Nonsolomamma

non tutte le serate escono col buco

ieri sera.

ore 1930. lo hobbit grande, dopo un duro pomeriggio trascorso a studiare per la verifica sulle potenze (intese come tre alla seconda e cinque alle sesta e non come stati uniti, giappone, germania e gli altri del g8) e per quella di storia, spegne il cervello e risponde a casaccio. elastigirl, dopo un durissimo pomeriggio trascorso a vigilare che lo hobbit grande studiasse, al cospetto dell’affermazione “il prodotto di potenze con base uguale e esponente diverse è un… un… quoziente, anzi no, una somma”, perde la trebisonda e inveisce contro il primogenito, mentre assaggia penne rigate ancora crude in una pentola piena di acqua che bolle. lo hobbit di mezzo balla la samba di natale, facendo spoiling sull’attesissima performance natalizia. lo hobbit piccolo annuncia a gran voce che va a fare la cacca. cindy, la ragazza alla pari, apparecchia la tavola e intanto racconta, con un certo sollievo, il suo ultimo giorno in compagnia di mamma e zia, ora sulla via del maryland dopo una settimana italiana. mister i chiama da londra, probabilmente in preda a sensi di colpa e autocoscienza dopo che lunedì mattina il secondogenito ha dichiarato: “che bello, mamma. finalmente il papà è tornato a londra e noi stiamo belli tranquilli da soli senza sentire le sue urla pazze”.

ore 1940. lo hobbit grande, devastato dalla sua prima settimana scolastica di stress e verifiche serrate e ferito dallo sbraitare materno, si chiude in camera in un lacrimoso sconforto. elastigirl scola la pasta e chiama la sorda famiglia a raccolta intorno alla tavola. lo hobbit di mezzo canta john lennon in versione natalizia al telefono con mister i, svelando anche l’ultima canzone misteriosa della recita a scuola. lo hobbit piccolo grida dal bagno un mantra ossessivo: “hofinitohofinitochimifailbidetchimifailbidet”. cindy apre il suo cuore a elastigirl su affari, di famiglia, di cuore, varie ed eventuali.

ore 2000. l’ordine è stato faticosamente ripristinato. mister i è stato congedato, lo hobbit grande ha ottenuto di cenare in cima al suo letto ripetendo il prodotto di potenze, con cinque quadratini di cioccolato magico a fine pasto, lo hobbit di mezzo ha smesso di ballare e cantare solo con la promessa di fargli un filmino da trasmettere in mondovisione, lo hobbit piccolo ha mangiato da solo quasi due etti di pennette rigate, cindy è uscita a cena, elastigirl, pur sapendo alla perfezione le potenze in tutte le loro accezioni e combinazione e pur padroneggiando abbastanza bene la storia di maometto e dei califfi e dell’espansione araba tra il 600 e il 700, è piuttosto in ansia.

stamane la professoressa di lettere era malata e la verifica è quindi saltata, mentre l’insegnante di matematica ha decretato che la classe non è ancora pronta per esibirsi sulle potenze ma forse lo sarà la prossima settimana.

elastigirl non è abbastanza matura per la scuola media.

50 thoughts on “non tutte le serate escono col buco

  1. Mi ci rivedo, oh se mi ci rivedo. Tre figli maschi anche io, l’ultimo ancora col pannolino, ma la cacca degli altri due nell’immediato pre-cena o durante la stessa è una costante anche in questa casa. Mannaggia.

  2. Oh Elasti, come ti capisco!!!!!
    Anch’io sono stata catapultata nel mondo delle medie ma nel ruolo di prof…..
    Considerato che l’anno prossimo anche mia figlia inizierà le medie avrei preferito non vedere…

    Che poi mi spiegate perché tutti continuiamo a dire asilo e invece dovremmo dire “scuola dell’infanzia” e tutti diciamo “medie” e nivee dovremmo dire “scuola secondaria di primo grado”??!!!
    e quando dico tutti intendo anche gli addetti ai lavori, ma allora non potevamo lasciare i nomi così com’erano?? gli eventuali cambiamenti da fare mi sembrano altri…

  3. Mhmm, Elasti, secondo me sarebbe meglio lasciare che lo hobbit grande prenda in mano il suo destino di studente e se ne assuma la responsabilità. Mi sembra sufficientemente orgoglioso e capace perché tu non ti debba preoccupare di fargli ripetere la lezione.
    Per la seconda media, lui è già maturo.
    E sennò, maturerà.
    Lascia che si arrangi.

    1. io mi sono arrangiata tutta la vita scolastica e dai miei non ho preso manco un ‘grazie che ti sei arrangiata!’
      adesso che vedo gli amici che lottano coi figli per farli studiare sono molto arrabbiata coi miei!
      in piu’ penso che bisogni imparare alle medie cosi’ poi alle superiori e all’eventuale universita’ lo sai gia’ fare
      Claire

      1. Anch’io mi sono sempre arrangiata da sola – dalle elementari – malgrado la matematica non sia mai stata la mia passione, raramente ho chiesto aiuto nella risoluzione di un problema. Non sono però arrabbiata coi miei anzi, ho imparato a cavarmela da sola che alla fine è la lezione più importante che devi imparare nella vita. Le medie comunque le ricordo come un periodo buio e pesante che non vedevo l’ora che finisse. È un ciclo scolastico strano, in cui non sei nè carne e nè pesce.

      2. Beh forse Miss Caroline hai ragione: piu’ che arrabbiata coi miei sono arrabbiata coi miei amici che, quando andiamo in Settimana Bianca, tutte le sere devono star li’ a far fare i compiti ai bambini… e io mi chiedo ‘ma io quando dovevo fare i compiti mica avevo papa’ che mi rincorreva?! io mi sedevo la, facevo, finivo e andavo a giocare!’
        Quando dico che sono arrabbiata coi miei non e’ perche’ non mi hanno aiutato (non ne avevo assolutamente bisogno: la scuola mi piaceva un mondo e mi veniva facile) ma perche’ si sono sempre lamentati di me come se fossi una figlia impossibile :O solo per qualche INNOCENTE problema di condotta 😀 e non sanno neanche cosa voglia dire avere un figlio che non studia o magari non capisce e a cui bisogna sedersi affianco perche’ faccia i compiti….
        Claire

    2. quando mio figlio ha iniziato la prima elementare (o primaria che dir si voglia) ero fermamente convinta che se la sarebbe dovuta cavare da solo. sono rimasta ferma nella mia decisione per due anni, guardata di traverso dagli altri genitori che spiegavano, correggevano etc. avrei voluto continuare sulla stessa strada anche quest’anno, in III, ma alla prima riunione di classe la maestra ha esplicitamente detto che nello studio dobbiamo seguire i nostri figli. ho ovviamente smesso di fare la madre “degenere” anche resto della mia idea che forse da soli è meglio

      1. Io la prima figlia l’ho seguita sempre, in prima media fino alle 11 di sera, nelle, ricerche, etc. etc. Ora, in terza a 12 anni se la cava benissimo da sola. Il secondo l’ho seguito pochissimo. Oggi, in quarta elementare mi dice: mi aiuti a fare la relazione sulle analogie tra il codice di Hammurabi e la costituzione italiana (?!?! aiuto!!!), per il resto, va da sé. Non eccelle come la sorella, ma sta trovando piano la sua strada e forse va meglio così.

    1. a) È una ragazza alla pari, non una governante. Ha aiutato ad apparecchiare, e sono convinto che nel contratto il suo impegno in linea di massima sia verso gli hobbit, non fare la domestica sottopagata.

      b) Era l’ultimo giorno di sua madre a Milano

  4. Cara Elasti
    Quando ti ho letta per l prima volta la mia bambina aveva qualche mese, ora ha sette anni e un fratellino di tre…
    Di hobbit ce n’erano due, piccoli.
    Ho letto per anni e poi, travolta e sconvolta da traslochi,figli,lavori variabili e precarissimi, città sparita in favore della campagna, mi sono scordata di te, di voi, e pure un po’ di me. Poi, improvvisamente, come risvegliandomi da un breve ma lunghissimo abbiocco, sono tornata qui, e mi sono letta tutto cio che mi ero persa in preda ad un febbrile ed emozionato bisogno di recuperare il tempo perduto. Mi sono ricordata del caro nonno A., di come avessi pianto quando se n’è volato via, dell’ hobbit piccolo (che ora è medio) che parlava con Mariotereso nel muro della cucina….
    Ho ammirato,invidiato, sorriso del tuo nuovo lavoro e pure del mio.
    E mi sono detta: stasera, invece di scrivere quella recensione che rimando da una settimana e che ormai è giunta a scadenza, lo sai che faccio? Scrivo, si. Ma ad una specie di amica che non mi conosce e di cui io so un sacco di cose. Perche in sette anni non l ho mai fatto pure se l’ho pensato mille volte. Visto che scrivere era stato messo in conto, stasera, lo voglio fare. Così per altri sette anni posso leggere e basta, ma accarezzando l’idea di aver lasciato, qui, quel pezzettino di me che volevo condividere con te. Grazie!
    Rosy

  5. Le medie …. una faticaccia per loro che non sono nè carne né pesce, guardano la vita e non sanno come viverla. Sui compiti condivido che dice che non devono piú essere competenza tua; se chiede assistenza per ripetere puó starci altrimenti deve programmarsi lui ed imparare. Le medie devonoessere la sua palestra, altrimentile superiori saranno una catastrofe.

  6. Capisco il caos serale, e quella stanchezza che fa sembrare cose normali, irritanti e fastidiose.

    E comunque “potenza di potenza è una potenza che ha per base la stessa base e per esponente… ” è una filastrocca che ripeto tutti gli anni ai miei ingegnerini del primo anno. L’avessero imparata alle medie, magari …

  7. non sono d’accordo con i commenti sopra: alle medie la mia mamma mi aiutava come te a ripetere la lezione alla sera e devo dire che mi è stato di grandissimo aiuto! mi dava tantissima sicurezza e mi faceva capire cosa davvero sapevo e cosa invece era meglio ripassare ancora!
    sei speciale elasti con i tuoi bambini!

  8. A casa nostra gira un’adolescente alle superiori. Non è che lo scenario sia molto diverso. Alla sola parola “verifica”, io somatizzo col mal di stomaco: roba che neanche quando toccava a me.
    Anzi, ora che ci penso… quando toccava a me, io mi arrangiavo. Dalla terza elementare in poi, credo. Più o meno come tutta la mia (oggi pre-anziana) generazione. A scuola ci andavi preparato o impreparato, a seconda (e con risultati corrispondenti), ma non era affare dei genitori, nella maggior parte dei casi: sceglievi (o ti ritrovavi tra le mani) una delle due opzioni, e ne subivi le conseguenze. Ecco, di solito i genitori entravano in scena insieme alle conseguenze – e poteva essere poco piacevole, ma rientrava nell’ordine delle cose. Bei tempi, col senno di poi.
    Dove e quando ci siamo inceppati, fino a diventare ostaggi dello studio dei nostri pargoli?
    Con questo, non vorrei avvilirti, eh, e perciò mentirò dicendo che migliora, con gli anni, migliora tutto! 🙂

    1. secondo me era proprio il fatto di scegliere una delle due opzioni e trovarsi fra le mani le conseguenze che ti faceva imparare!
      se il genitore fa si che tu sia sempre preparato, ti sfugge il magico nesso fra ‘studio’ e ‘vado bene a scuola’ o fra ‘studio’ e ‘la verifica o l’interrogazione mi lasciano indifferenti, tanto sono preparato’
      non lo so: io mi arrangiavo e avevo scelto di essere sempre preparata (ma solo perche’ ero curiosa come una scimmia) mi prendevo le conseguenze (tipo studiavo di notte se il pomeriggio avevo fatto altre attivita’) e nella vita mi e’ servito tantissimo (tipo a lavoro sotto scadenza)
      e i miei compagni che avevano scelto di non essere preparati lo ammettevano con se stessi e facevano la secchionata la sera prima della verifica (inutile! io andavo a spasso: se c’era compito c’era MENO da fare perche’ non c’era niente di nuovo) oppure prendevano un brutto voto e piangevano lacrime di coccodrillo
      tutto serve (nel senso che mo’ sono persone per bene che han trovato il loro posto nella vita anche loro)
      Claire

  9. Ieri pomeriggio passato a disegnare su un mandarino col pennarello meridiani e paralleli per il primogenito…il secondogenito cercava disperato spighe e bastoncini di cannella per il lavoretto natalizio…anche le elementari non scherzano…

  10. Anche noi siamo vittime delle verifiche rimandate.
    Come cambiano le prospettive: lo studente di casa esulta; la madre preferirebbe levarsi l’incombenza quanto prima.
    Anche io non sono più pronta per le scuole medie…..ops! secondarie di primo grado.

  11. Io sono per l’aiutino. Io non sono stata seguita, ma non ho ricordi piacevoli. Quando è stato il mio turno ho optato per l’aiuto su richiesta. Con il primogenito abbiamo fatto errori madornali con la seconda e la terza siamo notevolmente migliorati. Il problema è non farsi coinvolgere emotivamente, seguirli come se fossero i figli della famiglia Rossi. Praticamente una missione (quasi) impossibile.

  12. Sembra la mia serata di ieri con un hobbit di meno e un felino in più… La grande verifica di storia con relativo ripasso totale, globale, generale… La piccola alle prese con la deriva dei continenti e la sua Pàngea che non riusciva a diventare Pangèa… Pepper, il felino baby che ha scambiato il giorno per la notte e il lettone per la sala giochi…

  13. Che bello le medie….vorrei tornarci perchè in confronto al primo superiore non sono che una passeggiata!!Che incubo!Oggi aveva verifica di latino, interrogazione di matematica e verifica di tedesco ma daiiiiiii……Lui stressato e io con un ansia addosso…Concordo pienamente con Michela..noi genitori siamo ostaggio dello studioi dei nostri figli.Che poi chi m****ia li ha mai fatti i monomi e io polinomi???

  14. Che bello le medie….vorrei tornarci perchè in confronto al primo superiore non sono che una passeggiata!!Che incubo!Oggi aveva verifica di latino, interrogazione di matematica e verifica di tedesco ma daiiiiiii……Lui stressato e io con un ansia addosso…Concordo pienamente con Michela..noi genitori siamo ostaggio dello studio dei nostri figli.Che poi chi m****ia li ha mai fatti i monomi e ipolinomi???

  15. E’ vero…..la nostra generazione doveva fare tutto da sola….io mi ricordo che i miei genitori entravano in ballo solo al momento dei colloqui e anche se tutto andava benissimo, avevano sempre qualcosa da ridire….adesso invece , anche il mio e’ in prima media, mi sembra di essere un coach che deve tenere su il morale della squadra…..lui studia, poi mi ripete ( e solo a me. non sa mai detto che ci metta la voglia di ripetere a padre o babysitter!!!cosi’ se arrivo stanca alla sera mi tocca ancora il ripasso delle materie orali!!) e il giorno dopo deve ancora essere rincuorato sul fatto che sa tutto benissimo, se no’ gli prende il panico…….e cosi’ tutti i santi giorni, io cerco di dirgli che deve fare tutto da solo, ma poi mi prende l’ansia e sposto appuntamenti e pomeriggi lavorativi solo perché devo aiutarlo per la verifica di inglese……spero che con la fine della prima media , si sia un po’ abituato a questo nuovo metodo di studio/compiti e le cose migliorino un po’, se no mi tocca prendere con lui la seconda laurea……e francamente non ne ho piu’ voglia, la scuola e’ diversa, tutto e’ diverso e anche se hai fatto per anni una cosa in un certo modo, adesso devi impararla in un altro perché ci sono nuovi metodi e spiegazioni ……boh!! speriamo bene……comunque sono contenta di leggere che non e’ solo il mio che ha delle “reazioni lacrimose” ai compiti da fare…….

    1. e’ molto importante che tu lo incoraggi al mattino MA sarebbe meglio che imparasse ad incoraggiarsi da solo! perche’ ad un bel momento tu non potrai piu’ farlo (xex se studia una cosa che tu non hai fatto per lui non sarai piu’ attendibile) e invece e’ VITALE incoraggiarsi prima e congratularsi dopo!
      Claire

  16. mi accodo ai commenti di molti: non ho mai avuto bisogno di ripassare la lezione con i genitori, né loro hanno mai sentito il bisogno di chiedere se avessi studiato. in campagna, ma forse anche altrove, esisteva il doposcuola dalle suore. suor maria, che avrebbe dovuto correggere i compiti per casa, non era molto ferrata in matematica (ehm), così, per non offenderla, una volta tornati a casa dovevamo rifarli. ricordo l’oratorio come uno dei momenti più belli dell’infanzia.

  17. la cosa più difficile è resistere alla tentazione di controllare sempre ciò che fa mio figlio, seconda media, come si organizza ecc. Però, dopo la fatica dell’inizio della prima, ora va proprio meglio. Si oganizza, magari non perfettamente, ma si organizza. E’ fondamentale, secondo me, fare finta di non vedere, a volte. Per esempio, a volte capisco che non ha studiato abbastanza anche se dice il contrario perchè non ne può più. E infatti il risultato è un cinque, magari… Però pazienza, la volta dopo andrà meglio e non ha senso che noi genitori li ossessioniamo e li obblighiamo a studiare. Quando mi sono accorta che sapevo melgio io di lui la lezione e che la sua verifica rischiava di diventare la MIA verifica, ho cercato di cambiare, un po’ per volta… Chiaramente lui sa che io so, avendo a mio tempo studiato fino alla laurea, e se chiede io rispondo. Però è il suo turno no? 🙂 Dopo una giornata di lavoro, non ho voglia di studiare ancora!!!!!! Ce la possono fare, fidatevi.

    1. d’accordissimo. l’intervento solo in casi disperati che possono minare l’autostima, e magari da parte di qualcun altro, non dei genitori. Per il resto, ce la possono fare. Una volta la maestra di mia figlia in terza elementare come commento al tema ha scritto: “brava e bravo anche papà”!!! Beccato!!!

  18. Con tutto il rispetto per eventuali prof, trovo che alle medie i compiti siano eccessivi. E’ tutto un rincorrere e riprendere considerando che non tutti sono all’altezza del primo della classe. Dalla seconda superiore meglio forse si gira l’interruttore?

    1. Vedo per una certa generazione di bambini italiani un bel futuro nel call-center dove chiameranno i cinesi e gli indiani che invece sono abituati a farsi un c**o così sin dall’asilo e che conquisteranno il mondo.
      SVEGLIA! L’Italia sta andando in me**a perché nessuno vuol fare più fatica. Idraulici, imbianchini, panettieri, tutti immigrati con voglia di fare!
      E voi mamme invece a furia di “cucciolino mio” ai vostri figli li state disabituando a lottare, impegnarsi, sudare (che secondo voi fa male e fa venire il raffreddore).
      Così le bambine crescono volendo fare la velina o la soubrette, e i ragazzi il calciatore (che fra l’altro per arrivare ci vogliono molte ore di allenamento).

  19. Io ho ancora in casa un ingegnere che prepara gli ultimi esami della specialistica e ripete ancora ad alta voce ! Ogni tanto si ferma e dice ” mi ascolti ?” L’abitudine all’ascolto è iniziata in terza elementare, finirà presto e mi mancherà. È sempre un mezzo per condividere un pezzetto della vita dei figli.

  20. io non sono per sedersi accanto ai figli mentre fanno i compiti. sono per lasciarli organizzarsi e fare da soli. anche perché con tre figli si trasformerebbe in un terrificante lavoro a tempo pieno. però sono dell’idea che interrogarli dopo che hanno studiato o verificare che abbiano capito le cose su cui sono più incerti faccia parte dei doveri dei genitori, dell’accudimento e dell’interesse. ed è un modo per rassicurarli e farli sentire seguiti e sostenuti. però se mi chiede di studiare con lui o fare compiti scritti insieme, la mia risposta è “nemmeno per sogno!”.

    1. ma ciao Elastyyyy

      Stasera mi sei tornata in mente e mi è venuta voglia dei tuoi racconti…

      Bon mi consolo che anche tu non sei pronta per le medie… e si che ormai ci sto dentro da tre anni ma il grande è auto sufficiente la piccola (sigh)
      ma come dicono i prof : “Dai su ci organizzeremo ” -_-

  21. @ Mammamedico , secondo me hai ragione tu e credo che le maestre che chiedono di intervenire, lo fanno perché oberate di lavoro per terminare i mitici programmi ministeriali senza lasciare indietro nessuno.
    Ma leggendo Galatea e altri professori delle scuole medie, questo “interventismo” genitoriale fa parecchi danni eppure una volta che hai iniziato è difficile smettere.
    Mi piacerebbe che un giorno i maestri elementari e i professori delle medie finalmente si confrontassero su questo punto….

  22. mi e’ venuto un dubbio: che ai genitori PIACCIA insegnare ai figli! 😀
    il mi’ babbo ha smesso di spiegarmi la fisica solo quando e’ riuscito a rendersi conto che io l’ INSEGNAVO all’universita’ 😀 ed io naturalmente lo lasciavo parlare e tacevo…
    la mi’ mamma quando ho iniziato il latino mi passava dietro la sedia, traduceva le primissime frasi PRIMA di me e strillava: 😀 e io ad arrabbiarmi che mi rovinava la sorpresa: e’ come fare le parole crociate o i rebus sulla Settimana Enigmistica di un altro…
    a me pare un po’ il fallimento della scuola se i genitori devono seguire i figli: e chi non se lo puo’ permettere, perche’ lavora o perche’ non sa quelle materie??? io credevo che la scuola servisse a dare una opportunita’ a tutti e a livellare le differenze sociali…
    comunque concordo che bisogni imparare a farsi il mazzo sin da piccoli, in altre parole che per ottenere bisogna sudare, e volere una scuola troppo facile per i figli e’ un male… il medico pietoso fa la piaga cancrenosa!
    Claire

      1. Condivido appieno. Così come è la scuola è un fallimento. Mi pare che la spiegazione del genitore debba integrare quella della maestra – parlo delle elementari -, mai sufficiente perché hanno programmi notevoli, devono stare nei tempi ed i bambini non hanno modo di acquisire le nozioni fornite dalla maestra. Temo per la prima media che ha appena cominciato perchè non ha ancora trovato un modo di studio proprio, perché non è abituato a studiare e a ragionare su quello che sta facendo. Colpa pure dei genitori, pronti spesso a correre in aiuto risolvendo il problema. E quando neppure i genitori sapranno come aiutare? Condivido perché se fosse mio figlio avrebbe già imparato a organizzarsi e a gestirsi in autonomia. Nano medio quattrenne in effetti ha già deciso che può andare da solo alla scuola materna….

  23. Il periodo appena prima di Natale è davvero un incubo, alle medie. Non lo rifarei nemmeno sotto cospicuo pagamento. La cioccolata, però, è già un buon incentivo…

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