Nonsolomamma

loro

lui se ne sta seduto lontanissimo e guarda assorto l’orizzonte, con la spavalda noncuranza dei ragazzini, le spalle che sembrano farsi ogni giorno più larghe e una virilità ruvida e fragile. fa finta di non conoscerli, come se fosse solo al mondo, lui, l’accappatoio, la cuffia, il costume blu e nient’altro.

lui ha la cuffia in testa da almeno mezz’ora. se l’è infilata in macchina per mettere in imbarazzo il fratello grande e bacchettone e non se l’è più tolta. i capelli pazzi gli escono da sopra, da sotto e dai lati. se lo guardi, noti l’inquietudine, gli occhi tondi da civetta, il moto perpetuo. si siede accanto a lei, si alza, controlla il livello dell’acqua, scambia due chiacchiere con un istruttore, saluta un amico, si risiede, si avvicina alla vasca dei piccoli, dà istruzioni a un ragazzetto minuscolo che pensa ad altro. chiaramente è turbato perché tutto quel caos avrebbe bisogno di una raddrizzata ma lui non ha il tempo di occuparsene anche se, ne è certo, sarebbe un ottimo capo, lì dentro.

lui è di gommapiuma, sulle ginocchia di lei. ha le gambe ciondoloni e gioca con la sua collana, osservando, torvo e diffidente, quel microcosmo acqueo. per tenere la tensione sotto controllo parla, ininterrottamente. di tutto. del bocchettone che sputa aria fredda poco più in là, degli animali galleggianti, delle ciabatte che scivolano sul bagnato, dei denti che cadono e poi crescono, dei sogni, di quell’istruttore pieno di tatuaggi, di dove se ne andrà lei quando lui entrerà in acqua e inizierà la sua lezione.

loro sono gli hobbit, al giorno uno di piscina. lei è elastigirl che forse un giorno rimpiangerà questi pomeriggi in un inferno umido di cloro.

59 thoughts on “loro

  1. Hey è cambiato il sito per chi lo vede dal cell? Oggi mi sei venuta in mente perché ad una collega stanno velatamente minacciando la revoca del parte time. E allora ho ripercorso mentalmente “tutta” la tua vita lavorativa e non di questi hmmm.. .7 anni di blog!
    Giulia (si, quella di Treviso, insubuy ecc ecc)

  2. Molto bella la nuova veste del sito mobile…ma devo dire che mi manca la tua caricatura che ha catturato la mia attenzione ormai 5 anni fa dalla copertina del libro. Da allora lo regalo a tutte le neomamme…e leggo il blog ancora dalla versione per pc perché mi sento più a casa 😉

  3. E se entrano anche loro nella spirale di dipendenza da piscina che ha inghiottito tuo marito (insieme al mio ed alla bambolotta…)?!
    Sei pronta a tutto questo?!

  4. Vuoi dire che rimpiangerò anche io le domeniche mattine in piscina con i tre ovetti? Con il primo corso che inizia alle 10 e l’ultimo oltre mezzogiorno? E anche la preparazione del sabato sera di tre borse da nuoto, senza dimenticare nulla o confondere i costumi o le ciabatte?
    Sì probabilmente sì…

  5. mi sembrava di morire, una settimana senza wi-fi a casa e uno smartphone ormai di generazione trisava che rende impraticabile una qualsiasi lettura! Mi sono persa tante cose??? 😦

  6. Però bello che tutti e tre abbiano scelto lo stesso sport. Io ci avevo provato, ma mentre la Pulcetta, non appena entrava in acqua, si riempiva il viso di un sorriso che non le si spiccicava se non che solo dopo, negli spogliatoi. Il tigre invece era ossessionato dall’idea di essere lasciato lì come facevo al mattino col nido. Così, lui ha deciso che non sarebbe mai più andato e non appena dicevo a lei:”Ehi sai che oggi c’è piscina?” Lui cominciava a urlare “io no, io non ci vaaaaado!”. La sorella lo guardava muta. Fino a che avrà pensato:” certo che per fare cosi, qualche problema questa piscina deve averlo” e non è più voluta andare. Era l’anno scorso, avevano tre anni e mezzo lui e due e mezzo lei. Adesso lui dice che come sport vuole fare lo studioso di insetti.

    1. Aiutoooo!!Anche per me da cellulare è troppo piccolo!Perchè non possiamo più ingrandire??
      Forza Elasti,non costringermi a mettere gli occhiali che li odio!! :-((
      Baci
      Rita

    1. beh invece è un po’ triste che facciano tutti lo stesso sport, e con così poca frequenza, soprattutto i più grandi..evidentemente è una cosa di comodità, e non di passione

      1. il nuoto lo fanno tutti e tre perché a loro piace e perché credo che sia uno di quegli sport che fanno bene e sono utili nella vita. il grande fa teatro e il medio fa male minibasket. il piccolo, a quattro anni e mezzo non fa nient’altro perché sono contraria a riempire di attività la vita dei piccoli.

  7. Effettivamente tutti e tre nello stesso posto, stesso sport…. è sicuramente più facile gestire il tutto. Mio figlio grande (14 anni) si è innamorato del rugby, lui che ha un fisico da “atletica leggera”, sport che ha praticato per qualche anno. Quindi vi lascio immaginare il fisico: 175 cm di altezza, longilineo, muscolatura da corsa veloce (nella quale è fortissimo!!)….. insomma come giocatore di rugby non riesco molto a vederlo. Però si sta appassionando a questo sport così massiccio!!!! La mia piccola invece (6 annni freschi freschi) ha scoperto il kung fu ed è letteralmente impazzita per quest’arte marziale; secondo me ce l’ha nel dna, visto che è nata in Vietnam. Mi ha vietato assolutamente di iscriverla a danza, anche se io avevo già capito che non era assolutamente cosa!!!!

  8. Sabato scorso Lavinia, uso il suo nome di battesimo per evitare di irritare sensibilità pedagogiche particolarmente attente alla vita familiare altrui, è andata ad una festa di compagni d’asilo. Me l’ha chiesto direttamente lei, porgendomi l’invito che le era stato consegnato da un suo compagno di classe, “vitto mamma sono gLande, vado a fetta”…eh già, sei grande amore di mamma…ci prepariamo e si parte….Lei arriva e quasi si dimentica di me, pur controllando con la coda dell’occhio, mamma lo sa ma fa finta di nulla, che io ci fossi sempre…comincia a fare dei balli e dei giochi che solo loro, solo quei piccoli esseri umani conoscevano, io no, cominciano a ridere da soli parlando di non so bene quale ballo fatto a “scuola”. Un pomeriggio seduta ad osservare un mondo parallelo, all’interno del quale Lavinia acquistava ancor più senso perchè essere sociale, perchè indipendente da me, anche se sempre attenta che mamma stesse li, un pomeriggio ai bordi di una piscina immaginaria all’interno della quale si muoveva una fauna pressocchè sconosciuta a mamma…eravamo più vicine e più lontane di quanto non si fosse mai state…ho capito che un giorno avrei rimpianto quella fauna, che quella festa era appunto una di quelle piscine piene di palline colorate all’interno delle quali ti butti perdendo l’orientamento ma con la sensazione fortissima di essere in un posto bello dal quale prima o poi dovrai uscire…alle volte mi domando se ci si potrà o vorrà restare per sempre nella piscina piena di palline colorate…

  9. Non riesco a immaginarmi i preparativi e stare lì, sarà che sono incinta ma solo l’idea di mettere in mezzo al ménage anche lo sport pomeridiano mi dà le vertigini… però dovremo iniziare, Marlon e io abbiamo due scoliosi che fanno invidia al mondo e certi problemi bisogna prevenirli.

  10. L’anno scorso portavo la quattrenne alle 16.30 del lunedì pomeriggio. Non che fosse la pace assoluta ma era vivibile. Quest’anno missione suicida: sabato mattina alle 10.45, la grande in acqua con gli istruttori, acquaticità con il papà per il piccolo di 11 mesi. Tutti i sabati. Sono andata una sola volta e nello spogliatoio volevo un lanciafiamme per le mammedelsabato. Non so chi ce l’ha fatto fare ma, se ci penso, in effetti so che diventano grandi tanto in fretta. E che un giorno rimpiangerò tutto, anche questo 🙂

    1. Il sabato mattina secondo me è fattibile solo alle 9:00 (primo turno): la piscina è vuota, si riempie solo all’uscita, ma tanto… si sta uscendo! E resta tutta la giornata libera per riprendersi 🙂
      PS io ho sempre cercato corsi agli stessi orari x i miei 2 piccoli… e per una magica congiunzione astrale una volta sono riuscita anche a fare hydrobike, mentre loro sguazzavano nei rispettivi corsi… non capiterà mai più!

      1. mi rendo conto… ma mettere la sveglia anche il sabato mattina mi pare troppo…vedremo come prosegue 😀

    1. Come si fa a non rimpiangere l’infanzia dei propri figli?
      Questo non vuol dire che andare avanti non abbia i suoi lati positivi, ma diventano altissimi e bisogna trattenersi da abbracciarli troppo spesso. Per fortuna c’è il cane che mi capisce prima che parli.
      Oggi le Francesche vanno di moda, ci faccio delle risate insieme ma giusto per fare la spiritosa.

      1. Sì, il cinismo a tutti i costi, giusto per la battuta, alla lunga stanca…
        Io porto mio figlio un giorno sì e l’altro anche in palestra per gli allenamenti di artistica, sto a spasso per due ora, sono sempre al volante… Certo non è divertentissimo, ma sono sua madre! Se non lo faccio con gioia per lui, mi spiegate per chi allora? E so che mi mancherà… ma so anche che ho fatto il possibile per lui. Se volevo tutti i pomeriggi liberi per farmi i cavoli miei, potevo non farlo, un figlio…. 🙂

  11. Carissima, io non riesco a leggere spesso questo tuo blog, ma sono un’appassionata di radio 2 da anni e sono MOLTO felice di svegliarmi con te. Hai sicuramente dato una bella carica a quelli di caterpillar a.m.
    Grazie mille! 🙂

  12. Anch’io dal cellulare non riesco a rispondere agli altri commenti… In particolare sono d’accordo con Fefo. Aspettare a bordo piscina e’ una passeggiata di salute rispetto ad aspettare a bordo campo di calcio, soprattutto d’inverno!!! Ed io che non lo sapevo ho esultato di gioia al pensiero di abbandonare la piscina e le attese negli spogliatoi…

    1. mi suggeriscono di suggerirvi: jogging nella pista di atletica attorno al campo di calcio o rugby mentre i bimbi si allenano!
      si prende meno freddo e si sfrutta il tempo di attesa per il proprio benessere!
      claire

  13. (ah! che tastiera sensibile che ho, dopo l’aggiornamento di IOS 8! il massaggio è partito troppo presto)
    Volevo dire che anche queste faticate enormi di cloro, sauna da umidità e caldo innaturale e figli recalcitranti o troppo avventurosi, vanno a cumular si in un generale ricordo abbellito del passato in cui loro erano piccoli, noi eravamo giovani, ecc.
    Ma che io rimpianga in modo specifico le maratone in piscina, no, proprio no.
    Almeno un po’ di buon senso, invecchiando, lo acquisiamo.
    🙂

  14. Ecco…tra tutte le cose a cui ripenso con nostalgia, la piscina coi 4 piccoli non rientra proprio. Tanto che non ho ancora osato prenderla in considerazione per i soli due figli ancora piccoli.

  15. il nuoto in settimana proprio non ci sta. recuperiamo al sabato mattina, ma mentre il grande ormai dalla prima elementare entra ed esce da sola, mi tocca la sauna con la piccola con annessa lunga seduta sotto il phon. un incubo…

    1. la mia mamma usava: berrettone di lana fino a casa, e seduta lunga phon nel nostro bagnone azzurro !
      e io dalla 1 elementare facevo nuoto tutte le sere ed avevo i capelli lunghissimi…
      (ma mica veniva lei in spogliatoio: arrangiarsi! ale’! 😀 )

  16. Anche qui piscina con due in contemporanea, dall’anno scorso, di sabato pomeriggio. non so se le rimpiangeró, sinceramente! Ma in tema di nostalgie, nessuna parla della nostalgia di neonato? Io proprio non riesco a scrollarmela di dosso, la vivo con uno struggimento fortissimo

  17. Per nove interminabili anni sono entrata in acqua, con la velina, il calciatore e infine L’anarchica. Odiavo il lunedì. Quest’anno “ciao mamma” un bacio e via per 45 minuti, io sono libera, libera di leggere, di uscire a sentire l’odore del Naviglio ..eppure resto lì, con 45 gradi a il 99 percento di umidità e la voglia di ributtarmi in acqua. La chiamano sindrome di Stoccolma.

    1. eh, ragazze!
      forse dovreste un po’ crescere anche voi!
      non vi ricordate più che, prima di diventare mamme, eravate esseri umani come tutti gli altri?
      ;))

    2. no, si chiama amore per i figli. Non c’è da vergognarsi o da ostentare l’understatement che oggi va di moda… “Sì ho dei figli, ma che noia… accompgnarli e bla bla, con tutto quello che avrei da fare di divertente…”.
      Che noia ‘ste mamme eterne ragazze!
      Io ho potuto avere un figlio solo e a volte vorrei potermi “lamentare” di averne due o tre da accompagnare!

      1. magari questo atteggiamento fosse da eterna ragazza, cara c.
        Invece è da eterna mamma.
        Penso che se ci si dedica un po’ a se stesse come donne, invece di desiderare di continuare a sacrificarsi per i figli, forse forse la cosa porta giovamento a tutti!

  18. Elasti, immagino quanto possa essere dura svegliarsi ogni mattina alle 4…però a volte invidio un po’ la tua libertà pomeridiana, e sono sicurissima che rimpiangerai questi pomeriggi clorosi!

  19. Eh… io quest’anno cedo alle lezioni personalizzate perché il terrore dell’acqua regna sovrano anche a sette anni. E dovrò lasciare che un’altra – non io, più giovane di me sicuramente, più rassicurante, più professionale – riesca a tranquillizzare mia figlia come io non sono riuscita a fare in questi anni di mare e di tentativi. E forse anche ad insegnarle a nuotare… Ho la speranza di riuscire a fare meglio con la seconda ma il senso di sconfitta è lì che bussa. #nuotononmiavrai

  20. Ciao Claudia, ti leggo sempre ma scrivo poco. So che questo non è il posto giusto ma volevo raccontarti questa storia. Baci Antonella
    Sono Antonella, ho 42 sono un chimico e un imprenditrice ma sono soprattutto una mamma. Da 4 anni, grazie a mio figlio Flavio frequento un luogo speciale a metà tra la terra e il pianeta B612, quello del Piccolo Principe. Si chiama Centro di Neuropsichiatria Infantile di via dei Sabelli a Roma, quello del Grande Cocomero di Francesca Archibugi, quello fortemente voluto dal professor Bollea, uno dei tanti centri di eccellenza della nostra “Cara vecchia Italia”.
    Quando a Roma si dice che un bambino deve essere portato in via dei Sabelli ci si riferisce all’ Istituto di Neuropsichiatria infantile, che da più di 40 anni svolge la sua attività nel quartiere di San Lorenzo, punto di riferimento del centro sud, 5000 visite ambulatoriali e 900 ricoveri l’ anno….. Questo centro sta morendo.

    In questo centro lavorano delle persone speciali, maghi e fate vestiti da medici e da terapisti che si occupano di bambini altrettanto speciali.

    Lo scorso luglio, una di queste fate mi ha annunciato che di li a un mese sarebbe andata in pensione. A Settembre una sua collega mi ha detto con grande rammarico che la dottoressa in questione non sarebbe stata sostituita e che quindi nessuno si sarebbe potuto occupare di mio figlio e che, ahimè, mi sarei dovuta rivolgere ad altri.

    Questo paese sta recuperando risorse economiche sulle spalle dei bambini che hanno problemi neurologici , sui più deboli tra i deboli.

  21. Oh DIo, mi ero completamente scordati i pomeriggi in piscina ! Sono passati quasi vent’anni ma, adesso che ne parlate, ho un vago ricordo di umidità’, phon e pavimenti scivolosi. Per fortuna che verso i dieci anni il Mimi ha deciso che il suo sport era il tennis!.

  22. che belli siete. 🙂
    Altro che giochiamo a mamma e figli!
    E comunque l’umidità che si beccano le mamme nelle attese in piscina meriterebbero un indennità da scontare sulla retta mensile.

  23. Ma qui c’e sempre chi ha motivo di criticare? Ma ognuno a casa sua farà come meglio crede e come può! Sarebbe bello ogni tanto prendersi meno sul serio….

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  25. si….posso confermare che ti mancheranno…..le mie nane ormai vanno sole in piscina una volta la settimana (vivere in un piccolo centro ha il vantaggio di poterle lasciare sole in quanto autosufficienti, ma sotto il controllo a distanza di un’altra mamma amica!!!!)…e mi manca un po’ l’atmosfera che descrivi…..o forse comincia a mancarmi la loro infanzia ed il io essere “indispensabile”…..

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