Nonsolomamma

ne ho viste di peggio

facciamo finta di fare un’intervista. raccontami la tua esperienza, sabato.

be’, siamo usciti e abbiamo visto l’acqua, be’, molto alta nella zona dell’asilo di sneddu (lo hobbit piccolo ndr). alta tipo… un metRo  e mezzo, una Roba del geneRe.

forse un po’ di meno di un metro e mezzo?

sì, infatti, forse un po’ di meno ma non molto, diciamo un metRo e un quaRto. va be’ non abbiamo visto niente di che: una cascata nel coRtile poi l’acqua che allagava i boxe che sono tipo cantina e gaRage. poi, va be’, niente di che.

e tu dove camminavi?

io per stRada.

per strada c’era l’acqua?

ooooh! hai voglia!!!! eRa più o meno come camminaRe in una pozzangheRa alta ciRca venti centimetRi, che peRò ti aRRiva alla coscia.

ti sei spaventato?

all’inizio sì poi peRò, cioè, non eRa niente di che, comunque…

ne hai viste di peggio?

sì, diRei di sì.

 

sabato il seveso è esondato a milano, per la nona volta quest’anno. l’elasti-famiglia ci abita praticamente sopra. la loro casa è stata risparmiata ma intorno c’era acqua ovunque, le strade erano diventate torrenti e i bidoni dell’immondizia navigavano liberi come zattere. qualcuno ha trovato un pesce in cantina, dicono. qualcuno si è spaventato. qualcuno no perché, nella sua lunga vita, ne ha viste di peggio.

42 thoughts on “ne ho viste di peggio

  1. Queste erre..i miei copiano la mia erre ‘francese’ e non c’è verso che imparino a dirla bene! p.s. elasti andrai a dormire prestissimo ma sei nel futuro! Il tuo account ha un orario che qui ancora non é stato raggiu nto

      1. Voglio dire che le madri spesso s’ingannano pensando che i figli siano sono dei teneroni indifesi. A volte incontro dei ragazzini proprio in gamba, svegli e capaci, bollati dalle madri come bisognosi e non autosufficienti. A volte la convinzione, comune a molte donne, che la mamma conosca il figlio meglio di chiunque altro, induce molte a sottovalutare le capacità dei propri figli

      2. io non parlavo di autosufficienza, anzi, forse proprio del contrario. io, ovviamente parlo di mio figlio di 8 anni, spesso l’ho sempre considerato “grande” per quel che dice e quel che fa. poi mi accorgo che ci sono dei momenti in cui è “solo” un bambino, ancora bisognoso delle coccole o del suo pupazzo (per fare un esempio). non so se mi sono spiegata

    1. Si, capisco ciò che intende. Ad ogni modo, mi limitavo a trarre dal suo commento lo spunto per esprimere un’opinione basata sull’osservazione di persone di mia conoscenza e su mie esperienze personali, sia recenti che risalenti nel tempo. Non mi permetterei mai di trarre conclusioni sulla genitorialità di persone che non conosco, peraltro basandomi unicamente su brevissimi commenti pubblicati su un blog.

  2. So che è un discorso serio, e quindi fuori posto qui, ma a Milano, la “Capitale Morale”, non si vergognano che la città + ricca e potente della regione più ricca e potente del paese vada (da sempre, per quel che ricordo) sott’acqua appena piove un pelo di più, perchè è incapace di fare opere di protezione idraulica tecnicamente banali su un paio di fiumiciattoli ?
    O preferite fare i Keynesiani e rifare tutto nuovo ogni pochi mesi ? E popi vi avanza di criticare i terroni della Salerno/Reggio ?
    Che dire, poi, della capitale industriale d’Italia, con + di 2 milioni di abitanti, che non ha ancora impianti di depurazione degli scarichi nei fiumi più che simbolici ? Tanto ce la cucchiamo tutta noi che stiamo a valle o affacciati al mare lì vicino ?
    E poi si dice che “Milàn l’è un gran Milàn” ???

    Anonimo SQ

    1. in realtà siccome l’Italia è un paese devastato sotto molti punti di vista, non è solo Milano “capitale morale” che finisce sott’acqua. Nel maggio scorso Senigallia (An) è affogata e si che ci sarebbe anche il mare davanti, noi pochi chilometri più a sud guardiamo con timore il fiume Esino se piove più di tre ore. Sono i simpatici risultati dell’urbanizzazione selvaggia e sconsiderata degli ultimi 50 anni, del disboschimento altrettanto selvaggio e non ultimo del fatto che i fossi non vengono puliti a dovere per far si che possano assolvere al loro compito primario: far defluire le acque quando il terreno non riesce più ad assorbirle.

    2. Guardi, Anonimo SQ, se lei è un esponente di questa supremazia morale milanese, le confesso che mi sfugge il significato di “vi avanza di criticare” (non è Italiano, ma forse lei è più avanti…) e il senso in cui usa la parola “terroni”.

      1. Credo significhi: “nonostante tali inefficienze, vi permettete anche di criticare coloro che vivono nelle aree della nazione collegate dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria, stigmatizzando la loro presunta inettitudine con lo spregiativo epiteto ‘terroni'”.
        Penso quindi che il secondo anonimo abbia completamente frainteso la posizione di Anonimo SQ 🙂

  3. Lo scorso mese il tetto della scuola (prefabbricata) di mia figlia è stato divelto da una tromba d’aria, accompagnata da una grandinata che ha lasciato per ore i marciapiedi coperti da uno strato di ghiaccio alto come neve. I bimbi sono stati evacuati, e si sono rifugiati nella scuola vicina. Piangevano. Tra loro anche mia figlia, 7 anni. Alcuni sono rimasti traumatizzati, se piove non vogliono andare a scuola o, se ci sono, sono preda di un pianto disperato e vogliono tornare a casa. Mia figlia mi dice solo “mamma, il venerdì è un giorno sfortunato, perchè è caduta la grandine di venerdì”. Non sottovaluterei la paura di un bambino. Anche se finge di non aver avuto paura per rassicurare se stesso e la mamma.

    1. Terribile. A scuola di mio figlio, col vento forte, una finestra si è staccata ed è piombata sul banco di un bambino: per fortuna prima ha scricchiolato e tremato, così lui e i vicini hanno fatto in tempo ad allontanarsi e nessuno è rimasto ferito per i vetri che schizzavano ovunque.
      Si sono spaventati da morire e da allora in poi si sono sempre “murati” in classe non appena si alzava un po’ di vento: tapparelle sigillate e luci accese anche alle dieci di mattina di maggio! Veramente squallido.

  4. Il Seveso a Milano esce in continuazione.
    Io stavo attaccata ai ponti di viale Fulvio Testi.
    A parte il panorama da Laguna Blu, la mia cantina si riempiva sempre di acqua e di fango, alla fine tenevo gli sci in camera da letto per potermi fidare degli attacchi!
    Ogni volta che esce giurano che e’ l’ultima, che sono state le chiuse non manovrate in tempo, che sono stati i detriti e ora faranno manutenzione, e per qualche ragione non e’ mai vero.
    Per me e’ un’indecenza che si vada sulla luna (o si atterri su una cometa a 10 anni di strada da qui) e non si riescano a domare 4 fiumiciattoli.
    Comunque sia, pure il Tamigi ad Oxford esce in continuazione, allaga (nel senso di 1m di acqua per diversi giorni o mesi) strade e parcheggi, danneggia le case, e non sono capaci di farci niente (e GIURO che questa non e’ un’area cementificata: tipo aperta campagna, l’edificio piu’alto e’ 4 piani e ce ne e’ uno solo, il resto sono casine di 2 piani con giardino..)
    L’ingegneria idraulica per me resta un mistero (e si che ho un dottorato in ingegneria nucleare! :O :D)
    Claire

    1. Claire tu vivi ad Oxford?
      Mi inchino a te mia dea (Chiara – ex fisico che ha sempre sognato e mai pensato effettivamente e realizzare di laurearsi con la toga a Cambridge, in qualsiasi cosa, anche bischerologia)

      1. HA! HA! 😉
        no guarda che mi sono laureata a padova (e manco al Bo’, la sede centrale, palazzo storico, ma al dipartimento di fisica ..)
        pero’ poi il politecnico di milano ha fatto una cerimonia fastosa e festosa per i dottorati, in cui mi sono vestita da sposa (abito panna, classico ed elegante) 😀 😀
        e anche a oxford niente di coreografico: lavoro in un puzzolentissimo centro di ricerca (stessa puzza a chicago, frascati e oxford: abbiamo deciso che e’ la moquette!!!) fatto di edifici bassi e larghi in mezzo a un bosco abitato da leprotti ciechi e lontanissimo da ogni centro abitato…
        insomma i sontuosi templi della conoscenza dei film di Harry Potter non me li merito: i College di Oxford li vado a visitare solo la domenica come tutti!!!
        Claire

  5. Ascoltando il giornale radio stamattina il servizio sul maltempo sembrava un bollettino di guerra. Personalmente non sono mai stata alluvionata ma abitando tra un fiume e due canali conosco bene l’ansia che ti prende quando vedi l’acqua salire e salire e salire e sembra non scendere mai

  6. un applauso al sindaco Pisapia che doveva risolvere tutti i problemi del mondo che come era capace lui non lo era nessuno e anno dopo anno ha fatto sfiorire una città meravigliosa come Milano

  7. La mia seienne sta imparando a leggere. La settimana scorsa la maestra ha introdotto la lettera R .
    Giá mia figlia ha la R francese… In più senza entrambi gli incisivi, non vi dico come suona!!!
    Annie

  8. La ‘r’ moscia l’ho sempre trovata molto fine, mentre cercherei di correggere la ‘s’ floscia stile pubblicità Telecom “Fei belliffima”.
    Poi i bambini sulla paura li trovo imprevedibili, mia figlia non si scompone quando i gatti ci portano in regalo dei pettirossi morti sull’uscio di casa, ma per un anno non voleva più andare in bagno dopo che era stata in ospedale e le avevano fatto la puntura 😦 Penso che per loro il sentirsi o meno in pericolo dipende dall’atteggiamento di chi li circonda, oltre che dalle circostanze in sé. @ Gigia mia mamma mi vede bisognosa e non autosufficiente ancora adesso che ho quarant’anni…
    @ Claire, mi rincuori con quello che dici riguardo al Tamigi
    A me il discorso del dissesto idrogeologico sembra davvero una cosa preoccupante e che è stata presa molto sottogamba… Se a qualcuno interessa la pagina di Legambiente http://www.legambiente.it/temi/territorio/dissesto-idrogeologico

  9. ho assistito in diretta all’esondazione, di nuovo, ovviamente sabato lavoravo a milano e sono in zona Isola…
    è sempre un piacere salutare il Seveso. Prima o poi si stuferà e deciderà di rimanere per sempre in superficie

    1. 😀 anche io penso che si sia offeso perche’ l’hanno tombinato! peraltro come dicevamo in qualche altro post una citta’ senza fiume non e’ una citta’: forse ha ragione lui e noi umani dovremmo dargli retta!
      Claire

      1. 🙂 Bella l’idea del Seveso che si ribella perché non vuole stare sott’acqua!! Anche x me è così!!!

        PS anch’io, nata, cresciuta e vissuta tra Isola e Zara…

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