Nonsolomamma

sereno spaesamento

il problema è che siamo stati abituati a una certa prevedibilità del quotidiano e a ritmi paralleli e sincroni rispetto al resto dell’universo. siamo stati abituati a svegliarci la mattina presto ma non prestissimo, ad andare a lavorare quando anche gli altri ci vanno, a non esserci quando gli altri – figli, amici, partner, cugini e cognati – non ci sono, a mangiare in pausa pranzo, quando altri, insieme a noi, celebrano lo stesso rito corale, siamo stati abituati al caffè, a guardare l’orologio, a tornare a casa quando fa buio, a ritrovarci la sera e ad andare a letto dopo i bambini, con calma, senza faci prendere dall’ansia. il problema è che, di solito, siamo parte di un’onda placida che segue la marea, insieme ad altre, come lei.

improvvisamente elastigirl si trova a svegliarsi quando gli altri dormono un sonno profondissimo, a comprare i giornali in un’edicola che sembra uscita da una dimensione parallela, a guidare al buio, in una città deserta, a leggere i quotidiani quando ancora quasi nessuno ne conosce il contenuto. e le capita quotidianamente di lavorare quando gli altri aprono gli occhi, o fanno colazione, o si lavano i denti. e di finire quando non hanno ancora cominciato. e di fare colazione con la leggerezza di chi ha fatto il proprio dovere, tra persone che si affacciano in quel momento sul giorno nuovo. e di tornare a letto quando il mondo comincia a girare sul serio. le succede di svegliarsi alle 11 del mattino, senza sapere nemmeno dov’è, pronta per mangiare un piatto di pasta. talvolta lavora quando il mondo si ferma e fa una pausa e ci sono mattine in cui la giornata si srotola come un tappeto immacolato, da riempire con quello che vuole lei ma anche giornate come un puzzle, fatte di imprevedibili tasselli che comunque hanno una loro bislacca direzione, spesso contraria a quella in cui gira il mondo. e poi, la sera, le viene l’ansia perché bisogna dormire, subito, presto. perché siete tutti ancora in piedi che sono le 830 e in arzebaijan, e dove vivo io, è notte fonda?

occorre prendere le misure di una vita così bizzarra, così poco e così tanto in sintonia con i vicini di casa e con se stessi. ci vorrà tempo, abitudine, attenzione, resistenza fisica. ma le premesse sono promettenti.

 

ps di servizio: sabato 11 ottobre alle 1730, elastigirl sarà a sestri levate per l’incontro “conciliare lavoro e maternità in una società quasi moderna”. qui i dettagli.

77 thoughts on “sereno spaesamento

  1. Ti piace sempre più, vero?!
    Sono proprio contenta: vuol dire che stai avendo conferma di aver preso la giusta decisione.
    Deve essere come saltare nel buio, quello del buco del bianconiglio… e ritrovarsi nel Paese delle Meraviglie!
    Buonanotte elasti

    1. gioco forza diventa normale….lo so per certo….o impazzisci o diventa normale…e con famiglia, figli, mutuo, lavoro, spesa, suoceri, nido, etc….etc….non ti puoi permettere di impazzire….ergo….diventa normale 🙂

  2. Dai su, non sentirti sola in questo nuovo mondo alieno, sei in buona compagnia. È solo che ci sei appena arrivata e ti sembra un mondo straniero e deserto, ma se ti guarderai un po’ intorno vedrai tanta gente: turnisti in fabbrica, medici e infermieri di notte, spazzini, badanti con i nonni insonni, tassisti, e altri che adesso non mi vengono in mente. Buon risveglio!

  3. C’è un “finite” al posto di “finire”!
    Io credo che preferirei la vita del suonatore di night che dorme fino a tardi la mattina e lavora la notte.

  4. Dopo tanti anni di sorrisi, ho quasi smesso di leggerti e questo ennesimo post di “lamentazioni” mi ha convinto di smettere del tutto.
    Dopo tanti anni di sorrisi grazie alla tua originale capacità di raccontare episodi familiari condivisi da tanti di noi, ti saluto.
    Perché non ho voglia di leggere quanto sia faticosa una vita privilegiata come la tua.

    1. Non sono l’avvocato di Claudia de Lillo ma credo tu l’abbia fraintesa. Sono donna e mamma, abito molto lontano da dove lavoro e da dove mia figlia va al nido il che mi costringe a svegliarmi tutte le mattine fra le 4:30 e le 5:00, preparare la colazione per mia figlia, vestirla, lavarla, magari in ordine inverso, e partire con Lavinia che si riaddormenta nel giro di 3 minuti sul seggiolino. Ho quindi letto con molta attenzione e trasporto il post, nel quale mi sono molto rispecchiata, una città ancora buia, il sorgere del sole al quale ti sei abituata ma che sui tetti di Roma acquista un fascino psichedelico, i bar ancora vuoti ed il caffè che arriva immediatamente perchè al bancone o ci sei solo tu o al massimo la De Lillo, insomma…un ritmo diverso che ti permettere di guardare abitudini e persone con occhio metricamente opposto al ciclo usuale della giornata tipo….Non ho letto alcun tipo di “lamentazione”, ho letto delle considerazioni, un punto di vista, un altro punto di vista…Io, come credo Claudia, non ci sentiamo “sfortunate”, un lavoro ce l’ho, nonostante diversi mesi di disoccupazione e tanti tanti soldini lasciati ad un ex datore di lavoro disonesto e truffaldino, ho una famiglia, una casa, un marito che mi ama e che io amo…non mi lamento, non dico non sia faticoso, ma non mi lamento, ma ciò non toglie che si possa e si voglia guardare il mondo svegliarsi e lasciarsi a considerazioni che la calma dell’ora concede con fare meno incalzante. Non comprendo dove e come tu abbia letto di lamentazioni….è forse lamentarsi osservare nella calma del mattino l’edicola che sta aprendo? Non credo sia lamentarsi prendere un caffè quando la macchina dell’espresso del bar ha appena finito di andare in pressione….Non mi sembra sia assolutamente ascrivibile alla “lamentazione” l’osservazione. Peccato la si consideri tale….

    2. La leggo da tanto tempo e periodicamente ritorna questa accusa di lamentarsi pur avendo una vita privilegiata. Personalmente ho sempre trovato il normale ”up & down” di una normalissima persona, se fosse sempre su di morale penserei che il blog è finto o scritto da qualcun altro per lei. Per paradosso sono commenti come questi che mi danno l’impressione di una lamentazione grande come una casa, come dire “E io?” Ognuno ha i suoi problemi e tutti ci lamentiamo un pochino. A ben guardare, sono le persone che vivono delle vere tragedie quelle che non si lamentano mai.

  5. ma infatti, sara’ invidia, sara’ che oggi la giornata e’ iniziata male, chiamatela come volete… ma le fortune che ci sono intorno a te… la vita privilegiata (la prima cosa che mi viene in mente sono le ragazze alla pari…) che svolgete non puo’ essere condivisa da chi la mattina si sveglia con mille pensieri per conciliare vita quotidiana, lavoro full time, 3 figli, soldi, vita di coppia etc… Sei molto brava a scrivere, su questo non c’e’ alcuna critica, sei riuscita tante volte a rendere in parole emozioni provate da tutti… Pero’ adesso e’ come se ti stai allontanando dalla realta’ di noi comuni mortali. Buona giornata. P.s. non vuole essere una critica costruttiva

    1. non voglio fare la paladina di nessuno ma una cosa mi sento di scriverla perché ho l’impressione che ci sia un fraintendimento generale su questo blog sulla faccenda della ragazza alla pari, che vedo spesso additata come grande privilegio e lusso.

      Indubbiamente avere una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano full time è – in questo momento storico – un privilegio, posto questo la ragazza alla pari non è una colf a tempo pieno, è una ragazza che ogni tanto dà una mano come una sorella maggiore, fa la baby sitter, stende la lavatrice, passa l’aspirapolvere il sabato e stop. Molto di quello che decide di fare/non fare sta al suo carattere e alla sua iniziativa personale. Io l’ho fatta (da più giovane, bei tempi) in famiglie normalissime che mi davano una paghetta di 50/60 euro la settimana, la ragazza alla pari è più che altro un’esperienza di tutta la famiglia, non è la colf né uno status symbol.

      Ho fatto questa precisazione perché in vari commenti ho notato un totale fraintendimento della figura della ragazza alla pari, non è assolutamente un commento personale.

      1. Infatti basta farsi due conti per scoprire che la ragazza alla pari è una soluzione DECISAMENTE più economica della signora delle pulizie o della baby sitter, e in ogni caso delle due figure messe insieme. L’unica cosa che può eventualmente diventare una noia è forse il fatto che bisogna convivere con un’estranea e non tutti sono disposti a sperimentare.

  6. Ciao Elasti, scusa ma te lo devo proprio dire …. stai diventando noiosa con sta faccenda dei ritmi del lavoro, il sonno, etc ….
    mi ricordi le persone che si lamentano pur sapendo di essere privilegiate … ora basta.

  7. Bon…leggo questo blog da quando gli hobbit avevano un nome (per lo meno i primi due…) e ormai leggerlo è diventata quasi un’abitudine (è lì nei preferiti da sempre).
    Elasti, faccio solo una piccola critica (senza melodrammi inneggianti al “non ti leggo più”): su 10 post che scrivi 7 sono una specie di “promozione” a quello che fai (che sia il libro in uscita, la trasmissione alla radio, il progetto AMREF, etc…), 1 di sicuro è la lettera a tuo padre e gli altri 2 sulle vicissitudini familiari degli hobbit.
    Sta cosa che leggi i giornali quando tutti dormono l’hai scritta in almeno altri 3 post, che ti svegli e vai a dormire presto anche…io ho la sensazione che ultimamente stai postando nel blog solo perché ti senti un po’ “obbligata” a farlo…a mantenere quel “contatto abituale” con noi lettrici. Se prima questo contatto era più “spontaneo” adesso ci vedo una cosa un po’ più forzata…quasi scrivessi perché tra i mille impegni DEVI pure aggiornare il blog. Ripeto, è solo una mia sensazione ma non ritrovo più la spontaneità e la “freschezza” iniziale…

  8. qui qualcuno parla di vita privilegiata, ma secondo me è una vita con quei ritmi pazzeschi che nessuno si sogna di avere. io non ho un lavoro, ma so per certo che svegliarsi alle 4 dev’essere sfiancante psicologicamente. e poi essere la mente della conduzione familiare in cui un padre manca la maggior parte della settimana,… ecco, solidarietà cara elasti, coraggio! forse qualcuno l’ha già chiesto, ma non ho tempo di leggere tutti i commenti: ma i giornali online, non sono più comodi? baci

    1. sono assolutamente d’accordo, se c’è una cosa che non si può dire di Elasti è che non si faccia il mazzo a tarallo e se uno se lo fa e ha successo per me tanto di cappello.
      Con -tre- figli, il marito fuori casa e un lavoro full time ci vogliono ma i controquadri a far girare tutto.

  9. ma come mai quando c’è un post “negativo” ne seguono sempre tanti sullo stesso tono?
    mi sembra l’ennesima omologazione! 😀 e siate vari!!! 😀
    va benissimo dire non mi è piaciuto, mi annoi… ma credo che i privilegi siano altri. lei fa un lavoro che LE PIACE e se questo lo scrive ben venga… ha avuto il coraggio di cambiare, di rimettersi in gioco… non credo che la radio le abbia portato quale ricchezza, economica tra l’altro. e comunque se l’ha fatto… buon per lei.
    elasti ha sempre scritto della sua vita e adesso è questa.
    se vi annoia passate oltre, mica è un obbligo passare di qua!

    1. concordo in pieno!
      è casa di elasti, è la sua vita se non ci piace possiamo non leggere e non scrivere. Io capisco il suo punto di vista: lavorare quando gli altri non lo fanno spesso non è piacevole, comporta difficili incastri nella vita famigliare e sociale. non sono lamentele, sono dati oggettivi. senza nulla togliere a chi un lavoro non ce l’ha, a chi ce l’ha ma è pagato poco, a chi fa qualcosa che non piace…

  10. Ognuno giustamente esprime la propria opinione, però non bisogna dimenticare la natura di un blog, che nasce come diario personale condiviso.
    Se Elasti ha voglia di scrivere del suo nuovo lavoro perché ne è contenta e soddisfatta, del fatto che legge prima di tutti i giornali e che si sente allo stesso tempo ancora un po’ spaesata da questi nuovi ritmi sogno/veglia è giusto che lo faccia, perché questo è il suo spazio.
    Non si sta lamentando e credo sia consapevole dei suoi privilegi, ad ogni modo guadagnati impegnandosi nel proprio lavoro.
    È faticoso accettare il successo altrui, soprattutto in un momento come questo, in cui per tanti (me compresa) la vita si complica giorno dopo giorno, ma questo non deve farci dimenticare che le cose possano cambiare in meglio e per ricordarcelo è importante conoscere anche storie come quella di Elasti, fortunate per l’appunto.

  11. io non capirò mai chi va a leggere un blog e poi lo critica. Ma che senso ha? non lo leggere oppure leggilo e vai oltre se non ti piace.
    ma lasciare la propria opinione negativa… mi sembra chi va sul FB di Belen e la offende! i blog, i social ecc se non sono offensivi verso gli altri, sono una cosa personale, dove fare quello he si vuole. e non lo scrivo solo perché a me Elasti sembra una persona deliziosa che scrive benissimo e mi fa comunque sempre divertire o commuovere… mi sembra normale che con un cambiamento cosi importante scriva piu’ volte la stessa cosa o insomma cose simili.. mi stupirei del contrario. esprimere la propria opinione è un diritto, ma leggere mica è un dovere. non sopporto chi la accusa di essere privilegiata, quello che ha ce l ha perché se lo merita. ci sono vite terribili certo, grazie al cielo non è il caso di elasti, ma questo non giustifica la critica a mio parere.

    1. onori e oneri, Lucia. Quando si diventa personaggi pubblici ci sta di essere esposti anche alle critiche, fa parte del gioco. Ritenere che un blog sia “personale” questo sì è bizzarro. E lo è anche è strano anche che si condanni la critica criticando chi critica : è come insegnare a un figlio a non picchiare gli altri a suon di sberle 🙂

      1. Sans la liberté de blâmer, il n’est point d’éloge flatteur.
        e ho detto tutto. buona giornata.

        ps però io vi avevo avvisato che avrebbe iniziato a lamentarsi anche perché la scelta si presta parecchio.

  12. e poi un’altra cosa. Elasti deve molto a questo blog che sicuramente l ha aiutata a diventare famosa ecc, ma io le sono grata che comunque, anche in questo periodo di stanchezza grande, lei continui ad aggiornarlo spesso e la prego di non smettere mai.

  13. In effetti…
    Svegliarsi all’alba è caratteristica di molti altri lavori. Del resto non sarebbe possibile prendere il caffè o passare in edicola se non ci fossero lì persone già pronte al lavoro per te.
    E non credo che il barista o l’edicolante sia un lavoro così appagante e remunerativo come quello di parlare in radio.
    Sei privilegiata, senza invidia e senza critica.
    Lo sei perché se pure hai tre figli, hai persone e tempo per occupartene.
    Perché hai un lavoro che ti lascia un mare di tempo libero e uno stipendio che non credo sia da fame come per chi si trova per motivi familiari obbligata ad un part-time per riuscire a stare con i suoi, di figli.
    Perché ti sveglierai pure presto, ma hai soddisfazioni e notorietà che lo spazzino, che pure presto si sveglia, non avrà mai.

    Per cui auguri, in bocca al lupo e tutto quanto tu voglia: è un lavoro che di certo hai meritato.
    Ma, per pietà, non venirci a dire che sei spaesata.
    Magari, qualche volta, fai a cambio con chi ti serve il caffè, la mattina.

    1. Mi rispondo da sola e aggiungo: non si legge o si commenta solo ciò che piace, altrimenti non saremmo mai in grado di cambiare idea.
      Si legge tutto.
      E chi scrive pubblicamente lo fa per avere un riscontro. Anche negativo, se è educato.
      Non credo che la De Lillo abbia bisogno di crociate in suo favore.

      1. @sguardi laterali: Tu sei una bella persona con una bella testa!
        Ti stimo molto e sono d’accordissimo con te!

  14. Io negli ultimi post ci leggo:
    – la soddisfazione di qualcuno che ha rischiato ed ha scoperto di aver fatto la scelta giusta;
    – il naturale turbamento per i nuovi equilibri da gestire;
    – la gioia di condividere la nuova vita con noi “vecchie conoscenze”;
    …e sono semplicemente felice per lei e le faccio ancora una volta un grosso in bocca al lupo perche’ tutto vada sempre per il meglio.

  15. non ha bisogno di crociate o avvocati ma una che intitola un post SERENO spaesamento, ma dove la vedete la lamentela?
    criticare un blog? certo niente lo vieta, solo che io proprio non capisco chi lo fa. non stiamo commentando un decreto legge, una notizia di un quotidiano ecc per cui semplicemente non comprendo i commenti astiosi, cioè proprio il senso del farlo.

    1. Personalmente pure io non vedo “la lamentela” però ho scritto solo quello che IO percepisco dalla lettura del blog negli ultimi tempi. Il fatto che Claudia dia la possibilità di commentare non vuol dire che tutti dobbiamo solo dirle quanto è brava, spiritosa, empatica etc etc (anche perché forse già lo sa). Non siamo tutte uguali a questo mondo e non tutti abbiamo lo stesso modo di vedere le cose. Per quel che mi riguarda, se mi viene data la possibilità di esprimere un’opinione, che sia il commento ad una notizia, ad un post di un blog o ad un post su Facebook, lo faccio.
      Nel mio commento non c’è astio, rosicamento o quant’altro. Era solo un modo per comunicare a Claudia quello che penso (che poi può pure non fregarsene niente, la vita non cambia né per lei né per me, eh!), proprio come tu Lucia commentando hai detto quello che pensi.

  16. Elasti è un po’ un’amica, almeno per me: avete mai avuto amiche perfette? Io no, ma ho sempre creduto che la critica anche corretta, cordiale e a fin di bene fosse sempre una ferita, per cui è un’arma che uso con parsimonia e solo quando proprio non ne posso fare a meno. In ogni caso Elasti ormai dovrebbe avere una corazza per questi “traumi” altrimenti il suo blog non sarebbe sopravvissuto così a lungo.
    Vi confesso che seguo i dibatti presenti nei commenti con grandissimo interesse, mi danno una visione della realtà che mi circonda.

  17. Un po’pesante lo è, ma sa anche lei di esserlo e si auto-denuncia spesso, e questo le fa onore.
    E’ comunque un essere umano e non una super eroina, come in molte le attribuiscono, avrà dei momenti di maggior ispirazione e dei momenti sottotono, tutto qua.
    Ci sono cose che non mi piacciono di lei, a partire dal marito, però il suo blog è spesso fonte di ispirazione e approfondimento, e quindi lo leggo molto volentieri, e mi leggo anche più commenti possibile perchè spesso ce ne sono di veramente validi.
    Su, il mondo è bello perchè vario, un po’di leggerezza

    1. Adoro leggere Claudia perché mi fa sorridere, commuovere, pensare.
      Credo che, se espresso civilmente, il parere di tutti sia apprezzabile e contribuisca a far vedere le cose da tanti punti di vista.
      Credo che Claudia sia una persona fortunata perché ha una bellissima famiglia ed un lavoro che le piace e la realizza. Non credo che abbia avuto nulla “gratis”: io non so se avrei accettato un marito part time o se avrei preso il rischio di abbandonare un “posto fisso” per un’avventura

      Detto questo la parte che più mi ha fatto sorridere è ” di Claudia non mi piace il marito” bellissima!!! Per fortuna deve piacere solo a lei 😉

  18. Ciao Elasti.
    Sai, una volta hanno chiesto al Dalai Lama come facesse a fare tutte le cose che fa lui e che sono tante, in una giornata. E lui, con serenità e con un sorriso felice sulle labbra ha risposto ‘mi alzo tutti le mattine alle tre, la giornata è lunga’.
    E questo non pare avere intaccato di un micron la sua lucidità. Anzi, sembra parecchio contento 🙂

  19. Mi spiace ma scrivendo in un blog é normale che arrivino anche le critiche servono a riflettere.ultimamente anch io trovo ciò che scrive elasti troppo autoocelebrativo oe lamentoso:lei dopo la fine della trasmissione può tornate a casa dormire correre senza dover sistemare la casa….ma pensate agli operaiche fanno i turni per una vita o ai panettieri o a tanti altrihe non sono così fortunati.io il blog vorrei continuare a leggerlo ma claudia torna coi piedi per terra

      1. Ma no, cara, girandola precaria è una blogger di cui seguo le gesta da un bel po’. Magari hai cliccato male

  20. Ma possibile che se non si concorda con elasti si passi per un troll? Ho semplicemente espresso un parere, in maniera direi civile….

  21. Lo spaesamento ci sta tutto, come anche che sia sereno, perché l’organizzazione funziona e perché ti piace quello che fai (ti ascolto la mattina e ti percepisco nel tuo habitat naturale).

    Poi se ti capitasse qualche momento di nostalgia pensando alla “normalità” ricorda che tornare a casa quando fa buio e andare a letto dopo i bambini, con calma, senza farci prendere dall’ansia succede solo in ferie, altrimenti l’onda è tutt’altro che placida.
    Se c’è una cosa che odio nel quotidiano è proprio lo stress cena-lavaggibimbi-controllocompiti-ultimobucato-finiscicucina-prestoanannacheètardiiiiiiiii
    E domani sarà durissima svegliarvi e trascinarvi nell’onda!

  22. a me leggere le buone notizie e che la gente si trova bene fa piacere!
    anche quando sono nella merda fino al collo e devo fare appello a tutte le mie convinzioni etiche per non suicidarmi
    anzi SOPRATTUTTO quando sono giu’: sentire cose positive mi aiuta
    io lo dico sempreche un amico non si vede nel momento del bisogno: per aiutare nel bisogno basta essere empatici
    amico e’ colui che riesce a gioire delle tue cose belle e che viene a dirti le proprie cose belle
    cio’ detto, quando leggo il blog e le cose diverse da me che fa elasti, e i commenti e le cose diverse da me che fate voi, me la godo un mondo, e’ come fare quelle esperienze anch’io, e quando vedo le corse matte e le acrobazie che fate tutte e tutti e che traspaiono da qualche post di piu’ e da qualche altro di meno, mi ricarico di energia
    pero’, si sa: sono una drogata di Letteratura…
    Claire

    1. quanto mi piaci Claire! Anch’io leggo tutti i commenti oltre al post, perché mi interessa scoprire qualcosa delle vite altrui, perché spesso mi fanno sorridere e riflettere. Solo alcuni mi irritano profondamente, tipo il 34, perché il mio motto è “Non condivido quello che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu sia libero di dirlo”.

    2. non l’avevo mai vista in quest’ottica ma mi hai illuminato con questo commento! quanto è vero che amico è soprattutto “colui che riesce a gioire delle tue cose belle”. Ho visto più amicizie finire per l’incapacità di gioire per l’altro che per l’incapacità di aiutarlo, ma tante, tante di più.

    3. Anch’io gioisco quando gli altri stanno bene, ma quando sono nella merda non ci riesco. Quando sono in ansia mi girano assai e le prodezze degli altri mi irritano oltremodo.
      Trovo giusto che chi legge abbia il diritto di esplicitare la sua idea senza essere additato dai fans come un troll.
      Se avesse voluto scrivere un diario privato non avrebbe aperto un blog, se fosse stata turbata dai dissensi avrebbe potuto smettere di scriverlo e invece è più probabile che rida di noi che la seguiamo comunque.

    1. Questo era chiaro da sempre, ma non mi sembra una colpa. Ovvio che sarebbe una condizione ideale per tutte le famiglie, ma non credo che le differenze di classe sociale le abbia inventate la De Lillo.

      1. Secondo me nel blog di Elasti non ci sono lamentele riguardanti il tedio delle faccende domestiche non perché questo non faccia parte della vita dell’autrice, ma perché ciò risulterebbe assai noioso. Tutti, credo, abbiamo amiche/cognate/conoscenti che ci parlano di quanto sia tedioso piegare i calzini del marito, e non leggeremmo un blog che riproponga la medesima minestra.

  23. Sapete una cosa? Elasti questa vita se l’è conquistata con sudore e fatica. Sacrifici enormi come lo stare lontana dal marito. E scegliere un lavoro bello come fare radio. Ma beata lei che ha fatto il salto! Perchè dovrebbe non scrivere delle sue difficoltà solo perchè c’è chi sta peggio di lei? Ma se lei ha questa vita che le invidiate ha forse tolto qualcosa a voi? A me questa donna ha sempre dato molto. Mi ha sempre risposto alle mail. Mi ha incoraggiato mentre cercavo il terzo figlio. A ms lei da il coraggio di andarw verso i miei sogni.

  24. Mah io non capisco dove leggiate la lamentela…..e comunque che tristezza ‘sta gente frustrata che se la prende con quelli a cui invece gira bene….. TRISTISSIMI!!!

  25. Non vedo il senso delle critiche. Mia nonna diceva “tutte le case sono fatte di sasso e hanno il loro fracasso” anche nelle famiglie più’ fortunate c’è’ sempre una piccola zona buia e anche le persone che sembrano piu’ felici patiscono il peso di vivere. Elasti racconta della “sua” famiglia in modo critico e sincero e leggerla può’ servire a riflettere e, nel mio caso, a ricordare. Buona serata a tutte.

  26. http://lamammanondormemai.blogspot.it/2014/10/varie-ed-eventuali.html
    Anche io ho un blog (anche se infinitamente meno letto di quello di Claudia), anche io fatico a stare dietro a tutto, vivo periodi up e periodi down, sono a volte ispirata e altre meno.
    É vero che a volte si scrive anche solo per mantere un contatto con i lettori, pochi o tanti che siano.
    Ma é vero anche che se hai un buon lavoro, una famiglia mediamente felice e figli sani e talvolta ti caputa, come é umano che sia, di descrivere le mille peripezie quotidiane con un filo di umorismo in meno e uno di fatica in più, rischi sempre di urtare la suscettibilità di qualcuno. Quasi fosse una gara a chi é piú sfortunato o a chi corre di piú e fa più sacrifici. Quasi che chi ha tutte le componenti di cui sopra (lavoro, figli ecc.), che non sono scontati ci mancherebbe, non abbia piú diritto di parola.
    Ma il blog é un diario e uno strumento di condivisione. E sentimenti tipo l’emozione, l’inquitudine, la stanchezza non sono esclusiva di qualcuno.
    Spero di essermi spiegata.

  27. It became overrated and the ones refused to consider it could ever turn into real
    sport. Ask your area skate shop to level out the a lot more beginner friendly longboards.

    – Jason Chapman The National Skateboarding Examiner.

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