Nonsolomamma

il mostro

“si può sapere, hobbit grande, perché ogni tanto sei antipatico con cindy, l’adorabile ragazza alla pari che io vorrei vivesse con noi per sempre?”

“mpf”

“è inutile che rispondi ‘mpf’ perché non hai il diritto e non puoi permetterti di essere antipatico e lunatico con nessuno, figuriamoci con qualcuno che sta a casa nostra e ci aiuta. senza contare che cindy è sempre gentile e sorridente e disponibile, quindi dovremmo tutti esserle grati e non certo ostili”

“ecco, appunto”

“cosa appunto?”

“è felice”

“e allora? è per questo che questa sera a tavola sei stato maleducato con lei?”

“mpf”

“preferiresti avere intorno una musona, che ti risponde male e ogni tanto si chiude in bagno a piangere? eh? vorresti una malmostosa, bizzosa e lunatica che pensa che la vita faccia schifo?”

“no”

“e allora? cosa c’è di male a essere felici?”

“niente. lei può esser felice. basterebbe che…”

“che???”

“che non lo facesse vedere a tutti”

“quindi secondo te dovrebbe essere felice ma nascondere la sua felicità dietro una maschera di austera e malinconica compostezza?”

“sì, una cosa del genere”

“sei un mostro”.

61 thoughts on “il mostro

  1. Scusa Elasti, ma stavolta sono solidale con il fanciullo.
    Capisco… eccome se capisco, che certi atteggiamenti adolescenziali siano fastidiosi all’inverosimile, però… se posso permettermi, non è stata una gran mossa censurare i suoi sentimenti di fastidio nei confronti di Cindy.
    Ma davvero è sempre, costantemente, sorridente? Beata lei, però forse come si dice: il troppo stroppia, e può anche essere francamente irritante, anche per un ragazzino…

    Floralye

    1. Concordo. Alle volte la gente sempre sorridente, garrula e felice è irritante tanto quella sempre musona e tuo figlio cresce e comincia a riconoscere l’atteggiamento affettato nelle persone.

      1. ma perchè tutti date per scontato che l’allegria di cindy sia una maschera? non è possibile che lei sia davvero così? magari ora sta attraversando un momento della propria vita pieno di interessi e soddisfazioni e lo dimostra senza farsi un problema . le opinioni di un adolescente in crescita (con tutti gli annessi e connesi umorali e ormonali 😉 ) sono poco attendibili come metro di giudizio 🙂

    2. Anch’io capisco che per un preadolescente una ventenne troppo serafica possa essere irritante, ciò non toglie che la madre ha fatto bene a rimbrottarlo: è necessario essere tolleranti anche nei confronti delle persone che ci risultano meno piacevoli, e gli adolescenti maschi in particolare, che tendono a virare verso l’aggressivo andante, hanno bisogno di essere richiamati in questo senso abbastanza spesso.

  2. OH… quindi allo hobbitt grande andrebbe bene una musona standard come me, quasi.
    Bene, vengo a far la babysitter da voi.
    Ah… prima vado a ripassare inglese però.
    Ci rivediamo tra…

    …una decina di annetti viste le mie eccelse capacità con le lingue straniere.

    Ciao.

      1. L’ho pensato anch’io, per me è amore che neanche lui sa riconoscere come tale e quindi diventa orticante!!!

  3. E’ geloso. Se ricordo bene Cindy è stata fortemente votata dai lui e dal medio, tu invece eri tiepida e dicevi che molto probabilmente intendeva trattare i bambini come gli animali della fattoria dove era cresciuta. Ora tu sprizzi simpatia e lui un po’ di ostilità.
    Cosa ne pensa il secondo?

  4. Mi sembrava che sotto sotto fosse geloso anche di eliza …d altronde lui é il maggiore e quando mister i é via si sentirà responsabile x voi.in più sta crescendo

  5. Ah si, che brutta bestia l’adolescenza! Il mio nipotino quattordicenne che prima si divertiva come un pazzo alle mie intemperanze, ora mi rimprovera e si vergogna. Sostiene che non è necessario dire sempre quello che si pensa. Io sostengo invece che è assolutamente necessario difendere sè stessi e i propri convincimenti a tutti i costi. Indi ci mandiamo messaggini di rimbrotti. Pffff, adolescenti!

  6. Personalmente quando incontro una persona che ostenta felicità penso sia demente. Oppure sotto cocaina.
    L’hobbit grande ha tutto il mio appoggio.

      1. Ostentare felicità? Essere fatti di cocaina? Trovate dementi chi è felice?
        Ma….non sarà la vostra una brutta invidia? Ma che ce ne fossero di più di tipi come Cindy al mondo…e che cazzo!

  7. Una persona allegra è un toccasana per molte cose ma risulta fastidiosa se si è giù di morale. Coraggio hobbit grande, stai sicuro che anche lei ha il suo lato oscuro, solo non lo mostra. Anche la felicità può essere una maschera.

  8. ah, la malmostosa adolescenza, che brutti ricordi XD io sono passata dall’essere una bimba in modalità “pollyanna” al diventare una via di mezzo tra la signorina rottermayer e la zia di candy candy. nonostante mia madre tentasse in tutti i modi di frenare questo mia deriva di pesantezza, le mie frasi preferite erano “beati voi che avete qualcosa per cui essere felici/nessuno mi capisce/vi odio tutti” con il sottofondo di porte sbattute … .
    per fortuna passa tutto, ma che fatica XD

  9. Non so se per gli americani mostrarsi sempre entusiasti sia una forma di buona educazione. Ogni tanto però qualcuno si stanca e prende un fucile. Forse meglio un po’ di paturnie occasionalmente.

    1. “Gli americani”, e con una parola si includono 300 milioni di persone da LA a NY, dall’Alaska al Texas, dai “Native Americans” agli afro, ai latinos, quelli della “bible belt” e quelli che vengono definiti “white trash”. Stati con leggi diverse su pena di morte, consumo di droga, e tanto altro.

    1. Pollyanna non esiste, e se esiste è matta. Avete visto il film “La felicità rende liberi”? Lei è sempre felice, ma per esserlo ha bisogno di immergersi nel degrado, nel mondo degli homeless e vivere si di sé il dolore.
      Però il suo insegnate di guida esce quasi letteralmente di testa di fronte alla sua constante voglia di allegria a tutti i costi. Un bel film ma che ha irritato molte persone
      Ilaria

    1. 😀
      mio moroso, quando lo facevo, usava dirmi:
      Pero’ io preferisco avere attorno persone felici e che lo mostrino piuttoisto che tristi o umbratili.
      Questione di gusti.
      Claire

      1. sono poche le persone cosi, bravo il moroso. la gente lamentosa e depressa è insopportabile.
        pollyanna dovrebbero farlo leggere a scuola insieme ai promessi sposi e la divina commedia: non abbiamo NIENTE di cui lamentarci, a meno che non ci siano problemi di salute o non si vada a mangiare alla caritas. quelli sono problemi, non le pippe mentali che.. scusate.. capisco vengano dal “quasi adolescente” ma dagli adulti no…

      2. ha ha mi sonon di nuovo fatta mangiare il copmmento dall’HTML!
        Il moroso, quando gli saltellavo attorno felice, mi diceva: ‘SE CONTINUI COSI’ TI ABBATTO!’ altro che bravo moroso! 😉
        pero’ io sapevo che scherzava
        il commento che preferisco avere attorno persone allegre che umbratili e’ mio
        Claire

  10. Scusate, io non penso che la felicità di Cindy si manifesti sempre in sorrisi a trentadue denti, risate e cinguettii. Altrimenti sarebbe scema ed Elasti non l’avrebbe neanche presa in considerazione.
    Guardiamo il rovescio della medaglia: Cindy sta facendo una cosa che ha scelto di fare (la au pair) in un Paese meraviglioso, in cui si è già fatta un sacco di amiche; alloggia in una famiglia stupenda, che le fornisce tutto il comfort di cui ha bisogno (una stanza tutta per lei)… Perché non dovrebbe essere felice? E soprattutto: la felicità è un modo per ripagare chi ti dà tante cose belle. Poi magari ha le paturnie anche lei (la PMS, la nostalgia di casa e tutto quello che volete) però non le sembra giusto dimostrarlo a chi sta facendo tanto (addirittura una cena di Thanksgiving) per farla sentire a suo agio e quindi se le gestisce per conto suo, senza scaricarle sugli altri.

    Ci avevate pensato? 🙂

    1. no, non mi sembra.
      il ricordo della mia adolescenza non è certo fresco, ma non mi pare che fosse necessario trattarmi come se fossi di fragile cristallo. i miei, poveretti, hanno sopportato la mia fase problematica, ma non senza dire la loro, anche facendo dell’ironia, e non ne ho avuto danni.

      1. Ma siamo matti? Non credo che il povero hobbit grande ne andrà dallo psicanalista per questo, visto quanto sono seguiti in tutto e per tutto quei ragazzi. Non mi piace prendere posizioni, ma Elasti l’avrà detto col suo solito umorismo, o magari neanche l’ha detto e l’ha solo scritto. Non esageriamo. Siamo veramente i “genitori spazzaneve”?

  11. No, non mi sembra assurdo perché e’ un linguaggio confidenziale che, usato in famiglia, tra intimi, e’ sicuramente meno forte che in un contesto di estranei. Sara (stesso nome, diversa persona) in risposta a Sara

    1. Non sono così d’accordo con la seconda Sara e molto d’accordo con la prima Sara. Anch’io chiamavo mostro il mio ragazzino, ma gli ho fatto del male. Perché, oggi so, i ragazzini hanno pochissima autoironia e su di loro simili termini, anche se usati in perfetta buona fede e con sfumature di affettuoso orgoglio, suonano come pesanti giudizi relativi alla personalità. E’ vero, non è così per tutti, ma nel dubbio meglio astenersi.

      1. uhm…
        ci devo pensare…
        io e mio moroso ci diciamo mostro in continuazione quindi non mi pareva grave
        ma il fatto che bimbi e adolescenti abbiano una sensibilita’ diversa va’ tenuto in conto
        claire

      2. Ma proprio tutti-tutti i ragazzini hanno poca autoironia???? quindi anche lo hobbit grande! meno male che c’è sempre chi sa tutto, oh

      3. Chiamo i miei figli affettuosamente “mostro”, “mostriciattolo” da quando sono nati. Ovviamente non solo. Ma nessuno se l’è mai presa e mi sembrano ben saldi sulle proprie gambe. E il figlio maggiore di Elasti non è un bambino, fa le medie. Anche i miei figli alle volte hanno risposto male alle loro baby-sitter (mai conviventi e sempre sporadiche causa budget. SI crea comunque rapporto di familiarità anche con loro e una relazione tutta vip vip non esiste in natura. ogni tanto qualcuno perde la pazienza e non c’è niente di male
        Ilaria

      4. Secondo me un adulto che chiama mostro un bambino, un ragazzino o un altro adulto siano tre cose diverse perché i rapporti sono molto diversi. Qualche volta per smuovere mia figlia di 5 anni la prendo in giro e lei ride, invece sono proprio gli appellativi che la mandano in crisi, anche se alle mie orecchie suonano innocenti Secondo me, quello che loro hanno capito di quello che gli diciamo, lo sappiamo solo molto tempo dopo. Purtroppo e per fortuna fa parte dell’essere genitore.

  12. Mi ha molto colpito questo post e non volevo commentare. Ma non ce la faccio, conosco i soggetti e capisco il ragazzo, gentile, generoso ma nella fase critica della crescita. Non sopporterei anch’io una donna sempre sorridente, gioiosa che indossa come una maschera, forse gli metterei una rana dentro il letto. E ora mettimi in castigo mammina.

  13. Pao, magari sapessi tutto. Ho solo espresso un’opinione, basata, come spiegato, sulla mia esperienza personale. Se avessi letto tutto avresti anche visto che ho scritto che non è così per tutti. Se potessi togliere il mio commento lo farei, chiedo scusa

    1. Non chiedere scusa, non sei stata cafona o inopportuna, hai solo espresso un’opinione……
      Pao sei tu il primo che con questo tono vuoi intendere di sapere tutto di tutto.
      Io se chiamassi mostro mio figlio ci rimarrebbe malissimo, perchè dà una certa importanza, quasi maniacale, alle parole, e non conosce, ahimè, l’ironia…. Detto questo, l’hobbit medio forse ci rimane male, o forse no…..sicuramente elasti lo sa.
      La maggioranza di noi che scriviamo, non conoscendolo personalmente, invece non lo sa, e per questo si interroga.
      I blog funzionano così, si discute, altrimenti si verrebbe qui a recitare preghiere in onore di elasti e basta.

  14. vorrei far presente che questo blog è la versione romanzata (nonchè quella narrabile all’intero orbe terracqeo) della loro vita vera e del loro menage familiare. nella loro vera conversazione elasti potrebbe non aver dato veramente del “mostro” a hg ma qui, dato il tono dissacrante con cui la suddetta conversazione è stato riportata, il “mostro” ci sta tutto.

  15. Conosco male gli Stati Uniti, ma mi chiedo anch’io se mostrarsi sempre sorridenti non sia una forma di buona educazione. Diversi miei colleghi che lavorano lì, mi raccontano che alla domanda “Come stai?” ricevono risposte tipo “Benissimo/Una favola ecc”, mentre se loro rispondono semplicemente “Bene”, si sentono chiedere “Solo bene?”. Però i tre hobbit fanno vacanze negli USA da diverso tempo quindi immagino che abbiano presene lo standard dell’americano sorridente medio 😉

    1. mamma mia! anche qui in UK tutti a chiedersi, come forma di saluto, ‘come stai?’ o direttamente ‘are you ok?’, anche fra gente che non si conosce…
      io talvolta sto una chiavica e talaltra sto da suicidio e farei proprio a meno di questa bugia forzata…
      (anzi talvolta mi viene da spaccar loro la testa, ma, si sa, l’aplomb non e’ mica contagioso… 😀 )
      Claire

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