Nonsolomamma

creature della notte

fa il turno di notte. e sorride, con una dolcezza pacata e una professionalità accudente. è alta, ha spalle larghe, occhi chiari e liquidi e una bocca carnosa. è solida, giunonica, quasi maestosa. è composta e regale. abita le tenebre come se le appartenessero. difficile immaginarsela alla luce del giorno, in mezzo alla folla, alla cassa del supermercato, su un autobus all’ora di punta.
chissà come passa tutte quelle ore, quando non arriva nessuno e resta sola? chissà se ha paura nelle ore piccole, di starsene lì, in quell’edicola illuminata, alla mercè di chiunque? chissà come si difende se qualcuno la importuna? magari invece non ha alcun bisogno di difendersi perché la notte è un posto meno minaccioso di quello che pensa chi non la frequenta con assiduità e attenzione. o forse ha compagnia, solo che non si vede.
ascolta la radio. a volte sbuffa perché quella musica non le piace. ma non cambia mai.
è riservata e misteriosa. a elastigirl piacerebbe parlarci, per squarciare quel velo algido e altero che la ricopre, come il mantello di una regina.
“la settimana prossima non ci sarò e nemmeno quella dopo ancora”, le ha detto un mattino, alle 4,40.
“ma come? perché? e io come…”
“vado in vacanza. alle canarie! ci sarà un ragazzo a sostituirmi”. e gli occhi si sono illuminati come quelli di un bambino. poi si è fatta seria. “ecco i tuoi giornali. buona giornata!”, ha aggiunto ricomponendosi e ricacciando dentro quel poco che aveva concesso.
strano dispiacersi per la temporanea assenza di qualcuno che si conosce appena. strano sentirsi improvvisamente e stupidamente smarriti, come se si spegnesse improvvisamente un faro in mezzo al mare.
elastigirl ogni mattina, prima dell’alba, va a comprare i giornali in un’edicola notturna. arriva, parcheggia la macchina al marciapiede accanto, scende, ritira la mazzetta e scappa via, al lavoro. ma vorrebbe che ci fossero più tempo e più parole.
perché di notte, quando è buio e non c’è nessuno, basta poco per diventare compagne di viaggio, anche solo per un minuto ogni giorno.

34 thoughts on “creature della notte

  1. A me viene in mente il titolo di una raccolta ortesiana “Il mio paese è la notte”… spero che la tua edicolante legga questo blog: l’hai fatta diventare “regina della notte”, dovrebbe essertene grata. Quanto alle Canarie…beata lei!

  2. Bellissimo !!! Oltre alla vita notturna c’è forse anche lo spaesamento iniziale di dover prendere nuove abitudini, cambiando fascia oraria in questo modo, è un po’ come se avessi cambiato città. Dai che due settimane passano in fretta 🙂

  3. oh che bello questo post. Mi ha ricordato il mio caro giornalaio padovano che avevo sotto casa durante l’università. 2 minuti fissi di compagnia ogni giorno. Scendevo in pigiama a comprarglieli e si scomponeva solo quando mi vedeva vestita. Mi teneva Xl di Repubblica nascosto dietro ai porno per fare il burlone. Se n’è andato 1 mese dopo la fine dell’Università e la notizia è stata una strapazzata al cuore…

  4. Quando ero studentessa frequentavo molto la biblioteca comunale e parcheggiavo la mia bicicletta in un garage gestito da un vecchietto basso con un gran pancione, mangiava e beveva in abbondanza. Tutti i giorni ci salutavamo con poche parole e qualche sorriso.Quando una mattina non l’ho trovato al suo posto mi sono fatta un gran pianto e mi sono sentita abbandonata. Lui era diventato per me una persona amata.

  5. Mi piace questo modo un po’ folle che hai di approcciarti agli sconosciuti. Mi assomiglia molto. Mi fa sentire meno sola e meno “strana”

  6. Mi hai fatto ricordare il rapporto che si era venuto a creare con l’ometto del bar di Padova dove ogni mattina facevo colazione. Quando mi hanno offerto l’opportunità di tornare a casa, lui l’ha scoperto a seguito delle battute di un amico, e da quel momento la mia colazone mattutina comprendeva anche almeno 25 minuti di cjiacchiere con lui

  7. ho sempre incontrato edicolanti malmostosi. Perfino davanti a un biondino sotto il metro che tende una mano per prendere la mazzetta delle figurine il loro sguardo rimane ostile o, nei casi migliori, ottuso. Mi hai fatto fare pace con la categoria

  8. Io credo che in qualche modo per il baristi e gli edicolanti anche noi clienti facciamo parte del buongiorno del mattino!
    Logicamente non si ricordano di tutti e non possono attaccare bottone con tutti, pero’ credo che ci sia una sottile simmetria fra quel che vediamo noi in loro e quel che vedono loro in noi, fra la loro scelta di fornire un servizio al mattino presto, il primo della giornata, e il nostro bisogno di essere gentili con loro.
    E credo che sarebbe bello farlo sapere loro, anche se sono convinta che se ne accorgano da soli, dell’importanza che il loro primo saluto ha per noi.
    Io appuntamenti fissi quotidiani al mattino li ho avuti solo per 2 anni, con il barista dell’Eurostar Bologna-Milano! Una volta sono stata assente per due settimane e al ritorno l’ho trovato preoccupato! Il buffo e’ che – tecnicamente – se mi chiedevano ‘dove prendi il caffe’?’ non potevo manco rispondere ‘al solito posto’ 😀 il solito posto dove si trova, in un punto x fra Modena e PIacenza??
    Voto anche io, come Ciurmamum, per far leggere il post all’edicolante di Elasti appena torna!
    Claire

  9. grazie a tutti leggo dopo 2 aNNI QUESTO ARTICOLO,la mia vita e cambiata non sono piu edicolante mi sono trasferita in gran canaria e ho aperto un discopub ,lindabellabar un grande bacio dalla vostra ex edicolante notturna laurajj mariani

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