Nonsolomamma

forse sì forse no

“ci prendiamo un caffè domani pomeriggio o venerdì?”
“eh, sarebbe bello. ma mica lo so dove sarò domani o venerdì”
“hai un orizzonte temporale orario, tu, nella tua vita?”
“più o meno. forse vado a roma, fino a metà giugno, per un lavoro abbastanza folle”
“a roma? e come fai con gli hobbit, la fine della scuola, le pizzate, le recite, il saggio di teatro, di flauto e tutto il resto?”
“eh, appunto, come faccio? non mi è chiaro. sarebbe un’incredibile gimcana, un frenetico alternarsi tra me e mister i… però, non so… questo lavoro dura poco, è nuovo per me ed è una tale mattana che forse devo provarci”
“sei sicura di farcela?”
“boh. sono tre settimane che non dormo, non mangio e mi consumo nel dubbio. se avessi risposte non sarei lo straccio che sono”
“ne vale la pena?”
“forse sì… se non provo non lo saprò mai. o magari no. un po’ mi sento in colpa, un po’ credo che certi treni si debbano prendere quando passano, un po’ sono triste e un po’ felice… praticamente un’altalena emotiva perenne”
“ma stai bene?”
“non saprei. ho molto sonno. non sono lucida”
“lo vedo… e quando dovresti partire?”
“domattina. in teoria. ma ancora ci sono cose in sospeso. a questo punto dipende solo in parte da me. forse salta tutto, forse no…”
“e quando lo saprai?”
“boh. stasera, spero. e in verità nemmeno lo so, cosa sperare”.

è un periodo un po’ così, se non si fosse notato.

79 thoughts on “forse sì forse no

    1. non posso… ma se accade ovviamente lo dirò. se non accade cercherò di rimuovere subitissimo e di godermi il saggio di flauto!

      1. Anche io ho pensato alla tv! E giusto per non farle perdere l’abitudine alla sveglia ho pensato ” ma non farà mica “uno mattina estate” 🙂 in bocca al lupo per tutto!!!!!!

  1. Sai leggendoti da un po’ a volte mi sembra di vedere quei giocolieri che tirano i piatti o i birilli in aria e cercsno di fare un numero sempre piu’ difficile e spettacolare che quando va bene tutto a posto e se cadono i birilli? E’ tutto a posto lo stesso fa parte del numero…

  2. Magari prima o poi fai una pausa e ti dedichi a trasformare il blog nella sceneggiatura per una sitcom o a scrivere un romanzo. Cinquanta sfumature di Elastico.

  3. IO per qualunque cosa sia ti faccio tutti i miei in bocca al lupo e soprattutto, lasciatelo dire, ti invidio un pò. Perchè io in questo periodo della mi vida – che dura veramente da un pò- non mi sento affatto una in grado di prendere decisioni importanti e di lanciarmi in cose buone e costruttive. A rischio di perdere treni importanti. O forse no….

  4. In bocca al lupo, se deciderai di accettare! Immodestamente mi sento gemellata con te. .. lunedì ho comunicato la mia decisione di trasferirmi in un’altra struttura, e sono già più contenta… spero sia lo stesso anche per te!

    Floralye

  5. Ti capisco perfettamente: quella situazione in cui dovresti iniziare una cosa grossa e bella ma impegnativa e folle il giorno dopo e ancora non sei sicura se all’ultimo ti tirerai indietro, principalmente per paura, e saggi l’aria con il dito in cerca di una risposta, un segnale che ti dica “vai” o “rinuncia”.
    E sei un po’ contenta e un po’ triste per tutto questo che ogni scelta comporterà ma non puoi lamentarti perché sono cose belle e che in fondo, quando hai lasciato il terreno certo per il mare incerto, speravi e che hai lavorato per avere.
    Alla fine la cosa migliore da fare è seguire il proprio intuito e a volte anche farsi trasportare dagli eventi.
    Un abbraccio da una come te 🙂

  6. Ma tu vivere serena e tranquilla mai? Se posso andare controcorrente, il mio consiglio è di goderti un po la tua vita, già abbastanza stravolta del lavoro in radio. Non è necessario avere sempre nuove sfide per essere.felici…

    1. Noi psicologhe la chiamiamo “underconfident overachiever “. Dotata, ma incapace di accontentarsi si autocostringe a prestare sempre a un top che è spesso irraggiungibile.
      Chi ne soffre a lungo? I figli. La scusa più comune è quella del “Quality time”. La realtà è che i figli hanno bisogno di tempo con (entrambi) i genitori.

      1. ma siamo tutte un po’ così. stanno dare un nome, quasi fosse una sindrome o una malattia rara, ad un atteggiamento comune a tutta la società. Anche le mamme che si producono in crostate fatte in casa e feste e bricolage pensano probabilmente di dover dimostrare qualcosa.
        sono così anche gli uomini: anzi, di più. l’unica differenza è che a loro nessuno lo fa pesare!

      2. “La realtà è che i figli hanno bisogno di tempo con (entrambi) i genitori.” Wow, che frase geniale che intuizione. E qyelli che hanno un genitore morto magari anche suicidi ciillumini psicologa cosa debbono fare?

      3. Mah, sinceramente mi sembra un po’ psicolagia spicciola questa qui. Perché bisogna sempre far sentire in colpa una donna quando cerca di ampliare i propri orizzonti professionali? Se ha figli perché ce li ha, se non ce li ha perché non pensa a farli. A parte che non mi sembra una tragedia una trasferta di due settimane ma è comprensibile l’ansia che si prova al pensiero di dover organizzare tutto. E credo che una madre soddisfatta di avere raggiunto i propri traguardi personali, sia di sicuro una risorsa più ricca per un figlio, invece di una madre irrisolta che si aggrappa ai figli per riprendersi quello che ha dato. I miei due cent.

      4. Sfido qualsiasi madre a non autodefinirsi “dotata ma incapace di accontentarsi, quindi che si autocostringe a prestare sempre a un top che è spesso irraggiungibile.”

        Io perlomeno mi sento perfettamente così.
        Orgoglio underconfident overachiever.

        grazie psicologa, mi hai davvero tirato su di morale, tu sì che sai quali tasti toccare.

    2. Io concordo con Ody. Conosco mamme che devono essere sempre le mamme più brave. Che alle feste dei figli sfornano torte dalle forme e dai colori più inverosimili, che alle feste di carnevale sempre il vestito più bello perché fatto in casa (e sembra uscito da una sartoria d’alta moda), i cui figli sono sempre bravissimi a scuola e, diciamolo, anche un po’ antipatici e bulletti.

  7. Secondo me sarebbe un ottimo motivo accettare gia’ solo il fatto che il trasferimento ti permetterebbe di saltare tutta la trafila dei saggi-cene-incontri fine scuola..? Ma vuoi mettere??!!roma, luminosa, a fine maggio-inizio giugno, lontano da tutti…corriiii!!!!!!!

    1. Se è una battuta è divertente. Ma l’idea di perdermi davvero saggi cene e in generale appuntamenti della vita dei miei figli mi sembrerebbe tristissima (cose fatte CON i miei figli la cena dei genitori la salto senza problemi).

      1. punti di vista. se un lavoro ti serve per vivere ovvio che non hai scelta, ma se un lavoro che ti piace già ce l’hai e non hai bisogno economico (il caso di elasti) secondo me è il saggio (di quel figlio, di quell’anno, di quel momento) che non torna più.

      2. Si era una battuta per sdrammatizzare…in casa nostra si prendono pure i permessi al lavoro per assistere alle recite di fine scuola…

      3. Non c’entra il guarda me come sono brava…a se non condivido per quale motivo dovrei dire “si brava fai benissimo?”

    2. Peraltro non ho detto che è una cattiva madre i che i suoi figlo ne saranno traumatizzato a vita. Dico solo che secondo me è un pecxato per lei perdersi dei bei momenti per un lavoro non strettamente necessario. Ma mi pare che qui sui commenti del blog se non ci si attiene al pensiero unico “elasti ha sempre ragione” si è in automatico etichettate come bacchettone. Che palle, scusate…

      1. Ragazze, ma state scherzando? Non so quale figlio di Elasti suoni, ma se é il grande alle medie con indirizzo musicale fa bene a scappare!!!! Non sapete i saggi di violino di mia figlia, praticamente alla fine fanno male le orecchie!!!

  8. Invidio moltissimo la squadra che avete creato, di totale rispetto e sostegno reciproco. Per molte donne, anche solo l’idea di trasferirsi in un’altra città’ per un breve periodo, sarebbe inconcepibile. E i figli e la biancheria e le camicie da stirare e la spesa ed il senso di colpa che guida le scelte…..E’ la vostra indipendenza che invidio…

  9. Decisione difficile, ma tu l’hai già certamente presa…che dire…per me, che ho un lavoro solo necessario, queste opportunità di cambiamento e realizzazione sembrano preziose, molto; per me, che faccio i salti mortali per esserci, perdere un saggio di flauto sarebbe un dispiacere enorme. ..perché sono treni anche quelli che non ripassano

    1. ma uffa! mi fate sentire trascurata!
      ai miei dei miei saggi e delle mie partite non e’ mai fregata una cippa…
      ma siete sicuri che per I figli sia cosi’ importante?
      Claire

      1. Mia mamma non poteva venire alle mie recite perché lavorava e non si è mai assentata… mandava mia zia. Ora che ho due figli cerco di non mancare, ma se dovesse capitare non sarebbe una tragedia (almeno per me). Sensi di colpa non me ne faccio venire, è la realtà delle cose.

      2. A me non me ne importa una cippa dei saggi della scuola di mio figlio, che oggi ha 9 anni……dall’asilo in poi qualcuno me lo sono sorbito, qualcuno l’ho magistralmente evitato.
        Altra cosa sono i saggi di danza e il relativo spettacolo serale a teatro………

  10. Qualche giorno fa ho letto questa frase di Alessandra Farabegoli: “Ciascuno deve capire il posto in cui fiorire meglio”. Ecco, questo è il mio augurio per te, che tu possa trovare terreno fertile.
    Un abbraccio

  11. vai Elasti! i tuoi figli non avranno problemi. come tutti i bambini solo la mancanza d’amore potrebbe danneggiarli e certo questo non è il loro caso. in bocca al lupo!

  12. So che tanta gente ti invidia, Elasti, ma da parte mia ti compatisco. Io non so se riuscirei a reggere certi stress. Forza, vai avanti con grinta!

  13. I treni passano proprio perchè qualcuno ci salga. Ti leggo da un po’ di tempo e mi sembri una madre presente ed attenta; sono certa che i tuoi figli capiranno.In bocca al lupo!

  14. Ciao elasti!
    per come sono fatta io non mi perderei saggi recite e pizzate dei miei figli per nulla al mondo (potendomelo permettere naturalmente), però mi piaceva il “Ciascuno deve capire il posto in cui fiorire meglio”, che può anche tradursi con il “Ognuno sa qual è la cosa migliore per sé (e per la propria famiglia naturalmente)” perciò… come fai, fai bene! imboccalupo! 😉

  15. Quando scrivi questi pezzi sembri un funambolo. Mi chiedo cosa farei al posto tuo, ma non trovo una risposta perché mancano pezzi importanti del puzzle. Senza parole ma con una curiosità: ora sei in treno?

  16. io invece sono uno straccio perché dopo avere accompagnato nella fine mia madre neanche un anno e mezzo fa adesso ho mio zio 86enne quasi definitivamente allettato per problemi alle gambe e dopo tre giorni di ospedale siamo a casa con un turbinio di badanti e i buchi fra l’una e l’altra da coprire. ovviamente li copro io. vuoi fare a cambio? ah ovviamente nel pacchetto c’è compreso mio padre 86enne che tanto per gradire non ha voluto ospitare a casa sua (cioè l’appartamento sotto al mio) il cognato in modo che io potessi organizzare decentemente il rientro a casa.

    1. Che pasticcio, MarinaM! Ti sono vicina! Mi spiace per la tua mamma e anche un po’ perche’ tuo padre non ha volute ospitare il cognate… mumble muble: chissa’ che si ricreda, magari fra un po’.
      E’ un gran peso occuparsi dei famigliari ma tu stai facendo bene: e’ bellissimo avere qualcuno che si occupi di noi!
      Non sfinirti pero’: ricorda quella dell’aereo: mettiti la maschera per prima, prima di restare senza ossigeno!
      Un abbraccio
      Claire

    2. Mi spiace Marina, è davvero faticoso doversi occupare dei genitori anziani, non solo a livello fisico ma soprattutto psicologico. Gli anziani diventano egoisti, un po’ come i bambini e ci vuole ancora più pazienza. Segui cmq il consiglio di Claire, non restare senza ossigeno. Un abbraccio e spero che oggi sia un giorno migliore.

    3. Cara MarinaM, mi unisco all’abbraccio di chi mi ha preceduto. E confermo, bisogna davvero cercare di respirare…
      Io ho solo mia mamma, che vive con noi, e che purtroppo sta perdendo decisamente colpi, a livello memoria & c., e che mi dice anche che io ho “solo il problema” di mia figlia (della sua malattia, cioè), per cui ti capisco molto bene.
      E per quanto io ami il mio lavoro, è pesante star dietro a tutto, ma a volte serve anche per non cominciare a “battere i coperchi” (vedi “sbroccare”)… nonostante qualche genio si senta poi anche in diritto di dirti: “Eh, ma forse dovresti stare a casa a guardare tua figlia”… come se tu fossi la “madre in carriera” di non si sa bene cosa

      Floralye

  17. Io nel frullatore di proposte e cambiamenti ci sto bene. Ogni tanto mi vengono botte di esaurimento nervosa, ma in generale ci sto bene…
    Elasti sono 3 settimane: passano in un lampo!
    Goditele ed in bocca al lupo
    Claire

  18. elasti, sei grande perchè nonostante tutto sai buttarti e cambiare in fondo non ti fa paura. anche io ho appena ricevuto una proposta di lavoro. interessante ma che che sconvolgerebbe in parte la mia organizzazione (non solo in senso famigliare ma anche mentale) e con la pancia ho già deciso per il no, con la testa mi sto struggendo. in merito a pizze, feste, saggi …. bè…. non so se tollererei o sarebbe tollerata la mia assenza

  19. Per quel che può servire l’esperienza altrui, mi sono pentita amaramente di “non essere andata”, di aver rinunciato, di aver preferito una recita all’asilo di un’occasione lavorativa ghiotta. Pentitissima. Ma se tornassi indietro con la stessa testa di allora farei lo stesso perché non ce la facevo a stare lontana dai bambini, era un problema mio lasciarli anche solo per una notte, non loro. Dicevo sempre no, senza neanche mezzo rimpianto (quelli sono venuti poi, ovvio). Se tornassi indietro chiederei prima di tutto un’altra testa, ecco, e poi andrei e salirei su tutti i treni e direi di sì a tutte le occasioni ché tanto non succede niente e l’amore lo sentono lo stesso e tre settimane non sono niente.

    1. hai fatto un discorso molto saggio
      non sono molte le persone che ammettono di non riuscire a stare lontane dai propri figli
      poi ‘se tornassi indietro chiederei prima di tutto un’altra testa’ me la segno 😉
      ti auguro che stormi non di treni, di aerie di lavori ghiotti ti passion d’improvviso davanti, tanto che tu possa gustarti l’imbarazzo della scelta di su quale salire!
      Claire

  20. mio padre mai venuto alle recite, non mi è mai importato nulla
    mia madre qualche volta si, ma pensavo che dopotutto erano solo delle recite scolastiche, non la prima alla scala…insomma, si poteva farne anche a meno…

    1. sottoscrivo in tutto e per tutto
      almeno nella mia famiglia si pensava cosi’
      e quando c’era il saggio io pensavo a farlo bene perche’ il saggio andava fatto bene, non mi chiedevo se ci sarebbero stati I miei o no…
      Claire

  21. Quindi cos’è la novità che ti aspetta?
    Ho appena letto il pezzo su repubblica.
    Guarda bene il disegno che fa da copertina al blog, rileggi quel pezzo, forse è’ ora di staccare un po’. Magari subito dopo questa ultima fatica, però bisogna scaricare lo stress (e la stanchezza) prima o poi…altrimenti diventa “distress”, molto nocivo per te e per chi ti sta intorno. Altro che gocce e brocche poi…

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