Nonsolomamma

come in prima media

– prima di uscire ha riflettuto attentamente su come vestirsi, giungendo alla conclusione che, comunque, si sarebbe sentita fuori posto e diversa.
– lungo la strada si è immaginata con trepidazione le facce degli altri.
– nell’atrio si è sentita paolino paperino, socialmente incapace e strutturalmente disadattata.
– ha cercato di socializzare nella deprimente consapevolezza che tutti gli altri, e soprattutto le altre, fossero amici di vecchia data, inseriti, disinvolti e navigati.
– se non avesse seguito una tizia alfa, oltre che alta ed elegante, mai avrebbe raggiunto la sua classe e probabilmente adesso starebbe ancora vagando per corridoi deserti, illuminati al neon.
– ha preso appunti, pendendo dalle labbra degli insegnanti, anche quando pronunciavano parole trascurabili, distinguendosi come la secchiona nerd.
– ha ascoltato l’insegnante di matematica con sacro timore, quella di inglese con deferenza, quella di arte con sospetto (il disegno è sempre stato la sua bestia nera), quella di musica con adorazione, quella di tecnica con soggezione, quello di ginnastica con senso di inadeguatezza (odia i giochi di squadra, nell’atletica è inetta e lentissima e ha paura della palla) e quella di italiano annuendo adorante, perché era bionda, aveva i ricci ed è dotata di più ore di tutti.
– quando hanno chiesto se c’erano domande, lei si è guardata le scarpe.
– quando qualcuno si doveva offrire volontario, lei è scivolata sotto il banco.
– quando due accanto a lei, carine, pettinate, simpatiche e sorridenti, hanno alzato la mano per immolarsi come rappresentanti di classe, lei, sollevata e anche un po’ invidiosa per tanto ardimentoso entusiasmo, le ha guardate come si guardano due dive hollywoodiane.
– quando, alla fine, si sono formati capannelli qui e lì, di socializzazione e amicizia, lei si è sforzata tantissimo di nascondere quella timidezza che la artiglia paralizzandola. poi, a un certo punto ha sussurrato ciao ed è andata via. probabilmente nessuno ha notato la differenza.

e mentre camminava, lungo la strada del ritorno, si è chiesta perché mai, alla prima riunione di classe in prima media, a quarant’anni suonati, una debba avere la sindrome della preadolescente tremebonda. nemmeno ci dovesse andare lei, tra quei banchi e quei professorei. e si è sentita una vera idiota.

74 thoughts on “come in prima media

  1. Ma guarda, ti capisco. Ancora oggi parlo con le maestre di mio figlio con la stessa soggezione che avevo per le mie, come se fossi sotto esame.
    Per quanto riguarda i genitori dei compagni, mi aiuta il fatto che son sempre gli stessi dell’asilo e ormai ci si conosce.
    Anche noi, comunque, abbiamo eletto la nostra rappresentante.
    Meno male

    1. mannaggia! grazie. che disastro. ho corretto ma sicuramente me ne sarà sfuggito qualcuno. vive sul fuso dell’arzebaijan è parecchio complesso a volte 😛

  2. Beh, e quando una si trova nella doppia veste? Una settimana fa ho assistito spaesata alla riunione di classe del mio bimbo e ho AMMIRATO le mamme che si sono offerte rappresentanti. La prossima settimana sarò l’insegnante di matematica (scuola media) che illustra la classe ai genitori. L’unica cosa che non cambierà è l’AMMIRAZIONE per le mamme e per i papà che si offrono rappresentanti. GRAZIE!

  3. Anche io vivo con soggezione questi momenti, mi sento sempre fuori posto, mi sembra che le altre mamme siano splendide, sicure, affermate. Poi però mi dico “và e sii te stessa, vestita come sei, sempre un po’ fuori dal coro, tanto a fare finta non ti riesce”.
    Col tempo socializzare diventa più semplice se si incontra qualcuno con cui si ha una certa affinità…

  4. Oggi pomeriggio stessa riunione in prima media…..anch’io avevo la stessa deferente attenzione verso le nuove insegnanti che mi sono sembrate tutte arcigne e severe, mentre mio figlio in queste settimane me ne aveva sempre parlato benissimo……saro’ io che la vedo lunga, oppure ho troppa soggezione anche se non saranno le mie proff ??? Secondo me e’ la seconda………

  5. Stessa identica sensazione avuta ieri da me. Un plotone di mamme super inserite e padrone del luogo. Plotone di mariti parlanti di calcio e politica. Io nel mezzo sola e dalla famiglia alternativa incasinata e priva di orari socializzanti e reduce dall’nsima corsa per incastrare tutto… Stavo attaccata con imbarazzo al cellulare.. Pesce fuor d’acqua impacciata e disagiata.. 40 anni e ci provo ma pro

  6. .. (pubblicato a metà)
    Dicevo. 40 anni e ci provo ma proprio non sto a fuoco lì o là… Appartengo ad altro. E alla fine mi accetto così
    Rimane che fa sempre piacere essere in compagnia… Per quanto sono sicura che tempo poco te ti riprendi alla grande. Sei fantastica! 🙂

  7. Io sono rappresentante di classe del mio primogenito (III elementare) e vi assicuro che è molto pesante salvaguardare le maestre dalle critiche continue di molti genitori. Tornassi indietro non lo rifarei per niente al mondo… Ma forse perché mi lascio coinvolgere troppo…

    1. Io ho resistito fino alla terza elementare del mio primo…poi ho dato le “dimissioni”!! Non ce la potevo fare….Stare dietro alle paturnie dei genitori è sfiancante!!!

    2. io ho rifiutato la candidatura a furor di popolo dei miei stessi compagni quando ero al liceo, per lo stesso motivo! classe unitissima e ci volevamo benissimo, ma io il tempo a chiedere di dare meno da studiare e compiti in classe piu’ facili per voi non lo passo! 😉
      Claire

    3. Ti credo perfettamente, soprattutto alla luce di alcuni sgradevolissimi fatti successi negli ultimi giorni a scuola di mia figlia, sulla base di voci dei bambini amplificate e mal interpretate da genitori iperprotettivi e spesso ignoranti. Tieni duro e pensa questo: “Meglio io che qualcun altro…”. Un saluto solidale.

  8. Io mi sento così dalle due alle cinque volte al giorno.
    Quasi quarantanni, donna in carriera…vado in panico alla cassa del supermercato, in palestra, in ascensore se becco altri condomini, se mi chiedono indicazioni per strada…
    Mi sento a mio agio solo a casa ed al lavoro!!!

  9. Non ci credo! Non ti ha riconosciuto nessuno?! Noi qui ci facciamo dei chilometri per incontrarti e le tue “compagne di classe” ti ignorano? Il Mondo è ingiusto!
    Fl

  10. Vedi, io mi rivedo già dalle prime righe, quando stiamo li a scegliere il vestito più adatto e poi però siamo già consapevoli che in ogni caso ci sentiremo fuori posto e diverse (perché, in effetti, lo siamo!). Ma quanto ci teniamo a questi figli???

    1. ma aspetta un momento: il fatto che lo stiate scrivendo in tante, che vi sentite diverse e fuori posto, non vi fa pensare?
      di COSA sono fatte queste riunioni di genitori???
      di GENITORI come voi!
      statisticamente se tutti si sentono fuori posto siete tutti sulla stessa barca quindi siete tutti al posto giusto!
      mica potete aver trovato TUTTI solo genitori fighi e disinvolti, neh?!
      non e’ che gli altri imbroglino meglio?
      Se a ciascun l’interno affanno si vedesse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno ci farebbero pieta’!
      Claire

  11. Io lavoro con l’Azerbaigian e mi fa così ridere che lo usi come fuso orario…..fantastica! In effetti sono le tre ore che cambiano la giornata.

  12. Come tu ti sei descritta, io mi ci sento invece ogni volta che vado ad un evento per la stampa e le altre giornaliste hanno sempre i capelli come appena fatti dal parrucchiere, l’abito e le scarpe giuste, borse all’ultima moda e trucco perfetto, e quell’aria fintamente annoiata e indifferente anche davanti a luoghi e persone straordinarie…
    In compenso mi sono candidata per la seconda volta con nonchalance come rappresentante di classe per la seconda media di mia figlia: è assurdo che mi senta più a mio agio nell’ambiente scolastico, che nel mio dove bazzico da oltre 20 anni!
    Essì che siamo strane…

  13. Incredibile che nessuno dei presenti abbia mai letto il tuo blog, o uno dei tuoi libri, o ascoltata alla radio!!! Forse ti hanno riconosciuta e non hanno voluto infastidirti così al primo incontro con un “ma lei non è la famosa elasti?”
    Sicuramente qualcuna delle mamme sa bene chi sei e si ripromette di agganciarti con nonchalance alla prossima occasione.

    1. Be’, Elasti è un nome noto (ma il cognome di suo figlio è diverso; almeno io, alle riunioni della classe della mia bimba, mi presento come ‘la mamma di’), una penna nota, ora forse anche una voce nota; non è detto che sia anche un volto noto… non ancora, perlomeno 😉
      Detto questo, mi avrebbe sempre incuriosita sapere come si rapportano a lei genitori dei compagni dei suoi figli e gli insegnanti quando scoprono o capiscono chi è.

  14. Io, a riguardo, sono Zelig. Ostento disinvoltura e senso dello humor quando, da insegnante, gestisco le elezioni dei rappresentanti (e quest’anno coordino una prima media). Mi trasformo in un’anguilla quando partecipo a qualsiasi tipo di raduno dei genitori della classe di mia figlia (ormai in quinta elementare, quindi non proprio facce nuove): in questi casi provo sempre un senso di inadeguatezza e una gran voglia di scappare. Roba da psicanalisi.

      1. Siamo come ci sentiamo o siamo come ci vedono gli altri?
        In verità non la riconosco in questo ritratto.
        Riservata ma non imbranata.

      2. ho conosciuto Elasti a una conferenza stampa (va Solferino, eh): io in platea insieme ad altri 100/150 giornalisti lei sul palco insieme ad altri 3-4 VIP: timida assolutamente no (anche perché chi è timido si sottrae ai riflettori) però di sicuro presenzialista con grande misura (q.b. come il sale) e senza sgomitare. Certo è che a conferenza finita è stata letteralmente sequestrata da una giornalista/madre che non l’ha mollata mai, né le ha permesso di avvicinarsi allo strepitoso buffet. Ma dietro quella giornalista/madre con sindrome della sanguisuga c’erano decine di giornaliste desiderose di parlare con lei, anzi che friggevano. E’ inspiegabile, dunque, che alla riunione di classe l’abbiano ignorata.

      3. Da Jim Morrison a Johnny Depp, il mondo è pieno di timidi & introversi che vivono sotto i riflettori 😉

      1. Sicuro, io per prima non sono sicura di sapere bene cosa sia, a parte il fatto che viene spesso confusa con la riservatezza e l’introversione. Uno dei più bei paradossi per me è Till Lindemann, cantante dei Rammstein. E’ un omone alto e grosso, con una voce baritonale, e in un’intervista ha detto di odiare quando la gente lo fissa e durante i concerti negli stadi per riuscire a cantare guarda l’uomo del mixer 🙂

      2. Se ben ricordi ai primi concerti Jim Morrison cantava voltando le spalle al pubblico, quanto a Johnny Depp non mi sembra esattamente un compagnone di bevute col primo che passa 😛 Perché, James Dean a te sembrava uno socievole ed estroverso?

    1. Mah, credo che l’autostima o il senso di inadeguatezza sociale non dipendano esclusivamente dalle caratteristiche dell’individuo, ma siano determinate in larga misura anche dal contesto. Ci si può sentire sicuri di sé e a propio agio in un contesto che ben si conosce e nell’ambito del quale si sono ricevuto molti rinforzi positivi – come il proprio ambiente di lavoro, se si esercita una professione in cui si riesce bene – e inetti se costretti a confrontarci con una situazione nuova e che si teme di non sapere gestire bene. Credo che ciò sia alla base, ad esempio, del fenomeno del cultural shock.

    2. Close, forse non essere socievole né estroverso è diverso dall’essere timidi, tutta un’altra cosa. Elasti in questo post si descrive come una persona timida, o meglio resa timida dalla circostanza (lei è socievolissima ed estroversa) e io, che non metto in dubbio quello che ha provato, sorrido del fatto (credibilissimo) che una ventina di madri riunite in consiglio di classe possa terrorizzare più di una platea di 100 e passa giornalisti 🙂

      1. Posso parlare davanti ad una platea di sconosciuti, porre domande ad un relatore in un’incontro pubblico, so perfettamente il fatto mio al lavoro, ma all’uscita di scuola devo cercare tra le due/tre mamme che conosco e non esiste che vada ad una festa con persone sconosciute (in palestra non mi interessa e ho sempre scelto dove andare da sola senza bisogno dell’amica per iniziare). Questo per dire che la timidezza è una strana bestia. E se io sapessi di avere in classe una genitore VIP non gli rivolgerei proprio la paroloa per paura di infastidirlo!

  15. disegno era pure la mia di bestia nera, ma ginnastica no, ero forte!!!

    Comunque martedì presenzierò alla seconda riunione scolastica della mia pupa che ha iniziato l’infanzia quest’anno, e anche per noi elezioni dei rappresentanti di classe. Io farò come te… mi farò piccolissima per non essere individuata quale vittima scacrificale!!!
    Ah ti ho ascoltata! E rispondo alla tua domanda così: siccome sono finalmente riuscita ad ascoltarti lunedì mattina scorso causa levataccia, ti senti preda della sindrome preadolescenziale perchè hai una voce e uno stile giovanilissimo, quindi puoi rivendicare tratti preadolescenziali. Ecco, l’ho detto!

  16. Consolatevi: anche i professori alle prime riunioni si sentono osservati, analizzati, giudicati e… vorrebbero sparire sotto la cattedra!

  17. Solo io alle riunioni di classe faccio sempre la pagliaccia…che tristezza…questa voglia di essere accettata dagli altri non scema mai, sarà perché è da tutta la vita che son grassa…

    1. senti, Stella: tu smetti di fare la pagliaccia, se non ti piace piu’ farlo…
      pero’ non sputarti addosso! magari lo fai per ‘voglia di essere accettata’, come dici tu, pero’ guarda che quello che rompe il ghiaccio, e’ gioviale, fa ridere, stempera l’imbarazzo di tutti… guarda che quello ci vuole, e viene apprezzato eccome, anche se nessuno te lo dira’ mai!
      stai solo attenta che non avvenga troppo o solo a tue spese, cioe’ di non denigrarti solo per fare ridere, ma per il resto sii orgogliosa, invece!
      (pero’ non so, magari parlo per niente, perche’ non ti ho mai vista ‘fare la pagliaccia’…)
      Claire

      1. Claire Claire quanto vorrei conoscerti… quel “denigrarti per mettere a proprio agio gli altri” che ci vogliono anni per lavare via… come fai a conoscere anche quello? E tutta la gamma complessa dei sentimenti umani? Hai sempre una parola buona e col cuore conosci tutto, tanta tanta stima per te

      2. Cara Cavoli a Merenda, ti ha mandato il mio Angelo Custode a coccolarmi, perche’ sa che sto affrontando una battaglia dura e ho bisogno di rinforzi??? 😉
        Scherzi a parte, grazie mille!
        Non conosco tutto: mi capita solo qualche volta di intuire e anche di avere le parole per dirlo: due coincidenze nella stessa situazione! 🙂
        Mentre volere che le persone che incontro, anche limitatamentet al web, stessero bene mi capita sempre. Ingenuita’ pura e dopo tanti anni non ho ancora imparato come affrontarla.
        Claire

  18. Quest’anno a casa mia ci sono stati 4 inizi di nuovi cicli scolastici su 6 figli, una buona percentuale.
    Di questi 4 ho 3 riunioni come la tua tra questa settimana e la prossima.
    Che vivo sempre più o meno come te, anche se sto imparando ad avere sentimenti più distaccati nei confronti dei professori.
    L’unica vera differenza è che negli anni comincio a fare fatica a socializzare sentendomi fuori da giro. Mi manca un po’ l’energia e l’entusiasmo per buttarmi e mi faccio un po’ tristezza da sola in questa cosa, ma conto che piano piano ci riuscirò. 😉

  19. Ciao Elasti, prima riunione fatta qualche giorno fa. Seduta in prima linea solo perchè il banco di mio figlio era quello. Ascoltavo il prof. di scrittura come si ascolta un Messia. Poi se penso che alcuni professori che avrà lui sono gli stessi che ho avuto io alle medie mi vengono i brividi. Ma tant’è. Alla fine un ciao veloce e sono fuggita anch’io come te.

  20. Io la riunione l’avrò venerdì, e sarà il panico.
    Le maestre sono sul piede di guerra con i genitori perchè l’inizio del terzo anno scolastico elementare è stato un disastro.
    Bambini indisciplinati, maleducati e aggressivi……….
    Ogni genitore non riconosce il proprio figlio in questa descrizione e quindi punta il dito sugli altri bambini e sull’inettitudine delle maestre…….
    Nessuno vuole colpe, ma tutti vogliono il bene dei bambini (MAMMA MIA!!!)
    Sarà una guerra, aiuto!

  21. …io sono una di quelle che dalle elementari è immolata sull’altare della rappresentanza di classe…ma nonostante i riccioli (che mi fanno assomigliare più a un carciofo nei pomeriggi nebbiosi di riunioni scolastiche…) sono un po’ troppo sgarrupata per assomigliare ad una diva di Hollywood! detto questo mi hai fatto commuovere: mi sarebbe piaciuto fare la rappresentante nella tua classe!!! in bocca al lupo allo hobbit grande…e a te: perché in quest’anno lo vedrai crescere talmente in fretta…che farai fatica a riconoscerlo a fine anno scolastico!!!

  22. Ecco perché ti seguo così volentieri!!! Sei conosciuta, direi quasi “famosa” eppure… riesci a essere una di noi!!!
    Splendida Elasti!!!

  23. Le mamme api regine le abbiamo anche al nido di mio figlio,se capite cosa intendo.E per i refusi,forza Elasti.Soffro di insonnia da Gennaio e ti capisco,solo che nel mio caso svegliarsi alle tre del mattino non è volontario.L’afasia peggiora col tempo,tranquilla.In compenso mai a uta una casa così linda.Ahhh (sospiro)

  24. stessa identica condizione psico-fisica: a ma toccherà il 29/10 p.v. ore 16 presso la classe 2^E…non so neanche dove si collochi all’interno del plesso scolastico…
    Ciao, Gaia

  25. eccomi! alle riunioni di classe mi presento, come ha detto qualcuno, come mamma di un bambino che si chiama con un cognome diverso. tendenzialmente nessuno mi riconosce e va benissimo così ché il mio ruolo lì è mamma di e basta. ecco, forse è questo il problema. quando hai un ruolo professionale ben definito è più facile essere disinvolti e inserire il pilota automatico. quando invece sei in altri contesti, senza ruolo, se non quello di mamma di, che dà spesso adito a maggiore autocoscienza e vulnerabilità, è più difficile. almeno, per me funziona così.

  26. Credo che la nostra mente vada avanti per abitudine. Anche se non hai ragione di sentirti intimidita o vulnerabile alla riunione, forse lo sei stata a scuola, o in situazioni simili in passato… E forse il pilota automatico impostato sulla timidezza entra in azione 🙂

  27. stessa cosa: parlare a conferenze affollate del mio lavoro mi mette meno in ansia che confrontarmi con altre mamme fuori dalle scuole.
    martedi’ riunione di prima elementare ultimo banco un po’ nascosta…ma alla fine un paio di mamme nuove amiche che ti aspettano fuori..beh mi ha fatto piacere!

  28. sto superando il panico delle riunioni di classe. E poi alle medie è tutta un’altra storia. Una riunione l’anno, i genitori non li vedi e non li senti (forse un po’ solo in prima media), non sei obbligato a socializzare, poche mail, zero gruppo whattsApp, niente capannelli fuori scuola che tanto vanno da soli. E, strano a dirsi, ma a scuola di mia figlia vengono quasi esclusivamente papà, così come sono loro a fare i rappresentanti.
    Ilaria

  29. Oh Elasti,
    vorrei che mio figlio andasse a scuola con i tuoi per creare un silenzioso, ma un po’ meno imbarazzato, capannello nerd.
    G’naa posso fà.
    Sara

  30. A me capita sempre alle riunioni con le maestre (e quindi con gli altri genitori). Eppure non sono una timida nella vita, anche perché faccio un lavoro per cui devo stare continuamente a contatto con la gente (sono farmacista). Ma gli incontri scuola-famiglia sono affare assai diverso, prima di tutto perché funzionano come madeleine, quindi ogni volta che metto piede in una classe ritorno ad essere l’adolescente imballata che ero.
    Nel mio caso, inoltre, le mamme delle compagne di scuola delle mie figlie hanno tutte 10 anni più di me e questo rende ancora più pesante il senso di inadeguatezza.

    1. secondo me dovresti essere felice di avere 10 anni di meno e gia’ le figlie di quell’eta’! e nel frattempo essere farmacista!
      almeno: io adesso sono vecchia e baccucca e se mai faro’ un figlio saro’ dieci o venti anni piu’ vecchia di tutte le mamme e i papa’ alle riunioni: va’ bene che non li dimostro neanche se mi impegno, pero’ io si che mi vergognero’, perche’ tutti penseranno ‘cosa vuoi che capisca dei giovani d’oggi quella vecchia carampana???’
      comunque l’effetto madaleine lo capisco (a me la scuola mette di ottimo umore ma altre cose mi madaleinizzano da matti!!)
      Claire

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