Nonsolomamma

questa sì che è vita

“ehi! cos’hai fatto nel weekend?”
“ma, no, niente di che…”
“raccontami!”
“be’, venerdì sono stata in un posto bellissimo che si chiama l’orablu bar, che un tempo era un locale abbandonato e derelitto, ma poi l’ha preso in gestione dal comune un circolo culturale di bollate, vicino a milano, e ora è diventato un bar e un ristorante e una libreria e un luogo di incontri, letture, spettacoli, dibattiti, e ci sono persone che ci lavorano regolarmente e altre che ci lavorano perché ne hanno voglia e tutto questo ha dato un senso a un posto che non ne aveva e probabilmente ha migliorato la vita di molti. insomma, è stato fantastico”
“bello! e poi?”
“…”
“poi? dopo venerdì sera?”
“uhm… non saprei… è arrivato il lunedì!”
“e in mezzo?”
“in mezzo? non ricordo”
“eddai, su. cos’hai fatto sabato e domenica?”
“lo vuoi proprio sapere? magari per rivalutare il tuo weekend?”
“certo che sì”
“sabato mattina l’ho passato, sul lettone, avvinghiata a uno hobbit piccolo detto sneddu, devastato dalla febbre, incapace di intendere ma desideroso di ascoltare la stessa storia più e più volte e, nei rari momenti di lucidità, di cercare oggetti tra le pagine di un libro che si chiama i spy e che conosciamo a memoria quindi, in realtà, è tutta una farsa perché sappiamo perfettamente dove si trovano le cose nascoste. intanto mister i, devastato dal mal di schiena e miracolosamente rientrato a milano, controllava che gli hobbit medio e grande facessero i compiti. ma stava sdraiato per terra con i piedi in alto e la sua credibilità non era esattamente alle stelle”
“una bella mattina in famiglia!”
“già. a pranzo, poi, a parte lo hobbit di mezzo che doveva recuperare i digiuni pregressi durante la sua influenza, erano tutti inappetenti e hanno schifato la mia zuppa di zucca”
“pure tu, però che fai la zuppa…”
“a me piace… allora, subito dopo pranzo, mentre il piccolo giaceva svenuto sotto il piumone, vegliato da un padre orizzontale sul pavimento e da due fratelli che si dedicavano alla loro nuova ossessione per il monopoli, per tirarmi su, sono andata a fare la spesa al supermercato…”
“effettivamente è un bel modo per tirarsi su il morale. poi?”
“la sera saremmo dovuti andare a cena da amici dello hobbit di mezzo ma…”
“ma?”
“eravamo tutti dei rottami, me compresa che devo essere stata attraversata dal virus. quindi, a cena fuori è andato solo il medio. il vero party boy della famiglia. quando è rientrato io stavo già dormendo…”
“tutta vita!”
“in compenso, domenica ci siamo concentrati sulla cacca del piccolo, che prosegue indefesso nel suo sciopero. è stato un incubo”
“a lieto fine?”
“mah… abbiamo vinto una battaglia. ma la guerra sarà lunga, temo”
“bene! proprio un bel fine settimana”
“davvero… a un certo momento, però, mi sono concessa una pausa per me”
“brava!”
“ho fatto un’oretta di fisioterapia per la spalla congelata”
“ah”
“già”
“tu sì che sai vivere…”.

9 thoughts on “questa sì che è vita

  1. Noi pronto soccorso col grande per febbre altissima da 5 gg di origine sconosciuta,al rientro dal quale Ps abbiamo proceduto alla disinfestazione totale di noi stessi causa virus gastrointestinale cola’ imperante;successiva gestione della piccola che ha preso raffreddore micidiale del fratello,di nuovo.Vedi aerosol a manetta,pulizie nasali plurime etc…Abbastanza deprimente

  2. Mi stavo preoccupando e che non postavi niente…. se vuoi consigli per emergenze io ti faccio scrivere da mio marito . È un po’ orso ma sa il fatto suo e i bimbi lo adorano …anche le mamme….forse! E come diceva Eduardo adda passa’ a nuttata😉

  3. Elasti esiste un punto dello shiatsu che si chiama Grande Eliminatore (Intestino Crasso 4 o Great Intestine 4 – GI4) nella fossetta tra il pollice e l’indice sul dorso della mano che è fantastico per aiutare l’intestino. Se lo si schiaccia qualche volta, specie la mattina presto o dopo pranzo, si corre subito a fare la cacca. Provare per credere.
    Detto ciò resto convinta che il problema di Sneddu sia collegato a una questione di territorio e di fratelli….Leggo da appunti presi a un corso: La stitichezza territoriale: eliminare in un posto preciso. QUI ho diritto a marcare il mio posto? I predatori dominanti lasciano il primo segno e concedono un posto agli altri. Non lasciare il segno (viene marchiato il territorio) preoccupazione che arrivi un predatore, non sentirsi in diritto del territorio (ogni quadrato ha un capobranco).
    Insensibilità, assenza di stimolo, paralisi, emorroidi esterne: CHI SONO IO QUI? CHE POSTO OCCUPO? HO DIRITTO O NO?
    Sono cose che ho sentito a un corso, forse un po’ serie per questo blog, ma a me un bambino che non vuole fare la cacca sembra una questione serissima e molto delicata. E trovo che queste teorie, che ovviamente si riferiscono a un livello inconscio, abbiano parecchio senso. Forza e coraggio piccolo Sneddu ce la puoi fare siamo tutti con te 💚

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