Nonsolomamma

asocialità coatta

“e comunque, elasti, siamo tutti stanchi!”
“già. non sarà mica un caso che, da quando sono arrivata, non ho fatto altro che dormire”
“appunto. quindi non metterti strane idee in testa?”
“quali idee?”
“idee di socialità”
“in che senso?”
“nel senso che, in questo periodo americano nella città di A, in cui gli hobbit vanno tutti al campo estivo naturalistico, tu scribacchi le tue cose e io lavoro al dipartimento di economia più marxista del mondo, dobbiamo stare tranquilli, senza gente intorno”
“non vuoi vedere nessuno?”
“solo se siamo obbligati”
“non possiamo invitare a casa amici, conoscenze occasionali, balordi di passaggio?”
“no! ecco! niente socialità indefessa e indiscriminata. niente esplorazione compulsiva della fauna locale. ce ne stiamo tranquilli, per i fatti nostri e siamo contenti e felici tra noi”
“ok… ma non possiamo nemmeno invitare l’economista che guida gli aerei? l’antropologa amante dei giochi di società? il matematico del congo che insegna le acrobazie pazze agli hobbit? l’insegnante russo di yiddish che canta ‘fischia il vento infuria la bufera’ in italiano? il fisico brasiliano che fa i giochi di prestigio? l’economista ciclista? l’inglese che coltiva i fiori che non esistono? la cake designer che è scappata da new york? il massaggiatore che vive nel cimitero?”
“no! non voglio nessuno di questi matti!”
“ci annoieremo moltissimo…”
“non mi interessa. dobbiamo stare tranquilli. sia noi sia gli hobbit”
“ah. e hiroshi, il tuo fidanzato giapponese in infradito che ha l’appetito di un lupo mannaro?”
“hiroshi? be’, lui arriva tra qualche giorno…”
“anche lui fuori da casa nostra? lontano dalla nostra cucina? a cento passi almeno dal nostro spazio vitale?”
“cosa c’entra hiroshi, adesso? lui è famiglia…”
“ah”.

19 thoughts on “asocialità coatta

  1. Lui è famiglia e ti dovrai accontentare ;-). Forse ha bisogno di pace e intimità, di stare in famiglia con te e i ragazzi. So che sei molto social e iperattiva ma forse una piccola pausa vi farà bene. Almeno tre giorni?
    Un abbraccio

  2. Ma figurati! E poi cosa scrivi sul blog se non frequenti nessun fricchettone esotico? No, no: devi spiegare a Mr. I. che per te la socialità è lavoro.

  3. Sopporta qualche giorno di tranquillità, poi vedrai che Mister I si ammorbidirà. Eppoi puoi sempre incontrare gli amici fuori casa, in quel bel caffé di cui raccontavi gli anni passati

  4. Per una volta sono d’accordo con Mr. I.
    La socialità è faticosa, goditi un po’ di pace e tranquillità senza obblighi di ospitalità.

  5. Che zecca al qlo che e’ Mister I!!!! 😀
    Io, se mio moroso mi facesse un discorso cosi’, lo ucciderei…

    EPPURE c’ha ragione: quando si deve far ricerca bisogna stare tranquilli, solitari e concentrati: a me pure da’ fastidio mollare l’osso e uscire di casa o veder gente, io sto nel mio mondo e ‘quelli la’ vogliono parlarmi di cose che non c’azzeccano niente con quel che c’ho in testa… :O

    Elasti, tocca di aver pazienza…
    Se ti consola io vivo cosi’ da un anno o due :O

    Il supercrucco-toy boy deve ancora prendere il dottorato, il che significa: di giorno si lavora in ufficio, di sera e il week end si lavora in casa! E sospese tutte le ‘uscite di favore’
    Per me – che per ordine dei medici non posso piu’ lavorare le sere d i week end – e’ una seconda giovinezza (non avendo manco finito la prima :P): esco con le amiche, vado a Pilates, week-end ad arrampicare… Certo: un po’ piu’ di moroso e un po’ meno di vita da single mi farebbero piacere.. Spero di rifarmi un giorno!

    Ragazze: non mettetevi mai con un toy boy: rischiate di dover rivivere le peggiori esperienze della vostra vita! 😀

    Claire

      1. 😀
        Si ma che me ne faccio se lavora sempre???
        E quando non lavora siamo isterici perche’ abbiamo lavorato troppo???
        Est modus in rebus, purtroppo pero’ l’aurea mediocritas e’ ben difficile da trovare!!!!
        Claire

  6. Claire, mio marito è più vecchio di me di 8 anni e lavora sempre lo stesso, in casa e in studio. È il destino dei liberi professionisti.

    1. 😀
      Non siamo liberi professionisti: siamo dipendenti pubblici!
      Per me piu’ che altro e’ una punizione, per averlo fatto tutta la vita dalle Superiori ad ora 😉
      Claire

  7. Quando sento i racconti del lavoro pazzo e continuato che si può’ fare nell’universita’ mi viene sempre un nodo alla gola: per me quegli anni (tanti) in cui week-end, sere, notti e vacanze non esistevano sono stati anni di puro masochismo, e mi spiace tantissimo di non essere riuscita a viverli con l’entusiasmo e il giusto equilibrio che amiche’ ho potuto conoscere solo cambiando lavoro. Tante occasioni sprecate che adesso sto cercando di recuperare…per quel che si può’ recuperare con figli piccoli…

    1. Se mi dici dove si compra il giusto equilibrio faccio una colletta e vedo di procurarmelo!!! 😀
      Qui di entusiasmo: tanto! Di equilibrio: nullo! (di solito si arriva al crollo psicofisico e/o emotivo) e comunque quello del ricercatore e’ un lavoro bellissimissimo, per carita’, non lo cambierei con nessun altro ed e’ comunque l’unico che io sia in grado di fare :O
      Pero’ e’ stressantissimo ed ha tutti i difetti degli altri lavori!
      Anche io credevo che ci fossero solo pace e concentrazione, nei laboratori e nelle biblioteche. Invece ci sono coltellate alle spalle continue, confusione, disorganizzazione e delle volte ti chiedi come facciano mille persone di tutto il mondo, che lavorano ad un comune, elevato obiettivo e che sono qui per passione, ad odiarsi tanto e a mettersi gl iuni gli altri cosi’ tanto i bastoni fra le ruote, solo per il proprio narcisismo 😦
      E ho lavorato in diversi paesi e diverse organizzazioni: non sto solo ‘parlando male del mio attuale posto di lavoro’…
      Claire

  8. Cara Elasti hai un maritino assennato, ascoltalo perché secondo me ha ragione e perché ti ha fatto una dichiarazione d’amore bellissima.

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