Nonsolomamma

surreali conversazioni

“allora? ci hai parlato via skype, mister i?”
“sì. ci siamo appena salutati”
“e come ti è sembrato?”
“non disfunzionale”
“quindi ti piace?”
“ho detto solo ‘non disfunzionale'”
“mi sembra una cosa positiva, no? non si potrebbe dire, ad esempio, lo stesso di te…”
“spiritosa”
“eddai, dammi un giudizio articolato del canadese!”
“non mi sembra male. però quando gli ho chiesto che hobby aveva non ha saputo rispondere”
“mmmh, lo avrai intimidito”
“però gli piace il fantasy e la fantascienza. e questa è una buona notizia”
“be’, io avrei preferito che gli piacessero le commedie romantiche e i romanzi autobiografici…”
“ti ricordo che deve badare agli hobbit. non a te”
“ah. già. gli hai chiesto quanto è alto?”
“ti sembra una domanda sensata?”
“sì! sensatissima. ti ricordo che il letto nella sua stanza è più corto del normale. se è 1,90 dobbiamo scegliere un altro au pair. o cambiare letto”
“comunque non è male. l’unica cosa che non mi ha convinto…”
“cosa?”
“a un certo punto si è avvicinato lo hobbit di mezzo ed è entrato nello schermo di skype”
“e?”
“e lui non ha fatto niente. non ha proferito parola. non ha cercato nessun contatto con il medio”
“uhm… magari era a disagio”
“se la stessa cosa fosse successa a valentina diolabenedica, lei non avrebbe più guardato in faccia me e si sarebbe dedicata esclusivamente al piccolo”
“che c’entra??? valentina diolabenedica è stata la nostra prima baby sitter, il primo amore, la colonna portante della nostra vita. era fantastica. non a caso insegnava all’asilo… mica puoi paragonarla a un energumeno canadese che nel tempo libero spegne gli incendi ed esplora i crateri dei vulcani attivi…”
“magari invece non è capace di parlare con i bambini”
“uhm. è una possibilità, effettivamente. però mi aveva detto di avere due fratelli molto più piccoli…”
“magari riesce a interagire solo con loro. ma con gli altri bambini è bloccatissimo”
“ok. aspetta. gli scrivo e gli chiedo se può fare una chicchierata su skype solo con gli hobbit”
“…”
“come ti sembra come idea?”
“si può provare. ma dobbiamo esserci anche noi”
“no. se no non è spontaneo. non dobbiamo mediare”
“già. però come facciamo a capire come se la cava?”
“uff. ti devo insegnare tutto! ci mettiamo dietro la porta e origliamo, no?”
“diavolo di ua donna”.

così, questa sera, il candidato au pair canadese e gli hobbit (“ma devo esserci anche io, madre?” “certo che sì, hobbit grande” “ma cosa me ne frega? che sbatti” “cambia tono. comunque non è che devi partecipare alla conversazione perché dovrà farti da baby sitter. però mi interessa la tua opinione. rispetto ai tuoi fratelli, hai criteri di giudizio diversi, più da grande” “uffa”) si sono incontrati via skype. ed elastigirl, mister i e cindy, accucciati dietro la loro porta, hanno origliato.

“ciao”
“ciao”
“come vi chiamate?”
“lui, hobbit grande, io, medio, lui, sneddu”
“ah”
“già”
“quanti anni avete?”
“lui tredici, io dieci, lui sei”
“e fate qualche sport?”
“nuoto e teatro”
“io nuoto e basta”
“e tu, giovane canadese, fai qualche sport?”
“adesso meno, hobbit grande. a volte gioco a basket”
“anche io facevo basket. ma poi ho smesso perché mi sono detto: ‘chi se ne importa’?”
“sei grosso, ragazzo canadese?”
“così così…”
“io faccio pallanuoto”
“ah. bello. cosa avete fatto oggi?”
“io e sneddu abbiamo giocato in cortile. invece il grande… lui boh”
“…”
“…”
“cosa vi piace?”
“i videogiochi e il cortile”
“a te?”
“uhm… andare in giro. e anche i videogiochi e… incomprensibile
“la connessiona va e viene”
“già”
“ciao, candidato canadese”
“ciao, hobbit”
“buona notte, o buon pomeriggio, o buongiorno o qualsiasi cosa sia là da te in questo momento”.

alla domanda: “come vi è sembrato questo giovane canadese?”, sneddu ha risposto “simpatico e normale”. il medio: “fichissimo”. il grande: “buono. potrei anche non fargli la guerra”.
forse è fatta.

53 thoughts on “surreali conversazioni

      1. Dite? Però povero, non poteva vederla spesso, niente telefono, fb, ecc…da una parte meglio quello che una ciocca di capelli (non so, a me ha sempre fatto un po’ impressione…certo sempre meglio della Shelley che girava col cuore del marito morto, se è vero)

      2. Sì, Amy sposa Laurie, ma Meg sposa il precettore di Laurie, che ora non mi ricordo come si chiama.

      3. Esatto! Intendevo lui. John Brooke, o Brook, o Broocke (?). Si fidanzano, ma devono aspettare alcuni anni prima di sposarsi perché così vogliono i genitori di Meg, e hanno due gemelli, se non erro chiamati Demi e Daisy. E la bella Meg finisce a fare la casalinga disperata. Se le fosse stato possibile avrebbe commentato anche lei questo post….

      4. Devono aspettare perché mi sembra che siano poveri entrambi, sbaglio? Quindi lui inizierà a lavorare nella ditta del nonno di Laurie, per raggranellare qualcosa (ma magari mi sto confondendo con il film). Passano gli anni ma la sorte degli insegnanti non cambia

  1. Elasti non commento mai ma ti leggo sempre! Non vedo l’ora che arrivi il canadese, sono curiosa delle sue/vostre avventure insieme…Mi raccomando tienici aggiornati!
    PS. Mi piace anche leggere i commenti al tuo blog, mi sembrano tutte (quasi) persone piacevoli quelle che ti leggono!

  2. Onore a tuo marito…che tenero…questi economisti di sinistra rudi dal cuore morbido…mio figlio dopo un incontro in università è stato a cena con Varoufakis ed è rimasto folgorato dalla modestia,disponibilità e pure dalle idee..prima o poi Elasti potresti organizzare qualcosa x farci conoscere tra noi del blog senza comunque svelare le nostre identità…Maryland

      1. Si a novembre…e ha deliberatamente scelto di cenare con gli studenti che avevano organizzato l ‘incontro….carino ..a cena oltre a parlare di economia ha pure raccontato aneddoti simpatici della sua vita! Maryland

  3. Mi è parso di essere, assieme a te, Mister I e Cindy, ad origliare dietro la porta, un po’ nervosa e con la mano sulla bocca per non far sentire eventuali risolini

    1. cindy è consapevole di essere insostituibile. però questo tizio mi sembra avere il suo pkacet. e si è pure resa disponibile per farci due chiacchiere anche lei.

      1. si stavo per suggerirtelo…
        di’ che lo “testi” lei, che sa cosa vuol dire aver a che fare con gli hobbit!

  4. Stavo pensando…
    Se quando e’ arrivata la prima au pair mister I tutto imbarazzato le ha mostrato il cassetto degli assorbenti, cosa mostrera’ ora all’au pair maschio???? la macchina per la birra???
    😀

  5. Il cassetto contenente i cavi di alimentazione, le prolunghe, i vari caricabatterie e tutto quel dannato ciarpame raccattapolvere che i maschi odierni sparpagliano dappertutto, inspiegabilmente, pur possedendo lo stesso numero di macchinari ricaricabili che abbiamo noi. Uno dei grandi misteri della vita…

    1. Uhhhh è vero! Non avevo mai pensato a questa cosa comparandola al numero di oggetti per cui, tutti quei cavi, e prolunghe e prese, dovrebbero effettivamente servire! Mi sembrava che i maschi fossero più organizzati. Io ho soltanto una prolunga/ciabatta e va benissimo. Mio fratello quattro. E abbiamo lo stesso numero di pc. Mah!!! Mistero, grande mistero.

  6. Ma Cindy va a convivere con il fidanzato italiano? Quando le finisce il visto? E come e cosa farà dopo il master? E’ sicura sicura di voler stare in Italia per sempre? Racconta racconta.

  7. Credo che un au pair maschio possa andare alla grande con gli hobbit. L’unico mio dubbio è per te: ti aiuterà anche in casa o sarà come avere un quarto figlio?!!? 😉

  8. Cara Elasti,
    ho scoperto da poco il tuo blog e lo sto’ leggendo dall’inizio.
    Ho letto di te e lo hobbit grande che entrati in una gelateria,avreste voluto un cono con il gusto crema messo sotto,ma il gelataio vi aveva risposto che il gusto crema sotto non si poteva mettere,suscistando la Vostra cuoriosita’.
    Ho chiesto ad un’amica che ha una gelateria ed ha detto che quel gusto come base non si puo’ mettere perche’ troppo morbido.
    Non reggerebbe il peso degli altri gusti.
    E’ passato qualche anno,ma forse ti era rimasto il dubbio..
    Baci.
    S.

  9. Secondo me il post è male assemblato. Cioè il pezzo su valentina non dovrebbe essere dopo il fatto che lui vede l’ hobbit medio e non parla?

    1. mannaggia! avevo aggiunto all’ultimo il pezzo su valentina e l’ho inserito nel punto sbagliato, per la fretta. hai perfettamente ragione. ora è a posto, con quei quattro giorni di ritardo!

  10. Io devo sostituire la mia insostituibile nanny il prossimo autunno e seguo I tuoi spostamenti con attenzione, perche’ mi interesserebbe tanto capire come gestisci il cambiamento…per I bimbi intendo. Se solo avessi spazio in piu’ andrei di au pair anche io…

    1. Brava Lauras_75. Fai molta attenzione a come gestisci i cambiamenti!
      Prima non l’avrei mai detto ma ora mi sento di consigliarlo a tutti.
      Quando sono nata la mia “nanny” viveva con noi: se ne e’ andata quando avevo 5 anni, per sposarsi. Chiamavo lei mamma e siamo ancora legatissime (io chiamo fratelli i suoi figli).
      Senza creare allarmismi, vi avviso solo che secondo la mia psicoterapeuta quel distacco e’ stato determinante nell’origine di mlti miei “disturbi”. Soprattutto per come e’ stato gestito. Pare che io, non essendo stata preparata e non avendo ricevuto spiegazioni che mi soddisfacessero (non solo il cervello, anche il cuore) mi sia “incazzata”, abbia una amnesia totale su quei primi 5 anni della mia vita ed abbia iniziato una guerra ai sentimenti visto che la prima esperienza d’amore si era rivelata una sofferenza.
      Scusate se vi parlo di me ma il fatto e’ che io sto davvero molto male e se questo potesse servire a non far star male altri esseri umani almeno sarebbe servito a qualcosa!
      Basta: da adesso non saro’ piu’ seria! 😛 ;D 😉

      1. Leggi Amélie Nothomb La metafisica dei tubi…. sarà sicuramente romanzato ma la sua ‘tata’ l’ha rimpianta tutta la vita (succesiva). Ho anche letto un racconto commovente in cui la va a trovare in Giappone, lei adulta e la tata anziana.

      2. Trovo molto dolce che tu esponga sentimenti così’ personali e delicati per evitare dolore ad altri…e ti garantisco che terrò’ ben presenti le tue parole. Grazie di cuore.

    2. devo dire che, con mia grande sorpresa, il cambiamento non è mai stato traumatico per loro. pur essendoci alcune tate a cui erano molto legate e che sono state vari anni insieme a noi, per qualche motivo, il distacco è sempre stato molto sereno. l’impressione è che loro considerino comunque noi genitori le persone di riferimento anche affettivo e non si lasciano mai andare completamente con le ragazze che transitano di qui, anche per lunghi periodi. però non so dirti se questa è la regola o meno. so di esperienze dolorosissime di distacco dalla tata, ma credo che siano più legate alla prima infanzia e a rapporto estremente stretti e quasi materni che, nel nostro caso, non si sono mai creati.

      1. grazie elasti. Ho materiale su cui riflettere ulteriormente adesso.

        Grazie ancora a tutte 3 (io ho letto tanto della Nothomb, ma prima di aver figli e quindi bisogna che mi rilegga la Metafisica dei tubi sotto una luce diversa)

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