Nonsolomamma

vita diurna e notturna di coppia

lei è andata a dormire alle 21,20, dopo avere saputo che, a causa dell’esondazione del fiume seveso che scorre praticamente sotto casa sua, la scuola dello hobbit di mezzo sarebbe stata chiusa oggi. ha perso i sensi mentre il medio ululava la sua gioia al mondo, mentre il grande e il piccolo si consumavano in una livorosa invidia che probabilmente, a un certo punto, quando lei ormai era incosciente, è sfocciata in liberatorie e vendicative mazzate contro il fratello.

lui è arrivato all’una di notte, di ritorno da londra. ha aperto la porta e acceso la luce con gran clamore e poi ha trascorso la successiva mezz’ora a lavarsi rumorosamente e vigorosamente i denti in bagno. lei lo ha sentito, salutato e gli ha comunicato farfugliando le ultime notizie su fiumi esondati e scuole inagibili.

lui, strutturalmente inquieto, intorno alle tre, non riuscendo a dormire per cause ancora ignote, ha abbandonato il talamo per trasferirsi sul divano in sala.

lei, alle 4,10, si è sentita morire al suono della sveglia (ci si abitua a un certo punto? la risposta esatta è sì. astenersi altrimenti) ma, con uno sforzo sovrumano e certamente gravemente nocivo per la salute, si è tirata su.

lui, alle 4,20, si è trasferito dal divano al lettone.

lei, alle 8,30 – ben prima rispetto al solito, temendo il terrificante fenomeno del “traffico post esondazione quando il sindaco dice di non prendere l’auto ma tutti la prendono lo stesso” – è rientrata a casa. lui dormiva ancora mentre lo hobbit di mezzo, in pigiama, giocava a risiko contro se stesso. lei ha accompagnato un furente hobbit piccolo a scuola (“pelché io devo andale e mio flatello no? non è zusto”). è tornata e ha fatto colazione con uno hobbit di mezzo che cantava garrulo mangiando cereali. e ha constatato con sconcerto che, dentro uno hobbit di otto anni piuttosto magretto, può entrare una quantità di latte e cereali sufficiente per tre pasti del battaglione san marco.

lui, alle 9, è riemerso dalla stanza da letto.

lei, alle 9,30, è andata a dormire.

lei si è svegliata alle 11,30, quando lui stava uscendo per andare in piscina.

all’ora di pranzo lei aveva un appuntamento di lavoro. lui è rimasto a casa a parlare via skype con il suo co-autore e fidanzato giapponese, hiroshi.

come dimostra questa fedele cronaca, la vita di coppia, diurna e notturna, non sta traendo grandi benefici dalla nuova organizzazione dell’elasti-vita.

 

ps di servizio. domenica 16 novembre, alle 15, a expo gate in piazza castello a milano, elastigirl parteciperà al’incontro “il libro che mi ha nutrito”, nell’ambito di “assaggi di women for expo”. qui i dettagli.

30 thoughts on “vita diurna e notturna di coppia

  1. Ci si abitua. La differenza di fuso si recupera un’ora al giorno per cui se fossi andata a vivere in Australia ormai saresti abituata, ma qui è diverso perché gli altri, purtroppo, si ostinano a vivere con orari discordi dai tuoi.
    Però, con 6 ore di sonno, alla fine ti adatti e riesci persino a trovare spettacolare pedalare nella notte nella città deserta ed avere il tempo di essere davanti al cancello quando escono da scuola. Devi diventare inflessibile sugli orari, non alle 21.30 che è impossibile, ma dalle 23 alle 4 hai fatto 5 ore che ti permettono di partire non stanca, poi ne fai altre due dalle 10 alle 12 e a quel punto puoi essere quasi normale …. per due anni è stato così e alla fine mi è spiaciuto tornare nel traffico delle 8 del mattino e non disporre più dei pomeriggi … un abbraccio

  2. Si, vero. Anche noi pressappoco siamo così :(. E’ il prezzo che si paga a sposarsi con giornalisti, medici, professori, ma anche poliziotti, marinai, vigili del fuoco… insomma, tutti quelli che hanno grandi passioni a sostegno del proprio lavoro alla fine sacrificano un po’ della vita di coppia. Ma – se ci pensiamo bene – sono anche quelle passioni che assorbono così tanto che ci fanno amare chi ci sta accanto. 😀

  3. Incrociarsi sulla soglia, tra una transumanza letto-divano e divano-letto, scambiarsi poche battute tra un pensiero e l’altro, tra un impegno e l’altro, problemi da risolvere, vite da organizzare, bollette da pagare… e così via. Resistere e un’impresa ardua.

  4. Se ti può consolare, anche io e mio marito spesso ci incrociamo pochi minuti in una giornata, e nessuno di noi due lavora di notte…a volte penso che il nostro matrimonio duri proprio perché ci vediamo così poco

    1. 😀
      Il mio amico ha sposato una tedesca: dice che era l’unica ragazza con cui e’ riuscito a stare per piu’ di qualche mese ‘probabilmente perche’ non capisce cio’ che dico’ aggiungeva ridendo
      Claire

  5. Ci passiamo il testimone sull’uscio della porta e raramente riusciamo a darci la buonanotte prima di crollare distrutti in un sonno che aspira ad essere ristoratore, ma per ora è solo singhiozzante, interrotto dai richiami della bambolotta…

  6. Sì, ci si abitua.
    Alla sveglia alle 4 dico.

    Ci si abitua, e non perché hai detto di astenersi dal dire il contario, sai bene che non lo farei mai. 😉

    Ci si abitua.
    Parola.

  7. si ci si abitua ma la coppia ha bisogno di stare insieme….senno’ ci si innamora di un altro/a…abbiamo bisogno di amare e di essere amati…
    insomma si lavoro figli ma bisogna ritagliarsi momenti per stare insieme!!!

    1. Elasti: se ti dai gli appuntamenti con l’Hobbit Medio perche’ non te li dai con Mister I?
      (ho capito che e’ ridicolo ma a mali estremi estremi rimedi)
      Claire

  8. anche noi! anche noi!
    anche noi transumiamo incrociandoci nella notte, spinti da lavoro arretrato o da insonnie anticipate, anche noi abbiamo – come il cane – una cuccia con coperta e cuscino in ogni stanza, che non si sa mai, anche noi ci lasciamo messaggi su acquisti da fare e bisogni intestinali del cane…
    pero’ abbiamo l’enorme vantaggio/svantaggio di fare lo stesso lavoro e lavorare nello stesso posto!
    il che significa che non puoi mandare a cagare il suo lavoro perche’ e’ anche il tuo, che non puoi imprecare quando il venerdi ha il turno di sera o il lunedi quello all’alba perche’ la settimana prossima magari ce li hai tu, e che a pranzo hai l’innegabile privilegio di masticare tortiglioni stracotti insipidi seduta alla scrivania di qualcuno di vagamente familiare che lappa una vasca di quark con 5 bustine di zucchero mentre legge spiegel on line… 😀
    ma concordo che sono anche la mia e la sua passione lavorativa che ci uniscono…
    Claire

  9. Che bello non siamo pazzi alieni allora! A me piace tanto che quando ci si incrocia gli occhi scintillano ancora e ogni abbraccio e bacio rubato siano bellissimi. Certo che ogni tanto un po’ di banale routine…

  10. Mio marito si alza alle 2.30 per 8 mesi all’anno da 23 anni. Niente ferie e niente giorni liberi da ottobre a maggio. Quando lui rientra a casa io esco, quando io arrivo esce lui. Praticamente ci incrociamo soltanto per tutta la settimana. Eppure resistiamo da 14 anni… Dai dai, ci va giusto un po’ di rodaggio!!! Courage

  11. Com’è che mi rivedo in ogni dettaglio di questa cronaca (a parte l’insonnia del marito che qui viaggia a ore improbabili da divano a letto dormendo) pur alzandomi solo alle 6.40? Acc!! In ogni caso: solidarietà!

  12. pero’ a me mio moroso manca!
    quando non vivevamo assieme ci si vedeva di piu’, perche’ era, come si dice?, tempo di qualita’: in pratica ci si vedeva per ‘uscire’ e basta!
    adesso fra casa e lavoro si sta spesso nello stesso posto, e’ vero (anche se non sempre nello stesso momento :D), ma mica si puo’ guardarsi negli occhi e dire stupidate!
    quando gliel’ho detto mi ha guardata come se fossi un’aliena…
    .. e’ proprio crucco!!! 😀 😀 😀
    Claire

  13. La giornata a casa è stata salutata con entusiasmo anche dal mio grande. Io ero a casa perché non stavo bene, quindi non sono stata una grande compagna di giochi. Abbiamo parlato, letto insieme sdraiati sul lettone, guardato un po’ di tele… la mia sorpresa quando è rientrata la sorellina e lui l’ha accolta con un ” ho passato una giornata bellissima e divertentissima con la mamma… non sai cosa ti sei persa”….
    :-O

    1. .. e meno male che non stavi bene! 😉
      Complimenti! sono cose che riconciliano con tutti i propri sforzi, detto dalla voce dell’innocenza, poi..
      Claire

      1. eh, ma io mi sono sentita un po’ una schifezza: davvero non avevamo fatto proprio niente… nemmeno giocato a Cluedo!
        Ho pensato che era una cosa rara che lui stesse con la mamma e la mia sola presenza lo abbia reso felice….

        e mi sono sentita infinitamente in colpa…
        di nuovo!

    2. ma magari quello che vuole lui e lo fa star bene non e’ quello che pensi tu 😀
      fidati della voce dell’innocenza e non farti prendere dall”ossessione per il parenteering’ di cui parlavamo qualche (molti?) post fa!
      Claire

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