Nonsolomamma

fotografie pasquali da bari

– la prima poesia da imparare a memoria.
“che bello, sneddu! imaprare a memoria le poesie è fantastico. iniziamo subito!”
“no”
“eddai. solo la prima strofa, il resto più tardi”
“no”
“allora ci facciamo una partita a uno”
“va bene”
“però, quando ci resta una sola carta, invece di dire ‘uno!’ dobbiamo dire il primo verso della poesia. Poi, facciamo una seconda partita e, invece di ‘uno!’ dobbiamo dire i primi due versi. alla terza partita i primi tre versi e così via. ok?”
“non ho capito niente”
“tu non preoccuparti. iniziamo a giocare a uno e dopo ti rispiego”
“elasti, tu non sei una madre. sei satana”
“fatti i fatti tuoi, mister i”

– centocinquantamila partite a uno modificato.
“ancora!”
“eddai, sneddu. ormai la poesia la sai. facciamo una pausa!”
“ancora una volta. anzi tre. ti prego!”

– un libro bello, in cui immergersi e annegare. e contare le pagine che mancano e centellinarle perché non finisca troppo presto. e non capire se il libro è bellissimo veramente o se è tutta colpa di un patologico elasti-transfert con la protagonista. (comunque, si chiama la felicità è una pagina bianca e lo ha scritto elisabeth egan).

– super w e mister brown, i nonni, e gli hobbit al cinema a vedere superman contro batman. e elastigirl e mister i a vedere, nello stesso cinema, un altro film qualsiasi, purché non ci siano superereoi e sia allo stesso orario. “ma se vedessimo anche noi superman contro batman?” “nemmeno per idea. piuttosto vado da sola a vedere una altro film!” “e va bene. cosa ci tocca vedere?” “forever young” “sarà una porcheria”.
e invece nonni e nipoti sono usciti infastiditi e depressi dal supereoismo, mentre elastigirl e mister i hanno riso come pazzi per un’ora mezza.

– mister i con la febbre e la tuta da ginnastica che è il segno definitvo della disfatta psicofisica dell’economista marxista. “è possibile che ogni volta che veniamo a bari, dai tuoi genitori, tu ti riduci uno straccio? a natale era il mal di schiena, adesso il febbrone…” “lasciami nel mio dolore. ho la frullosi”.

– una passeggiata con gli hobbit e lo zio con l’orecchino al naso (senza mister i febbricitante a casa), a giovinazzo, con sosta su una piccola spiaggia, di fronte a barche di pescatori ormeggiate. vento, sole, cielo azzurro, parecchio muschio su cui gli hobbit scivolano ripetutamente, vongole, alghe, pantaloni, scarpe e calze fradici e nessun ricambio.

– un amico olandese di super w e mister brown, alto, dinoccolato e sufficientemente matto per trasformarsi in una creatura mitologica hobbit.

– una quantità esorbitante, esagerata, stupefacente, di cioccolata. “eddai, dammene un pezzettino!” “no. basta” “su! non puoi fare il mostro con la tua mamma. un altro pezzo piccolo! l’ultimo. prometto!” “nemmeno per idea. il prossimo anno ti compri un uovo tutto tuo” “figlio ingrato. mi vendicherò, non temere”.

22 thoughts on “fotografie pasquali da bari

  1. Leggi se puoi il libro di Brizzi fa veramente morire dal ridere…puoi proporre a tuo marito il miscuglio x i capelli ne sarà lieto sicuramente….per i malanni di tuo marito io ho una teoria:a Bari lui si sente a casa davvero è così può finalmente rilassarsi….buon x te perché ti alleggerisce molto …Maryland

  2. Come sempre, invidio (bonariamente si intende) il legame che avete con le vostre famiglie di origine. La leggerezza e la piacevolezza dello stare insieme purtroppo non le provo più da tantissimo tempo. Mio marito ed io, siamo stati un po’ sfortunati in tal senso.

    1. Però state creando voi, ora, una famiglia! E comunque in un film mi ricordo che dicevano più o meno che la famiglia non è composta tanto dalle persone del tuo stesso sangue, ma di persone per cui saresti pronto a dare il sangue: il compagno/a, gli amici…quella famiglia che man mano ci creiamo

  3. Che bello imparare le poesie a memoria! Ringrazio tutti quelli che hanno ‘preteso’ che imparassi interi passi della ‘Divina Commedia’, a memoria,dall’Inferno soprattutto.Mi sono venuti spesso in mente e nei momenti più insoliti…su un aereo,durante una Risonanza Magnetica,prigioniera di un tubo stretto e per lo più angosciante.Sempre e’ stata una consolazione.Mi sono vergognata ma con dissimulato orgoglio quando all’estero mi sono sentita dire :’Beata lei che è italiana cosi’ puo’ leggere Dante,sa,io ho dovuto studiare la sua lingua per poterlo leggere’.

  4. Bella l’idea della partita UNO per imparare le poesie, di mio ho sempre odiato imparare le poesie a memoria al punto che ho marinato la scuola in seconda elementare pur di non doverla ripetere all’insegnante…

      1. Perdonami io Elasti su D la seguo dal I numero ma sul blog da 18 mesi …la frullosi che cosa è? Gli gira tutto?Maryland

  5. Bene che di default metti il titolo del libro!
    Grosse e grasse risate per tutto il resto.

    Ps, ma dell’ultimo libro di Pia Pera vogliamo parlare?? “struggente e bellissimo” , ma per davvero…

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