e che l’azienda a cui lei ha dato tanto la scaricherà senza pietà se dovesse servire, ecco che diventa acida.
    Goditi il tuo Dom Perignon in solitudine mentre guardi un panorama stupendo avvolta nei tuoi abiti firmati. Io mi godo una figlia che si addormenta in braccio dopo che mi ha sussurrato che mi ama. Domani l’accompagnerò a scuola, mano nella mano, poi andrò a un lavoro che mi stimola intellettualmente, mi da soddisfazione economica, ma mi permette anche di crescere e svilupparmi come genitore, come persona. I tuoi discorsi alla Gekko mi fanno un po’ pena.

  2. Non entro nel merito delle idee (e della vita) di Ciriaca, dico solo che, anche se, certamente, ho dovuto e continuo a dover fare delle scelte dal punto di vista lavorativo, non mi pento dei miei 3 figli, continuo a coltivarmi culturalmente, leggo libri, vado a teatro ( meno di prima, convengo), coltivo i miei hobbyes, vedo le mie amiche (con figli e senza) e non credo che quelle senza siano più felici di me, anche se sono più magre. Non ho la pancia, ma se l’avessi non sarebbe un dramma. Ah, dimenticavo, ho un marito non idiota,super alfa e pure innamoratissimo dei miei rotolini, faccio un lavoro che mi piace e posso passare tranquillamente dalla filosofia all’uncinetto o dalla cucina alla letteratura
    Mi dispiace che conosca solo donne frustrate …o forse vede solo ciò che vuol vedere.
    Ciò non toglie che manchi una politica che aiuti le donne a coltivare insieme la famiglia e la carriera

    1. Non è questione di politica, ma di cultura. Vero, gli strumenti che abbiamo qui in Svezia tipo il periodo di congedo parentale riservato ai padri, il rimborso del 50% della baby sitter, le infrastrutture con tempi e orari a misura di genitore servono, ma sono il frutto di una cultura che vuole promuovere le pari opportunità. Opportunità, non obblighi, che poi ogni famiglia definisce in base alle proprie esigenze e scelte.

      1. Fefo, da queto punto di vista invidio molto le politiche sociali svedesi. Che siano avanti anni luce non c’è dubbio
        Ilaria

      2. rosica pure! (scherzo ovviamente) anche in UK e francia c’e’ il congedo parentale maschile
        (ma anche in Italia, dai: io conosco 2 persone che han preso la ‘paternita”)
        comunque sia io trovo l’UK il paradiso del parentalesimo e il mio collega Finlandese lo trova l’inferno…
        (per la serie: punti di vista!)

    2. Hobbies si scrive. Ti posso assicurare che le childfree SONO non solo più felici di te, sono 1000 volte più felici di te, e parte della felicità viene dalla vista delle madri in giro per il mondo. Sempre e solo incazzate. Probabilmente recuperate la serenità quando i figli sono grandi ma i primi anni sono tremendi. Ho raccolto le confessioni della mia amica piangente un sacco di volte, quando parlate di solidarietà dovreste dire invece le cose come stanno a proposito di maternità. La mia amica mi dice che la sua vita è distrutta e io devo credervi? E cmq non mi riguarda, io sono stata educata Childfree per cui anche se avessi davanti quadretti felici non figlierei mai e poi mai. Negli ultimi anni, alla mia natura di childfree si sono aggiunte le conferme del mondo esterno. Le mie ex colleghe erano bravissime a dare quadretti famigliari perfetti salvo poi ad assistere a divorzi ecc. Per favore. Le coppie senza figli vivono felici e stop, ma ve lo posso assicurare io. Non c’è nulla di meglio di avere un uomo in gamba vicino e la tua casa con mutuo estinto, con cane al seguito. Non serve altro.

  3. Ciriaca, o sei un troll o sei un fallimento della legge Basaglia. E io, in quello che ha fatto Franco, credo tantissimo quanto a quello che sta facendo Elasti. Indi, sei un troll.

  4. Io non credo che Ciriaca sia un troll (a parte il nome…), ma mi ha fatto ricordare una cosa.
    Quando le mie amiche hanno cominciato a fare figli io le ho perse praticamente tutte, non c’era più niente di cui parlare, né avevano il tempo per vederci… parlavano solo di bambini e a me francamente la cosa annoiava parecchio. Stessa cosa per quelle sposate. Non si potevano più incontrare senza il marito.
    Mi sono sentita improvvisamente sola, e credo di non avere mai più ritrovato quella abbondanza di amicizie che avevo prima.

    1. idem, in italia
      (a parte 2 anzi una e mezza :D)
      diverso in UK
      qui alle feste e alle serate vengono tutti, dagli 0 ai 60 anni 😀 e ognuno parla di cio’ che vuole

    2. a dire il vero keiko io non le ho perse perche’ mi annoiassi: sono state loro e i loro mariti a non voler piu’ uscire con me e mio moroso (anche se accettavamo volentierissimo i figli nonche’ ritmi e divertimenti diversi) giudicandoci inadatti :O
      mi sono sentita molto sola e discriminata e l’ho messo nella lista delle robe da non fare se mai mi riproduco!

      1. Io le ho perse soprattutto perché non avevano più tempo.
        E quelle sposate… francamente a me a volte i mariti non piacevano granché, oppure la loro presenza impediva l’intimità e i discorsi che si facevano ‘prima’, e loro da sole non uscivano più.

  5. Che tristezza che nel 2014 la scala di valori di una persona possa essere ancora davvero lavoro-soldi-vestiti
    Spero (per lei) che si tratti di un troll!

    1. Allora tesoro, io in primis ho parlato di istruzione, di scuola, di cultura se mi hai letta. Il resto è tutto complementare. Sono ampiamente infastidita quando vedo in tv ragazze bellissime e dal fisico mozzafiato che non hanno un solido background. Non mi volto neanche un secondo a guardare Belen e co. Per me una bella donna non è nulla senza un suo percorso personale. Io ho la fissa dell’istruzione, ma il percorso può riguardare anche altro. Sarò trita e ritrita ma la bellezza è un involucro vuoto. Certo è che mi fanno cagare anche le donne arrivate che si conciano come vecchiette in fresca. La Mogherini è sempre il mio esempio preferito ma ce ne sono un sacco e guarda caso hanno sempre marmocchi al seguito.

  6. Credo ke tu sia molto sola Ciriaca e forse oggi al lavoro ti sarà andato tutto storto,. ELASTI tu come rispondi alla provocazione ? Se ritieni sia il caso.

    1. Ciriaca è l’alter ego di Elasti. Risultato del corso di scrittura creativa. E sbaglia anche l’approcio.
      Il blog, viste le assenze frequenti dei genitori, dovrebbe chiamarsi “Non molto mamma”.
      La vera domanda è ma che cazzo li fate a fare tre figli se poi uno se ne sta a Londra e negli Stati Uniti e quell’altra in giro per un sacco di cose anche importanti, ma nel frattempo i figli te li tirano su Annalisa portapazienza, le varie au pair americane, i nonni e i gestori dei campi estivi. Quality time un belino. I bambini hanno bisogno sia di qualità che di quantità.
      Mettiamo le cose nell’ordine giusto: non si tratta di diritto della famiglia ai bambini, ma di diritto dei bambini ad avere una famiglia. In questo Ciriaca nel suo egoismo è più coerente: se non ho il tempo di stare con i figli non ne faccio.
      In questi giorni poi per me Elasti sta cercando di passare con i suoi figli il più tempo possibile in vista dell’impegno autunnale. Poi si racconterà per autoconvincersi che in media li ha visti tot ore al giorno quest’anno, e cercherà di dirsi che in fondo tempo con loro ne ha passato, proprio come Mr i cerca nelle sue settimane estive ad A di recuperare il tempo perduto.
      Sorry Mr I, you are very wrong.

      1. Cioè secondo te in questo blog si parla di genitori assenti? … Ciriaca, davanti a certe asserzioni di cientopeccientomamme mi tocca rivalutarti!

      2. Perché, un padre che passa sei mesi negli Stati Uniti, che lavora metà del tempo a Londra e quando torna a casa passa le ore in piscina è presente?

    2. Ho già detto che mi sento più sola da quando ho “perso” le amiche che hanno fatto marmocchi. In realtà devo dire che mi sento la donna più fortunata del mondo perché ho un carattere orribile e l’uomo migliore a fianco, quindi la “solitudine” di cui parlavo davvero mi tocca poco. A me le cose non vanno mai storte. Non avendo figli vivo una vita molto più spensierata. Ripeto conto le mie fortune, i miei erano poverissimi e mi hanno fatto studiare. E’ una cosa che ho imparato ad apprezzare veramente solo ora. Sono una rompicoglioni ma non mi manca l’amore, qualcuna di voi dirà che mi autocelebro, chissenefrega, libere di non credermi.

      1. Sei molto fortunata, Ciriaca. Per questo potresti essere critica senza cattiveria, invece non riesci a scrivere un solo commento (sì, beh, in verità questo) senza infierire: ammesso e non concesso che le mamme siano tutte per forza incolori e frustrate, oppure soddisfatte della loro pochezza, perché infierire sul loro aspetto, la loro vita sessuale, le presunte amanti dei loro compagni?!? … francamente non capisco… (Non sono una mamma, ma purtroppo neanche una donna di successo come te. Immagino che dal tuo punto di vista non abbia neppure diritto di esistere!)

    1. No, ma il problema del padre assente è tutto vostro. Io al massimo posso avere un compagno assente ma questo non nuoce ai figli che non ho, al massimo al nostro cane.

    2. per tilly sopra: non sono una donna di successo. Ho solo detto che ringrazio mia madre che mi ha dato delle possibilità. Stop. Fatelo anche voi prima che sia tardi. Ho anche detto che mi manca l’intelligenza empatica e sono prepotente, da qui i vari insulti. Ma anche io mene sono presi parecchi mi pare. Fa parte del gioco, un dibattito politically correct mi fa ridere.

  7. Perché il libro della Badinter, in francese “il conflitto. La donna, la madre” è stato tradotto “madri cattivissime”? Attirava di più?
    L’autrice francese ha settant’anni, un marito di quarantotto, tre figli, uno splendido appartamento che si affaccia sul jardin de Luxembourg. Ha insegnato molti anni, ha scritto parecchio, controcorrente e offrendo interessanti spunti di riflessione.
    Personalmente ho però un debole per ‘una stanza tutta per se’ ‘di Virginia Woolf che mi aveva turbata e commossa.
    Sono tempi duri, questo “non è un paese per donne”e un po’ più di solidarietà femminile non guasterebbe.

    1. Anche a me ha colpito molto “Una stanza tutta per sé” della Woolf. Quel che più mi dispiace è che in fondo sia ancora in un certo senso così per le donne, anche se ci sono stati tanti cambiamenti.
      Il cambiamento culturale dovrebbe procedere su due fronti: quello di reali pari opportunità per le donne e quello della solidarietà tra donne, che è una delle cose più belle che ci possa esistere.

  8. Io sono una overconfident underachiever, non ho nè la carriera nè i figli. Considero la maternità una opzione poco adatta a me e la vita corporate come un mezzo per contribuire alla società e mantenersi. Con i quarant’anni sono pure un po’ ingrassata.

    Coltivo la mia persona, l’impegno sociale e gli affetti con soddisfazione.

    Mi incuriosisce molto come il dibattito si svolga sempre e solo su questo costrutto sociale di bilanciare maternità e carriera, come se fossero gli unici obiettivi possibili nella vita di una donna.

    1. Infatti non lo sono. Io penso che la donna sia prima di tutto un individuo, una persona, con la propria identità, alla ricerca, come tutti gli esseri umani, di un percorso di vita che reputi soddisfacente, in base alle proprie esperienze e al contesto in cui vive.
      Non è giusto che per le donne ci siano certe problematiche e per gli uomini no.
      Però, qui si dimentica sempre che siamo “animali”, abbiamo in noi una spinta biologica ancora forte che ci porta a costruire un nucleo e a fare dei figli, non per soddisfare chissà quale egoistico bisogno, ma per la continuazione della specie umana.
      Tutte le sovrastrutture culturali e sociali, gli elevati standard di benessere, il progresso, hanno occultato il motivo basilare per cui ci si riproduce.
      Comunque, in una società civile, la vita di chi non ha figli, qualsiasi sia il motivo, non perde né acquista più valore rispetto a chi li ha.

      1. L’istinto riproduttivo è certamente un istinto, ma l’ossessione per il parenting è un costrutto degli anni Settanta, che è andato a cozzare con i cambiamenti nella vita lavorativa della donna che si erano verificati nel frattempo.

        Si voleva bene ai figli anche prima ovviamente, e anche prima essere madre aveva un valore sociale, ma le nostre bisnonne lasciavano i bambini fasciati nelle culle per andare a lavorare nei campi e nessuno le criticava, come le donne ricche spedivano il figlio a balia per due anni nell’approvazione generale.

        Ma dopo i sadici studi di Harlow sulla deprivazione materna nelle scimmie la psicologia accademica ha stabilito che la madre deve dedicarsi al figlio il più possibile altrimenti diventa un disadattato, peccato che nel frattempo le donne avevano iniziato a lavorare fuori casa, et voilà il tormentone attuale maternità vs carriera, talmente caricato emotivamente, simbolicamente e politcamente che non si vede altro e ci si accapiglia pure, spesso a colpi di luoghi comuni.

        Si parla tanto male delle aziende, ma le aziende nella maggior parte dei casi semplicemente si adattano. Sanno che la donna lavora come una forsennata fino a 35 anni, ti lavora pure gratis per fare bella figura, poi mette su famiglia e automaticamente chiede il part time, un po’ perché costretta un po’ perché s’è pure scocciata di lavorare forsennatamente gratis, e così la vita lavorativa delle donne in azienda tende a seguire questo corso perchè l’azienda si aspetta questo e ha modellato l’organizzazione del lavoro di conseguenza, è un circolo vizioso.

        Su una nota più lieta, Nora Ephron commentano la propria vita di madre a NY, ora non ricordo se in Heartburn o in I Feel Bad About My Neck, non sapendo di Harlow, si chiedeva come mai d’improvviso negli anni 70 il parenting fosse diventato such a big deal.

      2. Grazie Anna questa associazione ‘ossessione per il parenting – anni 70′ mi era sfuggita!
        mi sento piu’ curiosa e piu’ leggera

      3. Grazie a Dio ci sono studi sociologici evidentemente non così pubblicizzati che hanno fatto a pezzi l’idea di biologia e amore materno come naturale. Si tratta di un costrutto culturale dato da istruzione, educazione, famiglia, ecc. ecc. Vi consiglio di leggere E. Badinter L’amore in più. Vi assicuro che ci sono donne che non possiedono istinto materno e un figlio rappresenta una calamità. Il childfree in America ormai è sviluppato. Come si fa a parlare di biologia? Gli animali sono animali, gli uomini no, altrimenti saremmo tutti con figli. Ripeto, statisticamente le donne più colte sono le prime a prendere le distanze dal “dogma” materno. La natura non ha niente a che vedere con la decisione di avere un figlio nel 2014.

      1. Le aziende che conosco io non si adattano proprio. Sperano si sbatterti fuori appeni partorisci per varie ragioni che tutti conoscono. Questa esigenza però ora sta contaminando tutti i settori della società. E’ praticamente auspicabile per tutti che, data la crisi, le donne mollino. Non ci sono più posti di lavoro. C’è una forte pressione anche per questo. La popolazione sta invecchiando, ai governi serve estendere la pressione fiscale ai nuovi nati e nel contempo mettere la madre a casa. Ed evidentemente tante ci cascano ancora, quante mollano entro il primo anno del figlio? E’ un sistema messo in piedi per non fare crollare la società sotto il peso dell’accesso delle donne al lavoro. Sai che guerra ci sarebbe? E’ solo attraverso la maternità che le donne se ne vanno spontaneamente e senza fare rumore. E’ per questa ragione che siamo così arretrati.

      1. No, l’ossessione per il parenting è molto contemporanea. Poiché si fa strada che l’istinto materno non sia natura ma cultura, chi sceglie di avere figli dovrebbe essere genitore totale. Questa è una tendenza odierna. Negli anni Settanta il movimento femminista si era parzialmente disfatto di questa ossessione che torna oggi a farci visita. Per questo le povere che decidono di fare figli diventano delle martiri della maternità, guai se sbagliano un colpo.

    2. Anna, grazie per gli spunti di riflessione, sei proprio in gamba e anche davvero preparata in materia.
      Purtroppo si parla più spesso di quello che si vive ma è molto utile e formativo confrontarsi con persone che hanno esperienze differenti, così si diventa persone più complete e soprattutto più pronte ad accogliere le mille sfaccettature che la vita ti fa incontrare.

      1. Oh mio Dio, ma siete tutte così mature e corrette sempre? Un pò noiosette forse? Un pò invecchiate? Contrite? Moderate nei luoghi di incontro come i blog poi isteriche ai giardinetti?

      1. oh mio Dio….senza il troll il blog è nullo…noooo….la regina delle mommy blogger che si serve di un troll che le dà pure della cessa….Neanche una telenovela

    1. Sabri, tu hai un nome orribile, anche tu mi fai ridere (ovvio non mi chiamo Ciriaca). Se cresciuta in una di quelle famiglie numerose dove c’è sempre la Sabrina Pallina, Sabrina Barbina? Su su…

    1. vero. Con le madri si cade sempre nel baratro madre perfetta/imperfetta. Non ho mai trovato una categoria che ami così tanto il vittimismo, il martirio, ma anche l’arrivismo (mio figlio è meglio del tuo domina in ogni ufficio). Fate scappare tutti, mariti compresi.

  9. Prendiamo il buono dai commenti negativi, un po’ di analisi critica non fa mai male. Da mamma laureata e manager ho fatto il mio bravo mea culpa ed è emerso che forse mi lamento un po’ troppo del tetris famigliare, però questo è anche nel mio carattere. Per il resto, non mi toccano le altre accuse: ho sempre parlato della mia famiglia a chi sta accanto a me, prima di genitori e sorelle ora di marito e prole. E non ci vedo nulla di male, se non si cade nelle esagerazioni.

  10. L unico sentimento che si può provare per elasti e’ l invidia perché è una mamma stupenda, ha un bellissimo lavoro le sfide non la spaventano e simpatica scrive benissimo ecc….. Chi la critica e’ morso dall invidia e null altro….

    1. Sicuro, anche della faccia che arriva alle scarpe! Detto questo ho già sottolineato che ammiro per come si è reinventata da bocconiana a mommy blogger. Sul serio. In genere la madre media diventa invisibile. La De Lillo è l’esemplare top della categoria, che sia chiaro. Dico solo che la donna di successo e madre non scampa quasi mai al destino di sciattona/bruttarella. Tutto lì.

    1. Si in effetti ho notato che questo cavolo di blog viene frequentato solo da breeders. Le persone normali non ci vengono proprio. I apologize.

      1. Le “persone normali” non frequentano posti (non importa reali o virtuali) che odiano solo per il gusto di denigrare gli altri. Quindi ribadisco: o troll o rosicona. O entrambi! 🙂

  11. CIRIACA, NON RIPRODURTI MAI!!!!
    Comunque “non se ne può più” si scrive così come ho fatto ora… non come fai tu: ” non sene può più”!!! l’hai fatto varie volte…

    1. Ci siete già voi a deliziarmi con le vostre vite orribili, secondo voi mi ci metto anche io a fare marmocchi?? Così poi mi spostano dall’azienda ai fornelli. Poi dai fornelli mi mettono a fare mommy blogging ebuttano la chiave. Un’altra persona rinchiusa in prigione (ma solo virtuale chiaro). Thks per le lezioni di italiano…ti ricordo però di non mettere troppi punti esclamativi che poi appari un pò fanatica e bipolare come la sottoscritta….

  12. Per Ciriaca:
    ma cos’é sta storia delle arance? che arance? perché foto con le arance?
    di tutto quello che hai scritto mi é rimasto solo questo tarlo.
    Qualcuno mi illumini. Thanks.

    1. vai in rete stella mia e vedi La De Lillo con mantellino rosso in cucina e con lo spremiagrumi. Ma quale donna normale ed emancipata si farebbe fotografare così????????????? Mio Dio. Basta googlare e farsi due risate…..

  13. ecco, a me più dell’intervento farlocco e provocatorio di ciriaca, intristiscono di più questi proclami.
    non credo che la de lillo (lo preferisco ad elasti) abbia creato questo blog per sentirsi lodare, così come non la si può giudicare leggendo alcuni stralci della sua vita, estrapolati dal contesto della quotidianità.
    che vuol dire essere brave madri?! solo perchè lei riesce ad offrire ai suoi figli esperienze stimolanti? io onestamente la invidio, ma nel mio piccolo (molto, molto piccolo) cerco di diversificare la vita dei miei figli con attività abbordabili alle mie possibilità economiche e di tempo.
    tra le righe ogni tanto traspaiono anche da parte sua i dubbi, le domande, i timori che ogni madre si pone e che accompagneranno sempre la crescita dei figli.
    non esiste la brava madre in assoluto, tutti noi genitori abbiamo una grande responsabilità nel formare futuri uomini e donne ed è su questo che dobbiamo lavorare.

    1. volevo solo aggiungere (FEFOOOOOOOOOOOOO aiutami!!!!) che questi dubbice li hanno anche i padri!
      mentre leggevo qui ho ricevuto la mail di un carissimo amico (laurea, dottorato, vari anni in ricerca ed ora un ‘buon’ posto a Monaco) e SEMBRAVA UNA DEL BLOG! anche lui si barcamena fra carriera, palestra, figlioletta, moglie… e comunque QUi (UK) la riunione del lunedi si fa il pomeriggio (perche’ il collega al mattino deve portare la figlia disabile a cavallo) e il mercoledi non si puo’ andare oltre le 6 (perche’ l’altro collega a casa propria ha il turno in cucina…)
      fare carriera ed avere figli e’ possibile: basta dividere tutto per due! (padre & madre – o chi ne fa le veci)

      1. no non è possibile. La carriera per madri crea zombies. Date uno sguardo alla nostra Mogherini. Ha la tipica cera e il piglio della mammona frustrata. Ad un passo dall’esaurimento. Fa pena solo a guardarla, compresi i suoi completini da brava matrona

  14. Ho 43 anni, sono laureata e project mgr nella multinazionale forse più importante del mondo. Ho un lavoro interessante e stimolante, che amo e al quale non voglio rinunciare. Ma dopo qualche anno di vita dedicata solo a lavoro e carriera, molto prima di avere figli, ho capito che quella vita non mi bastava e non sarebbe bastata mai a riempire la mia vita. Il lavoro è un mezzo per potermi dedicare a ciò che veramente amo fare e che mi fa sentire bene. Non per questo sento di aver buttato i miei studi o la mia professionalità, perché quel percorso mi ha aiutato a conoscermi meglio e a capire dove volevo andare e chi volevo essere. Adesso ho 2 bambini, sì, ma ho ancora le amiche del liceo, la compagnia teatrale, il tempo per andare in palestra – non ho un grammo di grasso e con mia grande soddisfazione ancora entro negli abitini di quand’ero fidanzata. E tutto grazie al downshifting, SCELTO molto prima di avere dei bambini. Sono convinta che l’istruzione mi abbia reso una persona migliore e mi batterò affinché i miei figli possano averla. Ma la scelta fra carriera e qualcos’altro (non necessariamente famiglia e figli) é e deve essere una scelta, personale, insindacabile e per questo da rispettare.

    1. Wow! Devi essere veramente in gamba! E soddisfatta (con ragione) della tua vita come sei non vedi la ragione di vomitare bile verde nei confronti di chi ha fatto scelte diverse dalle tue. Per questo la povera Ciriaca non convince nessuno, con le sue poco credibili autocelebrazioni… Grazie del tuo contributo, cominciavo a temere che avere successo sul lavoro comportasse essere una iena 😀

    2. tu sei una dei nuovi zombies, non so se sia peggio la Stay at Home Mum (ora cìè anche il Dad o mammo) o la donna in carriera con marmocchi. Gli estremi si toccano. Sono allo stesso modo le persone più frustrate del mondo, non ho dubbi. E’ impossibile fare la manager, viaggiando ecc. e avere una famiglia, a meno che tu non sia una madre assente o una cattiva manager. Manager e downshifting sono termini antitetici che solo una donna con marmocchi si sognerebbe di presentare al datore di lavoro.

      1. appoggio condivido e standing ovation! Aggiungerei…fra vittimismo istericmaternocasalingochiocciolante e maternità da squalo/manager in carriera lanciatissima non so cosa mi agghiacci di più 🙂

  15. ditemi che state guardando “quando la notte” della Comencini. L’avevano descritto come claustrofobico perché descrive appieno cosa si prova a stare tutto il dì con un bambino piccolo ma è molto molto di più. Racconta appieno la gran sfiga di essere madre, come un figlio ti distrugge il cervello. Adoro questo film e anche voi!

      1. La Fallaci è un classico ma andate oltre, è solo in Italia che esiste un oscurantismo totale a riguardo, un’omertà impossibile sulla realtà della maternità. all’estero la bibliografia/press/blogs di sprecano. Qui in Italia ho letto l’account dell’Irene Bernardini, qualcosa come Elogio della donna Ordinaria e lei cosa scrive?? alla fine la childfree è solo una povera childless…..nella più totale ignoranza di cosa sia l’uno e l’altro. Sono rimasta scioccata. Ancora ci sono professioniste che pontificano da giornaletti che non accettano che una donna possa rifiutare la maternità, essere totalmente sguarnita di senso materno come me. Ma cosa succede ai dibattiti in questo cazzo di paese?

  16. Grazie di nuovo alla Comencini. L’Epiphany del film è quando la Pandolfi confessa di volersi liberare del figlio piccolo per tornare LIBERA. Le Childfree stasera sono gioiose. Abbiamo fatto Bingo. La De Lillo molla il posto fisso. Evvai!! Un’altra vittima della happy family. Let’s party.

  17. che spasso!
    non ve l’ha mai detto nessuno di non dare da mangiare ai troll? 😀
    pero’ volevo ringraziare la Anna e la Ciriaca perche’ mi stanno semplificando la ricerca sul parentering
    chiedo troppo se chiedo ad entrambe un po’ di riferimenti bibliografici?
    sono curiosa come una scimmia!

    1. La Badinter. Leggi anche L’amore è un’ombra, Ravasi Bellocchio. L’inganno dell’amore materno, autore russo. E poi “Di mamma ce n’è più d’una”, sono rimasta scioccata sull’analisi del fenomeno delle mamme blogger. Come le donne vengono neutralizzate, fuori dall’azienda e poi in rete diventano uno strumento di pubblicità di brand vari come nessun altro blog. Inconsapevolmente le madri vengono estromesse dall’azienda e strumentalizzate per un consumismo fuori controllo (a quanto pare le madri spendono senza filtri più dei ragazzini). Interessante. Le letture cementeranno il childfree di chiunque. Badinter ha 3 figli ma flirta chiaramente col childfree.

  18. uh volevo aggiungere una nota per far rosicare un po’ di gente
    la mia collega e’ appena rientrata dalla (seconda) maternita’, e’ ancora in part time ed e’ stata promossa!! 😀 😀 😀

      1. sei davvero meravigliosamente prevedibile nelle tue reazioni, ma su una cosa, in mezzo ai vari deliri, hai ragione da vendere. Il vittimismo della mater dolorosa italica e’ un tratto culturale di cui facciamo fatica a liberarci. Cosi a occhio non e’ solo colpa delle mamme, ma un po’ di tutti. Comunque al di la’ degli psicodrammi da blog (trollismo eccetera) questo thread offre un bel po’ di spunti interessanti.

      2. Se volete ridere da pazze leggete Mamma Mia. La figura della mamma come deterrente nello sviluppo culturale, sociale ed economico dell’Italia moderna
        di Fabrizio Blini. Concordo pienamente con l’autore.
        Inoltre Elena Rosci “La Maternità può attendere”. Corinne Meyer “No kids. 40 ragioni per non avere figli” è un pò passé. Leggete della Santamaria “Quello che le mamme non dicono”

  19. non credo: qui c’e’ carenza di personale ‘STEMM’ (Science, Technology, Engineering Mathematics and Medicine) ed e’ una precisa politica di tutte le aziende del settore fare di tutto per accaparrarselo, dalla pubblicita’ ai propri posti di lavoro al cercare di vincere premi per il gender equality

  20. Perché c’è da dire che nonostante il vittimismo imperante non troverete mai in questi commenti nessuna che ammetta che fare la madre può essere frustrante da morire. A quanto pare questo blog raccoglie quell’1% delle dottorate italiane, in fisica o astrofisica stile Licia Troisi, sempre madri appagate felici, osservatrici di tramonti con le loro figlie adoranti. Nessuna che dica Si cazzo, se potessi tornerei indietro. Solo una ha detto che è frustrata perché la laurea l’ha buttata nel cesso, e tutte a rimbrottarla per la dichiarazione più che umana! Quindi alle aspiranti childfree o quelle hard-core come me consiglio di gettarsi a capofitto nella sociologia sul materno che paradossalmente a me ha offerto 1000 validazioni alla mia posizione. sui 35 avevo un’idea fermissima ma nebulosa del mio essere childfree, ma dopo letture e letture e account terribili di depressioni, donne che desiderano uccidere il figlio, donne che perdono quasi loro stesse (vedi L’amore è un’ombra) la mia repulsione è diventata totale.

  21. Poiché alla faccia della solidarietà femminile le madri giocano spesso la carta della falsa felicità famigliare (salvo poi ammettere a denti stretti che vivono di sensi di colpa, ringrazino il mito di ritorno della maternità, pericolosissimo) e raramente dicono a noi childfree come si sta veramente, quelle che hanno ancora possibilità di scampo, si documentino. e non parlo dei soliti triti argomenti childfree, l’orrore della pancia, le corna ecc., parlo di dati precisi dove la donna madre rimane per forza indietro negli studi, carriera, sviluppo personale e si fa martire a vita di un tiranno (il figlio, vedi Badinter su questo, sottolineo che anche la qualità della sociologia francese di genere è molto più alta della nostra, sarà perché la Francia è stato molto più laico del nostro). Le madri non ve lo diranno mai, io le conferme le ho avute leggendo e leggendo, oltreché guardando capitolare le amiche e le coppie con figli che si sfaldano (anche qui i dati sono precisi). Riviste che voi considerate idiote come Grazia UK (dove scrive l’acutissima childfree Polly Vernon) offrono tutti i mesi o quasi racconti di donne che si sono pentite. Vi prego di darci un’occhiata.

  22. Il childfree può essere una dimensione solitaria ma se vi buttate su queste letture e in rete troverete ripeto 1000 ottime validazioni alla vostra posizione perché solo la tua migliore amica avrà il coraggio di dirti Ho passato gli anni più duri della mia vita, le altre donne non ve lo diranno mai. Chi di voi l’ha fatto qui? Ma se vi scannate sul concetto mamma perfetta/imperfetta da un lustro ormai, si capisce benissimo che vivete di grandi sensi di colpa e che su di voi gravano pesi impossibili, macigni che noi non avremmo mai, potete almeno concederci che se non siamo più felici (concetto soggettivo e che con la crisi è profondamente stravolto, qui ci scommetterei però) potete almeno concederci che viviamo più leggere? A proposito leggete la celebrazione del childfree fatta l’anno scorso dal Times UK, un milestone che passerà alla storia. E comunque quando i sociologi cominciano ad insinuare che le childfree sono le prime a prendere le distante dalla maternità perché più colte e quindi più libere mentalmente, basta per me è tutto detto. Non posso non sentirmi appartenere ad una razza superiore. Di tutto il resto, sicura come sono di me mene frego. Provo solo grande repulsione per la vostra categoria.

    1. Si vede come te ne freghi: non ho voglia di contare i messaggi, ma ad occhio saranno più di una cinquantina, tutti arrabbiati. Nondum matura est, diceva Fedro…

  23. Veramente a me l’ha detto la mia mamma che ‘ha rinunciato a tutto per noi (figli)’ (che e’ un’esagerazione, pero’ lo ripeteva sempre) e che la vita e’ sacrificio’… 😀
    (forse perche’ era una laureata??? 😛 😛 😛 )
    E tempo fa col mio precedente moroso notavamo con angoscia che NESSUNO dei nostri amici con figli diceva di essere felice: tutti terrorizzati dalla situazione e tutti (maschi e femmine) a lamentarsi e a denunciare l’omerta’ generazionale per cui i genitori non ti dicono cosa passerai a diventare genitore anche tu…
    Io ci ho messo una vita a capire intellettualmente ed emotivamente perche’ uno possa trovare piacere nel fare figli. Adesso posso dire di esserci riuscita perche’ riesco ad ascoltare gli amici che hanno figliato ed essere autenticamente felice per loro.
    Pero’ d’altra parte tutto quanto di ‘male’ e ‘doloroso’ che si puo’ dire della maternita’, a me l’hanno detto anche del fare fisica e fare ricerca [si: compreso l’alto tasso dei suicidi], e tutte le persone vicine a me mi imploravano di non farlo e mi guardavano sconvolte perche’ lo facevo… Ed io ero (e sono) felice…
    Percio’ chi sono io per dire che chi fa figli e’ triste e ha sbagliato?

  24. Ho sempre pensato che i figli li debba fare, in maniera consapevole, solo chi li vuole. Chi non vuole figli non li faccia, e siamo a posto così. Io non rompo a voi e voi non rompete a me.
    Poi mi sembra pure di capire che, per alcuni di voi childless, il problema non sono tanto i bambini (che comunque, che vi piaccia o no, sono necessari se non altro per evitare l’estinzione della specie), quanto le madri. E su certi atteggiamenti disastrosamente sbagliati di certe madri, soprattutto di certe madri italiane, possiamo anche essere d’accordo.

    Ciriaca, io che sono madre posso anche capire le tue ragioni…. ma ciò che non capisco è in base a quale bisogno tu sia venuta qui, nella “tana del nemico”, a rompere i coglioni a noi con la tua parlata cosmopolita da sociologa di sto cazzo che deve a tutti i costi salvare il mondo dalle madri abbruttite (oltretutto conosco madri di 3 figli strafighe più di tante childless… e quindi??). Ma per caso Claudia o qualche altra lettrice è andata a trollare sulle vostre pagine childless su facebook o sui vostri blog o sui portali o in qualsiasi altro posto?
    No, anche perché se l’avesse fatto ve la sareste mangiata viva e vi sareste pure leccate le dita (che immagino smaltate di rosso).

    Detto questo, visto che più o meno uno o due troll all’anno sono fisiologici in qualsiasi blog, ti ringrazio per avermi fatto scoprire il mondo childless. Verrò volentieri a trollarvi appena mi sentirò sufficientemente ispirata!
    M.

  25. vabbè….posto che digito come un elefante su un Ipad…amen…comunque condividevo le parole della “donna/mamma laureata che aveva scelto” non di Ciriaca…ma lo so…la mia abilità nel gestire il PC è pari all’abilità di mio marito di fare due cose contemporaneamente 🙂

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