Nonsolomamma

ciccioli d’oro e altri rimedi antistress

alcuni mesi fa chiesero a elastigirl se volesse partecipare a una iniziativa dell’arci di reggio emilia che si intitola autori in prestito e si sottotitola questa è l’acqua. avrebbe dovuto – le spiegarono – andare un pomeriggio di autunno inoltrato in una delle biblioteche della provincia di reggio emilia a raccontare quali sono stati i libri, i film e la musica che hanno riempito l’aria che ha respirato, colorato l’acqua in cui ha nuotato e che l’hanno resa quella che è. disse subito sì perché alla persona che glielo aveva chiesto dire di no non si può, perché per l’emilia romagna ha un debole e anche per l’arci. disse sì pensando che fosse un compito difficilissimo ma mancava ancora tanto tempo ed era inutile preoccuparsi con tanto anticipo.

la data – 29 novembre – si avvicinava e la locandina della rassegna era piena di autori intimidenti e vedersi lì in mezzo la agitava non poco. iniziò a pensare ai libri, ai film e alla musica che avevano fatto la sua storia e si rese conto che non era affatto facile raccontarli e che bisognava anche bilanciare l’onestà – e il conseguente coming out su alcune perle trash non esattamente edificanti – e un livello dignitoso di rispettabilità intellettuale (“avrai pur letto cose serie, no? visto film francesi mortali? ascoltato sofisticato jazz tedesco?” “non saprei, non ricordo. certamente molto molto meno di tutti gli altri”). stilò il suo elenco e pensò che non sarebbe mai stata capace di spiegare, motivare, incuriosire, condividere, perché un conto è leggerli, i libri, un conto è parlarne.

“avrai un’ora e un quarto di tempo. hai bisogno di supporti multimediali? vuoi far veder spezzoni di film? ascoltare canzoni, stupire gli astanti con presentazioni power point?” “ehm, no, grazie. mi sembra già abbastanza complicato gestire me stessa per un’ora e mezza. figuriamoci gestire supporti multimediali…”.

e alla fine si è trovata in una biblioteca, dentro una piazza bella, struggente e nebbiosa. c’erano le travi sul soffitto, libri vecchi, libri nuovi, una corte interna e, su uno scaffale, proprio i suoi libri, quelli della sua storia, scritti su una lista che aveva mandato qualche giorno prima senza nemmeno pensarci.

e c’erano tante persone, sotto quelle travi di legno, lì per ascoltare di cosa fossero fatte la sua acqua, la sua aria e la sua pasta. e poi c’erano i ciccioli che sono creature strane, figlie del maiale, protagoniste di una festa che si chiama il cicciolo d’oro, e le caramelle, e il parmigiano e altri libri e una sublime e commovente merenda preparata da una silvia biologica che fa tutto a mano, da mangiare sul treno, tornando a casa quando è quasi notte. ed è stato bello, festoso, ridanciano, accogliente e un po’ cialtrone perché elastigirl, la cialtroneria, ce l’ha un po’ nel dna, come una condanna, direbbe nonna J, o una benedizione, avrebbe detto nonno A. e persino raccontare libri, film e musica le è sembrato facile, naturale e inevitabile. si è sentita a casa. ma non vale, ché lei si sente a casa piuttosto facilmente. si è sentita accudita. e questo vale moltissimo. perché, di sentirsi accudita, non le succede quasi mai ed è un privilegio prezioso che le ricorda l’infanzia e la felicità.

24 thoughts on “ciccioli d’oro e altri rimedi antistress

  1. Come l’hai raccontata bene, Elasti. La piazza nebbiosa mi riporta bellissimi ricordi della mia infanzia e mi sembra di risentire profumo di mele, di sugo d’uva e di tortelli di zucca.
    A Campagnola è nata la mia nonna, che si chiamava Bruna ed era una cuoca fantastica (non farciva tacchini nemmeno lei, però!).
    E a Campagnola vive mia cugina, una ragazza di ottantacinque anni che si chiama come me, ha gli azzurri sorridenti e una voglia di vivere invincibile. Dovresti vedere come guida il trattore, è meravigliosa.
    Grazie del ricordo!
    Teresa

  2. Specifichiamo: una cialtroneria leggera, aerea, allegra , con il timido candore dei tuoi bimbi.
    Mi riporti il sorriso in questa umida mattina, accucciato davanti al fuoco del camino.
    I medici dovrebbero prescriverti come una medicina, forse un placebo, ma divertente assai.

  3. l’arci è davvero un posto speciale… anche a Milano: in un momento complicato della vita di un gruppo di mamme (la nascita del primo figlio e una serie di annessi e connessi personali) è il posto che ci ha accolte gratis e ci ha consentito di riprendere fiato, crescere insieme ai bimbi e divertirci un sacco!
    E la “storia d’amore” con arci metissage prosegue da 8 anni ormai. Approfitto del tuo post per ringraziare!!

  4. questa è l’acqua è di david foster wallace. lasciatelo riposare in pace, con i vostri blogghettini da figli di papa illuminati e di sinistra che nonmi manca nulla che avete mariti ingengeri economisti mai operai impiegati. Figlia di papa. fine

    1. La responsabilità della scelta dei relatori ricade sugli organizzatori del festival, non sugli invitati. Può essere opinabile, pertanto, la scelta dell’arci di chiedere la partecipazione di Claudia De Lillo (non dico che lo sia, ma che può esserlo per qualcuno), ma quanto a quest’ultima, si è limitata ad accogliere l’invito che le è stato rivolto. La sua responsabilità sta semmai nell’aver disquisito bene o male – ma per stabilirlo, sarebbe opportuno aver partecipato all’incontro

    2. stefano: mio moroso e’ un ricercatore precario e i miei non mi passano una lira dalla laurea (cioe’ incluso quando ero precaria anch’io e facevo la fame a milano): posso parlare? 😀
      la ‘cultura’ (che parola schifosa e maleodorante in questo contesto) cioe’ la roba che leggi non dipende dai soldi che c’hai ma dalla sensibilita’ tua e di quelli che ti stanno attorno
      un paio di genitori senza particolari problemi economici non sono garanzia di ignoranza o di chiusura mentale e sentimentale verso altre situazioni economiche o sociali!
      claire

    1. ce l’ho ce l’ho, manca!
      io c’ho pippi, piccole donne, delta di venere, anna frank, sacchetto di biglie, quenau e pennac (in lingua orig), chricton (in lingua orig per necessita), saramago, l’amica geniale, marquez, pimpa, peanuts e zerocalcare…
      in compenso tutti gli altri mai sentiti nominare e alcuni li odio pure un po’ (la kinsella la odio e i libri di cucina sono contrari alla mia religione, inoltre non seguo le serie tv perche’ si attaccano al lavoro del mio psichiatra)
      pero’ non ci voleva il set di libri per concludere che io ed elasti siamo non proprio compleatamente ma quasi del tutto diverse 😀 (cit. da D. Adams)

    2. Noooo Pollyanna no!!! Mi ha rovinato la cosa del “gioco”!
      Approvo in pieno invece Malaussène e Mafaldita 🙂

      Nella mia lista ideale non possono mancare due libri: “Gli Egoisti” di Bonaventura Tecchi e “I pilastri della terra” di Ken Follett.

      Tra i film, invece, dedicato alle donne, madri, figlie e amanti, il mio preferito in assoluto “il circolo della fortuna e della felicità”

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