Nonsolomamma

tante cose

1. andare a prendere a sorpresa uno hobbit di mezzo a scuola. scorgere il suo sguardo pazzo da civetta in mezzo a decine di sguardi rotondi e trovarci uno stupore incredulo ed euforico.

2. avvicinarsi alla maestra di matematica e dirle “volevo solo salutarla ché ancora non ci ero riuscita” e sentirsi improvvisamente un po’ secchiona.

3. invitare a casa a giocare un amico dello hobbit di mezzo, quello stesso pomeriggio, senza alcuna programmazione.

4. trovare a casa lo hobbit grande e fare shopping online di jeans e camicie insieme a lui, scegliendo la taglia 13 anni.

5. mandare tutti a giocare in cortile e restare sola a casa con uno hobbit piccolo, a fare un puzzle e poi decidere che si potrebbe fare un romantico bagno insieme, approfittando di questo rarissimo momento di intimità.

6. preparare la cena, con calma.

7. vedere un pezzo di film sul divano tutti insieme.

se si trascurano la difficoltà di recuperare il sonno perso di notte durante il giorno e il conseguente fastidioso cronico torpore che ottunde sensi e movimenti, svegliarsi tutti i giorni alle 4, cominciare a lavorare alle 5 e seguire ritmi alieni e opposti rispetto a quelli di tutti gli altri adulti conosciuti, presenta aspetti inaspettati e sorprendenti, che non vanno sottovalutati.

69 thoughts on “tante cose

  1. Anche per me alzarsi così presto sl mattino ti da una carica in più e puoi godere di giornate infinite!
    In bocca al lupo per la tua nuova pazza avventura!
    Erica

    1. Scusa l’OT. Bello il tuo post di oggi, avevo letto su FB di un’idea simile da parte di una associazione che si propone di combattere il bullismo a scuola.

  2. Dopo il punto 7 mi stavo quasi aspettando un finale tipo “ecco 7 normalissime,straordinarie azioni che le mamme che non lavorano fanno quotidianamente, e che io non posso fare” (che poi è quello che sogno io e che non posso fare,appunto) ed invece eccoti là!…stordita, intorpidita, rincojonita tutto il giorno, ma hai trovato e scelto un lavoro fantastico e puoi fare la mamma al 100%!
    Brava Elasti! Sii tutte noi!

    1. fino alle cinque potrei anche concordare, per le 4 effettivamente è difficile…… non invidio i panettieri

      comunque il pomeriggio da dedicare ai figli è un regalo. per la sera, ormai conto sulla presenza del marito mentre io svengo sul divano

      1. C’è un’enorme differenza tra le 5 e le 4. Alle 5 è mattina presto: in certe stagioni, soprattutto nelle città situate più a est, alle 5 comincia ad albeggiare. Alle 4, inceve, si è nel cuore della notte. Per quanto mi riguarda, io alle 4 devo dormire. Posso andare a letto alle 3, svegliarmi alle 5, ma quando non ho dormito alle 4 sono sempre stata male fisicamente, con vomito, mal di testa, dolori alla carvicale e attacchi di malumore ingiustificati.

  3. Complimenti per la nuova avventura!! Certo svegliarsi alle 4 sarebbe per me improponibile non so come fai…cmq al momento mi sento come te dopo 4 mesi di neonato che mangia ogni due ore (terzo maschio anche per me 🙂 ). Un abbraccio dalla California, pipa

  4. Vedi che piano piano si sta sistemando tutto. Ancora un pochino e anche la questione del sonno avrà trovato una soluzione. Benissimo in trasmissione. Vi ascolto mentre mi preparo per la giornata: accendo la tv e scelgo voi! Buona giornata.

  5. Sì ma…la parte grande la fa il fatto che (mi pare) gli hobbit escano da scuola alle 16!! Da noi escono alle 13…e avere i pomeriggi liberi da dedicare loro li hanno solo le mamme che non lavorano…sigh…

  6. per curiosità: avendo 3 bambini, per di + maschi, com’ è il rapporto con i vicini sopra/sotto/di fianco?
    nessuno si lamenta dei giochi in cortile?
    perché noi abbiamo un vicino insofferente a tutto e tutti e i giochi in cortile sono proibiti

    1. A proposito di vicini intolleranti pensa che quando ero bambina io e la mia vicina, uniche due bambine di tutto il condominio, il sabato raccoglievamo qualche foglia dalle siepi per giocare, oppure facevamo le coroncine di margherite, più spesso stavamo semplicemente sedute sull’erba a fare i nostri giochi. Ebbene, abbiamo dovuto smettere di andare in giardino per le proteste di qualche vicino… O_o

      1. gli adulti riescono ad essere orribilmente stupidi e crudeli. quando si trasformano in condòmini peggiorano.
        anche io avevo un giardino spazioso e bellissimo nel palazzo dei miei, che però il condominio aveva interdetto ai giochi dei bambini col risultato che il portiere ci impediva anche solo di metterci piede.

    2. lui manda email a tutta la scala perché non sopporta le voci dei bambini, i passi dei piedi nudi sul pavimento che rimbombano in un pum pum insopportabile…
      e questo non nelle parti comuni ma nei propri appartamenti.
      quindi mi chiedo elasti con 3 maschi, ne faranno del casino,

      1. ho abitato 17 anni in un condominio e per un certo periodo sopra di me c’è stata una famiglia con tre bambini totalmente fuori controllo del tipo che alle 6 del mattino giocavano a “suonare con un bastone gli elementi del termosifone per capire se il si era bemolle”. io all’epoca tornavo tardissimo dal lavoro e avrei desiderato dormire, impossibile perché alle proteste lei rispondeva “eh ma sono bambini”.
        ogni tanto poi facevano delle feste e sembrava che venisse giù il soffitto. non dico di non farle ma quanto meno di avvisare così una si organizza.
        da due anni e mezzo vivo in una casa singola e accanto c’è vicinissima un’altra casa singola con due bambini. lì prima delle 9 non vola una mosca, non vola una mosca fra le 13 e le 16 e dopo le 21. un vero paradiso, ma è solo questione di rispetto reciproco non di voler penalizzare i bambini. d’altronde un po’ di regole dovranno pur impararle.

    3. Penso che ci sia una sana via di mezzo fra mettersi a suonare alle 6 o dopo le 22 in un condominio, e intimare il silenzio e il divieto di gioco, soprattutto in uno spazio aperto!

      1. giusto!
        questo la via di mezzo non ce l’ ha in niente.
        vi scriverei quello che fa/urla ma sarebbe troppo riconoscibile da qualche eventuale ns condomino.
        orami tutti hanno capito com’ è e sinceramente la cosa un po’ preoccupa..

  7. non capisco tanto bene tutto questo lamentarsi del rumore dei bambini
    o meglio lo capisco benissimo ma ci dev’essere qlc che non va’
    quand’ero piccola passavo il pomeriggio ‘fuori a giocare con gli amici’ e fuori era l’unione dei giardini di tutte le nostre case mono bi e quadrifamiliari, che usavamo come fosse un giardino solo
    gli adulti si lamentavano solo se sfasciavamo un vetro a pallonate o robe simili
    non so: probabilmente rispettavamo la fascia oraria 13-15 e urlavamo di meno (anche perche’ magari erano botte dai nostri stessi genitori)
    pero’ e’ anche vero che al mare quindi in condominio mamma non ci lasciava neanche fiatare dalle 13 alle 15 mentre ora i bimbi fanno un casino pazzesco a tutte le ore e non si dorme manco al mare…
    ripeto c’e’ qlc che non va’ ma non capisco cosa :O

    1. Posso risponderti in base alla mia esperienza. Ho la fortuna di vivere in un condominio con un grande e bel giardino, dove vivono altri due bambini coetanei di mia figlia e due poco più piccole. Nella bella stagione i bambini passano parte del pomeriggio in giardino, cosa che è un bene per loro e per noi genitori. Il problema, che io vivo malissimo, è trovare il giusto equilibrio tra sacrosanto rispetto delle regole e tolleranza. La maggior parte degli altri genitori se ne infischia delle regole: i bambini possono urlare perché sono bambini (col cavolo, non devono urlare perché *non si urla*, punto e basta), e che sarà mai se la sera dimenticano le bici in mezzo al prato o lasciano in disordine… Il risultato è che la sottoscritta fa la parte della nazista e la figlia della sottoscritta brontola perché ha la madre più severa del vicinato o perché deve fare ordine anche per gli altri… (Pazienza, c’est la vie).
      Detto questo, è altrettanto vero che in ogni condominio c’è qualcuno con seri problemi di nervi… Non sono di Roma, ma mio padre, che a Roma ha vissuto diversi anni, mi riferisce che la risposta romana tipica da dare a costoro è ‘Je dà fastidio er pupo? Se faccia er villino ai Parioli!’ (scusandomi con i Romani per lessico e ortografia, sicuramente sbagliati).

    2. A parte la maleducazione diffusa di cui non si parla mai abbastanza, sono d’accordo che uno dei problemi è che i bambini non possono più giocare per strada, e poi vengono tenuti troppo spesso dentro casa almeno da settembre ad aprile. Va bene che fanno sport, ma stare sempre dentro non fa bene a nessuno tanto meno a loro che devono muoversi e se non lo fanno diventano isterici.
      Adesso abito oltralpe e vedo già la differenza con la materna in Italia, qui le maestre dall’asilo nido in su portano i bambini in giardino a giocare per tutto l’inverno, praticamente con qualunque tempo.
      Al supermercato vendono addirittura delle tute speciali per correre in mezzo al fango senza sporcarsi, i bambini si ammalano molto meno e una volta a casa sono molto più tranquilli.

      1. anche nel mio asilo nel veneto gita ‘al bosco’ anche di inverno e anche da piccoli, prima di poter passare il pomeriggio ‘fuori a giocare’ da soli, passeggiata lungo il fiume tutti i giorni anche di inverno
        i piumini, berretti, sciarpe, guanti, stivali di gomma servono a questo!!
        se fossi stata allevata in batteria come i bimbi di adesso non credo che sarei sopravvissuta.. 😦
        spero se avro’ un figlio di scovare una soluzione, senza disturbare nessun vicino isterico e crrescendo dei pupi bene educati (per la serie: Mission: Impossible!)
        Claire

  8. Bello avere un po’ di tempo per i nani….sto lavorando la notte per permettermi di seguirla in questo faticoso inserimento alla materna…
    e poi quando cerco di essere zen, dopo averle spiegato ogni mattina che non deve avere paura, aver letto tutti i cartelli che da casa nostra portano a scuola, averla di nuovo rassicurata, salutato due compagne che entrano saltellando, finalmente varchiamo la soglia, lei mi guarda, mi stringe forte la mano e io le sorrido e allora BAMM! Crolla tutto: una mamma con tre (e dico tre capisco che non è uno scherzo) arriva urlando, trascinandoli dentro che il più piccolo secondo me ha bucato i pantaloni e poi va ad aprire i rispettivi armadietti per mettere loro il grembiule e là succede il disastro: il più grande non aveva appeso bene il suo e partono urla e rimproveri di uan violenza assurda, addirittura le maniche erano arrotolate……al grido di “se ricapita ti faccio veramente male”.”guardami, guardami, hai capito???”.. la mia bima mi guarda smarrita, le si gonfiano gli occhi di lacrime e anche a me vedendo quell’ometto di 5 anni che promette cento volte di non farlo più si vela lo sguardo…

    1. mi hai ricordato una poesia che mi piaceva tanto da bambina…

      “E di quell’altra volta mi ricordo
      Che la sorella mia piccola ancora
      Per la casa inseguivi minacciando
      (la caparbia aveva fatto non so che).
      Ma raggiuntala che strillava forte
      Dalla paura ti mancava il cuore:
      ché avevi visto te inseguir la tua
      piccola figlia, e tutta spaventata
      tu vacillante l’attiravi al petto,
      e con carezze dentro le tue braccia
      l’avviluppavi come per difenderla
      da quel cattivo che eri il tu di prima.”

    2. Mamma mia, che brutta questa scena Fede 😦 Mi è capitato mentre ero al mare di trovarmi a fianco una mamma che passava le giornate a dire alla figlia di due anni che era “stupida” e “matta”. Mi sono agitata talmente che non riuscivo neanche a rivolgerle la parola. Se qualcuno riesce però, penso che non sarebbe male parlarle, rompere l’isolamento – del bambino soprattutto, ma anche di quella mamma che magari è solo esasperata per altre ragioni.

  9. mi piaci perchè riesci a scovare il lato positivo in (quasi) tute le cose.
    ti viene naturale o hai alle spalle anni di allenamento?
    senza ironia,
    una lamentosa

  10. Cara Elasti,
    finalmente sono riuscita ad ascoltarti in podcast. Come sei bella! Ora scarico tutti i podcast, la tua voce incanta.
    Ti scrissi all’inizio dell’anno, volendo per gioco e per scommessa dar retta al mio oroscopo, di averti nominata mia mentore, mia maestra e guida e ne sono sempre più felice.
    Ti leggo e rileggo ogni giorno e ti tengo nella mente e nel cuore perchè se anche le nostre vite sono un sacco diverse, seguire la tua onda rende tutto un po’ più chiaro.
    Sono felice tanto per questa tua svolta di vita e professionale, è come se tutto confluisse in modo da poter manifestare se stesse ogni volta un po’ di più. E da brava secchiona ti prometto, nonostante le mareggiate che quest’anno m’arrivano addosso moleste e moleste, di continuare a impegnarmi e buttarmi con altrettanta folle passione.
    Tua scolara affezionata. ;D

  11. Sono sempre più convinta che i condomini mettono in luce la parte più negativ di ogni essere umano. Sono dei contenitori di odio, di rabbia e di astio repressi. L’uomo è nato libero, è contro la sua natura rinchiuderlo in quattro mura. Più ci penso, più capisco quanto grande sia stata la mia fortuna nell’essere cresciuta in una casa piuttosto grande con giardino annesso. Viva i giardini, viva i bambini, che li invadono coi loro festosi giochini!

  12. Fra tutti questi commenti negativi io ho invece riccordi bellissimi degli anni nei quali abbiamo abitato in un condominio. Eravamo dieci bambini fra i cinque e i dieci anni. Le nostre mamme non lavoravano e,a turno, ci accompagnavano a scuola (a piedi) e ci controllavano mentre giocavamo in cortile. Era una casa di coppie giovani che avevano trovato il modo di aiutarsi. Erano gli anni 60. Che nostalgia.

    1. Io sono nata in un condominio di 105 appartementi! tutti di giovani coppie!
      Ci ho visstuto solo un anno, poi siamo andati nella nostra casa (per fortuna ad esso vicinissima), ma mio fratello vi ha vissuto 6 anni: il gruppo di bambini del cortile era cosi’ numeroso e si divertiva cosi’ tanto che non solo ci si frequenta ancora ma adesso fanno le cene di quelli che da piccoli abitavano in quel condominio!!!!
      Erano i primissimi anni 70: che meraviglia…
      Claire

  13. Avere il pomeriggio di condivisione coi figli è un dono prezioso e dovrebbe essere la normalità, non il frutto di una levataccia alle 4! Forse dovremmo imparare a rimodulare i tempi per ogni cosa…i figli crescono così in fretta!
    P.S. La poesia sopra è di Camillo Sbarbaro

    1. Cara Dolcezzedimamme, non credo sia questione di imparare a rimodulare i tempi per ogni cosa ma piuttosto di puntare al dono dell’ubiquità. Se una donna lavora fino alle sette di sera non può stare con i figli al pomeriggio, a meno che non si possa sdoppiare. Forse lo rimpiangerà, quando l’epoca dei bambini piccoli sarà finita, ma sarà come rimpiangere il sole nelle giornate di pioggia, cioè un’attività priva di senso, una ribellione sterile all’ineluttabile. Speriamo che questa nuova generazione di mammine (da Elasti in giù) sia capace di affrancarsi, di non guardare indietro

  14. svegliarsi tutti i giorni alle 5, preparare un ratto di due anni che fa colazione al tavolino da sola, perchè lei è “bavissima”, e fare 40 km in macchina per portarla al nido e volare in ufficio non lo cambierei con nulla al mondo….attraversare Roma con lo stesso Ratto che ti dice “guadda mamma ponte MIVVIO” è la miglior sinfonia che le mie orecchie abbiano mai potuto sentire….lo stesso Ratto che si lava i denti sotto ricatto o che mangia la pizza sotto la scrivania del tuo ufficio, perchè il nido è chiuso, mentre tu paghi gli F24 è l’esperienza più elettrizzante della mia vita…..direi anche più elettrizzante del mio viaggio in solitaria attraverso i Balcani o il Medio Oriente….ma se diventi questo tipo di mamma forse è anche perchè hai viaggiato in solitaria attraverso i Balcani ed il Medio Oriente e attraversando Roma per andare in ufficio con tua figlia seduta accanto quel viaggio te lo porti dentro e lei lo sa…..anche quando becchi 7 rossi consecutivi sul lungotevere….

      1. Mah i nomignoli affettuosi dei propri bambini sono sempre tanto teneri nel contesto familiare quanto, a mio avviso, fuori luogo quando usati con estranei. “Ratto” però a me non dispiace, è spiritoso. Se pensiamo all’orribile “paciughino” del figlio di Mina…lui si, poveretto!

      2. Cara 🙂 RATTO è dovuto al fatto che alla nascita aveva delle mani enormi, lunghissime e, come quelle di tutti i neonati, magrissime….sembravano le zampette di un ratto…primo animale, chissà perchè, che mi è venuto in mente nei dolori del parto e appena l’ho vista…a lei piace, ed ora che è “grandina” e ne ha visto la foto se ne è perdutamente innamorata….valla a capire…ma lei farebbe le coccole anche alle blatte (e non è una metafora) se non la fermassi in tempo…con tutte le dovute cautele per farla rimanere amante degli animali e rispettosa della natura ma benedetto il cielo una blatta in braccio no 🙂 🙂

    1. ok, people: papi mi ha chiamata ‘Serpentello’ dalla nascita mia alla morte sua (qlc anno fa)….
      non si puo’ stare a discutere coi nomignoli!
      PERALTRO il Crucco (mio moroso) mi chiama Mausi che e’ sostanzialmente un sinonimo di Ratto!
      a partre tutto cio’… adoro i sorci in tutte le loro forme, dal topo ballerino al ratto delle chiaviche (nome ufficiale della pantegana o topo di fogna). percio’… 🙂
      Claire

  15. Laura, affrancarsi da cosa? Dal desiderio di passare più tempo coi propri figli?
    Lavoro anch’io e so bene che ci vorrebbe il dono dell’ubiquità. Infatti forse ci sarebbe bisogno di un “sistema” che venisse incontro alle esigenze delle famiglie, senza dover costringere le donne a dover scegliere tra famiglia e lavoro o farsi stritolare da entrambe.

    1. Affrancarsi dai rimpianti, grazie all’accettazione (adattamento?) del cambiamento sociologico che ha investito la nostra società. Arriverà il giorno in cui le mamme andranno a lavorare senza rimpianti né rimorsi, come fanno i padri, perché farà ormai parte del dna femminile occuparsi solo parzialmente dei cuccioli (non verrà più percepito come uno strappo).

  16. Questo week end ho consciuto IL MAMMO:
    e’ californiano, vive a oxford, faceva il programmatore ma da quando si e’ sposato e ha fatto 3 figli fa l’house-husband!
    la moglie lavora (e -dice lui – guadagna piu’ soldi di quelli che riescono a spendere) e lui sta a casa e bada ai bambini, alla casa, a tutto!
    non vi devo fare l’elenco: li lava li veste li nutre li porta a scuola (il piu’ piccolo ha 2 ani quindi sta a casa), li raccatta da scuola, li porta al parco, gioca con loro, fa loro fare merenda, li riporta a casa, cucina per tutti, nel frattempo fa la spesa, pulisce casa e fa tutte le commissioni…
    dice che e’ l’uomo piu’ felice del mondo, che per nulla al mondo si priverebbe di questo tempo coi suoi figli e che vedere che stanno crescendo bene gli sembra un risultato migliore di tutti quelli che avrebbe potuto avere lavorando e se ti sente dire che fa il programmatore ti corregge e dice che fa il casalingo!
    a completare la simmetria della descrizione, stanno divorziando e lei ha una storia col vicino di casa: pare che lo trovi piu’ interessante visto che anche lui e’ workholic come lei e guadagna un sacco, e che non sopporti piu’ suo marito in quanto questi dimostra di non avere bisogno di lei essendo stabile, indipendente e sereno… :O (ma niente paura: continuano a vivere assieme – per i figli – e lei continua a mantenerlo perche’ e’ troppo bravo ad occuparsi dei pupi e della casa (pare pure cucini da dio) e le conviene pagare lui piuttosto che una tata
    Claire

      1. non ha un finale squalido: ha un finale simmetrico…
        ve l’ho raccontato perche’ dimostra che il partner che si stufa di te se stai saempre in casa ad occuparti della casa e dei figli non succede solo alle donne ma anche agli uomini
        e non credo siano pettegolezzi: mi ha raccontato tutto lui, nel corso di 2 gg di gita dell’OMC (il CAI di Oxford :D) viaggi in macchina compresi
        personalmente lo stimo molto per la scelta coraggiosa, la serenita’ che emana e la profondita’ di sentimenti e di intelligenza che son riuscita a constatare in 2 gg
        Claire

  17. Ciao! Mi sono svegliata alle 5 perchè il mio povero piccolo hobbit in quanto muco-catarroso-bronchitico non riusciva a dormire… ora sono a lavoro stordita, confusa, mucosa pure io (il tato è anche virulento)… torno a casa per le 6 che diventeranno le 7 dopo aver recuperato il piccolo ammalato dai santi nonni… Direi che c’è qualcosa che non va dato che non ho tempo da dedicare alla mia creatura e pur mi trovo in stato comatoso! Devo aver sbagliato qualcosa… a qualche bivio della vita ho sbagliato strada…

    1. 😀
      non hai sbagliato tu: ha sbagliato il virus a prendere di mira lui e te! ma l’avrete vinta voi, e se ne andra’!!!!
      e guarda che Elasti respira perche’ gli hobbit son ‘grandi’: se fai un salto indietro nel blog le notti insonni e i giorni comatosi in ufficio per i virus degli hobbit se li e’ fatti pure lei! (come tutti)
      questo per dire: la situazione migliorera’! e le prospettive diverse verranno!
      Claire

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...