Nonsolomamma

dipendenze

la fa ridere, la rasserena, le facilita la vita, le mette allegria, le apre mondi inesplorati, come la movida anglofona milanese e gli esperimenti scientifici a base di alka seltzer e colorante rosso, le dà sicurezza, le piace, la incuriosice, la intenerisce, la diverte, le sta simpatica, la aiuta, le ricorda tutto quello che lei invece si dimenticherebbe, le racconta le storie sulla sua infanzia in una fattoria, la convince che la vita sia un posto in discesa, le mostra come si può essere leggeri a vent’anni, le insegna a decifrare l’accento del maryland che non è esattamente il più limpido dell’universo, le ha creato una irreversibile dipendenza.

cindy, la ragazza alla pari, si è inserita di prepotenza nell’elasti-vita. e si è accomodata così bene che elastigirl ormai crede di non poterne più fare a meno.
e non ha ancora capito se abbia un’enorme fortuna a scegliere fanciulle straordinariamente amabili, o se sia tale il piacere di avere un’altra donna in casa da rendere inevitabile l’innamoramento. “probabilmente tu riusciresti a trovare fantastiche anche anastasia e genoveffa di cenerentola, se vivessero a casa tua”, le ha detto un’amica.
a elastigirl invece piace pensare che viga la legge del similis simili gaudet o, detta alla barese, se non s’assomigghian’ non si pigghian’. e che quindi le siano toccate in sorte creature affini alle elasti-abitudini e alle elasti-follie che si adattano in modo rapido e naturale all’entropia casalinga.
al momento la prospettiva che cindy possa andarsene e tornare alla sua casa in maryland  le pare inconcepibile, implausibile, devastante.

55 thoughts on “dipendenze

  1. Fantastico! Ti capisco, mi immedisimo e mi sento più leggera.
    Perchè anch’io rivivo la leggerezza e la fiducia nel futuro dei vent’anni. Anche se ne ho il doppio!!
    Un abbraccione

      1. ma noooo dai stavolta non è stordimento 😉
        come dicevano sopra in una casa con tre maschi non credo che abbiate mai messo su il dvd di Cenerentola con topini, annessi e connessi. 😀

      2. ci abbiamo provato ma ahimé anche per le favole e i film connessi esiste il darwinismo. e in questa casa cenerentola ha resistito pochino. così come tutte le storie di principesse. anche se brave e raperonzolo che sono due toste han riscosso un discreto successo.

      3. Ehm, scherzia parte, viprego,non ditemi che Cenerentola è una fiaba “da femmine”!
        E Pinocchio? E se Nemo fosse stato una pesciolina?

      4. ma quanto siete noiosi e tristi voi con il politicamente corretto a tutti i costi. è solo una questione di curiosità e interessi. se fosse questo il sintomo del sessisismo saremmo avremmo risolto tutti i problemi.

      5. Sono stupita anche io.. quando ero piccola ammetto che non c’erano i dvd, ma le favole erano per i BAMBINI in generale: non esistevan fiabe da maschio e fiabe da femmina!
        le fiabe hanno dei messaggi e/o esorcizzano delle paure e gli adulti le somministravano a me e a mio fratello (e poi le ho studiate al liceo) senza distinzione alcuna…
        credo che sia colpa del consumismo: i gadget, i vestiti… credo che sia a valle della fiaba che si distingue fra fiabe da maschio e fiabe da femmina e probabilmente nessun bambino vuole il vestito di cenerentola o il quaderno con la copertina di qualche principessa di un film Disney…
        Claire

      6. evidentemente io credo di scrivere in italiano e invece non è così. non ho scritto che ci sono favole da maschio e favole da femmina (e tutto il pippone delle favole che esorcizzano le paure lo conosco bene anche io), ho scritto – sopra – che elasti probabilmente non ha mai messo il dvd del cartone Cenerentola “con topini, annessi e connessi”. a mio nipote di tre anni ha fatto schifo anche il libro di Ikea con la favola della principessa. preferisce le storie con ruspe e trattori. poi magari diventerà una drag queen ma adesso è così.

    1. certo che ci sentiamo. via whatsapp! eliza è contenta mi pare, lavora, continua a studiare e vive nel bosco con frodo, il suo cane nuovo!

  2. eh devi trovare un incentivo e trattenerla….. di sicuro troverà da sola un uomo ed è il migliore incentivo a cambiare Paese, Stato e mondo. Poi ovviamente non vorrà più vivere da voi, ma almeno la babysitter all’inizio potrà continuare a farla 😉

  3. che fortuna che hai! avere una compagna cosi in casa… le fai mai leggere i blog sul suo conto? cosa ne dice? 🙂
    ti leggo sempre e mi diverto un mondo: siamo tanto simili, che piu non si puo. l’effetto che mi fanno i tuoi post e’ quello di non sentirmi sola, male organizzata, inefficiente, insoddisfacente e depressa. ma vedo che sono supernormale e che le stesse cose succedono a tutte le mamme impiegate, ambiziose di dare e prendere il piu possibile (d)alla. complimenti!

  4. A venti anni è fisiologico adattarsi rapidamente. Cindy è nella norma.
    Vedrai che quando a gennaio arriverà la musicista con i dreadlocks avrai lo stesso entusiasmo, senza dimenticare Eliza e Cindy.
    Comunque quoto la tua amica.

  5. Se tu fossi una bambina ti toccherebbe la fatidica odiosa domanda (che non capisco perchè propiniamo sempre ai bambini): ma vuoi più bene a Cindy o a Eliza? 🙂

  6. Ma ho sognato, oppure era comparso un geniale commento firmato da Anastasia e Genoveffa?! Peccato, mi aveva fatto tanto ridere 😀

    @Caterpillar (la redazione???) è vero, la domanda ”a chi vuoi più bene” (classico: alla mamma o al papà) è una delle prime manifestazioni di stupidità umana a cui si impara a fare il callo.

    Comunque do ragione MarinaM, ormai sono quasi due anni che la mia casa si è riempita di principesse rosa, e dubito che avvenga lo stesso dove ci sono solo figli maschi. Fefo: forse il sessismo inconsapevole è che alle femmine sono proposti *anche* cartoni con protagonisti maschili, mentre il contrario non è quasi mai vero. Invece si potrebbe aprire un dibattito su come vengono dipinte le bambine/donne in questi cartoni, perché per trovarne una che non sia una sventata, una povera vittima, oppure una perfida senza scrupoli bisogna mettersi d’impegno. Per fortuna ultimamente sta cambiando qualcosa, comunque – senza nulla togliere alle principesse – sto trovando anche delle letture con protagoniste diverse, che hanno fatto molte cose nel mondo reale, insomma a parte i pirati ci sono anche i cow-boy, gli astronauti, i meccanici, i pompieri ecc.

    1. be’ dai, Fiona e Ribelle e Nala (leonessa sì ma sempre principessa) mi sembrano piuttosto fuori dallo stereotipo della principessa sventata 🙂

    2. Close: e’ solo il merchandising!
      Quando eravamo piccoli noi non c’era, non c’erano i dvd e le fiabe (lette o raccontate piu’ che fate vedere in tv) non avevano sesso!
      Non so come se ne venga fuori, l’unica mi sembra riempire di merchandising anche del sesso opposto! 😀
      (Si lo confesso: ho regalato alla figlia della mia amica il camion della raccolta differenziata da fare col lego! Il padre ingegnere mi ha guardato malissimo, la mia amica e’ una delle migliori amiche e quindi non ci fa piu’ caso. Ma scusa: deve imparare che la spazzatura va’ portata via (e prima differenziata) e questo costa fatica, rumore, inquinamento! E lo deve imparare anche se e’ una femmina!)
      Claire

    3. Uhh…. scusa! Non me ne ero nemmeno accorta… No… non è la redazione… Caterpillar è anche un nome dato, recentemente, da un bimbo a mia figlia e che mi è venuto in mente ieri sera (tardi) quando ho “postato” il commento.

      1. Fefo sei un grande!
        Mio figlio di tre anni e mezzo è un appassionato di Merida Brave, guarda le winx con la sorella grande e tutta una serie di “cose da femmine” (ironico), ma resta più fissato con i dinosauri.

  7. Io ho un figlio maschio con camera invasa da mini pony, winx (oscene indipendentemente dal genere) e anche tartarughe ninja e supereroi, le scelte “gioco da maschio-gioco da femmina” sono condizionamenti anche involontari che si propongo ai bambini, a volte dati anche dagli amici…

    Cmq giochi a parte… siccome commento poco ma vi leggo sempre, ho voglia di dirvi che finalmente avrò un’altro bimbo! Baci

    1. Congratulazioni!! Che bella notizia da condividere 🙂

      cmq il figlio di una mia amica a carnevale si è vestito da WinX (compresa la parruccona bionda e nonostante il tentativo di opposizione del padre) le prese in giro dei compagni, che tutti gli adulti si aspettavano, non ci sono state, anzi… il 6enne è stato l’indiscusso eroe della festa! (ora a 10 anni non metterebbe nemmeno una camicia rosa)

      Mio filglio adora Violetta e quando un compagno, all’ingresso della scuola, lo ha preso in giro perché lui ne prendeva l’album… invece di scomporsi lo ha convinto che era bellissimo e ha portato altri 2 o 3 compagni di classe a prendere l’album (distribuito gratuitamente fuori da scuola)…

      tutto ciò per dire… che comunque secondo me ha ragione Fefo 😉

  8. ho avuto un figlio maschio dopo una bambina e ho approfittato per testare la teoria politicamente corretta, molto in voga dal ’68 in poi (ma mai dimostrata con criteri scientificamente validi), secondo cui i giocattoli non hanno sesso. A tre anni aveva a disposizione tutti i giochi della sorella, che ormai non giocava più perché ormai quasi in adolescenza: dai mini pony alle Barbie dal castello dei dolci segreti alla scatola magica dei trucchi. Aveva anche qualche gioco neutro – costruzione , orsacchiotti, palla e palloncini – una pista di legno con trenino, un paio di spade da Ninja, un modellino di auto sportiva. A conclusione dell’esperimento un pomeriggio l’ho portato in un grandissimo negozio di giocattoli e gli ho detto: scegli quello che vuoi. Con occhi scintillanti e voce tremante si è gettato su una ruspa, dicendo affannato: una ruspa! che bella! la ruspa!!! Poi ha visto una bettoniera e ha pianto di commozione. Ho cercato di distrarlo con gli unicorni rosa, ma lui ormai era abbracciato alla ruspa con cui ha poi dormito per mesi.

    1. Credo che sia lo stesso principio per il quale a mio marito piacciono da impazzire i film di guerra o meglio quelli con Jean Claude Vandamme mentre dopo 3 minuti di Sex & the city gli vengono i conati di vomito. E viceversa naturalmente

  9. Tutto ‘sto parlare di giocattoli mi ha fatto voglia di andare a casa a giocare!
    Ma uffa: io voglio ancora il microscopio, il piccolo chimico, il saldatore a stagno e i circuiti, il telegrafo, il dolce forno, la casetta di legno, e anche la casa di barbie fatta da mia zia e tutti i giochi di gruppo in scatola, e anche giocare a pallavolo con il filo del bucato come rete o giocare a albergo con gli alberi come stanze
    ma quand’e’, quand’e’, quand’e’ che abbiamo smesso di giocare, e soprattutto perche’?
    e non ditemi che quando si ha un bambino si puo’ riprendere a giocare perche’ non e’ lo stesso! io voglio giocare a nascondino e a ‘i maschi prendono le femmine’ alla pari, con gente della mia eta’!
    scusate lo sfogo 😀 (a me la Sindrome di Peter Pan mi fa una pippa…)
    Claire

  10. Mitica Lady Oscar! Ma quello era un cartone un po’ fuori dagli stereotipi…era più inquietante la sigla “il buon padre voleva un maschietto ma aihmè: sei nata tu”! sessismo a parte, qualcuno mi sa spiegare perché mio figlio settennne finge di vomitare quando sente parlare di Violetta?

    1. Penso per la stessa ragione per cui mia figlia vuole una sorellina e mi dice che non le piacciono i maschi, anche se poi ha molti amici maschi 😉
      D’altronde le stesse tifoserie “maschiliste” e “femministe” le ho viste fra gli adulti quando aspettavo lei, perfino in sala travaglio! Le donne (più giovani) speravano in una femmina e gli uomini – più discretamente – un maschio.
      Le donne più anziane invece iniziavano la frase “Auguri e ti auguro un bel masc…. ehm, che sia sano”

  11. Mio figlio ha da quando è nato un’ amica del cuore che si chiama Elena. Sono davvero inseparabili perchè sono cresciuti insieme avendo condiviso la vita fin dal Nido. Il bello è che a volte mio figlio, giocando con lei (a volte facendo battaglie e altre con le bambole) si rivolge alle altre bambine dicendo: “noi non le vogliamo le femmine”!come sente dire dagli altri bambini forse! Allora io gli faccio notare che la sua amica è una femmina e lui rimane perplesso come se per lui nella realtà non esistesse alcuna differenza di genere!!Credo che i bambini abbiano solo bisogno di affermare la propria identità attraverso queste distinzioni . Soprattutto i maschi si sentono goffi nel rapportarsi alla femminilità ( come a volte accade anche agli adulti) e quindi la respingono per mascherare l’ imbarazzo l’ incapacità di trovare un punto di contatto perchè non sono abituati ( dai genitori per chissà quali paure) ad esplorare questo loro lato. Per le femmine è diverso. Forse se insegnassimo ai nostri figli maschi a cercare sé stessi anche attraverso l’ accogliernza, la delicatezza e la dolcezza e non solo attraverso l’ ostentazione della virilità (come vedo fare ad alcuni genitori) non ci sarebbero più problemi di cartoni animati per femmine o maschi e diventerebbero uomini migliori che sanno apprezzare la bellezza( vera) delle donne.

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