Nonsolomamma

come i normali

da oggi, per ben dieci giorni, l’elasti-famiglia sarà riunita, in formazione completa, sotto lo stesso tetto. mister i non andrà a lavorare a londra per un intera settimana. resterà qui, immerso nella follia dei suoi paper anticapitalistici, ma stanziale e casalingo. non ci sarà spazio per janet, la moglie inglese slavata divoratrice di patatine gusto garlic&vinegar e bevitrice di birra scura, e non ci sarà tempo per l’ancor più temibile e presente hiroshi, il co-autore e  fidanzato giapponese in infradito che si materializza a sorpresa in tutti gli angoli del pianeta, ubiquo e tempestivo come un supereroe.
per i prossimi dieci giorni saranno come i normali, quelli che si ritrovano ogni sera a cena, che non vanno e vengono come trottole, che non prendono treni da orio al serio a orari improbabili della notte, che non si parlano via skype e non comunicano per email perché possono farlo dal vero.
vedranno che effetto fa essere come i normali, sempre che i normali esistano veramente.
saranno tutti insieme, per dieci giorni. e sarà bellissimo. elastigirl ha deciso di festeggiare andando a dormire questa sera alle 19,30. da domani tutta vita. promesso.

30 thoughts on “come i normali

  1. Credo che la normalità sia un concetto davvero relativo, una splendida utopia da perseguire, se ci va.
    Dalle mie parti, anche se siamo tutti sotto lo stesso tetto, abbiamo vite trottolose, impegni lavorativi, scappa e fuggi, accompagna e riprendi, rapidi viaggi per lavoro, pericolose narcolessie, bioritmi compromessi, transumanze notturne tra letti e divano, per cui a volte ci incrociamo, parliamo di sfuggita e riusciamo a comunicare meglio per telefono. Certo, si cerca di cenare sempre insieme, ma neanche per quello c’è una garanzia… ma in fondo siamo normali, come centinaia di altri nuclei familiari. 🙂
    Bacetti

  2. Elasti, non sai quanto ti capisco..io e il mio ragazzo siamo sempre su skype (viviamo a 2000 km di distanza) e so bene quanto siano incredibilmente preziosi i momenti “normali”, quando si possono dimenticare il computer e il telefono e passare le serate insieme veramente…quindi, vi auguro degli stupendi giorno “normali”;)

      1. Si anche noi i primi 4 anni li abbiamo vissuti senza skype ma con le tessere per chiamare l’Est Europa;)

      2. Galeotto fu l’inter-rail 1995 a cui seguì l’Erasmus 1996, quando faceva figo lo star-tac Motorola “a cozza” e per collegarti a internet usavi un modem che faceva suoni strani…

  3. che gioia..
    invece per me comincia un mese (beh diciamo un mese abbondante) di genitori alternati per cui ci sovrapporremo a casa 3-4 giorni ogni 10 giorni, e purtroppo non nel w-end……diciamo che arriveremo a Natale un filino stanchi (i genitori) e un filino isterici (i figli)
    questa la nostra normalita’
    un abbraccio
    giggi

    ps per elasti: credo che da Orio partano aerei..magari si potesse sempre prendere il treno!!

  4. Eccome se i “normali” esistono: di solito sono quelli che vivono diversamente da noi. Siamo sempre a pensare che l’erba del vicino sia più verde e che quindi certe asperità o difficoltà della vita si potrebbero appianare se fossimo “normali”: cioè “diversi” da come siamo.

  5. Nel musical della Famiglia Addams, Morticia (al secolo Geppi Cucciari) dice: “come fai a dire cos’è la normalità? Ciò che per un ragno è normale, per la mosca è sciagura”

  6. Immagino la sensazione, anche io quando ho avuto la possibilità di convivere 30 giorni di fila con marito e figlia mi sono sentita “normale”. Adesso con il congedo maternità la cosa proseguirà per qualche mese… ^_^

  7. Sono anni che mi chiedano se esistono famiglie normali. La risposta, per fortuna, credo sia no: quindi godetevi la vostra normalità anormale, che è la cosa più bella che ci sia.

  8. Scusa se lo scrivo qui. Noi, la ns famiglia non sarà più normale. Mio marito è morto quasi 2 mesi fa. Io e i miei due bambini siamo rimasti soli. Oddio ci sono gli amici la famiglia allargata… però il mio Amore è morto. Ed è tremendo. Non sai che darei per un po’ sana normalità essere noi 4. Aspettare il suo ritorno a casa dopo il lavoro. Accompagnare insieme i bimbi a scuola. Viaggiare. Sorridere. Vivere. Amare. Amarsi. Salvarsi.
    Io vado avanti perché non ho scelta. ma non so se c’è la faccio…

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