Nonsolomamma

perfect day

sabato mattina si sono svegliati con calma, alla spicciolata. hanno fatto una colazione pigra, a base di tè, latte, caffè, biscotti e cereali. a parte lo hobbit grande che, con il suo appetito beluino e atavico, nel weekend ha bisogno anche di uova, prosciutto, formaggio, pane, sciroppo d’acero e cose a caso pescate nel frigorifero.
elastigirl è andata con il piccolo a prendere un caffè da un’amica, in una casa accanto dove erano ancora rilassati e in pigiama, come si conviene a un sabato mattina.
rientrati, qualcuno ha detto: “allora? non dovevamo andare?”. “certo che sì”, ha risposto elastigirl. “museo egizio o del cinema? tanto lo so che scegliete cinema”, ha chiesto mister i. siccome gli hobbit sono creature imprevedibili e sorprendenti, hanno esclamato “egizi!” e, tutti insieme, con un’insolita concordia e un’inaudita rapidità, sono usciti di casa.
elastigirl, di nascosto, aveva infilato nella borsa l’audiolibro di harry potter, in forma di cd da ascoltare in macchina, come tentativo sperimentale e un po’ subdolo di diffondere l’audiopassione.
“uhm, ho portato questo. volete provarlo?”
“fa’ vedere… ehi! bella idea! mettilo subito!”.
per quasi due ore hanno ascoltato, in religioso silenzio, harry potter e la pietra filosofale. lo hobbit grande e il piccolo si sono picchiati solo tre volte, mentre il medio ha avuto mal di macchina solo all’ingresso del parcheggio comunale torinese.
hanno mangiato dei frugali toast, accolti come se fossero nettare degli dei, e poi sono andati al museo. ci sono stati tre ore, con l’audioguida nelle orecchie tranne lo hobbit grande che sosteneva di non averne alcun bisogno ma ascoltava le spiegazioni della guida in carne ed ossa di un gruppo di anziani romagnoli, facendo finta di essere uno di loro.
e tutti e cinque erano contenti, di ottimo umore e simpatici. nessuno di loro avrebbe preferito essere altrove. e questa è una cosa bella, speciale, che succede solo in occasione di p particolari e rare congiunzioni astrali.
alla fine, per premiarsi, sono andati in una cioccolateria bellissima e antica, dove c’era un profumo commovente e hanno bevuto cioccolata gianduia con la panna e degustato praline, gianduiotti, cioccolatini fondenti, al latte e bianchi, con una voluttà incredula e beata.
quando si sono rimessi in macchina era già buio da un po’.
“perché non hai acceso harry?”
“dammi il tempo di sedermi!”
“dai dai che eravamo rimasti che arrivava hagrid nella catapecchia in mezzo al mare”.
a casa, alle nove, hanno cenato con avanzi della sera prima, vedendo l’ultimo episodio della prima e unica stagione di terranova.
ci sono giorni perfetti, ogni tanto. e quei giorni perfetti fanno dimenticare la fatica, il sonno, gli impicci e le incertezze. ci sono giorni perfetti, che danno senso alla vita intera.
oggi, in compenso, gli hobbit sono stati nervosi, litigiosi, polemici, rumorosi e maneschi. del resto, non si può avere tutto, per giunta due giorni di fila.

28 thoughts on “perfect day

  1. Vivo a Torino da immigrata. Sono metà veneziana e metà canadese. Oggi sono 18 anni che conosco mio marito. Da allora ho cambiato 16 case e tre continenti. La vita ha voluto che approdassimo qui. In questa città austera e bellissima, ma anche chiusa e a tratti claustrofobica. Certamente non cosmopolita. Nel senso di aperta alle altre culture. Il museo Egizio per le mie figlie è il premio per i bei voti. Sono felice sia stata per te una bella giornata.
    Ciao. Eli

  2. Anche qui c’è stato un giorno perfetto, molto diverso, ma perfetto. Sembrava di essere un po’ nel catalogo ikea, un po’ in una sit com americana dove la mamma fa centomila cose e non perde mai il sorriso, in un cartone animato in cui i bambini sanno gestire il loro tempo senza accapigliarsi, insomma domani magari sarà un disastro, ma oggi è stato perfetto, e io mi tengo nel cuore questo ricordo.

  3. Ciao Elasti,ti seguo silenziosamente da molto e oggi,visto che parli di Torino, esco allo scoperto. Da torinese ti dico che se gli hobbit si sono esaltati all’egizio,rimarranno strabiliati alla Mole.Dovete bissare!Ciao, è grazie delle tue parole.

  4. Io non sono convinta della bellezza degli audio libri, dopo una giornata così perfetta avrei preferito che i pensieri vagassero liberi nell’abitacolo della macchina.

  5. Che bello, posso dire che forse anche per me la giornata di ieri è stata speciale, nella sua semplicità. Siamo andati a vedere la mostra di Mirò a Villa Manin…… nel caso tu decida di fare una capatina nella landa desolata alias FVG vai a vederla con la ciurma, vi piacerebbe moltissimo

  6. Quindi, deduco e desumo che anche arrivati all’età delle medie (o secondaria di primo grado) i fratelli continuano a picchiarsi in auto (attività che accomuna giovani di varie generazioni e latitudini). Cosa che non mi fa ben sperare per me e i miei figli.

  7. Ehi! Anche io sabato ho avuto la mia giornata perfetta, come non accadeva da tempo, di quelle da mettere nell’album dei ricordi!
    Io le chiamo ‘giornate in cui mi sento una persona normale’.

    Tanto per incominciare, a Oxford c’era il SOLE! Un freddo polare, un vento simile alla Bora, ma il cielo azzurro.
    Il mio club di Alpinismo aveva organizzato una camminata sulle colline di Oxford, e ci sono andata col levriero e un’amica, per contrastare la SAD. Bellissimo! Ed il levriero e’ ancora sfinito a distanza di giorni, il che mi fa sentire orgogliosissima come padrona di cane che pero’ e’ fuori casa tutto il giorno!

    Al rientro, non ho fatto in tempo a salutare la prima amica, francese, che la seconda, necessariamente inglese, era gia’ a casa mia, per aiutarmi nell’arduo compito di capire e organizzare la partecipazione ad un matrimonio britannico :O
    Con mia ENORME sorpresa ha accettato l’invito a pranzo estemporaneo fatto con semplicita’ dal Crucco: ‘Claire ha fame, cucino un po’ di pasta: hai pranzato? la vuoi?’
    E dopo il pranzo, pomeriggio a guardare cappelli inglesi (‘fascinator’) sul web (per la cronaca: rideva anche lei e li trovava importabili anche lei) e a spulciare fra i miei abiti quale potesse essere adatto.

    Per finire, fuga fra donne a Oxford citta’ (mentre il marito-studentello restava a casa a lavorare): ho scoperto l’equivalente della Rinascente (dopo soli 3 anni che vivo qui) dove vendono PERFINO le mie mutande italiane, la mia crema per il viso e l’introvabile ‘reggiseno adesivo’ dei miei sogni. Poi cocktail al pub, un’occhiata al menu e.. via: cena estemporanea al pub (malgrado l’amica avesse la casa da pulire perche’ l’indomani riceveva la visita di figlio e nipotina*) e alle 10 tutti a casa!

    Non mi sentivo cosi’ normale da tempo!
    In compenso, domenica da desperate housewife: LAVAGGIO DELLA MOQUETTE con apposita macchina infernale noleggiata, cambio di stagione e addobbo dell’albero di Natale… Il tutto con 30 gradi in casa per cercare di asciugare la nefasta moquette, appunto… (avevano detto 2 ore… e’ ancora bagnata!)

    *la mia amica ha piu’ o meno la mia eta’! e’ che qui si sposano prestissimo e fanno figli prestissimo! io non ne ho ancora, lei ne ha tre ed il piu’ grande ha gia’ figliato!

  8. He! Ho capito di che cioccolateria parli:-) e confermo, il museo del cinema verra sicuramente apprezzatk dai tuoi piccoli. Io ho abitato li -nel palazzo attaccato, alzando lo sguardo dal mio cortile vedevo la Mole vicinissima svettarmi sopra la testa,uno spettacolo- per anni.

  9. Io uso gli audiolibri di Harry Potter per le noiosissime sessioni di tapis-roulant (anche nella speranza che mi rimanga qualcosa dell’accento di Stephen Fry!). Purtroppo qualche settimana fa ero arrivata al capitolo dello specchio di Erised, con la mamma morta che gli fa ciao-ciao… niente, non ho potuto evitarlo: lacrimoni, cellulare che cade sul tapis-roulant e si schianta per terra. Ho perso cellulare e senso del decoro in un colpo solo.

  10. anche per noi: bimba in gita con gli scout e noi,,,udite udite…da soli al ristorante: quasi imbarazzante ritrovarsi da soli come ai “vecchi tempi”

  11. Sono contenta vi sia piaciuto l egizio e le pasticcerie torinesi hanno un loro perché. Torino accoglie e lascia ripartire con la promessa di ritornare…arrivederci!

  12. Per eli… Avessi vissuto la Torino degli anni 70 e 80… Quelli erano gl anni di Torino appannata Fiat centrica dove non si muoveva nulla… Torino adesso e movimento si e rinnovata e diventata persino meta turistica.. Io tutta sta tristezza mica la vedo

    1. torino e’ come tutte le citta’: se sei del posto e conosci i posti e’ splendida!
      io ho amici e un centro di ricerca con cui collaboro li e ogni volta che vado mi diverto e mi stupisco
      inoltre essendo io priva del senso dell’orientamento trovo che ampi viali e srtade perpendicolari siano fantastiche

  13. L’audiolibro: la perfetta arma per i viaggi lunghi e che stronca (almeno un po’) il vomitino da auto. Tre estati fa “Il conte di Montecristo” letto da Andrea Giordana. Due estati fa: I tre moschettieri. L’estate scorsa (tanti chilometri): Tom Sawyer e Vent’anni dopo. Vacanza d’autunno: l’isola del tesoro.
    Ora ci serve una meta e un libro per il pontone dell’Immacolata 🙂

  14. Che bambini fortunati! Mia mamma, per i viaggi lunghi, mi faceva ripetere i verbi… prima tutti quelli italiani, anche in tempi e modi che nessuno ha usato mai, poi quelli francesi… 😦 😀

    1. Che bambina fortunata sei stata Claire, io l’avrei voluta una mamma che mi potesse aiutare. E’ proprio vero l’erba del vicino è sempre più verde.

      1. 🙂

        io penso di aver avuto una infanzia felice, ma guarda che quella mica mi aiutava, sai?
        quella mi insegnava cose che avrei fatto millenni dopo a scuola!!! e poi a scuola ho fatto inglese: il francese l’ho imparato per sfizio…

        questo per dire che, siccome ero molto vivace, i miei, entrambi insegnanti, mi continuavano a spiegare cose che avrei fatto a scuola anni piu’ avanti o che non avrei fatto mai, perche’ avevano visto che cosi’ stavo buona e non mi cacciavo nei guai

        saro’ stata pure una ‘bambina prodigio’, che ha imparato a leggere, scrivere, suonare il piano e fare di aritmetica e geometria molto molto presto, pero’ la mia strizza ora avanza velatamente l’ipotesi che la mia famiglia mi desse conoscenza al posto di affetto (il che spiegherebbe anche perche’ io sia sapiosessuale…) 😀 😀 😉

        comunque non mi lamento: imparare mi e’ sempre piaciuto esageratamente, sono una vera ingorda di conoscenza quindi tutto quello che mi hanno insegnato per me e’ stato un godimento

      2. La mia ipotesi è che la tua famiglia ti esprimesse un grande affetto quando ti risentiva i verbi italiani o quant’altro. In fondo la conoscenza che cos’è se non una storia fantastica infinita?

  15. Mi mancheranno molti questi perfect day, anche se capitavano molto raramente, perchè come dici tu Claudia, danno il senso al tutto.
    Noi a breve saremo solo un fascicolo in tribunale…e i perfect day in famiglia saranno un ricordo vago e dimenticato.

    1. Anto ci saranno altri perfect day! devi crederci!
      non e’ tutto finito: solo un capitolo della tua vita
      hai un libro intero da scrivere e io ti auguro che sia pieno di giorni felici che danno senso a tutto!

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