Nonsolomamma

cose di matera

centinaia di gradini e, tra grotte, case e case-grotte, squarci di un paesaggio che un altro, uguale, nel mondo, non esiste.
una cisterna profonda 15 metri, che si chiama palombaro, e un ragazzo che fa troppe fotografie, come se fotografare fosse l’unica cosa possibile.
la pioggia e neppure un ombrello.
la ricotta più buona del mondo. il pane più buono del mondo. mister i che a colazione prende: tre fette di torta, marmellata, crema di cioccolata, prosciutto, focaccia, cappuccio, caffè, cornetti, formaggio e succo di frutta perché “sta pagato” e poi dice: “toh, i signori del tavolo accanto sono portoghesi, senti come parlano” e invece sono di treviso e parlano in veneto.
una folla oceanica che spinge per vedere il presepe vivente.
una bambina con i capelli viola che suona un fischietto. fihhh, fihhh, fihhhh. per un’ora intera. senza mai smettere. e nessuno, un papà, una mamma, una zia, un fratello, che le dica nulla.
una guida con i ricci, tantissimi ricci, una passione contagiosa per la storia dell’arte, una professionalità magistrale e un senso dell’umorismo fantastico. mister i le dice che, per metà, è di matera. lei, da quel momento, lo preferisce a tutti. lui, per poco, non se ne innamora.
un biglietto cumulativo, tre chiese ipogee meravigliose. una, fino agli anni 50′, è stata una casa. dentro ci sono ancora la cucina per la famiglia e le mangiatoie per gli animali.
scale che sono tetti e tetti che sono scale, come scriveva, in una lettera, la sorella di carlo levi che, dopo, ha scritto cristo si è fermato a eboli.
una doccia bollente alla fine di sei ore consecutive di cammino, su e giù per i sassi.
un estratto di pera, mela, finocchio e liquirizia e la dichiarazione: “dobbiamo per forza comprare un estrattore” a cui mister i, sempre aperto e disponibile nei confronti delle novità, ha replicato: “non credo proprio. e comunque, sei proprio milanese”.
delle grotte, in lontananza, scavate nella parete di una gravina e. in basso, il fiume.
l’espressino che è come un cappuccio ma piccolo e in una tazza di vetro.
chiacchiere, senza fretta, per il puro gusto di raccontarsi cose, anche sceme. nessuna comunicazione di servizio.
la solitudine, la familiarità, la complicità.
il piacere di stare in silenzio, di prendersi in giro, di guardarsi e riscoprirsi uno il proseguimento dell’altra. e pensare che, forse, il futuro, un giorno, potrebbe somigliare a questo molto più spesso di ora.

22 thoughts on “cose di matera

  1. no ma vabbè, il portoghese dei trevigiani è magistrale…… !!!!
    (Bellissimo il senso del post, viene voglia di stare assieme per davvero tutta una vita, solidi come i sassi di Matera)

  2. Quella casa abitata fino agli anni ’50 me la ricordo bene.
    Visitata due volte, a distanza di una decina di anni, con i ragazzi ora uno diciannovenne, e l’altro sedicenne.
    Magari per la terza volta, faremo anche noi una fuga da “fidanzati”!
    Buona vita!

    1. grazie ma nessun quarto hobbit (aiuto!!!) e nemmeno nuovi lavori. solo la prospettiva che, quando i figli crescono, si recuperano spazi e attività per cui adesso non c’è tempo

      elasti sloggata

  3. Vorrei approfondire la questione estrattore…è già un anno che ci studio 😉 ma il prezzo è esorbitante (poco meno di 500 euro)…e il mio dubbio è, sarà mai ammortizzato il costo??
    consigli e pareri entusiasti ne abbiamo??

    1. in realtà no. quello che sono riuscita a sapere è che in realtà non è provato che sia meglio, ai fini della conservazione delle proprietà di frutta e verdura, che sia meglio della centrifuga che, effettivamente, costa molto molto meno

      1. Non vorrei rifare lo stesso iter fatto per la scopa folletto. Prima di acquistarla ho cambiato quattro scope elettriche più convenienti, certa che l’alto prezzo del folletto non fosse giustificabile, per poi comprarlo e rendermi conto che avrei fatto meglio a prenderlo subito.
        Non vorrei spendere meno in centrifughe varie ora, per poi spendere di più tra sei mesi, ma non conoscendo nessuno che ha un estrattore resto ferma in attesa di un segno 🙂

    2. in realtà ho letto che la centrifuga costa meno dell’estrattore solo perché l’estrattore è di moda e la centrifuga no. ma veramente non so dire se è meglio estrattore o centrifuga. ieri ho studiato un po’ ma non sono fatta per le valutazioni comparate. dopo un po’ mi annoio e mi passa la voglia.

  4. Anch’io voglio andarci una volta, deve essere veramente un luogo particolare…mi incuriosisce un sacco… 🙂 p.s. l’espressino assomiglia al “capo in bi” di Trieste…quando vieni a provarlo?

    1. trieste è una meta agognatissima. avevamo organizzato di venire qualche anno fa ma all’ultimo momento la fuga era saltata perché ai nonni era venuta l’influenza!

      1. Oh che peccato!! Beh, noi siamo sempre qui…la città vi aspetta (non credere a chi dice che è poco ospitale!!) A presto allora, ci conto 🙂 p.s. che bello, mi ha risposto, è la prima volta…sono emozionata

  5. Come ti capisco… Noi una volta l’anno, ad anni alterni, per l’anniversario di matrimonio, rigorosamente il 18 gennaio… Quest’anno Verucchio’ menagli osa… San Marino da una parte, la riviera romagnola dall’altra… Uno spettacolo per gli occhi ed il palato ovunque ti girassi. 24 ore in fuga dalla quotidianità, un toccasana che si dimentica troppo in fretta. Sarebbe salutare una volta al mese, ma tre hobbit sono una gabbia spesso insormontabile, si sa….

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