Nonsolomamma

chiara

“buongiorno, mi chiamo chiara, sono una studentessa dell’ultimo anno di liceo classico a varese e sarò la vostra guida”.
chiara ha occhi grandi, color nocciola, i capelli legati in una crocchia, un paio di jeans, alcuni strati di maglioni, una professionalità adulta, un uso sapiente delle parole e l’aria di chi si gode quello che sta facendo.
“quest’anno avrai la maturità!”
“già. è uscito greco scritto”
“io, se ai miei tempi fosse uscito greco scritto, sarei ancora lì, inchiodata ai banchi del liceo, credo”
“a me greco piace tanto. mi piace moltissimo anche la storia dell’arte ma è l’unica materia che non si porta all’orale, purtroppo”
“e dopo cosa vuoi fare?”
“sono indecisa tra medicina e storia dell’arte, appunto. ho ancora un po’ di tempo per decidermi. non tanto però. bene. proseguiamo la nostra visita. il meglio deve ancora arrivare!”.
oggi l’elasti-famiglia è andata in gita, con amici e con lo zio con l’orecchino al naso in transito, in una delle ville del fai.
e ha incontrato chiara, sottile, sorridente, curiosa, gentile, appassionata e appassionante, grande anche se, per certi versi, ancora piccola.
perché a 18 anni si può essere ipnotici, sapere moltissime cose e, soprattutto, avere il talento di raccontarle. a 18 si può dimostrare a un gruppo di adulti e di bambini, tutti piuttosto sciamannati, che il futuro potrà essere un posto limpido, rigoroso e luminoso, grazie alle chiare e a quelli come lei, che lo costruiranno.

36 thoughts on “chiara

  1. Che bello!!!! E non solo perché mi chiamo così 😊 ma per la gioia delle parole. Sarà anche che ho appena ripassato Pascoli con una ragazza di ripetizioni, e le ho spiegato la poetica del fanciullino, quindi sono in pieno trip “il poeta riesce a farti capire quanto bello e luminoso sia il tuo quotidiano!”, cosa che fai anche tu. P.s. se c’è qualche insegnante/dipendente del miur, sorvoliamo sulla correttezza di quanto ho detto sul fanciullino 🙂

    1. Da dipendente del Miur posso solo dirti : bravissima!
      Il senso e’ quello. Almeno, così lo intendo io. E aggiungo che di ragazze e ragazzi come Chiara, per fortuna, ne ho visti tanti. C’e’ speranza, sì.

  2. Ma certo! Io non sopporto chi guarda le mie figlie e sospirando dice: “ah come son belle, ma poi.. diventano grandi..” e scuotono la testa… Ma come sarebbe? Ci sono in giro ragazze e ragazzi meravigliosi!!

    1. oh, grazie! 😉
      io mi sento una ragazza, anche se ho piu’ o meno la vostra eta’ 😛
      piu’ che altro me lo son sentito dire tutta la vita: “tanto dagrande ti rovinerai!” tanto e’ vero che forse questo e’ all’origine della mia sindrome di Piter Pan
      comunque io lo vedo ancora accadere: negli adulti che non lodano mai i ragazzi!
      xex l’altro giorno il mio scapestratissimo nipote e’ entrato in graduatoria di un concorso per un progetto per lo studio dell’inglese, e non e’ neanche l’ultimo in graduatoria! allora faccio a mia mamma: “hai visto che bravo?” e lei, con lui presente: “si beh.. QUANDO VUOLE e’ bravo…”
      Enno’, mamma: ora vai li, lo abbracci e gli dici “bravo: son orgogliosa di te!” poi se e quando prendera’ un brutto voto a scuola, in caso gli dirai “malandrino scansafatiche”
      ma cos’e’ ‘sta storia che gli adulti non sono mai contenti di niente??? secondo me si rovinano la vita da soli!
      eppoi che depressione: povere “Chiare”, come si fa a restare ottimisti, entusiasti, impegnati e determinati, se gli adulti ti fanno terra bruciata attorno??
      ho capito che la situazione italiana e’ tragica, ma si sono risollevati anche a Hiroshima e a Nagasaki! non proiettiamo le nostre paure e le nostre frustrazioni sui ragazzi!

  3. A Luglio con le amiche siamo andate in visita al Quirinale, purtroppo la nostra guida (un pensionato volontario) era alla sua prima volta e non se la cavava molto bene, fortunatamente però era accompagnato da una studentessa di storia dell’arte che compiva lì il suo tirocinio. Brava, semplice, ammaliante, simpatica….

    1. Concordo, le giornate del FAI sono bellissime, lo dico da iscritta FAI da anni, sempre presente alle giornate di primavera e alla FAIMARATHON di ottobre!

  4. Credo che chiunque di noi abbia messo al mondo figli in questi anni un pò miserabili lo abbia fatto proprio perchè crede nel futuro.Siamo innamorati della vita e crediamo ardentemente che essa possa offrire molto a tutti noi ed ai nostri figli.

  5. non avevo dubbi che saresti andata in uno dei luoghi fai eheh
    I tuoi bambini sono fortunati, spero manterranno nel tempo la curiosità di vedere il mondo. Anche quello vicino, senza necessità di fare viaggioni intercontinentali.
    Io per esempio mi chiedo come miei amici (generazione under 35, over 30 ahaha) non siano minimamente interessati a mostre, musei e qualsiasi cosa di diverso dal cenare fuori al sabato. Boh

  6. Molte ‘cose belle’ sono intrecciate con il ‘greco’ . Molte ci raggiungono ‘insidiosamente’ perché sono come fiumi carsici.Altre,ci abbagliano,ci stordiscono e quando ci riprendiamo vorremmo trovare un po’ di bello ovunque.Un po’.La lingua greca,tragica e sublime vuole da secoli dirci questo.Lui,il mio grande amore,non ha mai messo piede in un museo,non è mai andato ad una mostra,non capisce la poesia.quando gli ho chiesto: ‘Ma perché’? Mi ha risposto: ‘Mi turba e non poco.’

  7. Cara Elasti, come vorrei avere il tuo ottimismo! E’ vero che di ragazze/i bravi come Chiara ce ne sono tanti: studiosi, preparati, pieni di entusiasmo, ma dopo il nulla che trovano in Italia, fanno la valigia e vanno all’estero. In Italia siamo pieni di parole, di buoni propositi, di speranze, ma lavoro, quello vero, quello che ti fa mettere in pratica ciò che hai imparato a scuola e all’università, quello che ti fa pagare le bollette con continuità, che ti fa fare progetti per la vita, quello non c’è. Specie nei beni culturali di cui l’Italia è piena, di cui ci vantiamo, ma che non curiamo per cronica mancanza di soldi.
    E’ triste e darei non so cosa perchè qualcuno mi dimostrasse con i fatti che mi sbaglio, ma è così.

    1. non e’ mancanza di soldi: e’ che mettiamo i soldi da qualche altra parte!
      quale? non ho ancora capito 😦
      perche’ se la sanita’ no, l’universita’ e ricerca no, la musica e il teatro no, la conservazione dei beni culturali no
      io da un po’ mi chiedo: e allora dove li mettono i soldi delle mie tasse???

  8. Leggendo dell’entusiasmo di Chiara, della sua preparazione e delle sue speranze vorrei anche ricordare le studentesse italiane morte in Spagna.
    In quanto madre, oggi non riesco a non pensare a quelle giovani vite spezzate.

    1. Non posso non pensarci anch’io da ieri pomeriggio, da quando ho visto casualmente i loro volti in televisione, in non so quale telegiornale. I greci dicevano qualcosa a proposito di chi muore giovane, che sarebbe caro agli dei. Ma a me viene in mente solo una parola: strazio. Perché anche se non ho conosciuto Valentina, Elena, Elisa, Lucrezia, Elisa, Francesca e Serena ho visto nelle immagini dei loro visi qualcosa che non era solo bellezza: queste ragazze erano radiose, avevano nello sguardo la stessa luce che non so se ho avuto io alla loro età, ma di certo vedo quotidianamente nelle mie studentesse, nelle mie nipoti di quell’età, nelle mie colleghe poco più grandi di loro. E’ la luce che spero di vedere un giorno negli occhi di mia figlia, e’ la lucedi sogni, dell’impegno, della speranza. Per questo oggi riesco a dire solo: strazio. E sento che qualcosa e’ stato rapito violentemente non solo alle famiglie di tutte le persone coinvolte in quell’incidente: l’Italia, l’Europa, il mondo tutto ha perso moltissimo. Per questo dico anche che Elena, Valentina, Elisa, Lucrezia, Elisa, Francesca e Serena non le dimenticherò, e vorrei che come per Valeria Solesin qualcuno pensasse a dedicare un ponte o qualunque altro luogo a ciascuna di loro.

  9. ahhh greco scritto: sono un anno piu’ giovane di elasti e quindi a me e’ toccato e sono rimasta inchiodata alla sedia perche’ di greco scritto avevo si’ e no la media del 4 e mezzo (io amavo il greco e lo amo ancora, era lui che non amava me!) Fortunatemente capito’ Luciano di Samosata e la versione piu’ facile dell’intera storia della maturita’ classica… in bocca al lupo Chiara! (che sicuramente sara’ molto piu’ brava di me).

  10. Correva il 1991 la versione di greco si rivelò meno dura del previsto e storia dell’arte era fra le materie dell’orale. Dopo pochi giorni fra i banchi della facoltà di chimica la strada verso lettere classiche e la specializzazione in storia dell’arte mi sembrò dritta come una pista di decollo. E l’aereo da all’ora l’ho preso molte volte, perché se studi storia dell’arte non puoi stare in poltrona, perché vivo all’estero, facendo per mestiere quello per cui ho studiato con la devozione che è lecito tributare solo alle passioni vere. Brava Chiara, scegli la tua strada e se poi quella strada ti portasse lontano dal tuo paese, credimi, poco male, se nella nuova casa troverai il tuo posto e ti sentirai al tuo posto.
    Licia

  11. Le visite ai musei,luoghi d’arte mi mancano devo assolutamente recuperare… Ieri sera sono stata a un evento musicale/giornalistico e ho rivisto Carlo Massarini …chi ha almeno 45 anni comprende…grande comunicatore,esperto di musica e ancora un bellissimo uomo…mi chiedo perché in Rai non abbia trovato una più lunga collocazione….solita Italia!Maryland

  12. Non commento mai, però oggi mi sono sentita particolarmente colpita!
    Dopo aver letto ho pensato a mia figlia, lontana al momento perchè ha deciso di studiare per un anno all’estero, al suo entusiasmo, alla sua mente brillante, alla sua curiosità, alla sua allegria, tutta proiettata verso il futuro……..e sì, c’è speranza perchè il futuro sono loro, sono le tante chiare che credono nei loro sogni!
    E ho pensato anche anche alle altre figlie il cui futuro si è perso per sempre, e alle loro mamme che vivranno con il loro infinito dolore quotidiano dal quale nessuno le potrà mai risollevare……….

  13. Non posso non commentare: L’Italia non è un paese per le Chiare così appassionate. Un paese dove la storia dell’arte si taglia dalle scuole, dove si parla tanto di beni culturali e poi si distruggono, dove i tanti studenti che si laureano in beni culturali non hanno sbocco perché nel MIbact non si assume più nessuno. Non basta il suo entusiasmo Elasti a fare dell’Italia un pese più limpido purtroppo. Lo dico da addetta ai lavori (docente universitaria di storia dell’arte). Guardate il sito di emergenzacultura
    Dobbiamo reagire tutti perché il nostro paese sia veramente un paese per giovani. I sogni vanno alimentati con sostanza, da soli non bastano.
    Ilari

  14. Scusate il sito/pagina facebook è emergenzacultura 7 maggio. si toccano i problemi e i pericoli del patrimonio culturale italiano e del paesaggio
    Ilari

  15. Mai visitato la bella Villa Panza, Elasti?!
    Da critica d’arte varesina d’adozione e da anni stabile ad Amsterdam come educatrice museale, io a Chiara consiglierei conservazione dei beni culturali certamente, magari a Venezia al Ca’ Foscari! 🙂

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