Nonsolomamma

the day after

elastigirl aveva detto: “sì, certo, tesoro!” perché cindy, la ragazza alla pari, è una creatura adorabile e a quelle come lei non è possibile rispondere “scordatelo, baby”. e, una volta che una dice: “sì, certo, tesoro”, si è compromessa e il punto di non ritorno è alle spalle. subito dopo, ha realizzato che il thanksgiving, per gli americani, è una cosa importante, seria, che va affrontata armati di un tacchino, un ripieno e almeno diciotto contorni, per non parlare della partita di football in televisione e della famiglia riunita. “porta pure le tue amiche”, ha aggiunto, in un accesso di amore universale e di curiosità scimmiesca.

poi si è resa conto che gli americani, il giovedì di thanksgiving, sono tutti in vacanza fino alla domenica, mentre lei non era affatto in vacanza. e, ha letto, un thanksgiving come si deve richiede una giornata intera gioiosamente ai fornelli. inoltre ha capito che il tacchino non è un animale che si trova così, come se niente fosse, al supermercato all’angolo: è una bestia, oltre che intimidente, molto ingombrante, che richiede un forno enorme e tre ore di cottura, oltre che uno spacciatore fidato di tacchini.

così ha condiviso il peso che aveva sul cuore con amici e colleghi e, a un tratto, mentre lei, con lo sguardo stralunato del panico, la voce rotta e la consapevolezza che avrebbe orrendamente deluso quella creatura del maryland, amabile, bionda, sorridente, fonte di gioia e serenità casalinga, elencava tutti gli insormontabili ostacoli di questo progetto più grande di lei (“capisci? come faccio? dove lo trovo un tacchino? e come lo farcisco? non troverò mai il coraggio di infilare la mano, o il braccio, dentro un tacchino! e soprattutto quando? giovedì inizio a lavorare alle 5 del mattino e finirò alle 5 del pomeriggio! sono una cretina incosciente millantatrice! cosa mi è venuto in mente di illudere la povera cindy?”), qualcuno le ha detto: “elasti, ma dov’è il problema? ordina il tacchino già ripeno e già fatto! anzi, ordina tutto il menu di thanksgiving! figurati se non trovi chi cucina per te?”. lei ha provato a replicare che sarebbe stato come imbrogliare, che non si fanno queste cose, che vuoi mettere la cucina casalinga?, che sarebbe costato una fortuna che…. “ok, elasti, allora fai pure tutto da sola ma non venire a lamentarti ché io la soluzione te l’ho data”.

ieri sera era thanksgiving, una festa di gratitudine, di pellegrini e di raccolti americani. nell’elasti-casa c’erano tre hobbit in pigiama a righe, un mister incredible, una cindy, un’amica canadese, un’altra amica un po’ sudafricana, un po’ inglese, un po’ francese e un po’ australiana e un’elastigirl. c’erano un tacchino ripieno, alcuni contorni e un cheesecake al cioccolato forniti da un thanksgiver mercenario e prezzolato. poi, siccome elastigirl, quando ha ospiti, è colta dalla sindrome della carestia, c’erano anche una focaccia e una zuppa di zucca autoprodotta. le ospiti e cindy hanno accolto con cortese ma tiepido entusiasmo il cibo mercenario e si sono invece avventate su zuppa e focaccia.

dalla serata, che è stata, festosa, istruttiva, ridanciana e a tratti esilarante, elastigirl è giunta alla conclusione che, al prossimo thanksgiving, se mai sarà costretta a celebrarlo, manderà a quel paese il tacchino, il suo ripieno e i suoi contorni e preparerà solo cose collaudate, casalinghe e di facile fattura. ché tanto, comunque, non sarà mai capace, con o senza mercenari, di eguagliare il thanksgiving della mamma di una cindy.

e comunque nell’elasti-freezer ci sono avanzi di tacchino per le prossime 22 settimane. se qualcuno fosse interessato.

 

26 thoughts on “the day after

  1. Mi aspettavo un racconto di tacchini bruciati e salse impazzite, condito da battute hobbit e molti imprevisti. Un po’ stile telefilm americani. Invece è stato piuttosto semplice, come la cucina italiana 🙂

  2. ^_^
    Ecco l’avevo detto che mi smentivi.

    Io avevo preventivato che ti saresti ripresa al massimo entro domenica e invece ecco qui il post.
    🙂

    Previsione azzeccata a metà, molto comodo aver preventivato praticamente ogni ipotesi. 😛
    Dovrei darmi all’astrologia.

    ^_^

  3. Io lo faccio a Natale e non è così difficile come sembra sulla carta. Bisogna solo avere la rassegnazione cucinarne uno di dimensioni “europee” e non americane .
    dai elasti!! La pratica rende perfetti!!! Inizia ora con le prove e vedrai che tra 51 giovedí sarai pronta!!!!

  4. Ciao oggi sono stata nella tua radio e sentire in una pausa della trasmissione che stavo seguendo lo staccherò della tua voce
    Mi ha fatto pensare quanto avrei voluto incontrarti
    Ciao

  5. Da anni, la mia mamma prepara una coscia di tacchino dissossata col seguente ripieno: pane ammorbito nel latte, salsiccia fresca sbriciolata e rosolata, mela annurca grattugiata, un pò di prugna secca a pezzetti, qualche pistacchio spellato, uovo per impastare. La coscia così ripiena viene rosolata, sfumata col vino e cotta in forno con aromi vari. Non sarà da thanksgivig ma fa la sua “tacchina” figura! E’ saporita e non ti si ripropone per 22 settimane!

    1. Che bello che sia tornato! E’ da un po’ che non notavo sui commenti, signor nonnotalpone! (d’accordo, non ci conosciamo, non dovrei permettermi questa confidenza, ma in fondo non dovrebbe farle che piacere il sapere che i suoi interventi sono apprezzati, no?!) 😉

  6. Per il prossimo anno :il tacchino può essere preparato e farcito la sera prima, e il giorno dopo infornato. Può essere ordinato da qualsiasi macellaio di fiducia (per poche persone non deve essere un elefante) e, se il forno è piccolo, dissossato (dal macellaio) così occupa meno spazio.

  7. Elasti cara, dopo tutti questi tuoi racconti mi hai fatto venire una voglia infinita di avere anch’io una ragazza alla pari, tutta per me. un’altra donna in casa: che sogno! sarebbe bellissimo. anche per i miei piccoli mostri. Ne sono certa. Ed ora la domanda: come e dove le trovi queste straordinarie ragazze? sembrano uscite dalle favole… ti fidi solo del tuo istinto? ti affidi a qualcuno per trovare quella giusta? ci racconti un pò… Grazie mille!!!!!

  8. Ti è andata bene che cindy non fosse del texas sennò ti sarebbe toccato cucinare il turducken che è un tacchino con dentro un’anatra con dentro un pollo. Piatto tipico texano. Semplice e leggero…

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