Nonsolomamma

alla nostra età

“ehi, hobbit grande, in prima media,  l’insegnante di religione è un prete o è un laico?”

“eh?”

“chiedevo se, nella tua classe, l’insegnante di religione è un uomo di chiesa, tipo un sacerdote, o no?”

“boh. credo che sia un normale”

“quindi non è un prete…”

“direi di no. è uno vestito normalmente. non è male, mi sembra bravo ma non mi dà l’idea di uno in grado di far uscire satana dai corpi”

“ok, l’insegnante di religione non è un esorcista?”

“no, direi di no. ed è un peccato”

“perché?”

“perché alla nostra età sarebbe utile avere a portata di mano qualcuno capace di fare uscire satana dai corpi”

“già. hai ragione. non ci avevo pensato”.

45 thoughts on “alla nostra età

  1. “Credo che sia un normale” è fantastica! Quando ero piccola circolava la barzelletta (secondo me un vero scambio di battute che poi è stato raccontato come barzelletta):
    – Driiiiiiiiin
    – Pronto?
    – Pronto, buongiorno signora, vorrei parlare con suo figlio.
    – Quale? Ne ho due, uno è normale, l’altro è geometra.

  2. Il mio prof di religione era ed è un figo pazzesco…. Prete ma vestito “da normale”. Non tirava fuori satana ma era illuminante. Il suo “vivi per esserci” non ha prezzo

  3. Ciao Claudia Elasti, ti volevo ringraziare. Sono anni che ascolto Caterpillar, e la trovo una trasmissione favolosa, da sempre, ma con te ha acquistato qualcosa in più…probabilmente te e basta…con quella tua voce accattivante, simpatica ed arguta, quel tuo fare garbato, intelligente e canzonatorio…mi piaci molto, mi piace il tuo modo di scrivere e di condurre, mi piace il tuo modo di usare la voce…ottimo modulazione di frequenza di pensieri immediati e profondi. Grazie mille!

      1. A me diverte quella del telefonino, che mi sembra un po’ come il nanetto di Amelie. E devo ammettere che questa mattina ascoltare la radio a Stoccolma e sentire l'”archistar” parlare della Darsena mi ha messo un filo di nostalgia 😉

  4. Ciao Elasti, commento raramente, ma in questo caso sono curioso perché l’argomento tocca anche la mia realtà familiare.. Se non ricordo male qualche post passato, avevo colto una certa “distanza” dalla religione.. Mi domando come mai la decisione di seguire quell’ora a scuola anziché scegliere l’ora di alternativa..

    1. è vero, non siamo credenti ma abbiamo lasciato la scelta sull’ora di religione ai figli che hanno deciso di farla. per ora tra l’altro hanno avuto insegnanti validissimi che hanno raccontato loro il nuovo e l’antico testamento, che, volenti o nolenti, sono fondamentali per capire la nostra cultura oltre che l’arte, con grande equilibrio.

      1. Mi piace anche questo. Posso permettermi in breve? Vengo da una famiglia multiconfessionale. Papà musulmano, mamma Cristiana. Non sono battezzata, per mia scelta, mia sorella si, si è voluta battezzare all’età di 25 anni. Ho sempre fatto di contro l’ora di religione ed ho frequentato per molti anni l’oratorio, che in realtà al tempo era una sorta di doposcuola. Ho parimenti frequentato la moschea e compreso molto dell’Islam, che poi all’università è diventato parte integrante del mio ciclo di studi. Credo, in situazioni ottimale, che lo studio delle religioni sia fondamentale, ma non propriamente da un punto di vista etico e morale, questo pertiene la sfera dei sentimenti e della fede, ma in una più ampia ottica di approfondimento socio antropologico, che inevitabilmente si riflette nell’arte, nella produzione filosofica e letteraria ed in molte altre sfumature del quotidiano vivere sociale. Sono credente, ma non so bene come, forse perchè la religione mi è rimasta dentro più in un’ottica intimista che da vera praticante. Ad ogni modo, anche mia figlia non è stata battezzata e sto cercando di farla crescere il più lontana possibile da pregiudizi e false ideologie, di qualunque natura esse siano…vorrei che approfondisse e capisse per poi scegliere…o anche non scegliere….è pur sempre una decisione il sincretismo…

      2. Bello. Anche a me piacerebbe molto studiare islamistica e teologia cristiana, ma per il momento non mi è possibile. Speriamo in un futuro, chissà.

  5. Direi che è in tema, non eri tu che qualche giorno fa scrivevi che ti stavi trasformando quasi in un vampiro? Chissà la gioia dei tuoi hobbit, un personaggio vero, tridimensionale a casa propria !
    Invece mamma è sempre lì accanto a loro appena possibile, saggia, accorata , attenta e stupita del loro meraviglioso mondo di bambini.
    Che fortunatamente fa partecipe anche a noi.

  6. Saro’ curiosa di conoscere le scelte del mio nichi…ha 3 anni e mezzo e lo abbiamo appena “tirato” via dall’ insegnamento della religione alla materna;il ragazzo e’ pero’ attratto da chiese ,santi,processioni…ed e’ omonimo di uno zio prete operaio bravissimo,di mio marito

  7. Ciao Elasti ti seguo da diversi anni e per me sei una fonte di ispirazione. Grazie a te ho capito che non sono la sola a provare certe emozioni e a vivere certe situazioni con le mie “belve” (8 anni lei e quasi 6 lui). Tra l’altro condividiamo lo stesso anniversario 17/07/1994.ma veniamo al punto. Io sono assolutamente atea mentre mio marito è più o meno credente e molto poco praticante ma ha voluto che i bambini fossero battezzati e che vengano comunicati e cresimati. Per la pace familiare ho ceduto anche se avrei voluto lasciarli liberi di scegliere una volta raggiunta la consapevolezza necessaria. Il mio dubbio però è che ho sempre glissato sul mio ateismo per non creare loro confusione ma mi sembra di imbrogliarli. Tu come hai spiegato agli hobbit che non sei credente? Credi che siano ancora troppo piccoli? Grazie mille

    1. Quando ero circa in terza elementare e mi preparavo per la prima comunione, mio papà mi ha spiegato i suoi dubbi circa la fede. Sul momento non ho capito tutto ma ho capito che stava provando a dirmi qualcosa di importante. Secondo me 6 e 8 anni sono una bella età per iniziare a confrontarsi con la complessità, così come spieghi che le persone vedono dio con forme diverse, così puoi spiegare che ci sono persone che non pensano che dio esista, e il fatto di averne una in famiglia è un bel vaccino contro i fanatismi.

    2. io ho detto loro che ci sono persone che pensano che esiste un dio che ci ha creati e che veglia su di noi. gli ho spiegato che né io né il suo papà ci crediamo ma che lui sarà libero di crederci o meno appena avrà gli elementi necessari e si sentirà pronto. direi che cin la sincerità si limitano i danni.

  8. io credo che l’ora di “religioni” a scuola non debba essere facoltativa, per capire il mondo caprie le “religioni” e conoscerne le origini e la storia è fondamentale……poi c’è il catechismo che si fa con prete, suore etc, ma quella è un’altra storia.

    1. Non si chiama “ora di religioni” ma “ora di religione cattolica”. Fare storia delle religioni è a discrezione dell’insegnante, che non a caso è nominato da un vescovo.

      1. Hai ragione in effetti si chiama ora di religione cattolica però, per mia fortuna, sia quando andavo a scuola io, sia ora che ci vanno i miei figli, ho sempre incontrato insegnanti che facevano storia delle religioni e fatta così anche io credo che sia utile! Mi rendo conto che non è sempre così…

      2. D’accordo con Close. Molto raro trovare insegnanti che la facciano diventare storia delle religioni. Di religione cattolica trattasi e non di storia. Come al solito, dipende dall’apertura mentale degli insegnanti. Dico solo che quello di seconda elementare di mio figlio a detto a tutti che babbo Natale non esiste e che è un’invenzione pagana. Giudicate voi la validità. Un’altra invece ha fatto leggere a mia figlia in quarta “il razzismo spiegato a mia fglia” di Jelloun… un abisso tra i due direi

  9. Lo so come si chiama, ce l’ho un figlio che va a scuola, che frequenta l’ora di religione cattolica, che è stato battezzato (nonostante che i suoi genitori si siano sposati in comune)
    e che il prossimo anno farà la Comunione (che lui stesso vuole fare perchè tutti la fanno e a otto anni piace sempre un motivo per fare una festa)
    La mia era una proposta, farla diventare l’ora delle religioni, che dovrebbe far parte del programma obbligatorio, perchè secondo me conoscere tutte le religioni del mondo storicamente e su quali principi si basano è importante.
    Poi crescendo ognuno deciderà che strada prendere, essere cattolico, convertirsi all’islam, essere ateo, liberamente.
    Ad oggi non trovo giusto influenzare i figli così piccoli con le proprie idee religiose, o politiche, negando la frequenza a scuola dell’ora di religione,
    e se ne potrà discutere e confrontarci insieme quando anche lui sarà abbastanza grande da sapere di cosa stiamo parlando, e se la scuola glielo insegnasse nel modo corretto saremmo già sulla buona strada

    1. Ah ok scusa avevo capito proprio a rovescio. Sono senz’altro d’accordo con te anche se con i tempi che corrono, come si dice la vedo dura.

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