Nonsolomamma

mai fatto prima d’ora

non era mai stata a berlino. in tedesco sa dire wunderbar, danke, sacher torte e pochissimo altro. non aveva mai fatto una trasferta radiofonica e non aveva nemmeno un’idea chiara di che cosa significasse in pratica. si era anche dimenticata che il 9 novembre è l’anniversario della caduta del muro.
e poi aveva sonno. ma negli ultimi due mesi ha sempre sonno quindi non conta.
così è partita, come partono i bambini, con l’entusiasmo fiducioso dell’ignoranza, ma anche come partono le chiocce, con la riluttanza diffidente e pavida di chi non vuole lasciare il nido.
è partita senza guida della città, senza piantina della metropolitana, con le idee confuse e l’ambivalenza di chi si lascia portare.
è partita, con i suoi nuovi colleghi, per l’anniversario numero 25 di quello che qui chiamano il mauerfall. è partita con la trepidazione di chi va in gita scolastica.
e ha vissuto i due giorni lavorativi più folli e intensi di cui abbia memoria.
ha visto pezzi di un posto bellissimo in cui deve assolutamente ritornare con calma.
ha visto una città invasa, festosa, accogliente, gremita di berlinesi, non berlinesi, dell’ex ovest e dell’ex est, di francesi, americani, inglesi, coreani, giapponesi e molti altri. e ognuno aveva l’aria di pensare che, almeno un po’, quei ricordi, quelle celebrazioni, quella festa fossero anche un po’ suoi, perché in fondo la storia appartiene a tutti e alla storia appartiene buona parte della pasta di cui tutti sono fatti.
ha ascoltato peter gabriel che faceva le prove su un palco vuoto e un’orchestra intera accanto che suonava per lui. ha preso a picconate un pezzo di muro e non è riuscita nemmeno a scalfirlo. fosse stato per lei, nemmeno una scheggia di muro sarebbe mai caduta. ha guardato il fiume scorrere, ha visto il cielo sopra a berlino e si è emozionata parecchio, ha incontrato una mongolfiera nel cielo stellato e anche una luna piena. ha sentito l’odore delle salsicce e della metropolitana, ha ascoltato un signore altissimo con i baffi e lo sguardo sognante raccontare dov’era, 25 anni fa, mentre sua moglie piccoletta tirava su con il naso accanto a lui. ha chiacchierato con i membri ragazzini di un’orchestra europea che dicevano che, se il muro non fosse caduto, la loro orchestra non sarebbe esistita e il loro destino sarebbe stato diverso, anche se loro, nel 1989, non erano nemmeno nei pensieri dei loro genitori.
ha visto il percorso del muro ricreato con 8.000 palloncini illuminati che dovevano essere lasciati liberi di volare domenica sera. ha assistito a una lezione di liberazione del palloncino perché i tedeschi sono un popolo preciso e, quando fanno le cose, le fanno con cura. ha visto un palloncino volare, esattamente nel momento giusto. e non si è commossa solo perché era troppo preoccupata di fare disastri.
ha dormito in una camera di albergo tutta rosa e, quando gli hobbit l’hanno vista in fografia, sono inorriditi e hanno chiesto se fosse la casa dell’orrida dolores umbridge di harry potter. in realtà era bellissima.
ha imparato milioni di cose e ne dovrà imparare ancora miliardi. ma le cose nuove danno le vertigini e qualche brivido salutare lungo la schiena. e va bene così.
ha anche mangiato semi di zucca, di lino, di girasole e la zuppa di pesce. e avrebbe potuto, alle cinque di mattina, nello studio radiofonico in cui sono stati ospiti dentro un centro commerciale deserto, rimpinzarsi di pane, burro e marmellata preparati da un’amabile signora di nome venera, o di una torta marmorizzata appositamente confezionata da frank, un accudente energumeno.
ha preso parecchio freddo, si è soffiata il naso 8.746 volte, ha riso moltissimo, ha camminato con il naso all’insù, ha avuto la conferma che, anche nei lavori tutti nuovi e inesplorati, i colleghi possono diventare amici e persino affetti.
è stato bello, anche se – o forse proprio perché – prima d’ora, non aveva mai, ma proprio mai, fatto nulla di simile.

38 thoughts on “mai fatto prima d’ora

  1. Ho visto le foto di Facebook della vosta trasferta. Berlino è meravigliosa: solo dopo esserci stata capisco perché la gente ci torna spesso.
    Spero tu ci possa tornare in vacanza con la famiglia: bici per tutti e via per la città su due ruote.

  2. Io invece ho trascorso un tranquillo week end casalingo con il mio fidanzato tedesco: abbiamo appeso in salotto i quadri nuovi che ci siamo regalati per i compleanni, abbiamo fatto 8746 lavatrici, abbiamo mangiato frittelle per brunch, il Crucco ha letto a crepapelle un libro lunghissimo che si era comprato a Monaco…
    … e solo ieri sera, con gli occhi umidi, mi ha detto: ‘Sai, oggi e’ un giorno molto speciale, per noi nati nella Germania dell’Est!’ :O

    e solo allora ho capito che, se, quella sera di 25 anni fa, il Muro non fosse caduto, il Crucco non sarebbe mai e poi mai venuto a lavorare ad un progetto europeo a Oxford e non sarebbe mai arrivato fra le mie braccia…

    e ho anche capito che se io ho visto Berlino prima della caduta del Muro e se la mia amica Susanne quella sera cantava nel coro commosso ed incredulo dei diciottenni che il Muro l’avevano vissuto, sofferto ed anche saputo distruggere, forse era tutta una preparazione a cio’ che sto vivendo ora…

    ci sono film che ti raccontano della macchina del tempo, ed altri di supereroi e superpoteri, ma noi quarantenni non ne abbiamo bisogno: noi che viviamo nel sogno europeo di chi, 25 e 50 anni fa, ha cominciato ad abbattere muri e ad unire paesi nemici fino all’ultima grande guerra e a cambiare l’orizzonte geopolitico come un pittore…

    Claire

      1. :O grazie! oggi mi sento felice come una bambina
        e lui fa il burbero e mi piglia in giro: dice che, ragionando cosi’, se il meteorite non avesse colpito la terra ora avrei un Velociraptor come animale da compagnia, invece della levrierina… 😀

  3. Io so dire anche shatzi!!
    che entusiasmo!! Brava elasti, mi complimento con la chioccia che ha lasciato il posto al bambino che è in te!!!

  4. berlino è un gran posto. io ci ho finalmente portato i miei figli quest’estate di ritorno dalla danimarca. non potevamo proprio passare di lì senza fermarci, no? mio figlio piccolo ha proposto di comprare una casa a berlino, il grande ha visto cose che oggi ritrova sui sui libri di scuola. insieme ci siamo divertiti, commossi, emozionati, entusiasmati. perchè berlino è per tutti, grandi e piccoli. ogni volta è una fantastica scoperta. ci torneremo perchè con berlino non è mai un addio!!!

  5. negli ultimi anni ho fatto parecchie trasferte di lavoro, quasi tutte in Inghilterra, a volte eravamo solo 2 colleghe, altre eravamo anche in 10, ma lo spirito rimane quello di una gita scolastica, uscite dall’ufficio ci rimaneva qualche ora per fare due passi nel paesetto umido dove stavamo, per assaggiare birre e per colazioni con uova e salsiccie, per scappatelle al supermercatone a comperarci orecchini con la bandiera inglese per festeggiare i 60 anni di regno della regina, o per crollare di sonno e risarella all’aereoporto di Liverpool sotto il ritratto di George Harrison e dei suoi baffoni…

  6. Sarà, ma a me Berlino non piace; troppo vuota, troppo fredda …
    Oramai ci vado ogni due mesi a trovar mio figlio che ci si è trasferito per lavoro e ci vive con una ragazza tedesca: l’ho vista di primavera, d’estate, d’autunno e la vedrò d’inverno ma l’unica cosa che mi ha colpito e commosso è il Sowijwtisches Ehremnal di Treptower Park. altro che Mitte, Spree ecc.

  7. Io ho portato la famiglia a Berlino questa estate. A dire il vero è stata un’idea del marito, io, come molti, ero prevenuta.
    Ho trovato una città a misura di famiglia, pulita, ordinata e profumata, piena di giovani con tanta voglia di riscatto. Una città accogliente con un passato pesante che non cerca di nascondere ed un futuro fatto di innovazione e di sperimentazione. Ho invidiato i tedeschi, loro la speranza di un migliore, al contrario di noi, ce l’hanno…

  8. Che invidia!!! Amo tantissimo Berlino, è in assoluto una città da vedere e da vivere. Ho mancato i festeggiamenti per il venticinquennale, spero facciano qualcosa anche per il trentennale in modo da poterci portare anche mio figlio. Più che altro volevo farti una curiosità: ok che per te era un week end di lavoro, ma perchè non ti sei portata dietro anche gli hobbit e la ragazza au pair?? Era sicuramente un’occasione unica…

  9. E io ti ho vista suonare con trasposto il piatto di una batteria!

    Mitica…che hai riso moltissimo si vedeva e ho riso anche io a guardarvi…anche se ho dovuto proteggere le mie orecchie disattivando l’audio! 😀

  10. Vi ho visti su FB , guardando le celebrazioni in tv quando i palloncini sono partiti, ci siamo proprio chiesti se fossero semplici passanti a far partire i palloncini o ci fosse qualche software, finché la telecamera non ha inquadrato per qualche secondo un palloncino che non voleva saperne di partire e veniva scosso da qualcuno in basso come un soffione 😀 Allora ho capito che erano i semplici passanti e sì, la leggendaria precisione tedesca è stata confermata.
    Elasti mi emossioni con le tue prime volte, e anche Claire con gli incontri segnati dalla storia !

      1. Rossella, ti abbraccio! Anche il mio amore stava nascosto dietro il Muro (ma era piccino ed i suoi racconti sono quelli di un bimbo da 0 a 8 anni – compreso quando l’han preso da parte a scuola e l’han spostato in un’altra scuola perche’ era bravo :O PROPRIO come nei MIEI peggiori incubi sul Mondo dell’Est)
        Tieni duro: Nessun Luogo E’ Lontano, come scriveva Bach: certe persone ti scaldano il cuore e ti mettono inmoto il cervello anche a 9mila km di distanza..
        Claire

  11. Lanciarsi in esperienze mai vissute prima e bellissime, volare con ali nuove e guardare il mondo con lenti diverse. Essere parte della storia, sentirsi per un momento al centro del mondo.
    Tutto in un paio di giorni… favoloso!

  12. Aspettavo con ansia questo post! Ho visto tutte le foto di facebook da un profilo non mio!!! Quanto ho riso per la foto col caschetto e trapano!!!!! Veramente SUPER !!!!
    Ps, lacrime lacrime e ancora lacrime per la camera di Dolores 🙂 🙂 🙂

  13. secondo me Berlino è un po’ come il Salento. Va di moda e fa fico sia sognare di andarci che andarci sul serio, e pur capendo mediamente una parola su dodici (perché il tedesco è una lingua difficilissima e io che l’ho studiato all’università mi viene da spararmi ogni volta che metto piede in Germania), dire che è bellizzzzzima e che c’è un’aria speciale e che ci si diverte tantisssimooo.
    Bohhhhhhh de gustibus, ma dove la vedete tutta ‘sta bellezza?!?!? E’ una città distrutta dai bombardamenti e poi rimasta congelata per 40 anni. Adesso è un cantiere e non si capisce bene cosa verrà fuori. Si è vero è piena di giovani e di bei locali, ma rimane il problema della lingua di cui sopra che non è di poco conto se vuoi socializzare. Si è vero ci sono i Berliner Philarmoniker e forse varrebbe andare solo per quelli.
    Ecco diciamo che mi sono emozionata nell’Unter den Linden e anche alla Brandeburger Tor ma lì già dopo 5 minuti mi è venuto l’impulso di invadere la Polonia 😉
    Altra storia Potsdan che quella si è bellizzzzima con Sans Souci e il Neue Palais e Federico il Grande e gli Hohenzollern e tutto il resto.
    E Dresda che mi ha commossa per lo splendore ancora un po’ brunito dalle bombe. E per la GemaldeGalerie che quella si è da farsi venire giù le lacrime.
    Infine se proprio volete andare in Germania ed essere veramente, ma veramente originali, vi consiglio una zona che è fuori dai circuiti turistici ma è davvero bella, la Turingia.
    La regione era un po’ a est e un po’ a ovest ma adesso si sono messi in pari anche di là ed è tutto perfetto. Pulito, meraviglioso, ordinato (ecco a Berlino l’animo ordinato del tedesco si perde un po’) pieno di verde, giardini, parchi e boschi, pieno di castelli, pieno di luoghi storici (a Jena c’è da vedere il luogo, o meglio i luoghi della battaglia napoleonica) e città bellissime come Coburg e Weimar dove c’è una biblioteca barocca incredibile voluta da una duchessa illuminata e forse amante di Goethe. Ma forse erano solo molto amici. 😀

  14. Sono stata a berlino poco più di un anno fa circa e tu l’hai descritta benissimo….é una città che mi é sembrata una sfida, é insieme sporca poetica rumorosa discreta invadente giovane e vecchissima spensierata e ferita. Forse va vissuta tutta in blocco e lasciare che ci attraversi come vuole, assaporando tutto insieme come hai descritto tu:)

  15. Che bello, vorrei andare anch’io a Berlino una volta…ricordo che quando il muro è caduto ero a casa a fare i compiti (scuola media?) e guardavo in tv quello che stava succedendo…quanti anni sono passati…

  16. A me Berlino, adesso, non piace! Invece quando l’ho vista nel 1985 (Berlino Ovest) mi era piaciuta tantissimo!
    Ma non posso dire niente perche’ e’ la citta’ del Crucco 😀
    (Una volta sono stata una settimana a crogiolarmi sul divano mentre lui badava ai propri affari, invece di andare a visitarla come previsto 😉 )
    Altra cosa e’ la socializzazione: per me e’ davveeo splendida, a misura umana e piena di cose da fare e di posti dove andare, ma ancora una volta per me e’ diverso perche’ il Crucco c’ha tutti i suoi amici…
    Ah, io di tedesco non capisco una mazza e so solo dire CANE in tutti i suoi sinonimi dal piu’ vezzeggiativo al piu’ dispregiativo!
    Claire

  17. Io ero a Berlino due mesi prima del crollo, ti sentivi come in una bolla pazzesca, piena di ragazzi di ogni parte del mondo, chiusi in un recinto che in realtà li faceva sentire ancora più liberi.
    poi quelle immagini, vedere che stava accadendo ciò che fin’ora non era nemmeno possibile immaginare, una gioia pazzesca, infinita, proprio in uno dei momenti più bui della mia vita
    GG

  18. Mamma che lacrime…
    Elasti e Claire va bene che sono incinta e gli ormoni fanno la loro parte, ma non si fa così!!!!!
    Non si possono scrivere post così ironici/amorevoli/fantastici!!!
    È anticostituzionale!!!
    Io ero una bimba quando hanno abbattuto il muro e ho pianto tanto allora come oggi.. perchè??? Mah…

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