Nonsolomamma

la ragazza che piange in coda

venerdì, dopo avere lasciato l’ufficio (“ecco, no, non sono in grado di salutarvi ora. facciamo che torno a settembre, più solida e stabile, e ci diciamo ciao per bene. ora no. ma poi torno, a un certo punto. e a settembre vi invito tutti a cena da me, promesso. adesso non sono capace. quindi ciao. no, non baciamoci per piacere. e non abbracciamoci nemmeno”), elastigirl è andata a casa, ha preso la sua valigia del mare, ha preso un pullman per l’aeroporto e si è trovata in una lunghissima coda per i controlli di sicurezza. dietro di lei c’era una ragazza, con una valigia rosa shocking e un braccialetto in tinta. l’aveva vista salutare verosimilmente un fidanzato. e ora era lì, che piangeva tutte le sue lacrime. e tirava su con il naso, facendo un gran rumore. disperata, con gli occhi verdi e quella inguardabile valigia rosa.
elastigirl avrebbe voluto sorriderle perché, di amori a distanza, di partenze, di arrivi e di struggimenti se 
ne intende parecchio. poi ha pensato che forse lei aveva voglia di stare sola con le sue lacrime e la sua nostalgia pazzesca. la coda era lenta, la ragazza continuava a tirare su con il naso. elastigirl avrebbe voluto almeno darle un fazzoletto ma non l’ha trovato. e mentre frugava nella borsa per cercarlo, i loro sguardi si sono incrociati e la ragazza le ha sorriso e ha tirato ancora su con il naso. un po’ rideva e un po’ piangeva. non voleva stare sola. “so esattamente come ti senti”, le ha detto elastigirl aggiungendo, forte della sua ventennale esperienza, che quello della transizione, è il momento peggiore. poi ci si riprende. ci si riprende sempre, anche se lì per lì si pensa di annegare nelle proprie lacrime.

lei ha detto “sì, lo so” e ha ricominciato a singhiozzare. “l’importante è piangere per le cose belle”, ha detto, mentre sembrava che avesse pure smesso di respirare. “abbiamo passato insieme due settimane bellissime di vacanza”, ha sussurrato con la voce spezzata.
“devi essere felice allora”. “infatti, sono felicissima” e intanto tirava su con il naso. allora elastigirl le ha chiesto tra quanti giorni avrebbe rivisto il suo fidanzato. “tra una settimana”, ha risposto. “be’ una settimana passa velocissima!”. “sì. io poi sto andando in vacanza con le mie amiche, mentre lui torna a lavorare”. “quindi è lui, al massimo, che dovrebbe piangere. mica tu”. e via di singulti, singhiozzi e disperazione.

sul volo da toronto aveva incontrato lorenzo campione di nuoto con il mal d’amore. adesso questa tizia che piange tutte le sue lacrime perché parte per le vacanze con le sue amiche. elastigirl deve avere una calamita per gli emotivi sentimentali in viaggio.

39 thoughts on “la ragazza che piange in coda

  1. possono essere tutti spunti per un nuovo libro, dal titolo “Ama, parti e torna”. Ti si apre anche un futuro come consulente emotiva per viaggiatori fragili. Sede di lavoro: Linate. ma solo al pomeriggio 😉

  2. Io avevo sempre pensato di essere immune agli addii tristi, e invece no: lo scorso agosto, partendo per una borsa di studio di un anno, che avevo desiderato moltissimo, all’aeroporto di Bologna ho fatto un pianto singhiozzante salutando il fidanzato al check-in. E anche le successive 4 partenze aeroportuali nell’anno seguente non sono state immuni da tristezza..
    In compenso tornare a casa dopo un anno è stato bellissimo

  3. Ricordo solo una partenza con una specie di groppo in gola: quando misi quasi tutta la mia vita nel bagagliaio della mia macchina e partii da Milano per la Svezia. Nello specchietto “il passato”, oltre il parabrezza “il futuro”, nell’abitacolo gioia, domande, pensieri, dubbi…ma visto che con gli occhi lucidi non si guida bene misi una cassetta nel mangianastri e cominciai a cantare, cosa che se avessi avuto dei passeggeri avrebbe probabilmente fatto piangere loro.

    1. Che bella l’immagine di quasi tutta una vita nel bagagliaio di una macchina e di qualcuno che va incontro a una cosa bella ma del tutto nuova cantando…
      Anch’io sono stonata, ma me ne frego e canto tantissimo. Se ai passeggeri non piace, che vadano a piedi! 🙂

    2. Alla faccia dell’emozione, un salto nel buio,!
      Mi ha colpito l’immagine della cassatta ne mangianastri, ormai in disuso….tranne in macchina mia, ma io sono turchia e finché non schiatta non si cambia! 😉

    3. Fefo… io quando ho fatto la stessa roba ero ubriaca! 😀
      Il giorno della partenza da Milano per l’Inghilterra era (vigilia) del mio compleanno: l’Istituto dove lavoravo ha fatto la festa e prima sono andata a fare il brindisi di addio dal mio amico e collega…
      La festa non finiva e io dovevo partire… alla fine il Direttore mi ha mandata via a forza ed io avevo prosecco e gin tonic in corpo, la macchina carica sedile anteriore incluso ed una pianta da vaso con il mio cane acciambellato attorno dove il passeggero tiene i piedi…
      Non potevo proprio sentirmi ne’ triste ne’ sola (e probabilmente era tutta incoscienza – a 360 gradi)
      Evviva i viaggi ed i riti di passaggio!

    1. ‘nfatti… boh, pur essendo una sentimentale ed avendo vissuto svariati addii strappacore all’aeroporto, questa mi sembra davvero un po’ fanatica…

  4. ma tutti gli ESAGERATI li becchi tu?
    Ma dico io… cosa piangi per una settimana (UNA!!!) di distacco che poi la passi in ferie… mai madre avrebbe detto ” beh allora te ne stai a casa e vai a lavorare, altrochè!” mi sembra che adesso siamo autorizzati a disperarci per tutte le stupidaggini del caso con la scusa dell’emotività….

    1. Anche a me sembra una reazione esagerata. Che poi, mi par di capire, la separazione durerà giusto una settimana, il tempo di fare un’altra vacanza con le amiche (!!!)

    2. Mi fa piacere vedere che non sono l’unica a pensarla in un certo modo (cfr. anche il commento 9 con relativa risposta). Attribuivo questa mia insensibilità per i pianti della fanciulla-dalla-valigia-rosa alla mia veneranda età, o al fatto che, personalmente, sono uno spirito abbastanza indipendente, e ho sempre vissuto i distacchi come una piacevole occasione per stare un po’ da sola…
      Penso abbia ragione lauraenuvole: viviamo in un’epoca in cui si tende a enfatizzare tutto (non c’entra niente, ma avete mai notato come anche i normali fiocchi rosa/celeste appesi alle porte delle case dove nasce un bimbo siano stati sostituiti da tripudi di nastri che avvolgono la casa, cicogne giganti in compensato, tazebao con esclamazioni di giubilo etc.? In passato si era forse meno felici per la nascita di un bambino?).

  5. AHAHAHAH!!! Elasti, li becchi tutti tu! Comunque la ragazza doveva avere le idee ben confuse…salvo che non glielo avesse ordinato il medico di partire per una settimana di vacanza con le amiche….

  6. Secondo me quest’ansia da separazione era funzionale per distrarti dalla TUA ansia da separazione dal lavoro di una vita.
    Per quel che riguarda la fanciulla. …probabilmente era in PMS. I miei pianti più sfrenati e incontrollabili hanno sempre quella causa 😉

  7. Con mio marito ci siamo frequentati per anni solamente nei fine settimana, e ogni domenica sera ripartivo con il groppo in gola, oppure lo guardavo partire trattenendo i lacrimoni, poi arrivavo a casa e iniziavo a fare mille cose perché lunedì non arrivasse mai. Do ragione al detto che la distanza è come il vento 🙂

    @ Fefo, ma che bella immagine la tua, grazie !

    1. Io per un lungo periodo ho visto il mio fidanzato una volta ogni tre mesi, per un weekend insieme, weekend durante il quale, per giunta, a causa della sua complicata situazione familiare, lo aiutavo a fare le pulizie in casa. Di vacanze, in 10 anni, non si è mai parlato (tranne che per un fine settimana in campeggio), sempre rimandate a quando si fossero risolti i problemi della famiglia e lui avesse potuto spendere qualcosa per sé senza troppi rimorsi. Insomma, vista così questa tizia mi pare da mandare a quel paese. Ma forse c’è qualche retroscena che non sappiamo, che so, era triste per fatti suoi che non ha voluto raccontare a Elasti.

    2. anche io storie a distanza con groppo in gola o lacrime in stazione ogni domenica sera…
      hai voglia a ripeterti che son solo 5 giorni: se quello che vedi ti piace un mondo e lo ami, ti disperi lo stesso!
      io mi ricordo che guardavo UN MEDICO IN FAMIGLIA per farmela passare.. ma si puo’? :O

    1. Si, infatti, ognuno piangesse quando gli pare se ne ha voglia. Finché non infastidisce nessuno, non è un reato e non fa male alla salute 🙂

  8. In effetti c’è un’età per piangere molte lacrime. Magari incontri ragazzi e ragazze giovani e ti piacciono perché sono fatti così. Così diversi dal nostro adulto pragmatismo. Ma così affascinanti per quella tensione verso il sogno che sbirciamo da quella fessura e che ci sembra di ricordare.

  9. … in effetti anche a me pare una reazione esagerata.
    Però in fondo, io penso che ognuno ha diritto di piangere per quello che vuole e quando vuole.

  10. Se ci fossi andata due settimane fa, in coda avresti visto me piangere disperatamente come quella ragazza per aver salutato il fidanzato…solo che io non so quando torna, e sarei stata inconsolabile…quindi, sei stata fortunata;)

  11. Se qualcuno, chiunque, mi avesse detto “so esattamente come ti senti” durante una pubblica crisi di disperazione, avrei rotto gli argini, sarei regredita all’età diciotto mesi e per consolarmi avresti dovuto mimare le anatre con le mani e fare i versi di tutti gli animali.
    E’ una possibilità che dovresti tenere in considerazione, Elasti

  12. Almeno questa ha avuto la decenza di non citarti la Dionne! Certo…la valigia rosa faceva già abbastanza…:)
    @Fefo: ahahah però come ti capisco, quando ho caricato il furgone terminata l’universitá mi sembrava di accatastare la vita…

  13. A vent’anni ci può stare!! Anche se è solo per una settimana…anche io groppo in gola la domenica pomeriggio, anche se era solo per 5 giorni 🙂 come direbbe Guccini ” perchè a vent’anni é tutto ancora intero, perchè a vent’anni é tutto chi lo sa, a vent’anni si è stupidi davvero quante balle si ha in testa a quell’età…

  14. Da un lato mi viene da dire “ragazza camomilla, non parti per la legione straniera!
    Dall’altra penso che ormai l’adolescenza è lunga e ai vecchi diari di scuola, pieni di frasi struggenti, di dediche criptiche, citazioni di “mancoSoChiE’MaMiPiace”…
    Credo sia un poi così, come le bacheche di Facebook dove vedi condiviso di tutto e di più, il pianto pubblico alla fine è una condivisione….

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