Nonsolomamma

scusa, hai visto i miei occhiali?

ore 4,10 AM
dring!
Ok, ora mi alzo ora mi alzo ora mi alzo. dunque, i vestiti sono pronti sulla sedia, devo solo raggiungerli. le stampelle? sono di là. ci avranno giocato gli hobbit ieri sera. va be’, che problema c’è? saltello. sdoing sdoing sdoing. ecco qui. questa cosa di preparare i vestiti la sera è vitale. e geniale. però manca qualcosa… ecco. che idiota. le mutande. stordita che non sono altro. ok. zompetto fino al cassetto. sdoing sdoing sdoing. torno sul letto. sdoing sdoing sdoing. sveglierò mister i con tutto questo saltare. deve essere arrivato tardissimo ieri sera da londra. mica l’ho sentito… prendo i vestiti, mutande comprese, e vado i bagno. sdoing sdoing sdoing. pipì. abluzioni minime indispensabili. ieri pomeriggio ho scoperto che riesco a farmi il bagno nella vasca da sola. con la gamba sana giù e quella malata su. ed è pure piacevole. e mi sento wonder woman dell’autonomia igienica. mi vesto. viva i pantaloni a zampa di elefante. mi trucco. va be’, con il gesso posso anche non truccarmi. derelitta per derelitta tanto vale essere coerenti. gesso sotto e maquillage sopra stridono. piantala! la forma a volte è pure sostanza. se hai il rossetto ti senti meno sfigata. quindi vai di trucco. mannaggia! la trousse è in borsa. la borsa è in sala. sdoing sdoing sdoing! che fatica. ora mi spiattello di nuovo. ecco qui. fondotinta, correttore, mascara, blush, rossetto. olè. niente colazione perché non c’è tempo. sdoing sdoing sdoing. ho tutto: chiavi della macchina (viva le automobili automatiche che non richiedono l’uso del piede sinistro! e pensare che odiavo le macchine automatiche), telefonino. mannaggia! il telefonino è rimasto sul comodino. sdoing sdoing sdoing. perché è tutto così difficile? gli occhiali! dove ho lasciato gli occhiali? saranno anche loro sul comodino. no! e ora? forse in bagno ma non mi pare di averli visti… sdoing sdoing sdoing. no, infatti, non ci sono. allora in sala. sdoing sdoing sdoing. prendo le stampelle, va. ché a furia di saltare sveglio tutti quanti. ahi! che male. devo farmi il callo alle mani altrimenti è una tortura. ma gli occhiali? forse in cucina. totòc totòc totòc! le stampelle mi danno troppo fastidio alle mani. salto. sdoing! niente occhiali in cucina. e come faccio a uscire senza occhiali? forse nello studio? sdoing sdoing sdoing! il rischio poi è, siccome senza occhiali non vedo, di non trovarli comunque, anche se ci passo davanti. sdoing sdoing sdoing. ore 4,40. sarei dovuta essere fuori dieci minuti fa! sono una vera idiota. non posso continuare a saltapicchiare per casa come un grillo impazzito. non li troverò mai. sveglio mister i! no dai. saranno due ore che dorme, poveraccio. poi magari non si riaddormenta più… non ho scelta. e poi al telefono si era persino offerto di accompagnarmi al lavoro… lui gli occhiali me li trova in un attimo…

“ehi! mister i! psssst!”
“sgnarl?”
“scusa, ma non trovo gli occhiali. sto saltando per casa come una scema, mi fa male tutto, sono in ritardo! per piacere aiutami!”
“sgnarl. sdronf. spunf. eccoli”
“ma come? dov’erano???? non ti sei nemmeno alzato? come hai fatto?”
“ho allungato la mano. erano, come sempre, sul tuo comodino”
“oddio grazie! che scema sono. grazie! continua a dormire adesso. io vado”
sdoing sdoing sdoing!
“ma che fai, elasti? piangi?”
“io? piangere? ma no! scherzi? piangere io? e perché mai? bah. che idee. ora vado ché sono in ritardo. dormi, tu!”.

meno male che è buio. comunque sono una psicolabile. una stordita psicolabile piagnucolosa. ma nessuno deve accorgersene. l
e chiavi della macchina dove le avevo messe? non erano nella borsa? dove sono finite? sdoing sdoing sdoing.

80 thoughts on “scusa, hai visto i miei occhiali?

  1. Forza Elasti, pensa che anche io esattamente 1 anno fa, 3 gg prima dell’inizio di un lavoro importantissimo , mi feci ruzzolando 25 scalini della metropolitana Lepanto di Roma. Ricordo che solo un uomo mi aiuto’, mentre io farfugliano come una bimba che volevo mio marito. andai al pronto soccorso ma il responso fu solo di ematomi vari che con quintali di arnica si attenuarono e mi permisero lo stesso di iniziare il lavoro. ti prego di delegare qualcosa e chiedere aiuto pero’ ..forse ce la farai anche da sola in questi 25 gg ma corri il rischio di esaurire le energie fisiche e psichiche che sono fondamentali per chi fa lavori con orari sballati. ps: ma lo sai che l’astragalo è anche una pianta assimilabile alle echinacee.. 🙂

  2. Sai quali sono un paio dei tuoi (svariati) aspetti fenomenali? Che non hai paura di metterti a nudo come fai qui, e che poi in radio tutto questo non si sente, e qui a 2000km arriva solo l’allegria.
    Ammiro chi ha questa capacità, e mi auguro sempre che abbiano almeno un paio di luoghi propri dove non dover fingere. Famiglia, amici, un monastero tibetano…

  3. Io ho risolto il problema “occhiali” lasciando in macchina il paio precedente a quello che porto ora. Per la variante “chiavi della macchina”, attenzione a quando si butta, ovviamente di fretta, la carta, l’umido, la plastica… possono scivolare nel bidone senza che ne resti traccia nella coscienza vigile. Ci pensa poi l’inconscio, di notte, a farti intuire cos’hai fatto e a farti tuffare nel bidone all’alba appena fa luce, prima che passi il camion dell’Amsa… consolata?

  4. Una volta tanto, care signore, lo vogliamo celebrare degnamente un marito che:
    – torna di notte senza far rumore
    – si offre per telefono (per telefono!) di accompagnare la moglie
    -ritrova gli oggetti smarriti (anzicchè smarrirli e chiedere alla moglie dove sono)
    – pur assonnato si accorge che la moglie piange
    Non è da sposare un uomo così ?

  5. Elasti, anche se c’è dell’ironia, non mi piace vedere scritto il termine “psicolabile” così, tanto per fare. Lo trovi insultante? Per di più accostato a piagnucolosa. Ma perché anche da questo post talvolta si propone l’idea della donna onnipotente? Ma cosa c’è di tanto “malato” nelle emozioni del tutto normali? Attenzione a giocare con queste parole, non ci fanno bene
    Con affetto
    ilaria

      1. me ne faccio tante, ma sulle donne che appena piangono si sentono delle “psicolabili” non ci trovo proprio niente da ridere. Superomismo dilagante.
        E poi, dobbiamo proprio ridere di tutto per forza?

      2. Piccola domanda: perchè se vedi una persona senza (ad esempio) le gambe non ridi, e se si tratta di una persona con malattia mentale si?
        E come aggravante: tutto ciò per perpetuare il mito della “mater familias” eroica e dedita al sacrificio? Ma de che?

        Floralye

  6. Un Mister I in questi casi è proprio quello che ci vuole, soprattutto se ha il radar per gli occhiali. Coraggio Elasti: piangiucchia pure, ma non ti abbattere. Di sdoing in sdoing, passerà anche questa!

  7. Forse qualcuno te l’ha gia’ suggerito… non mi va di leggere tutti i commenti… comunqe, la risposta al tuo problema non sono i calli sulle mani, bensi’ le spugne sotto le mani (sopra l’impugnatura delle stampelle) vedrai, vera svolta! Baci Fra

  8. Premesso che a me non sei sembrata neanche un po’ meno “eroica” in questo racconto in cui, a un orario antelucano, fai praticamente tutto da sola e per di più con una gamba sola, anzi.

    Ma hai sentito un fisioterapista per l’uso delle stampelle? Mi raccomando, che è importante! Nel frattempo, puoi arrotolare un po’ di gommapiuma intorno alle “manopole” 🙂

  9. Mmm suggerisco un paio di guantini da bici… Mio figlio li ha usati quest’estate quando si è rotto anche lui un piede e le stampelle gli facevano malissimo alle mani! Sono ottimi e sono imbottiti proprio dove serve! Fossimo più vicine ti porterei i miei… Ma puoi mandare mr I in quella catena francese di negozi di articoli sportivi che comincia con la D… Vedrai, andranno benissimo e non sono neanche troppo tristi! Auguri! ☺️

  10. Elasti! non scrivo mai ma avendo tolto le stampelle solo da qualche giorno capisco cosa stai passando! sono una scocciatura enorme ma ti assicuro che dopo la prima settimana ci fai l’abitudine.
    Per il dolore alle mani ti consiglio di arrotolare della gomma piuma sui manici e di mettere dei guantini da bici, ti salvano la vita!
    vedrai che 25 giorni passano in fretta, un abbraccio grande!! :))

  11. Ogni tanto versare “qualche” lacrima fa bene. Ci si sfoga e, se ti capita come a me l’altro giorno mentre tornavo dal lavoro in motorino piangendo sotto la pioggia con una marea di problemi grandi e piccoli in testa… Insomma, mi sono fermata e mi sono detta: “Vincerò io! Ce la posso fare e non mi farò abbattere! Sono più forte della vita che ogni tanto cerca di abbattermi!”. Lacrime asciugate e sono “ripartita”…. Un bacione e… In gamba!

  12. “ma che fai, claudia? piangi?”
    “io? piangere? ma no! scherzi? piangere io? e perché mai? bah. che idee. ora vado ché sono in ritardo. dormi, tu!”.
    Sarò una romantica incallita ma io leggo solo parole d’amore.

  13. Ma no Fefo….Decathlon!!
    Elasti usa le stampelle ti prego, rischi di rovinarti l’altra gamba….due anni fa sono stata operata al piede destro ed ho usato pochissimo le stampelle, era più comodo saltellare….così due mesi fa sono stata operata al menisco sinistro! Stavolta però stampelle a go go!

    1. BOH: la mia amica, venuta a trovarmi da Milano al’lnghilterra dopo che ero finita in Ospedale, mi ha chiesto a bruciapelo: ‘ma te piangi mai?’
      io ho farfugliato un ‘beh no, ma non perche’ mi trattengo: non mi viene…’ e lei mi ha detto studi hanno dimostrato che le donne vivono piu’ degli uomini perche’ piangono di piu’, che il pianto e’ fatto apposta per sfogare una tensione altrimenti dannosa per l’organismo e che e’ per quello che le donne sono meno soggette ad attacchi cardiaci! :O
      Claire

  14. Ma non e’ che ti sei commossa, per la felicita’ di avere mr I accanto in un momento in cui hai bisogno e voglia di lui? Penso sia bello sapere che c’e’….anche solo per farsi aiutare a trovare gli occhiali in posto in cui sono sempre stati! Coraggio 25 giorni passano in fretta…anzi pensa che oramai sono solo 23 🙂

  15. Io mi sono rotta due dite della mano sinistra e lussata una spalla destra e 20 giorni ho partorito . Due mesi senza usare le braccia e con una neonata al seguito . Ho imparato a lavarmi con le 3 dita salva della mano sinistra . I primi giorni sono i più duri…. Vabbe pure gli altri! Ma tu sfogati !!! Un abbraccio grande

  16. Deve essere molto molto dura, tanta solidarietà, ma fatti aiutare di più e cerca di organizzzare il tutto al meglio, la sera prima di andare a letto fatti radunare tutto in bagno dagli hobbit!!!!!

  17. Scusa eh ma che fai, GUIDI con il gesso ??
    è pericolosissimo, se ti fermano ti multano, e se fai un incidente l’assicurazione non paga i danni, a te e a chi li ha subiti !!
    GG

    1. Codice della Strada all’ art. 140 secondo comma, che così recita testualmente: “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile“.

      ‘art. 115 del c.d.s recita così:
      “sono da ritenersi causa di non idoneità fisica alla guida, anche se muniti di patente, tutte quelle alterazioni anatomiche e funzionali, di carattere patologico, fisiologico od occasionale, che influiscono sull’attitudine del conducente a fronteggiare situazioni che richiedano prontezza di riflessi e facilità di movimenti ed in particolare, ad es., le seguenti:
      -….
      -gli impedimenti causati da ingessature o fasciature strette.
      ….
      Fonte: Prontuario delle violazioni alla circolazione stradale di gennaio 2009 del Dr. Giandomenico Protospataro.

    1. non si può guidare la macchina con il piede ingessato anche se ha il cambio automatico. se ti fermano ti ritirano la patente, se fai un incidente l’assicurazione non paga.

  18. come ti capisco…. mi sono rotta un gomito due mesi fa ed ero convinta di poter fare tutto, da sola, e che comunque entro breve tutto sarebbe tornato a posto…. col cavolo!! chiedi aiuto! fidati! un abbraccio

  19. Claudia! Compra un paio di guantini da bicicletta, senza dita e con il palmo rinforzato. Sono INDISPENSABILI per andare di stampella! Un bacione e coraggio!

  20. I veri eroi sono quelli costretti su una sedia a rotelle per tutta la vita e che cercano, nonostante tutto, di dare serenità alla propria famiglia, facendo finta che ciò sia normale. Da mamma di 2 bambini piccoli, a cui è stata diagnosticata una malattia invalidante e progressiva e forse anche mortale mi sento un po’ offesa da tutto questo inutile senso del tragico.

    1. Debbie la tua situazione è una tragedia, la situazione di Elasti è comica, perchè è temporanea.
      A te va la solidarietà e l’augurio di farcela ogni giorno, e anche quello magari di un miracolo, perchè qui nessuno è un mostro o indifferente ai veri problemi della vita o ai veri eroi.
      Però questo è un blog, niente di importante, è solo intrattenimento, è un passatempo per la maggior parte delle lettrici, quasi nessuno si conosce personalmente, qui non si guariscone le malattie, non si fa terapia di gruppo, non è il posto giusto.
      io leggo qua perchè a volte mi diverto, a volte trovo degli spunti molto interessanti, e a volte mi commuovo, ma in maniera veloce perchè poi ho la mia vita, i miei problemi e le persone a me vicine e reali da accudire.
      fondamentalmente poi dei problemi di elasti me ne frego, non sono io che glieli devo risolvere, non è una mia amica, non è mia sorella, dopo aver letto giro lo sguardo altrove e vado avanti con la mia di vita.
      Ci vuole leggerezza per affrontare i problemi e te lo dice una che con una persona con un vero e perenne handicap fisico, ci vive.
      buona fortuna

    2. Cara Debbie, mi dispiace moltissimo per la tua situazione che certamente richiede forza ed eroismo. Sono totalmente consapevole che i miei non sono problemi alti e che le tragedie, nella vita sono ben altre. non è assolutamente nelle mie intenzione offendere chi quotidianamente lotta con le difficoltà vere. i toni che uso, sempre, sono all’insegna della leggerezza e dell’autoironia e sono convinta che ridersi addosso, nelle piccole sfighe della vita, sia un toccasana terapeutico. se ti sembra invece che qui si manchi di rispetto a chi, come te, sta soffrendo sul serio, mi dispiace moltissimo ma credo che l’unica soluzione sia smettere di leggermi, sapendo che, se e quando ti tornerà la voglia di passare di qui, sarai la benvenuta.
      un abbraccio e un grande in bocca al lupo.

  21. Ha ragione Debbie….però questo e’ un blog che presenta spesso toni volutamente tragicomici. Claudia lo sa benissimo quali sono le “vere” tragedie della vita, il “personaggio” Elasti ha comunque tutto il diritto di sentirsi sfigata e piangiucchiare un po’ ogni tanto ( del resto chi l’ha detto che i veri eroi non piangono mai? Prima di Spiderman, Batman e Superman non piangevano forse Enea, Ulisse, Ettore?).

    1. Ma pensi che Elasti non sappia difendersi da sola? è vero, oggi sono un po’ polemica e in molte potrebbero dirmi di cambiare blog, che qui si deve solo ridere etc. etc. ma Elasti ormai è grandina, dovrebbe rendersi conto da sola che in un Italia allo sfacelo avere una casa nuova, grande, un nuovo lavoro, una nuova macchina, per di più regalata, una au pair e certamente anche la colf non è la normalità di tutte noi. Detto questo io credo che anche da questo blog, che vuole essere ironico, si possa far qualcosa per attirare l’attenzione sulle difficoltà delle mamme e anche delle non mamme (dunque donne) che vivono in questo paese. Ha il sano diritto a lamentarsi perché la situazione è oggettivamente dura, anche se c’è sempre chi sta peggio, come Debbie, a cui va tutta la mia solidarietà. Ma il punto non è questo: non dobbiamo vergognarci di sentirci stanche, sfinite, talvolta tristi. Cosa succede? Se si è tristi e malati questa società di rifiuta? e dunque mamme, lavoratrici (spesso assenza aiuti), donne e anche magari felici, sexy, pettinate? Perché ci dobbiamo sentire delle “matte” o “psicolabili”? ma secondo il metro di chi?
      Ilaria

      1. no non polemica, direi pallosa……ma possibile che siate tutte così serie?!!! evviva Elasti che fa abbracciare la leggerezza con la profondità e ci fa fare qualche sana risata anche quando da ridere ci sarebbe ben poco (e di cose serie mi pare ne faccia ben tante in altri posti).

      2. oddio ma cosa c’entrano adesso la casa di Elasti e la macchina e la aupair e diosacosaltro? Se quello che lei “ha” (senza tra parentesi averlo tolto a nessuno) se il solo fatto di avere una vita felice la rende inadatta a raccontare alcunché potrebbe direttamente non scrivere più nulla.

        Detto questo io penso che lo psicolabile se lo sia detto perché razionalmente non trovava nessun motivo per piangere in quel momento, forse non lo trova nemmeno adesso, non lo trovo nemmeno io onestamente eppure so che mi è capitato, capita di avere i nervi in marmellata a volte, a tutti noi, senza un motivo razionale.

    2. Eppoi la smetto, che altrimenti abuso della ospitalità di Elasti, che, tra l’altro, seguo sempre con piacere. rischio di diventare un troll e di essere fraintesa.
      Volevo solo dire che anche se ha una vita tendenzialmente felice, capita di sentirsi con le lacrime in tasca e non per questo dobbiamo sentirci in colpa o vergognarcene o per forza fare le eroine con il piede rotto.
      Mi dispiace anche per chi, come Debbie, ha motivi molto più seri e dolorosi, coraggio Debbie!!!
      I

  22. Scusami Gloria, non volevo urtare la suscettibilità di nessuno. Mi rendo conto di essere ormai fuori target per questo blog. Avete tutta la mia invidia.

    1. Ma no, Debbie mi hai fraintesa! Non ho avuto modo di. continuare la risposta…ripeto hai ragione, in una situazione come la tua ci mancherebbe fossi io urtata..

      1. Debbie da quando ho letto il tuo post ti sto mandando abbracci mentali appena ho uno spiraglio fra le occupazioni quotidiane. So che non serve a nulla, ma è tutto ciò che posso fare.

    2. Debbie non te ne andare: non puoi stare a contatto solo con cose tristi o angoscianti!
      Anche il mio papino e’ stato in sedia a rotelle 12 anni e la vita – ora lo posso dire – era una vera merda, fra difficolta a spostarlo e lavarlo, burocrazia, strade e uffici pubblici impraticabili e cittadini maleducati e irrispettosi della legge… Ma se mi sono salvata (mi sono salvata??? non lo so! ha! ha! chiedetelo al mio psichiatra) e’ stato perche’ ho cercato – talvolta anche ostinatamente – di stare in contatto con persone che mi facessero ridere, oltreche’ riflettere e dare supporto.
      Comunque sia nessuno potra’ lenire il tuo dolore e io ti abbraccio e ti mando tanta energia. La vita riserva mille piccole o grandi gioie anche a chi e’ duramente colpito dalla ‘sorte’: UNA VOLTA questa mi sembrava una frase retorica e teorica ma ti prego di credermi: e’ vera! ORA l’ho provata sulla mia pelle!
      Claire

  23. Mi illudevo che riuscivo a stare a letto e riposare, peccato. Elastico sei proprio incredibile. Auguri doing, doing ! ( doing = fare mi sembra più appropriato, lo sdoing lascialo ai pigroni incoscienti come me)

  24. che ridere :))))))))) io faccio lo stesso andirivieni tutte le mattine, anche senza il gesso e le stampelle. gli occhiali, non li trovo mai. mi capita di essere tutta vestita, cappotto e scarpe comprese e di girare per casa in cerca degli occhiali. invidio certe mie amiche che sono iper ordinate, control freaks, che sanno sempre tutto e hanno il completo controllo dell’ubicazione di tutti gli oggetti casalinghi e di corredo personale

      1. esatto: io posso solo chiamare qualcuno che me li cerchi!
        e non e’ il posarli la sera (facile: comodino!) quanto lo sfilarli per mettersi il maglione… eddddovecavolo li avro’ appoggiati?
        se sono a casa da sola mi viene la tentazione di suonare ai vicini..
        Claire

  25. cara Elasti, da un anno sto lottando contro i postumi di una “semplice” rotula fratturata. Un intervento, 29 punti, inserimento di titanio, altro intervento dopo 9 mesi, estrazione del titanio, altri 29 punti sullo stesso taglio, e manomissione violenta di tutti i tendini possibili orrendamente ispessiti. Oltre a una cicatrice orrenda e un pallido ricordo del mio ginocchio di un anno fa. Coraggio! forse meglio l’astralago!

  26. La ricerca degli occhiali e’ un classico anche per me e li lascio sempre nei posti piu’ impensati ma penso fossi anche la persona piu ordinata di questo mondo sarebbero in giro lo stesso….ne ho un paio sempre di scorta in un posto fisso e nelle emergenze attingo da li’,comunque li ho sempre ritrovati alla fine!

  27. Sdoing sdoing!! Forza Cla!!che saltando qui e la trovi tutto o quasi…
    Mi hai ricordato una umida mattina fiorentina di tanti anni fa quando la mattina della laurea in architettura di D. gli occhiali erano spariti…e benché nessuno avesse alcuna frattura e alcuna stampella, eravamo un gruppo di pugliesi che erano andati a letto troppo tardi e con qualche vinello di troppo: abbiamo saltellato pure noi ovunque, in preda al terrore, per trovarli prima della seduta. E ce l’abbiamo fatta. Come te. Vedi?

  28. Comunque da domani prendi il taxi ! Questi ti fanno seguire da carabinieri, polizia, vigili…buona domenica a tutti da me è primavera !

  29. Debbie, anche io mi sento fuori posto in questo blog, ma per altri motivi. Infatti ci vengo molto meno di prima. Soprattutto si vede che molte lettrici non leggono gli altri commenti ma si affrettano solo a raccontare che pure a loro è successo bla bla bla. .. se avessero letto il tuo commento avrebbero smesso di scrivere idiozie. Ti abbraccio forte e ti dico: coraggio! Continua ad essere forte, per i tuoi figli ma pure per te stessa, ti auguro ogni bene

  30. Il commento di Debbie mi ha davvero molto colpito anche perché rispecchia la condizione di tante persone oggi afflitte da dolori,difficolta’ piu’ o meno superabili.Detto questo non si puo’ chiedere a una singola persona di accollarsi i problemi della societa’.Leggo vari blog,mi appassionano le storie vere che mi accadono intorno,ho attraversato anche io momenti bui nella vita…..ho due figli che sono sani e questo mi da una forza incredibile,questa dovrebbe essere la salvezza per tutti…dico dovrebbe.Apprezzo molto le riflessioni profonde e la troppa leggerezza a volte mi disturba ma penso che bisogna ogni tanto bisogna anche ridere ed essere leggeri per sopravvivere ed e’ questo che auguro a Debbie,di poter trovare dentro di se la forza per salvarsi,perché nessun altro te la puo’dare.un saluto

  31. Momento di panico: nuda nella doccia dell’ufficio, ho appoggiato gli occhiali, non ho idea di dove siano (sono miope) e in questo stato non posso certo uscire e chiamare aiuto (ma se non trovo gli occhiali non posso vestirmi)
    poi mi siete venute in mente tutte voi, mi son fatta una risata, mi sono calmata e li ho trovati!
    grazie a tutte!
    Claire

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...