Nonsolomamma

orribili 12

da qualche anno l’organizzazione estiva dell’elasti-famiglia prevede che mister i parta con gli hobbit per la città di A, in massachusetts, dove lui lavora e loro razzolano in un campo estivo naturalista, ed elastigirl si fermi ancora qualche tempo a milano a lavorare.
sulla carta è una buona soluzione, razionale, pareto-efficiente, come dicono gli economisti (che poi sarebbe una situazione in cui si migliora il benessere di tutti quanti senza ridurre quello di nessuno) e, dal punto di vista dell’equa ripartizione dei compiti tra mamma e papà, persino auspicabile.
sulla carta, appunto.
perché, a rovinare tutto e a rendere un incubo l’incipit di questa soluzione auspicabile e pareto-efficiente, sono le prime, orribili, 12 ore. 12 ore in cui elastigirl è a casa, o al lavoro o in giro e loro, i quattro quinti dei della famiglia, gli uomini della sua vita, sono in aereo, chiusi in una scatola, sospesi in aria, per lo più sopra un oceano.
e non c’è pensiero razionale sulla sicurezza del trasporto aereo in grado di alleviare il panico che lsi impossessa di lei per quelle eterne 12 ore. perché se quella minuscola probabilità epsilon, per epsilon che tende a zero, si verificasse proprio su quell’aereo lì, lei avrebbe perso ben più della sua vita. e questa cosa la disintegra, per 12 lunghissime ore.
probabilmente, per rendere indolore questo tempo, elastigirl dovrebbe ricorrere a sostanze psicotrope che la catapultino in un universo psichedelico parallelo dove fluttuare beata e inebetita. ma poiché è troppo bacchettona, da un punto di vista morale e salutista, per drogarsi serenamente e poiché non saprebbe neppure dove reperire un pusher che le somministri una pillolina magica, lei deve arrangiarsi come può.
mister i e gli hobbit sono partiti. elastigirl li ha accompagnati all’aeroporto simulando un animo garrulo e sereno. e, dopo averli lasciati, invece di sbattere fortissimo la testa contro il primo muro come l’istinto le suggeriva, ha raccattato i residui brandelli di razionalità e dignità e ha impiegato le successive, terrificanti, 12 ore, nei seguenti modi:
1. si è concentrata tantissimo sulle sveglie alle 4,30 del mattino – 195 da settembre a oggi, per la precisione – e ha preso coscienza che, per due mesi, non saranno più necessarie. la trasmissione alla radio all’alba è finita e adesso si può tornare a vivere sullo stesso fuso orario delle persone normali.
2. ha cambiato il colore dei capelli.
3. è andata in banca, in posta e in tintoria.
4. ha partecipato a una riunione lavorativa fiume in un parco, con le formiche che le camminavano sulle gambe e l’erba che le pizzicava il sedere. ed è giunta alla conclusione che le riunioni di lavoro non si fanno al parco ma al chiuso, magari addirittura in un ufficio.
5. ha comprato quintali di salumi e formaggi e ha fatto una focaccia per un aperitivo a casa di vecchi e cari amici.
6. ha rivisto vecchi e cari amici e questa è un’attività molto terapeutica. e hanno chiacchierato di milioni di cose: cambiare fidanzati, lasciare andare i figli, lavorare a roma, trovare amiche simpatiche incinta a bergamo, ammalarsi e guarire e ricominciare, tradurre dal e in francese e moltissimo altro.7. ha letto un libro bello e lieve, che cercava da tempo.
8. ha fatto una doccia per far passare il tempo più veloce.
9. si è spalmata di un olio immondo all’odore di bechamelle.
10. ha fatto un’altra doccia per far andare via l’unto alla bechamelle.
poi è arrivato un messaggio laconico, dal telefono di un’adorabile amica americana perché mister i si rifiuta di possedere un cellulare e nessuno degli hobbit ne è ancora dotato. “mamma siamo arrivati sani e salvi”. erano le due di notte e lei si è addormentata.

ps di servizio. tra pochissimo (circa mezz’ora) elastigirl partirà per senigallia dove, da domani, per una settimana, ci sarà il caterraduno che è il raduno degli ascoltatori di caterpillar AM e PM su radio2. ha un bagaglio troppo grande e troppo pesante, fatica a immaginarsi un caterraduno ma sa che è una cosa molto divertente.
dettagli e informazioni qui e qui.

30 thoughts on “orribili 12

  1. Claudia! Se ti avanza un attimo di tempo visto che ora sei single e senza prole lo faresti un pensierino beneaugurante per le mie 24 ragazze più un ragazzo che da mercoledì cominciano esami orali? Non c’entra niente col post ma non sono un troll lo giuro!

  2. Oh finalmente qualcosa di molto serio! Di’, i capelli di che colore?? 🙂
    Anche io voglio sapere il titolo del libro… 🙂

  3. Be’ passata la paura puoi concentrarti sul fatto che Senigallia e’ un’amena cittadina con una bella spiaggia – la chiamano la spiaggia di Velluto – e un sacco di ristoranti e locali. Una specie di Rimini in formato bonsai. Se ti piace il pesce ci sono molti posti fra cui la cooperativa pescatori dove si mangia bene a poco, per dovere di conoscenza devi provare il “brodetto”. E’ anche una zona quasi di confine quindi si va di piadina.
    Ci sono varie casette da visitare, la rocca roveresca, il museo dell’agricoltura e tutto quanto connesso a papa Pio IX nato proprio qua e gloria locale anche se onestamente non so cosa ci sia da gloriarsi.
    Fra le info futili ti consigli un lungo giro al mercato del giovedì in centro e’ uno dei migliori della zona se non della provincia. Non sono mai stata al Cateraduno nonostante viva a pochi km ma dicono sia carino. Ah se hai tempo un giro fra le colline merita specie ora che sono in piena fioritura i girasoli.

      1. i vincisgrassi sono più comuni verso Ancona. si mi rendo conto che siamo nella stessa zona ed è assurdo, però qua è tutto molto molto campanilistico 😉
        però se elasti dovesse spostarsi verso Ancona le posso dire dove trovare ottimi vincisgrassi anche se non erro suo cognato ormai è qua stanziale.

      2. Vero! Le mie origini sono un po’ più “meridionali”: Civitanova Marche, ma il campanilismo secondo me c’è dappertutto :-))
        cmq bello “riconoscersi” in rete!

    1. Ma dai!! Ti avevo riconosciuta come marchigiana da altri dettagli, ora ne ho l’assoluta certezza! Non conosco Senigallia, ma confermo in pieno la bontà del brodetto (davvero da non perdere) e la meraviglia delle colline tutte gialle di girasoli in fiore!
      Tra le altre prelibatezze segnalo anche i vincisgrassi e crema e olive fritte (le olive ormai straconosciute, ma la crema non ancora)

      1. Intervengo solo per rimarcare la bontà della crema fritta, conosciuta per la prima volta ad Ascoli quando ordinai un antipasto all’ascolana… me ne sono cibata (per buona pace del mio fegato) per i successivi 4 pasti!

      2. eheheheh 😀 marchigiana. non ho citato le olive perché non so dove ne può mangiare di buone a Senigallia e se sono quelle congelate tanto vale che le mangia a Milano. la crema fritta è un must nel fritto misto alla marchigiana con carne e verdure. e il posto mitico è la Cantinella di Ostra proprio nell’entroterra di Senigallia 😉
        fra l’altro le colline di girasoli cambiano ogni anno, cioè non è che trovi sempre lo stesso paesaggio perché nelle Marche vige ancora la rotazione delle colture retaggio della mezzadria.

      3. ho sbagliato a rispondere sotto al mio commento: lo incollo anche qua
        i vincisgrassi sono più comuni verso Ancona. si mi rendo conto che siamo nella stessa zona ed è assurdo, però qua è tutto molto molto campanilistico ?
        però se elasti dovesse spostarsi verso Ancona le posso dire dove trovare ottimi vincisgrassi anche se non erro suo cognato ormai è qua stanziale.

  4. io le ho passate ieri !
    ed erano 2+2 lunghissime ore, con uno scalo in mezzo.
    le ho passate connessa ai siti degli aeroporti di partenza e arrivo, per vedere se i voli erano in orario, ho seguito tutte le fasi di atterraggio e decollo 😉
    GG

    1. collegata ai siti degil aeroporti??
      ma voi siete pazze!
      un caso in cui la tecnologia fa peggio, alimentando le nostre ossessioni!
      Scherzo GG: massima solidarieta’! Io uso il sito di trackimg dell’aereo solo quando son in ritardo a farmi bella per raccattare il mio figone in aeroporto: non ho l’ossessione degli incidenti aerie ma non preoccuparti ne ho delle altre!!
      Claire

  5. marito e figli dall’altra parte del mondo senza cellulare? morirei… ma il grande è come il papà e quindi non lo chiede o tenete duro e non lo comprate? qui scalpita la piccola cinquenne, figuriamoci un pò…

  6. sorella!
    Io il giorno dopo gli ultimi attentati ho spedito i figli in turchia dal papà.
    Con coincidenza a istanbul e volo in ritardo di tre ore, quindi rischio elevatissimo di pernotto in aeroporto loro e il loro giovine accompagnatore.
    Sei ore passate su flight tracker a vedere dove fosse il loro aereo e panico alle stelle.

    Niente sono arrivati bene 🙂

  7. e’ andata!
    e molto bene, direi
    intendo la prima trasmissione da senigallia
    …mettila quella cosa rossa!
    un grosso abbraccio
    e felice settimana

  8. Anch’io sono molto curiosa di sapere se il mancato cellulare è pura emulazione del pater familias da parte del primogenito o se è il frutto delle decisioni dei genitori. E in tal caso come si convince un undicenne a farne a meno senza renderlo un paria? È semplicemente una conseguenza dell’educazione ricevuta negli anni precedenti oppure frutto di lunghe ed estenuanti contrattazioni con un pre-adolescente? Pura curiosità professionale la mia. Ciao Cristina

    1. è stata una scelta nostra ma in realtà lui non sembra desiderarlo in modo spasmodico. lo ha chiesto qualche volta senza grande convinzione e direi che fino a quando non diventerà una esigenza vera è una richiesta convinta, va bene così

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