Nonsolomamma

non è ancora fuggita

si sveglia piuttosto presto. butta giù dal letto hobbit riottosi, fa fare loro colazione, controlla che si lavino e si vestano e ne porta a scuola due su tre, perché quello grande è finalmente autonomo. nessun adulto la vede mentre discute con lo hobbit maggiore sulla necessità di fare colazione, mentre gioca a calcio in sala con il piccolo per convincerlo a mettersi le calze, mentre discetta con il medio sull’importanza di ricoprire i libri di testo. non si sa di cosa chiacchieri lungo il percorso casa-scuola e nemmeno cosa pensi all’ingresso, in quella bolgia di genitori e bambini che parlano una lingua di cui intuisce solo una manciata di parole.
il pomeriggio spesso va in cortile, o ai giardini a giocare a palla con i bambini del quartiere, o guarda su youtube le corse di cavalli, o va a correre lungo il naviglio, o chatta, o whatsappa o va a prendere un caffè con le amiche, perché di amiche ne ha moltissime, anche se è qui solo da un mese.
sembra godersi questo autunno milanese e grigio. ipotizza di restare più a lungo. il sabato e la domenica va in gita. a halloween interpreterà “spice girls resurrection” con tre compagne di avventure. fa shopping con moderazione ma con gusto. ogni tanto si trucca e le vengono gli occhi di un gatto. forse presto avrà un amore. ha scoperto il rito dell’aperitivo, va in discoteca con moderazione, è gaudente senza essere sfrenata. mangia yogurt alla vaniglia con voluttà e tutto il resto con morigeratezza.
ogni tanto si avvicina a elastigirl e ci chiacchiera, ma solo quando sono da sole, con un fare complice e con una ritrosia goffa che inteneriscono.
è cindy, la ragazza alla pari che vive con l’elasti-famiglia e viene dal maryland.
guardarla scoprire un pezzo di mondo, così lontano da casa, è un’esperienza ipnotica che mette buon umore.

46 thoughts on “non è ancora fuggita

  1. Mi tocchera’ venire nella fitta’ di A per trovare una aupair 🙂
    Ma soprattutto ammiro l’intraprendenza di questa ragazza! Se solo ne avessi la meta’ sarei una donna molto più felice 🙂

  2. Mi sa che “Approved by Elasti” potrebbe diventare il nuovo sigillo di garanzia delle au pair…

    (E a me piacerebbe sapere come descrive lei la situazione)

  3. Ma lo hobbit grande va a scuola a piedi o con il bus? È una mia curiosità, giusto per capire a che età i ragazzini di oggi possono cominciare a fare le cose. Io a undici anni andavo a scuola da sola, a piedi. Non era lontanissima, ma neanche proprio vicino casa. Ma quanti di noi, oggi, sarebbero disposti a mandare il proprio figlio undicenne con il bus?
    (Che bella questa vostra scelta della au pair)

    1. Secondo me dipende da dove vivi. Non ho figli, ma, se vivessi in centro, non avrei grandi preoccupazioni a lasciare che un undicenne ragigunga la scuola a piedi in una città che dalle dalle 7 pullula di gente.
      In periferia invece si, mi preoccuperebbe molto sapere che percorre da solo strade isolate, dove un malintenzionato può caricarlo in auto e nessuno vede niente. In periferia meglio abbonarsi al pulmino della scuola.

    2. lo hobbit grande va a scuola a piedi, da solo o con qualche amico che incontra lungo la strada. sono circa 10-15 minuti. secondo me non solo era pronto per un po’ di autonomia, ma ne aveva anche bisogno.

      1. Brava Elasti, anch’io mando mio figlio a scuola da solo. Stessa età del tuo. Ormai è tempo e per loro è come sentirsi grandi.
        Lafata

      2. Una cosa piccola piccola piccola (non richiesta e non necessaria, ma la DEVO dire): controllateli, i figli! Anche se da lontano, anche accordandogli più autonomia, ma non sparite… Ho visto tanti genitori sparire completamente dalla vita dei figli dalla prima media, perché “tanto ormai sono grandi”, e il risultato è stato che i figli sono diventati completamente fuori controllo… E quando te ne rendi conto, è tardi per recuperarli… Sempre stata mammona e per questo venivo presa violentemente in giro; sempre vestita “normale” e con pudore (ancora oggi, anche solo la spallina del reggiseno che si intravede mi mette a disagio) e sono arrivati a “spogliarmi” nella stazione della metropolitana, con i genitori che “non è possibile che sia stata mia figlia”…

        Scusate la predica, ma ci tenevo davvero tanto a condividere con voi mamme queste esperienze (ho iniziato la prima media “solo” 9 anni fa)!!! 😀

  4. Leggendo questo post sembra di essere a casa vostra!

    Anche se tra me e Cindy non intercorrono proprio molti anni, sono giorni che mi ripiego programmaticamente sul passato. E non è tanto nostalgia per i tempi spensierati, quando non c’era ancora facebook e si condivideva tutto per davvero (e non ti curavi delle ore piccole in discoteca e il problema aveva i contorni di un’interrogazione o un esame), quanto terrore per il futuro che è qui, è arrivato, come un’onda, all’improvviso, tutto insieme. Come vorrei tornare a dieci anni fa, dove l’incoscienza coincideva con la spavalderia e non sia aveva paura di niente.

  5. Mannaggia, sono mancata per una decina di giorni dal tuo blog, presa da troppi pensieri. E’ bello tornare e leggere un pizzico di vita. Dovrei fare due chiacchiere con Cindy per capire come fa ad avere tutta questa vita sociale dopo 1 mese milanese 😉

  6. Ho una curiosità anche io. Il discorso sulla necessità di fare colazione è convincente a casa tua?
    Sarà che anche io da piccola facevo fatica a fare colazione, ma con le medie della mia primogenita ho rinunciato a proporre la colazione. Chi vuole farla la fa, chi non vuole salta. Lei la salta ormai da 8 anni (ne ha 19)

    1. purtroppo da quando è iniziata la scuola io non sono mai stata a casa durante la loro colazione quindi non so dirti esattamente che succede. sicuramente lo hobbit grande non ama la colazione e se può la evita, anche se ho chiesto a cindy di insistere un po’.

      1. Magari è un marchio di fabbrica dei primogeniti non amare la colazione!
        😉

        PS: ma quanto è bello sentire la tua voce in cucina mentre i miei figli (gli altri!) fanno colazione.

    2. Prova con la tecnica della mia mamma (ma so che non tutti possono permettersela): la colazione si faceva tutti assieme (mamma, papa’, figli, cane), era un pasto come gli altri, si faceva appena svegli ancora in pigiama (e lei per mettere in chiaro preparava tutto il preparabile la sera) e se eravamo in ritardo non ci consentiva di saltarla: al max ci faceva entrare un’ora dopo fra rimproveri e giustificazioni da firmare, o organizzava un trasporto piu’ veloce della bici (xex quando ero a Liceo e mio fratello all’Universita’, se lui era a casa a studiare gli chiedeva di portarmi al volo a scuola in macchina).
      Risultato: per me la colazione e’ il pasto migliore della giornata e da quando sono nata non vi rinuncio per nessuna ragione al mondo! SOLO ed esclusivamente per gli esami del sangue! 😀
      Pero’ lei era fortunata perche’ sia lei sia papa’ erano insegnanti (=stessi orari dei figli che vanno a scuola)
      Auguri!
      Chiara
      PS
      Di’ a tua figlia che fa bene alla linea! Resti in forma senza sforzo 😉

      1. Wow, che carina, una risposta per me, grazie Chiara!
        Mia figlia proprio non riesce a fare colazione, le viene la nausea a mangiare appena sveglia. Se può mangia un paio di ore dopo.
        Gli altri figli hanno ognuno ritmi diversi, dalla sveglia alla colazione. C’è chi vuole svegliarsi con congruo anticipo, chi all’ultimo, chi preferisce fare colazione in pigiama e chi già vestito.
        La colazione insieme non è possibile per via degli orari (mio marito parte presto e io mi occupo della figliolanza…sono 6). E’ già un grande risultato quando riusciamo a cenare insieme.
        Però l’immagine della colazione tutti insieme, trovando la tavola pronta fin dalla sera prima, è bellissima! 🙂

  7. Volevo replicare a monica:io sono felice e serena e lo sono anche per elasti xhe ha fatto una scelta coraggiosa come cambiare lavoro e sicuramente é solo merito suo.ciò non toglie che ultimamente sia per me, troppo lamentosa.certo le classi e le differenze ci sono e ci saranno sempre e non x colpa sua ma a me questi atteggiamenti tadical chic non piacciono.

  8. Dalla descrizione, non solo vorrei in futuro trovare una au pair così, ma vorrei che mia figlia crescesse così! Autonoma, socievole, curiosa ma morigerata, aperta al mondo ed estroversa con una dolce punta di timidezza. Fingers crossed!

  9. a volte mi chiedo se sei molto fortunata a incontrare persone così meravigliose, oppure se hai semplicemente il dono di descrivere con una delicatezza unica qualsiasi cosa ti circondi. In entrambi i casi hai tutta la mia stima, Elasti cara.

  10. Mia figlia quest’estate è stata un mese e mezzo in Canada, 15 gg con una mummy più un mese con un’altra. Due famiglie diverse con le quali si è trovata bene ed è stata stracoccolata. Non ha ancora 18, è uno spirito indomito e parla un ottimo inglese. Prossimo anno la “perderò” in qualche università lontana da casa. Mi ha fatto commuovere che qualcuno possa averla guardata come tu Cindy.

    1. Un giorno la ritroverai, si tratta solo di avere pazienza. Tanta pazienza.
      Consolati pensando che talvolta siamo distanti anche se ci parliamo.
      I mie due figli maggiori fanno l’università in un’altra città e mi auguro che non gli manchino le comodità che avevano, la ritengo un gran fortuna il sapersi adattare a nuove esperienze.

      1. Voglio dirvi grazie, perché saper accettare che i figli si allontanino per qualche tempo o per sempre è una dote non comune – a mio avviso soprattutto in Italia – ma è IL regalo che permette ai figli di aprire le ali e iniziare a volare. Ora che sono mamma sono felice di sapere che c’è qualcun altro che condivide il mio punto di vista.

  11. Dopo una pausa dal blog dovuta a quello che definirei il peggior periodo della mia vita, mi fa davvero piacere leggere una fetta di quotidianità che da ragione alla voglia di cambiamento e alle nuove decisioni. Avere una ragazza come Cindy non è una cosa da dare per scontato: anzi. E’ una grande risorsa. E credo che anche per Cindy questa esperienza sarà una grossa opportunità!

  12. Hai ragione gigia mi riferivoo al post precedente eho sbagliato nella pubblicazione.anche perché questo post mi é piaciuto davvero!

  13. IO detengo il record nella specialità “fuga dell’au pair”. E’ arrivata il 12 settembre alle 11. Alle 19 postava la sua ricerca di una nuova famiglia. Il 13 settembre decideva che tutte le famiglie italiane sono troppo chiassose e casinare per i suoi gusti. Il 14 ripartiva per l’amata 9e immagino silenziosa) Inghilterra.

    1. Aiuto ! Beh non so, sarà che la host family dove sono stata io in UK non brillava davvero né per silenzio né per la pulizia, immagino che vi avrà rimpianti parecchio 😉

  14. Mi ricorda la mia, di ragazza alla pari. Mia nel senso che ero piccola e lei bellissima, bravissima, biondissima e nordicissima. Arrivava dall’Islanda e fece strage di cuori. Non me la scorderò mai.

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