Nonsolomamma

giorno otto

il lunedì, alle tre del mattino, lui è partito per londra.
la sera prima si erano dimenticati di salutarsi e, quando la sveglia è suonata, lui era già andato e lei ha detto “uffa”, un uffa generalizzato e diffuso, senza un bersaglio preciso.
quel giorno la sera è arrivata in un lampo, perché il lunedì è il giorno più impegnativo di tutta la settimana, così impegnativo che non c’è nemmeno tempo per pensare.
il martedì era contenta. perché le sono venute alcune idee che l’hanno fatta ridere. e si è sentita produttiva e pure abbastanza simpatica, un connubio praticamente perfetto, e piuttosto raro. c’è stato anche un pranzo di lavoro che si è trasformato in un incontro tra amici e queste cose mettono sempre di buon umore. il martedì è anche il giorno della piscina hobbit e, stranamente, quando sono tornati a casa, non erano stravolti e devastati, ma felici e terribilmente loquaci. e gli hobbit loquaci possono essere esilaranti.
il mercoledì mattina, è arrivato per posta, con un certo ritardo, il regalo di compleanno per mister i. uno di quei regali di cui si è orgogliosissimi e, quando si consegnano, si zompetta intorno al festeggiato, impazienti, elettrizzati, molestissimi. però mister i non c’era e un regalo così bello, comunque, non si può offrire così, senza preamboli, merita un’organizzazione intorno, al di là dello zompettamento. così lo ha messo in un nascondiglio segreto, in attesa del momento giusto.
il giovedì lei era piuttosto emozionata perché, alle 14, aveva la prima lezione di dizione. c’era il sole e ci è andata in bicicletta e sembrava che stesse arrivando l’estate e non l’inverno. nel frattempo lui, da londra, partiva per berlino, per un convegno di economisti marxisti sciroccati, ed erano riusciti a sentirsi solo una volta, via skype, ma senza video.
il venerdì mattina lei è andata all’ipermercato a fare la spesa, come le massaie professioniste, e dopo ha preparato il pranzo allo hobbit grande e dopo ancora è andata a prendere gli hobbit medio e piccolo a scuola e, nonostante non sia riuscita a combinare quasi niente lavorativamente parlando – a parte andare alla radio all’alba che però è talmente alba che sembra una bolla che si dissolve, anche nella memoria, dopo le otto del mattino – le è parso che questa vita da libera professionista si confacesse a pennello con la vita hobbit. allora ha preparato la cena perché, alle otto, sarebbero arrivate tre ospiti dal salento: una grande e due piccole.
il sabato mattina le tre ospiti sono andate a expo ma gli hobbit dovevano fare tantissimi compiti e poi a expo ci sono già stati e può bastare. il pomeriggio lei, in attesa, delle ospiti, ha cucinato come se, invece di tre ospiti, ne avesse dovute nutrire trenta. e, mentre cucinava, sono transitati per casa bambini di età varie, lo hobbit medio è andato a una festa, il grande è stato simpatico e il piccolo ha fatto un puzzle.
la domenica, dopo avere preparato e divorato pancake, hanno girato per milano con le tre ospiti che non l’avevano mai vista. e c’erano le metropolitane gremite, le strade affollate e code ovunque ché questa città, negli ultimi mesi, si è trasformata in una meta di pellegrinaggio ed è difficile capacitarsene. poi lo hobbit grande è diventato un preadolescente orrendo e la giornata si è tinta di colori da incubo. perché se un preadolescente in versione orrenda vuole funestare un pomeriggio, ci riesce benissimo.
la sera le ospiti sono partite, lo hobbit preadolescente è rinsavito e tutti erano un po’ tristi perché, questo miscuglio di femmine ospiti e maschi anfitrioni aveva funzionato meravigliosamente. a quel punto, lo hobbit grande ha cominciato a vomitare. e non ha più smesso.
ed elastigirl ha pensato: sono un po’ stanchina. se mister i fosse qui, invece che in viaggio da berlino a londra, sarebbe molto meglio. ma almeno c’è l’ora solare e abbiamo l’illusione di svegliarci un’ora più tardi.
oggi, quando la sveglia ha squillato, lei ha imprecato contro il mondo intero, mentre lo hobbit, devastato dal presunto virus intestinale, si era appena addormentato.
e siccome il lunedì è il giorno più impegnativo della settimana, aggravato da un preadolescente che striscia dal letto al divano senza mai separarsi dal suo catino che va regolarmente svuotato e lavato, arrivare a sera è stata durissima.
e siamo al giorno otto senza mister i, con il suo regalo in un nascondiglio segreto e la domanda che sorge spontanea: ma bisogna proprio darglielo questo pacco fantastico-meraviglioso-sublime? ché chi lo sa dove saremo, quando lui, finalmente, tornerà tra loro, sperabilmente al giorno dieci.

19 thoughts on “giorno otto

  1. Il giorno nove è dietro l’angolo, praticamente lo si vede già….
    P.S. in “lavorativamente” al paragrafo sette c’è scambio di vocale…

  2. boh, questa sera mi sento un po’ stronzetta e penso “Mister i sarà anche un brav’uomo, da meritare chissà quale regalo, ma scommetto non resisterebbe a questa vita come fai tu” -> ergo mentre la moglie gira il mondo lui si sveglia all’alba per lavorare e accudisce i figli. Non lo conosco, magari è un figo e ce la farebbe ma diamine… noi donne abbiamo una marcia in più!

    Teresa

  3. Da molto tempo penso che il segreto di un amore duraturo è la lontananza piuttosto che la vicinanza. Ne ho un esempio molto vicino. Ma io no, non ce la potrei mai fare. Non con tre figli.

    1. Il segreto per un amore duraturo non esiste, ma la tolleranza reciproca, l’essere convinti che l’altro ci completi, ridere ancora insieme, il desiderio ancora di rimanere soli, sono ingredienti importanti. Secondo me la lontananza è difficile da gestire, perché il racconto della quotidianità è noioso, ma Elasti è una funambola con le parole, rendendo tutto divertente e leggero.

  4. Io spero che Mr I guadagni tante ma tante valangate di sterline, sennò tutta questa latitanza sarebbe intollerabile. E che ti faccia qualche regalo superfigo ogni tanto.

  5. Sono poche le volte che mio marito rientra a casa tardi o non rientra affatto per lavoro o per svago ma immancabilmente, anche se è andato tutto bene con la gestione di casa e prole, anche se la sua assenza era concordata da tempo, anche se appena arriva è a disposizione di tutti con un sorriso, io sono arrabbiatissima con lui. Non riesco proprio a non esserlo, così mi sento male due volte. Il peggio è che quando sono io a stare lontano da casa, al mio rientro lui è solo felice e non mi fa pesare la mia assenza. Quindi sono proprio io, il mostro.

    1. ah ah ah mostro… dai! la verita è che mentre loro non ci sono noi facciamo per due. quando partiamo noi loro ci accolgono col sorriso ma pure con le lavatrici da fare, i compiti arretrati ecc. comunque molto carino il tuo commento.ciao

  6. che pizza quati uomini che devono sempre fare i super eroi !!! scommetto che invertite le parti non resisterebbero mezzo secondo. Per sopportare tutto questo deve volergli veramente bene… complimenti!

  7. e…niente Claudia ..io resto sempre incantata leggendoti..e ti immagino che ne parli con la tua R vagamente rrr e spero che il tuo corso di dizione non la faccia sparire.

  8. Come ti capisco! Il nostro pater familias è in Giappone 9a lavorare dice lui). Io metterei all’asta il regalo e con i proventi comprerei profumi e balocchi (rigorosamente per me)

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