Nonsolomamma

l'astragalo, questo sconosciuto

“qui c’è una frattura: distaccamento dell’astragalo”
“astragalo?”
“astragalo, è un osso del piede”
“ma come è possibile rompersi inciampando come una scema sui gradini della metropolitana?”
“è possibile. è possibile anche peggio. comunque andrà a posto”
“bene. grazie di dirmelo”
“però bisogna mettere il gesso”
“no! il gesso no!”
“se vuole guarire mette il gesso, se no firma e va a casa”
“no, no. lei è il medico e quindi il capo. metto il gesso se lei dice che devo mettere il gesso”
“e deve anche farsi una iniezione al giorno di eparina nella pancia”
“pure?”
“già. ma vedrà, imparerà a farsele da sola in un attimo. ora l’infermiere che le mette il gesso le insegna anche a farsi le iniezioni”
“ah che bellezza. non si finisce mai di imparare”
“mi dispiace. ma sono cose che capitano. ah! e si procuri delle stampelle perché non può appoggiare il piede”
“senta, e per quanto tempo deve durare questo ambaradan di gesso, stampelle e punture nella pancia?”
“25 giorni”
“apperò!”.

ora elastigirl alterna sindrome da supereroina a sconforto lacrimoso e apocalittico. si allena nella sofosticata arte del trasporto di oggetti con stampelle al seguito e prova, con scarsi e al momento dolorosi risultati, a saltellare per casa su un piede solo come un fenicottero impazzito. deve imparare a fare un passo indietro, a delegare, a chiedere. ma non è tanto brava. ora vorrebbe lavarsi senza essere aiutata, avere vestiti da mettersi oltre a quel paio di vecchissimi jeans a zampa di elefante, essere a proprio agio nelle retrovie, rassicurare gli hobbit che la mamma è sempre quella lì anche se zompetta e non cammina, teletrasportare mister i qui da londra e non farlo più partire fino al 28 febbraio, dormire. moltissimo

59 thoughts on “l'astragalo, questo sconosciuto

  1. Ti capisco, anch’io sono come te e non riesco mai a delegare nulla….ma ci sono casi in cui bisogna fermarsi e pensare un po’ anche a noi stesse, forse per causa maggiore e non per scelta, ma e’ inutile e controproducente insistere….tanto lo sai, scoprirai che i bambini dopo un paio di giorni di rodaggio, riprenderanno a fare la loro solita vita senza pensare minimamente al tuo gesso e tu hai la possibilita’ di farti aiutare dalla ragazza au pair…….approfittane e cerca di riposare…….magari Mister I. ti fa una sorpresa e si mette davvero in ferie fino al 28/2……..vai mai a sapere…….

  2. Coraggio! Ci vuole pazienza, tanta pazienza in queste situazioni. Pazienza per aspettare i 25 giorni, pazienza per imparare a chiedere aiuto, pazienza per non arrabbiarsi quando qualcosa non è fatto come se ci fossi tu, pazienza per riderci un po’ su. Non sempre è facile ma… Pazienza… Tant’è!
    Auguroni!!!

  3. Ti ho visto su fb sei carina! Certo è capitato ora che c’è stato il cambio ! Fai salire i tuoi suoceri scusa se sono impertinente ma mi dispiace x te!

  4. Basta abituarsi. Io con le stampelle e il gesso facevo anche le lavatrici e stendevo i panni. Basta trasportare i panni in un bustone o un sacco di plastica dura, tipo quelli che danno per la spesa, da mettere a tracolla o in spalla.

    1. Poi se hai una sedia con le ruote in casa, magari nella stanza dei tuoi figli, non hai proprio scuse per rimanere sul divano. Puoi cucinare e fare la lavastoviglie.

      1. io sulla sedia con le ruote, 38 anni fa, mi ci inginocchiavo con la gamba rotta e con l’altra mi spingevo in giro per casa. così mi restavano le mani libere per cucinare e fare tutto quasi come prima….

  5. Ciao, per esperienza diretta (45 gg di gesso) evita di saltellare sull’altro piede senza stampelle. Il risultato nel mio caso è stata una fastidiosa tendinite… In questi casi è indispensabile avere almeno un arto sano! Concordo con gli altri post: alla fine riesci a fare veramente di tutto! In bocca al lupo

  6. non ti preoccupare, ci si abitua prestissimo al riposo forzato, soprattutto dopo un periodo di super lavoro! per fare la doccia tutto sommato è inverno, quindi il problema non sarà quotidiano. buon riposo, vedrai che la tua famiglia dimostrerà di essere bravissima!

  7. Ho letto tra i commenti al post precedente che l’incidente è avvenuto mentre mandavi o leggevi un sms e ho pensato che prima o poi succederà anche a me… (il fatto che nella città in cui vivo non ci sia la metropolitana non credo sia un deterrente 😉 ).
    Mi dispiace tantissimo: ci si abitua a tutto, immagino anche alle stampelle (come conferma chi ha scritto qua sopra), ma non si può negare che sia una seccatura, una grande seccatura.
    In bocca al lupo e… in gamba (è il caso di dirlo)!

  8. Pat pat sulla spalla… quando mi sono sbriciolata il polso facendo ginnastica (ere geologiche fa…) sono stata “bendata” per lunghi periodi… ma non potevo neanche scrivere (andavo ancora a scuola, sai com’è)… Per tutto il resto, mi unisco al coro: pazienza, e si, a delegare si impara, meglio tardi che mai…
    P.S.: l’astragalo non è uno degli ossi della caviglia (anatomia, questa sconosciuta!)? E forse (ma forse sto dando i numeri) non è anche il nome di una pianta dalla quale si ricava(va) un liquore?
    Così, giusto per inserire un elemento di “distrazione”… 😉

    Floralye

  9. Mi è partito il commento…
    curiosità da scema: ma le iniezioni nella pancia, perchè? Non sono quelle che si fanno a chi è immobilizzato a letto?

    Floralye

    1. eparina. si fa sempre per precauzione nel caso di fratture di arti inferiori che richiedono gesso e quindi riposo dell’arto per un certo tempo. serve a scongiurare il rischio di tromboembolie. ops… deformazione professionale…

  10. Ciao… Anche io ti dico che alle stampelle ci si abitua anche se con tanta pazienza. Mi raccomando non saltellare se no ti crei dei problemi… Le stampelle vanno usate correttamente (una frattura della tibia insegna…). In bocca al lupo e fai rientrare il marito… Questo è un caso di emergenza!

  11. Ti ho sentita stamattina! Managgia! Però per esperienza ci sono anche dei lati positivi … li si trova accettando un limite come una nuova esperienza. Il gesso non è uno stato mentale, sicuramente non per te. Ti seguo sempre con affetto. Francesca

  12. 15 agosto parco di S. Rossore ferma a parlare con amica, mi giro per camminare e prendo una buchetta, stesa lunga per terra senza sapere perchè: rottura del legamento astragalo peroneo (non sapevo di averlo!) Stampelle: non le so usare, dolore terribile alle braccia, imparo! sedia con ruote della scrivania del mio bimbo: utilissima per muoversi in casa; per finire affitto di sedia a rotelle per uscire che Franci spinge soddisfatto. Ho capito che è praticamente impossibile muoversi anche in una città piccola come Pisa, (tutta la mia solidarietà a chi non può camminare). I giorni all’inizio sembra non passino mai, mi ha aiutato “il cardellino” di Donna Tratt (solo più di 900 pagine) e poi ci si abitua… ma non finisce qui poi la fisioterapia…ma come non ha l’assicurazione?? la mia vacanza mancata è andata al centro di fisiokinetica … comunque bravi!! e allora tanti auguri Elasti

  13. ma pensa te! consigli per fare le lavatrici, stendere i panni e fare la lavastoviglie! peggio del papa che ha detto che maria stirava! approfitta e non fare niente 🙂 leggi e basta 🙂 🙂 spero che non ti faccia male. un abbraccio

  14. Come ti capisco, oh come ti capisco! In tre anni mi son fatta nell’ordine:
    -infrazione dell’alluce, provocata dal Cucciolo in scivolata sul mio piede (10 giorni)
    -tromboflebite (40 giorni) con eparina
    -distorsione della caviglia (10 giorni).
    Si impara a delegare…e anche a saltellare. Approfitta per riposare, leggere e vedere qualcosa di interessante in tv (se ci riesci!)

  15. Se posso un consiglio: non saltellare sull’altra gamba. Stampelle ben usate, sempre. E poi riposo, che non fa male 🙂 e mi raccomando le firme! potresti indossare dei pantaloni di tuta: hai la scusa 😀

  16. quasi come una variante di “mmm buona questa cadrega” !
    Coooomunque dimentica subito il discorso peli peletti e foreste…… e tieniti pronta che quando lo toglieranno sarai più interessante, per gli hobbit, dell’album dei dinosauri!
    Ti sei già premunita di un preziosissimo ferro da calza, nevvero? 🙂
    Baciiiiiiii ( come se te lo scrivessi sul gesso )

  17. Grazie a mammamedico per la spiegazione sull’eparina… che però mi ha fatto venire i brividi…
    Io ODIO le iniezioni, di qualsiasi formato, tipologia e funzione, e avrei dato i numeri più per quelle che per l’incidente in se… e tra l’altro sono ben felice che per i due cesarei non me le abbiano fatte…
    Floralye
    Floralye

  18. L’astragalo era l’ossicino (in versione animale) con cui gli antichi romani prevedevano il futuro e giocavano a dadi. Quando Cesare disse “Alea iacta est” probabilmente aveva in mente un astragalo. Direi che è un bellissimo pezzetto da rompersi, metacarpo non avrebbe avuto lo stesso effetto!
    Fatalaura
    PS: Non fare le lavatrici con la sedia con le ruote, perché quando gli astragali sono sfavorevoli non bisogna sfidarli
    FL

  19. Piccoli consigli da chi si è fatta due anni di stampelle e tre interventi per una caduta correndo (…) con fratture a ENTRAMBE le gambe…
    Come primissima cosa trova in sanitaria quelle stampelle che si agganciano all’avambraccio, ti liberano le mani senza bisogno di cercare continuamente dove appoggiare le stampelle che comunque cadono.
    Procurati un marsupio capiente da tenere anche in casa per avere sempre con te cose, tipo il cellulare, che non puoi tenere in mano quando usi le stampelle
    Piede sempre in scarico, su una sedia o uno sgabello, così l’Eparina fa il sup dovere nel modo migliore.
    Un abbraccio, 25 giorni passano velocissimi!

  20. con le iniezioni di eparina mia madre fu protagonista di un episodio davvero comico. Era sera, c’eravamo solo lei ed io a casa, lei si morde la lingua per non so bene quale motivo… insomma, si fa un taglietto. E sanguina come se non ci fosse un domani.
    Chiamiamo la guardia medica, spieghiamo il tutto, ci dice “eh, niente, dovrebbe mettere il ghiaccio e aspettare che smetta. Certo se sta facendo le punture di eparina (che ostacolano la coagulazione del sangue) ci vorrà un po’…. ”
    E insomma, mia madre per mezz’ora con la lingua di fuori e il ghiaccio sulla lingua!!! 😀

    (abbracci solidali e buon riposo)

  21. Prendilo come un segno. Probabilmente il cosmo ha deciso, per il tuo bene, che devi rallentare e delegare (e chiedere – fino ad esigere – aiuto e presenze amiche). Magari il cosmo (sempre lui) ti aveva già mandato dei segnali, che tu non hai colto. S’è fatto decisamente più esplicito, allora. Vista l’escalation, ti consiglio di valutare attentamente il messaggio, e fare quello che la tua guarigione richiede 🙂 .
    Detto da una che in un periodo di “non-posso-assolutamente-fermarmi-ma-scherziamo” si è procurata banalmente una bruttissima distorsione alla caviglia: 20 giorni in infortunio, di cui 10 senza poter poggiare il piede per terra (e i restanti senza poterlo caricare). Da allora, prendo molto sul serio anche due linee di febbre, chiedendomi: “Sarà mica che il cosmo mi sta comunicando qualcosa?”… sisammai …

  22. Olè, ormai è fatta, sigh!
    Ma puoi imparare almeno due cose da questa esperienza:

    Lezione n. 1 (poi mi insegni) -imparare a delegare.

    Lezione n. 2 (qui forse insegno io a te..perché spesso non lo dicono) -mai massaggiare il punto dell’iniezione dopo l’eparina. Essendo un anticoagulante, ti procuri un bel livido.

    Prova provata.

  23. ma il marito è l’unico che lavora in una università e non si assenta mai un giorno??? i miei prof li dovevo inseguire per giorni e giorni….almeno qualche giorno il mondo potrebbe andare avanti senza di lui, o no!
    non saltellare che se prendi una storta al piede sano sei fritta e poi ti diranno anche che te la sei cercata.
    Vai di stampella, fai quel che puoi fare….e poi scommetto che oltre alla au-pair hai anche la donna delle pulizie….o no?

  24. Cara Elasti, che mi sei cara anche se non ci conosciamo di persona,
    può anche darsi che questo tempo nelle retrovie ti faccia vedere nuovi dettagli e colori della tua vita, che condividi con tanta grazia e leggerezza!
    Auguri intanto…

  25. Cara Elasti, sai che abbiamo anche non uno ma ben due capitelli radiali? No? Neanche io… finché per una banale caduta a volo d’angelo non me li sono rotti tutti e due. 21 giorni di gesso alle braccia. Una comica.

  26. Cara elasti, come ti capisco, esattamente l’anno scorso ci sono passata anch’io con un legamento del ginocchio partito.. Tre figli, marito vigile del fuoco ma soprattutto lavoro autonomo e casa senza ascensore (3 piani di scale).. Sono diventata il mito della stampella..porta pazienza e sfrutta l’occasione per riposare un po’.. A volte non tutto il male vien per nuocere.. Si dice..

  27. Consigli di sopravvivenza minima dopo 2 mesi e mezzo di stampelle alle spalle… e una casa su tre piani (!!!): non pretendere di portare un bicchiere d’acqua fino al comodino; non portare il portatile sotto braccio fino alla stampante; in discesa fare le scale col sedere; mettere una sedia da giardino in doccia, avvolgere lo zampone in sacchetto non biodegradabile e poggiarlo su uno sgabello posto fuori dalla doccia.

  28. Marsupio per cose veloci, dal cordless al cellulare (da usare, quest’ultimo, con gli auricolari), zaino o tracolle ma meglio zaino su due spalle, per gli oggetti indispensabili quando esci. Per tutto il resto, ci sono anche tre hobbit che ti possono aiutare: ti garantisco che anche lo hobbit piccolo è in grado di caricare una lavatrice con le tue istruzioni passo passo.
    E un giorno è già passato, vedi?
    Roberta

    1. anche a me impressionavano parecchio ma poi, ti dirò, si fanno tranquillamente e con gli hobbit guadagni 6000 punti Rambo.
      elasti sloggata

  29. Auguri! Sentito del gesso stamattina… Beh si prima avevo il gesso anch’io e non ascoltavo Caterpillar AM! 32 giorni di gesso e 7 giorni di tutore!!! Ma ho scoperto molte cose belle, sopratutto che tutti ti danno una mano!

    1. beata te!
      io quando avevo il gesso a bologna ho scoperto che nessuno ti lascia il posto in bus, manco se lo chiedi, la gente ti urta in piazza e passa alla velocita’ della luce in bicicletta e sulle strisce pedonali!
      e mi son chiesta come facciano gli anziani malfermi a trascinarsi per le vie della citta’ con quei rischi, perche’ io avevo paura!
      perlomeno adesso ci sto attenta, e se vedo un vicino col braccio ingessato mi spiccio ad offrirmi in caso di aiuto / emergenza perche’ quando non c’e’ nessun altro in casa anche le cavolate diventano drammi!
      claire

  30. Ti seguo sempre! Tranquilla io mi sono rotta la tibia in due punti (e anche un po’ il perone) facendo lo scivolo con mio figlio….non le montagne russe, lo scivolo! Risultato 6 viti, un chiodo nella tibia da togliere tra un anno e 5 mesi di stampelle. Non so più quante iniezioni nella pancia….ma ci si abitua, sai?

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