Nonsolomamma

neppure un kakuz vanillibuz

elastigirl, da almeno quattro o cinque anni deve andare in quel luogo svedese di perversione, perdizione e polpette alla salsa di mirtilli. lì aveva comprato, in un tempo ormai remoto, un mobiletto per gli hobbit, sprovvisto però di appositi cassetti, allora introvabili, che gli dessero un ruolo. per anni, di quello scheletro di compensato dal nome improbabile, tipo trozka o krakkoman, fu fatto un uso improprio e sbagliato ed elastigirl, per questo, coltivava, con enorme disagio, il tarlo dell’incompiutezza. “io, in quell’inferno, non ci metto piede”, tagliava corto mister i. “e poi tu non ti controlli e compri assurdità inutili”, proseguiva. “ma è proprio questo il bello! se ci vai e non compri una poltrona krumellurunt, un tavolino farkalaz o un lampadario simpatiz, la vita perde senso”
“ecco, appunto. le tue chance di convincermi, a questo punto, sono sotto zero”.
con queste lacrimevoli premesse, stamane elastigirl si è trovata con gli hobbit a casa, in vacanza carnevalesca da scuola, il cielo limpido fuori e l’impossibilità assoluta di lavorare. e ha avuto un’idea diabolica e geniale.
“e se andassimo lì in gita?”
“mamma, non esiste. io ho mal di testa, un senso di spossatezza nelle ossa e un bisogno urgente di stare sul divano”
“ma se, fino a due minuti fa, facevi la lotta con lo hobbit piccolo?”
“ecco, mamma. deve essere stato sneddu e ridurmi così. ti prego, lasciami qui a casa. potrei anche fare un po’ di compiti…”
“va be’. tu, hobbit grande, resta pure a casa. ma i tuoi fratelli vengono con me”
“dobbiamo proprio?”
“ci divertiremo come pazzi, vedrete!”
“ci sono i giochi?”
“certo! c’è tutto! giochi svedesi bellissimi, come il topo grunlunt e la palla mazzamell”
“e i perso? ci sono i perso?”
“cosa?”
“sneddu intende i personaggi, quelli con cui giochiamo noi: personaggi di guerre stellari, del signore degli anelli…”
“ehm… signore degli anelli… elfi… certo che sì! gli elfi sono tutti nati in svezia! pensate ai capelli biondi legolass… era svedese legolass… per non parlare di galadriel!”
“ma i perso li troviamo?”
“troviamo tutto! evviva! andiamo! sarà bellissimo”
“a me basta non fare i compiti…”
….
“eccoci! non è un posto pazzesco?”
“sembra un supermercato. ci sono anche i carrelli”
“no, guarda… qui c’è una casina vera, con la camera da letto, la cucina, il bagno… vogliamo prendere questo troftull, tappetino per doccia a forma di coccodrillo svedese?”
“mamma, non ci sono i coccodrilli in svezia…”
“e poi non abbiamo bisogno di tappetini per la doccia. abbiamo già i nostri…”
“va be’, proseguiamo. che cosa meravigliosa stiamo facendo insieme…”
“mah…”
“per me è più bello giocare ai perso… a proposito. quando arrivano i perso?”
“nooooo! guardare questi imbuti colorati. carlunzt. non sono splendidi? ci compriamo un carlunzt verde? o preferite azzurro?”
“noi ce l’abbiamo già un imbuto a casa”
“sì, va be’. ma è color carne… fa schifo”
“un imbuto deve fare l’imbuto. il colore non è importante”
“va bene, avete ragione. ma vedrete che, quando arriviamo nel reparto giochi, vorrete comprare tutto!”
“a me basta un perso…”
“ehi! ci sono i plaid in cui ti puoi infilare dentro! guarda questo che sembra una tigre! è incredibile! lo compriamo?”
“perché?”
“come perché??? perché è bello!”
“se ti fa piacere prendilo…”
“ma no, era per voi… mannaggia che tristoni siete… guardate! noooo! non ci credo! i vestiti di carnevale!!! c’è quello da pipistrello! costa sette euro. chissà come si dice pipistrello in svedese! lo prendiamo?”
“che imbarazzo. no, dai, mamma. è tremendo… non dovevi prendere i cassetti per il nostro mobile? ecco… andiamo, dai. così sei contenta…”
“nemmeno questa barba finta della serie barbungst?”
“no, grazie, mamma. dai, vieni adesso. andiamo via da questa zona”

“ma i bambini svedesi hanno dei giochi tristissimi…”
“che dici??? sono fantastici! c’è anche la palla morbida, un serpente, questo… questa… ehm cosa di legno…”
“forse sono poveri, i bambini in svezia. gli mancano i perso…”
“va be’, ho capito. proseguiamo verso il ristorante. dovete assolutamente assaggiare le polpettine!”
“io non ho molta fame in verità”
“ah. e tu sneddu?”
“nemmeno io”
“volete almeno andare in bagno? i bagni qui sono pazzeschi!”
“cos’hanno di pazzesco?”
“i fasciatoi! anche nei bagni dei maschi!”
“grazie, ma non mi scappa niente”
“sneddu, magari qui hai voglia di fare la cacca? sono già quattro giorni che…”
“ok. se vuoi compriamo un imbuto”
….
“un tagliere?”
“no”
“delle candeline colorate? dai! per lo hobbit grande! vi prego!!!! costano 50 centesimi 30 candeline al sapore di mela verde, e di fragola, e di vaniglia. possiamo prenderle???? su!”
“se ci tieni… secondo me hanno un odore malato”

“abbiamo speso 9 euro e 75. non mi era mai successo in vita mia di spendere così poco qui. non vogliamo almeno comprare dei kakuz vanillibuz?”
“cosa?”
“biscotti alla vaniglia!”
“sono meglio quelli che abbiamo a casa, mamma”
“della salsa di mirtilli rossi?”
“basta, mamma. paga e andiamo”
“siete capaci di spegnere qualsiasi entusiasmo. che tristezza. non farò mai più una gita così con voi”
“bene, mamma. grazie”.

55 thoughts on “neppure un kakuz vanillibuz

  1. Una serie di considerazioni:
    1) non pensavo che l’hobbit di mezzo potesse essere così pragmatico addirittura tendente al pauperismo estremo. Mi ricorda il padre;
    2) l’Ikea è una droga prettamente femminile per cui ti capisco perfettamente. Io il mio giro annuale lo consumo prima di Natale per accaparrarmi le decorazioni…
    3) il mobile di cui parli sarà mica tolfast il componibile con contenitori colorati che non manca in nessuna casa provvista di figli spargigiocattoli?
    4) fa parte del fascino perverso dell’Ikea indurti a pensare che ti manchi sempre qualcosa di utilissimo colà esposta;
    5) vacanze di carnevale? Ma non era finito?

      1. Da noi in Valsesia una via di mezzo,,, terminato ieri col mercu scurot.

        Però… l’ultima sfilata di domenica scorsa era stata rimandata per maltempo… quindi la faranno, o dovrebbero farla se non piove, domenica prossima. Sempre più tardi. ^_^

        Della serie come far irritare alcuni parrochiani per la scarsa considerazione per la quaresima.

        😛

        No, niente.
        (Io praticamente so che è cominciata la quaresima solo per aver sentito delle proteste di cui sopra)

  2. No vabbe! Hanno preso da mister i. Io la prossima volta ci andrei da sola. Confesso che quando ci vado poi mi autocensuro per non esagerare e ritrovarmi con i cassetti che esplodono e tazze e bicchieri che non so più dove metterli.
    L’ultima volta ho comprato anche le rotellut kannelluz 😉

  3. Mi viene così da ridere!!! Mi ci riconosco appieno!!! Non so se ti può consolare, ma il mio maschio a 18 anni è ancora come i tuoi: pragmatico razionale pauperista e capace di smontare qualsiasi entusiasmo!!! Compenso, almeno talvolta (!), con la figlia! 😉

  4. Io vado spessissimo all’ikea , praticamente so montare ogni loro mobile, sedia , contenitore ,… La cosa più bella è andarci quando ci sono i mondiali di calcio e gioca l’Italia , riesci a parcheggiare davanti all’ingresso e puoi passare le ore a misurare mobili che non comprerai mai

  5. “i fasciatoi anche nei bagni dei maschi”…ecco, questo punto mi interessa assai e mi chiedo perché non esista l’obbligo in Italia di dotare TUTTI i bagni di TUTTI i luoghi pubblici di fasciatoi….

      1. Claire, mi confermi quanto già sospettavo….cioè che la civiltà non alberga qua…ma lá (e scusate il gioco di parole!)

      2. ok, in giappone in ogni bagno pubblico (mascile o femminile) c’e’ una specie di seggiolino per il pupo: se sei con un bambino, lo metti li, lo leghi che non cada, fai la pipi’ e poi te lo riprendi!
        meglio cosi’, piuttosto che quello si metta a toccare dappertutto nel bagno pubblico, no?

  6. non so quanti secoli sono che non vado all’ikea con i pargoli. e a lungo non andrò. anche se i miei non sarebbero stati dei “guastafeste” sugli articoli da comprare bensì sul tempo che si sarebbe potuto impiegare a fare altro

  7. In quel luogo di delizie vado solo due volte l’anno,col marito implorato x due mesi e corrotto con qualsiasi mezzo. Coi figli una sola volta e mai più e non riesco mai a spendere meno di 200 euro…qualche cosa inutile ma assolutamente indispensabile la trovo sempre.

    1. Anche io ne possiedo uno. Ogni volta lo devo placcare. A me piace andare all’Ikea, mi piace soffermarmi in tutti i set espositivi e giocare a “fare casetta” ma mio marito diventa impaziente perché improvvisamente gli viene sempre fame appena mette piede in negozio. Onestamente, Elasti le polpettine non sono sto granché.

  8. Pare che io sia un rarissimo caso di donna cui il solo pensiero di quel luogo fa venire l’orticaria. La prima volta che ci sono andata, piena di entusiasmo ed aspettative, sono uscita con un succo di frutta tanto per dire di aver preso qualcosa ed una noia addosso micidiale.
    Per me andarci equivale ad una tortura medioevale.

  9. Ma io ho le lacrimeeeee!!
    Io, io non ho nessuna squallida vena pauperista! Facciamo che baratto l’hangar bicocca con una gita lì con te!!! Poi ti premio con lo sciroppo al sambuco confezione gialla!!!!! 😀

  10. Maschi. L’ikea non e’ per i maschi,piccoli o grandi che siano. Le mie femmine sono invasate solo a vedere tutti quei divani e letti e seggioline dove una commessa una volta ha detto “certo che potete sedervi,sono qui apposta!”…

  11. l’ultima volta che ho costretto mio marito ad andarci abbiamo speso la bellezza di 240 euro. cosa abbiamo preso? nulla. un bel nulla utilissimo.

  12. Fantastica!! ho le lacrime.. i miei maschi (uno marito e due gemelli seienni) ogni tanto si fanno trascinare, ma in genere andiamo se abbiamo una cosa specifica da comprare, tipo un armadio sgrullut o una panca svrtset. l’ultima volta erano carichi perchè volevano giocare nelle palline… beh, ci sono stati solo 20 dico venti minuti…
    poi le gentili signorine mi hanno chiamato al telefono di andarmeli a riprendere.. in compenso hanno mangiato uno gnu al forno al ristorante..
    detto ciò.. sono in rehab da ikea. compro online le cose che mi servono, ci vado solo accompagnata. ho ancora una scatola di lumini glimma e svariate candele che risalgono ai primi anni 2000..

    1. Io vado al’ikea solo di domenica, quando tutta la provincia sembra concentrarsi lì. La fila alla cassa mi scoraggia dal prendere tutte quelle cosine inutili diventate improvvisamente indispensabili!!!!!

  13. Più che la vasca di palline mia figlia (3 anni e mezzo) impazzisce davanti a divani sedie poltrone letti soggiorni cucine… insomma in ogni ambiente prova, sposta, simula la vita di tutti giorni. Uno spasso! Un paio di gite annuali all’ikea non ce le facciamo mai mancare

  14. La concentrazione di testosterone crea questi adorabili mostri. Il mio compagno è più cedevole, a volte comprerebbe più inutilità lui di me anche se salta a piè pari zona guardaroba e scarpiere (chissà perchè?!) ma in quanto a tazze e ciotoline varie sta diventando irremovibile…confido nella mia 7enne che così azzurra e biondo cenere fa pensare che l’ispirazione sia arrivata da un qualche divano sgrunfiunt o letto improbiusk…mah!?

  15. ciao,

    io vado all’IKEA quando sono depressa. l’ultima volta era un venerdì. ho pranzato lì (sola) bevendo anche un buon barbera e facendo il giro del negozio, valutando soprattutto la comodità delle poltrone. Ho comprato un piantina vera e una finta e quando sono uscita stavo già meglio. ecco!

  16. Elasti. Dissento. Hanno ragione i tuoi figli!
    Non ti rendi conto che sono la tua salvezza? Puoi andare all’Ikea quando veramente ti serve e se ti porti dietro loro non farai spese inutili!
    Io vado all’Ikea quando serve, con la lista (e dopo aver studiato e misurato le cose a casa col catalogo o catalogo on line) e non compro assolutamente nulla che non mi serva.
    Il 75% delle cose e’ molto bello e colorato ma solo li: a casa mia farebbe solo casino e urterebbe il mio sistema nervoso. Ci bastano gia’ gli abitanti della casa (io compresa) a fare casino.
    In realta’ io sono un essere umano che odia lo shopping e lo concepisce solo come risposta ad una mancanza definita. Esempio: mi serve un paio di pantaloni neri eleganti, esco, vado, li compro, torno a casa. Cio’ mi rende immune da supermercati, ikea, shopping compulsivo e pubblicita’. Se una roba non e’ nella lista, nessuno in casa ne sentiva la mancanza quindi comprarla e’ un danno anziche’ un vantaggio.
    Non fraintendetemi: adoro andare all’ikea, negli ipermercati, in centro, nei centri commerciali. Mi mette allegria 🙂 e mi rilassa. Soprattutto se non devo comprare niente: guardo tutto, tocco tutto e quando sono stufa vado a casa…
    Evviva gli Hobbit che mantengono Elasti sulla retta via!

  17. La fortuna di avere dei maschi! Io l’ultima volta sono andata con la figlia maggiore. Dovevamo solo prendere delle spugne per il bagno nuove e i sacchetti per congelare.
    Invece abbiamo comperato anche:
    uno spargifarina (come abbiamo fatto finora a farne a meno?)
    Una teglia per muffin e relativi stampini in carta.
    Candele profumate all’arancia
    Bastoncini profumati colorati sui toni dell’azzurro
    2 bulbi di amarilli (l’acquisto migliore adesso che si sono schiusi sono stupendi, rosso brillante)
    Una latta di biscotti allo zenzero Pepperkaka
    Una confezione di Rosti surgelati e……dulcis in fundo…
    un’alzatina per dolci con cupolina in vetro…. bella eh, ma assai ingombrante. L’ultimo acquisto fortemente voluto dalla figlia che da allora (per dimostrare al padre l’utilità dell’oggetto) si è preoccupata di tenerlo sempre fornito di dolci appena sfornati!
    Sigh….

  18. Da brava femmina raccoglitrice sono capace di comprare il cachemire in spiaggia, e non tanto per dire. Per cui online e offline vale tutto. Solo la crisi mi fa ragionare.

  19. Post spassoso.
    Però quanto sono sani i bambini che non si divertono in un luogo in cui non si vede che tempo fa fuori, che si rendono conto dell’inutilità di molti acquisti. Comprassimo meno stupidaggini utilissime costruite chissà dove da gente pagata chissà come riempiremmo meno le già stracolme discariche. Staremmo meglio tutti: le nostre case meno invase daroba inutile, l’ambiente e il nostro poco tempo libero, speso non più alla cassa o in autostrada ma altrove.
    Spero che la generazione dei nostri figli sia meno vittima dell’accumulo. Io, da insegnante, vi posso dire che sono fiduciosa.
    Detto questo, post divertente!

    1. YEAH!
      gia’ non compravo, ora mi sono data al decluttering da quando ho scoperto l’equazione oggetto=tempo
      ogni oggetto in casa richiede tempo: per essere puliuto, rimesso in ordine, cambiato di posto (xex se e’ un vestito estivo e sei in inverno) eccetera
      quindi devi avere attorno solo gli oggetti che usi veramente e che ti danno una gioia pazza
      gli altri via: che se dai uno sguardo in giro per casa devi veder libero e sgombro e che se hai del tempo libero lo passi a farti i fatti tuoi non a pulire spolverare stirare spostare o scegliere fra mille vestiti gli unici 3 che metti veramente
      oggi qui passano a raccogliere roba usata per beneficenza: davanti a casa mia c’e’ un MURO di roba, 3 sacchettoni enormi e una dozzina di scatole da scarpe :O

  20. La prossima volta che vuoi andare a trovare gli svedesi ti presto marito e figli.

    Loro adorano andare in quel luogo di perdizione… E anche comprare oggetti dai nomi improbabili e mangiare le polpette con la salsa di mirtilli!!

    1. Sto studiando la guida perché questa estate andremo in vacanza là… molti sono nomi di luoghi e io per ora mi fermo lì!
      Ora sono curiosa! Dimmi un po’!

  21. Grazie Elasti!
    Siamo tutti nella stessa barca!
    Mi sembrava di leggere la descrizione della mia ultima “gita” domenicale all’ikea. Avevo un elenco di 3 cose, 2 su tre non c’erano. Sono riuscita a spendere 165,85 euro di cose talmente indispensabili che a distanza di un mese devo ancora spacchettare, tranne un giochino per la piccola di 10 mesi che non ha ancora la capacita’ di parlare x dire che i giochi svedesi fanno schifo!!!!!
    Che ridere!
    A me sono piaciute anche le polpette: ahahah!!!

  22. Sei mai stata da Tiger? C’è n’è uno anche in piazza Cordusio (evvai colla pubblicità 🙂 ). Ti piacerà tantissimo! E’ come un’Ikea in piccolo, tante cose molto carine e dal bel design a 1, 2, 3 euro…. Molto antidepressivo, e non c’è bisogno di spenderci la giornata come all’Ikea.

  23. Io trovo che il modello ikea sia un’idea vincente: mobili e utensili di media qualità a prezzi abbordabili. Prima degli stores ikea era impossibile arredare una casa senza spendere cifre assurde. Alcune cose sono orribili, in generale non sopporto tutta quell’oggettistica da quattro soldi. Io ho il tappettino antiscivolo a forma di coccodrillo, lo considero un must. Da evitare le visite il sabato e la domenica prima delle 18.

    1. PARLIAMONE: io senza ikea sarei morta!
      io ci ho arredato TUTTA la casa (6 stanze) appena arrivata qui in UK: ho affittato non ammobiliato, non avevo (praticamente) mobili dall’italia e.. TUTTIi negozio di mobili inglesi mi facevano schifo!
      con l’ikea ci ho messo pochissimo (con la pianta della casa, il catalogo on line con le misure, un approccio scientifico e un po’ di creativita’ te la cavi con 7-15 gg di lavoro) e quando mia madre (nota signora chic&snob che vive in villa dell’ottocento con tappeti, quadri e mobili antichi) e’ venuta a trovarmi mi ha fatto i complimenti per la casa:
      Detto questo non so quanto dureranno quei mobili 😀 pero’ sono allegri e mi hanno risolto il problema
      e sono costati POCO nel senso che io appena arrivata non avevo il becco di un quattrino: e arredare tutta casa mica costa poco…

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