Nonsolomamma

proprio una bella giornata

“tra un’ora usciamo e andiamo tutti a vedere la mostra di salgado che è un fotografo brasiliano fantastico e questo è l’ultimo fine settimana per vederlo a milano”

“ok”

“tutto bene? nessuno che brontola, protesta, recrimina, dice che la fotografia brasiliana fa schifo, che le mostre gli danno la claustrofobia, che o andiamo in centro in calesse trainato da unicorni oppure non si muove da divano, che è esaurito, stanco, troppo stravolto per uscire?”

“no. abbiamo detto ok”

“erano circa 6.000 anni che non accettavate così di buon grado una mia proposta di sabato mattina…”.

così, per l’elasti-incredulità, hanno preso la metropolitana e sono andati in piazza dei mercanti dove c’era una fila di sette chilometri per vedere salgado.

“va be’. possiamo andare a palazzo reale a vedere la mostra di chagall!”

“chagall lo abbiamo già visto nel libro del nonno”

“meglio ancora! lo conoscete già e ora lo vedete dal vivo!”

“e se invece ci mangiassimo un panzerotto?”

“dopo la mostra volentieri”

“ehi! c’è la coda anche lì! una coda di due giorni!”

“ok, avete vinto. andiamo a prenderci un panzerotto”.

così hanno mangiato panzerotti seduti in una piazza al sole e poi sono entrati in un cinema, all’ora in cui gli altri pranzano. e hanno visto un film non orribile ma nemmeno memorabile che si chiama dracula untold e che elastigirl non si sente di consigliare anche se gli hobbit sembrano avere apprezzato. e dopo il film sono andati a fare shopping di dvd a 4 euro e poi hanno ripreso la metropolitana e sono tornati a casa. “è stata proprio una bella giornata”, ha detto lo hobbit grande. era contento sul serio di stare tutti insieme. e non ha detto nemmeno una volta che i suoi fratelli lo imbarazzavano, che dovevano tutti sforzarsi di fare i normali, che la vita nell’elasti-famiglia è un’esperienza estrema come quella nella famigli addams.

sono stati bene, senza risse, senza polemiche, senza ribellioni. erano tutti di buon umore, felici di dov’erano, senza ambizioni altrove. non succede spessissimo ma quando succede è grandioso. e viene voglia di riprovarci.

la sera hanno visto maleficent. quello sì, un bel film. altro che dracula untold.

48 thoughts on “proprio una bella giornata

  1. Sarà che stanno diventando grandi, sarà che erano felici di stare con mamma, papà e fratelli, sarà il sole a Milano, sarà il panzerotto (ma a Milano li fanno bene? No, perché quello del focacciaro a Bari non ha rivali), sarà… ma quando dicono sì al primo colpo, non fanno risse e stanno bene dove stanno è veramente una bella giornata!
    un abbraccio

    1. Il panzerotto di Luini è segnalato persino nelle guide tedesche e inglesi come imperdibile.Ormai è diventato una tradizione milanese (anche se le origini sono ben diverse 🙂

  2. Ah, finalmente mi consolo! Allora capita anche nell’elasti famiglia (ed evidentemente il più delle volte) che si propone qualcosa, per di più di loro interesse e ci si sente dire di no, che è meglio restare a casa! E io che pensavo che fosse una volontà esclusiva dei miei figli che aveva come fine ultimo quello di seppellirmi viva e in casa!

  3. ma come ti viene in mente di andare a vedere una mostra con 3 bambini?
    io non ci penserei nemmeno con il mio unico di 7 anni.
    sarebbe stufo dopo 10 minuti, non capirebbe niente lui e nemmeno noi che usciremmo solo innervositi
    solo il mio è cosi?

    1. be’ sono bambini, quelli di Elasti, parecchio speciali anche perché stanno crescendo in una famiglia dove andare a una mostra è normale e lo è altrettanto sfogliare un libro di Chagall. Anche Maleficient è molto difficile per un bambino di 4 anni, ma al suo piccolo Hobbit è piaciuto. Non tutti i bambini sono uguali eh e gli hobbit, non dimentichiamolo, sono la futura classe dirigente

    2. Io ho un bambino di 8 anni che adora andare alle mostre. Il “trucco” è abituarli a piccole dosi fin da piccoli, ovviamente se piace ed interessa anche al resto della famiglia.
      Certo che se tu per prima pensi che sia una cosa pallosa o non adatta a loro, non passa certo un messaggio positivo!
      Non si può pretendere che alle elementari siano dei perfetti critici d’arte, ma, almeno per me non è quello lo scopo! Il mio intento è dargli la possibilità di scoprire l’arte a poco a poco e di formarsi i suoi gusti e la sua sensibilità.
      Poi ognuno ha i suoi metodi: abbiamo casualmente scoperto che a mio figlio piace visitare mostre e musei con le audioguide, e da allora l’audioguida è diventata un must.
      Impara tanto e diventa diligente e tranquillo, lui che normalmente è scatenatissimo!!! Ancora non me lo spiego, ma va bene così…..

      1. io non ho detto che sia palloso.
        ho detto che mio figlio di 7 anni non sarebbe in grado di apprezzare una mostra e non come critico d’ arte ma come semplice visitatore.

    3. ma hai mai provato scusa? guarda che i bambini hanno tante risorse inaspettate.. poi come ha già detto qualcuno, ora che le mostre sono ‘a misura di bambino’ con audioguide dedicate, loro non solo apprezzano, ma si divertono anche. certo, vanno educati, e gradualmente…

    4. @stella: provaci: secondo me guarderà i quadri e le opere d’arte con occhi diversi, vedrà particolari che a noi adulti sfuggono, si soffermerà su quello che piace a lui e non quello che ci viene detto dai critici.
      Certo, poi dipende molto da come viene presentata la cosa. Un po’ come quando sono piccoli e cadono, e se tu ridi ridono anche loro, ma se tu fai la faccia spaventata iniziano a piangere.

    5. Ma ci hai mai provato? anch’io la pensavo così, poi ho fatto un tentativo e il risultato è stato sorprendente! Una mostra fotografica, poi, non mi sembra così azzardata

    6. Quando avevo 2 anni i miei mi hanno portata a Firenze, non ricordo niente ovviamente ma so che agli Uffizi ho gridato “Mamma, guarda!”, e tutti a ridere, convinti che fossi scandalizzata da un ritratto di donna nuda, mentre mi sono avvicinata e ho indicato … un cagnolino. A 6 anni sono andata con loro a Parigi, ricordo ancora Versailles e il palazzo Pompidou, ovviamente i miei sono ricordi di bambina quindi ricordo gli specchi immensi, i saltimbanchi, e qualche figurante in costume. Da lì di mostre penso di averne fatte parecchie, ovviamente con un bambino è più impegnativo e non puoi imporgli i tempi e le curiosità di un adulto, ma stai tranquilla che apprezzano e sviluppano curiosità per così dire “extra-scolastiche”.

    7. Stella io non mi ricordo il primo museo o la prima mostra o la prima citta’ d’arte che ho visto! So solo che ci sono sempre andata e che sia io sia mio fratello l’abbiamo sempre considerato bellissimo! E guarda che se mio fratello era calmo e pigro io davvero nonstavo ferma neanche legata. Ma, proprio non ti so dire perche’, a vedere le cose belle ci andavo volentieri.
      Io credo che i genitori servano (anche) ad insegnarti a goderti la vita e che godere delle arti figurative sia parte di questo. E’ come quando fai assaggiare a un bambino qualcosa che non ha mai mangiato e che per te e’ buonissimo..
      Claire

  4. Concordo su tutto! Salgado foto spettacolari! Chagall, affollata ma merita! Il panzerotto di Luini è un MUST! E Maleficent mi ha fatto riconsiderare la favola della Bella Addormentata! Impegni permettendo, dovresti provarci il venerdì pomeriggio…

  5. Sono d’accordo con chi Ti ha invitato a provare Stella: anch’io ero scettica, poi il mio piccolo, credo in seconda elementare, è stato in visita guidata con la classe alla ns galleria di arte moderna e io li ho accompagnati.. Certo non più di 30-40 minuti, ma con qualcuno che sappia raccontare cose adatte a loro o con una bella audio guida magari su ipod, da gestire in autonomia… Anche loro apprezzano e non si annoiano! E magari succede come al mio, che invitato a lasciare un commento sul libro dei visitatori ‘grandi’ alla mostra su renoir… Ha scritto tutto orgoglioso ‘bella, ma corta’ 🙂

  6. Secondo me pure Salgado vi invidia i panzerotti di Luini…………..
    Io ho visto “Smetto quando Voglio”, ma vorrei non averlo fatto. Brrrr!

  7. “Smetto quando voglio” l’ho visto con una collega e concordo che tutta la prima parte è difficile da digerire per chi ci si trova in mezzo. Poi prende un ritmo stile “Gatto nero, gatto bianco” e per me è stato uno spasso. Spero che qualcuno mi regali il DVD per Natale 😉

    p.s. Fuori tema

    Elasti vorrei fare una domanda a te e magari a quante qui hanno provato qualche baby-sitter e/o ragazza alla pari.
    Sto cercando di informarmi appunto su una ragazza alla pari, avrei anche trovato una persona che mi sembra carina e in gamba, quello che mi ha mandato improvvisamente in crisi è che finito il suo periodo questa persona dovrà partire e già mi sento nelle orecchie il rimprovero di chi mi accusa che espongo mia figlia all’esperienza dell’abbandono. L’alternativa per noi sarebbe di nuovo rendere la casa uno “squat” per i nonni che si alternano, ma abbiamo già provato e sinceramente non muoio dalla voglia di ripetere l’esperienza, primo perché mi incasina personalmente, secondo perché appunto è lì che è iniziata la sindrome dell’abbandono ogni volta che un nonno deve ripartire, quindi ho pensato che sarebbe meglio una soluzione che aggiunge una persona – la Stellina avrebbe noi (2+1 neonato), una cara amica sua coetanea, un’altra famiglia con quattro bambini con cui giocare, una maestra con cui si trova bene, i nonni che vanno e vengono la domenica, più una tata che in realtà starebbe soprattutto con lei.
    Elasti posso scriverti in privato? O chi altro volesse comunicare con me sull’argomento mi scriva all’indirizzo closethedoor_2004@yahoo.it

    1. Non è abbandono, è esperienza, crescita, vita.
      Credo piuttosto che sia utile imparare che ci sono persone che ci hanno accompagnati per un tratto della nostra vita lasciandoci qualcosa.
      Pensaci, in fondo è un’esperienza che conoscono, anche le maestre si cambiano e di quelle che hanno fatto felicemente parte della nostra vita, si hanno solo splendidi ricordi.

    2. close! certo che mi puoi scrivere in privato. comunque, se magari può essere utile ad altri, nella mia esperienza l’attaccamento alla ragazza alla pari non è nemmeno vagamente equiparabile a quello per i nonni ma nemmeno per una tata che frequentano per anni. io sono rimasta sconvolta per ben due anni, quando è partita eliza, con cui stavano bene, giocavano tanto e hanno convissuto per vari mesi ogni volta, loro non hanno fatto una piega. io ero devastata e loro tranquillissimi. credo che se i bambini hanno affetti solidi, sanno distinguere molto bene chi è di passaggio e chi invece fa parte di un nucleo di affetti più solido. quindi secondo me anche da questo punto di vista la ragazza alla pari è ideale.

      1. Grazie di cuore CiurmaMom ed Elasti !!! Vedendo le piccole tragedie per i nonni prima e l’amica del cuore poi, mi faccio venire mille paturnie – è rassicurante sapere che non è automatico.

    3. Close quando se ne andava la ‘donna di servizio’ (cosi’ la chiamavano, di fatto era una ragazza che viveva con noi e andava a casa solo il week end) io e mio fratello la ricordavamo con gioia, cercavamo di vederla ancora e di andarla a trovare, ne parlavamo per anni e anni e anni dopo… ma MAI sindrome da abbandono! :O
      Una e’ diventata mia ‘mamma di latte’ e i suoi figli ‘fratelli di latte’ e ci vediamo ancora ora ma non ricordo disagio o senso di perdita quando se ne e’ andata (eppure e’ stata con me 5 anni a partire dalla mia nascita e la chiamavo mamma…)
      E’ come quando muore un cane: molti genitori nascondono il fatto ai figli ed invece e’ il primo incontro con la scomparsa di chi e’ caro e puo’ servire a capire molte cose…
      Claire

  8. C’ero anche io in fila da salgado:)
    Mi sono fatta 4 ore di fila ma alla fine ne è valsa davvero la pena!!
    (Certo, io ero da sola…)

  9. Bella la mostra di Salgado anche se io non ho portato la mia di 9 anni (in realtà soprattutto per godermi una giornata libera e…risparmiare qualche soldino) Però l’ho portata alla mostra di Leonardo sempre a Milano e le è piaciuta molto e quest’anno a Roma ai musei vaticani con audio guida dedicata era entusiasta ed attentissima. Credo che occorra trovare l’approccio giusto a mostre e musei, cercando il livello adatto a loro.

  10. Ah ah ah bello sapere di non essere soli a sorprendersi dell’alchimia dell’uscita senza intoppi. La prossima volta (dubito che ce la farai a convincerli) prova a fare un salto da Segantini, sempre a Palazzo Reale… a sei mesi da Expo farai un salto nel paradossale… non ci sono audioguide per bambini (io lo diedi per scontato e ci andai con tre figli)…e ti domandi perchè, puoi lasciare l’ombrello e le borse ma non le giacche, e ti ridomandi perché e se sei fortunata potrebbe capitarti, come a noi, che uno degli inservienti che paiono istallazioni nelle sale dal nulla che solitamente fanno, si rianimi all’improvviso per redarguire in maniera inquisitoria una coppia di ragazzi che si baciano davanti ad un quadro…. Segantini nel Medioevo… imperdibile!! E per l’ultima volta ti domandi perchè…

  11. Con i miei grandi non ci sono stati mai problemi. Li ho portati da piccoli per mostre e musei e hanno sempre partecipato attivamente, ricercando somiglianze e facendo paragoni. Col piccolo pensavo fosse un’altra storia: troppo impaziente, troppo attivo, troppo incapace di star fermo…e poi l’ho portato ai Musei Vaticani, con in programma solo un giro veloce con tappa alla Cappella Sistina. E qui la sorpresa: non solo non si è annoiato, ma guardava tutto con attenzione…riconoscendo le divinità egizie e chiedendo informazioni su tutto. Arrivati, dopo il giro completo, alla Cappella Sistina gli ho chiesto se fosse stanco .La sua risposta è stata: “Quando si vedono cose belle non ci si stanca”. Forse siamo noi ad essere poco fiduciosi nel potere della bellezza.

    1. ‘quando si vedono cose belle non ci si stanca’
      quanta saggezza! e’ meravigliosa!
      spero proprio che tu sia orgogliosa di lui!
      Claire

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