Nonsolomamma

la libertà non è star sopra un albero

libertà è cenare alle quattro del pomeriggio e fare merenda alle otto di sera. è sdraiarsi sul divano e leggere un libro per tre ore di fila. è scordarsi di guardare l’orologio. è disporre di se stessi. è andare a letto tardi senza pentirsene. è guardare il nubufragio fuori, senza pronunciare una parola. è tenere la luce accesa fino a tardissimo. è invitare un’amica a vedere un film. è recuperare dal mucchio una serie tv ricevuta in regalo tempo fa e mai vista perché ritenuta inadatta alle giovani menti.
libertà è pensare senza interruzioni. è l’irresponsabilità. è l’autodeterminazione. è cambiare idea all’ultimo momento. è una pagina bianca sull’agenda. è il frigorifero vuoto. è dimenticarsi di fare la spesa. è soffermarsi a guardare un ragno che tesse la ragnatela sul balcone. è una tazzina sporca di caffè lasciata sopra su un tavolino. è la consapevolezza di poter fare qualsiasi cosa.
la libertà è un lusso effimero. prezioso perché raro.

gli hobbit sono con la nonna, in campagna, tutta la settimana.

35 thoughts on “la libertà non è star sopra un albero

  1. “Liberta’ risali a ieri / ma ricordo a malapena
    che eri tutti i miei pensieri / il mio pranzo e la mia cena”
    [C. Baglioni]

    Ti capisco! Io starei girando per cas urlando “Holidayyyyyyy!!!!”

    Goditela!

  2. 2 mesi fa è arrivato il secondo figlio e ho pensato che prima ero più libera. quando 2 anni fa è arrivata la prima ho pensato che col solo marito ero più libera. appena sposata ho pensato che prima ero più libera. prima ero più libera, ma i due diversamente alti e l’uomo panciuto mi piacciono molto, quindi per il momento evviva la minore libertà e la sovrabbondanza di amore (e di sonno arretrato, spezzato, confuso, alterato)! Prima o poi crescono i figli, dicono.

    1. Cara Omonima
      Parliamone con calma, per favore.
      Io credo che tu sappia o abbia capito qualcosa che a me servirebbe.
      Perche’ io non ho mai voluto sposarmi e quando una storia d’amore finiva mi sentivo sollevata e scrivevo sulla lavagnetta “libera, indipendente, ribelle!”.
      Pensavo di avere un brutto carattere eppure vedo che ci sei anche tu…
      Adesso ho incontrato anch’io l'”uomo panciuto” (il crucco e’ snello ma non fa differenza), me lo sono sposato e mi sento libera come prima. Com’e’ ‘sta storia?

      1. Ne potrebbe nascere una discussione interessante… specialmente nel capire se certe “restrizioni alla libertà” vengono dal partner o se c’è le mettiamo da soli… e di riflesso ci aspettiamo che il partner faccia lo stesso.

      2. Premettendo che le mie capacità di ragionamento sono assai ridotte causa profonda mancanza di sonno, penso che nei confronti dei figli ci sono delle oggettive limitazioni alla libertà. Intendo con questo non poter dormire quanto e come voglio, non fare una doccia con calma, giocare a fare la torre di pisa più alta del mondo invece che leggere un libro. Limitazioni temporanee e in continuo mutamento, che sono comprese nel pacchetto figli insieme ad altre cose tipo la felicità di un sorriso senza denti, le mani appiccicaticce di fragole stampate sui muri e altre amenità. Nei confronti di mio marito, non sento di aver perso alcuna libertà scegliendolo, decidendo di stare con lui ora e per sempre. Almeno, non ho perso libertà di pensiero, di parola, di opinione. Anzi, con lui più che con ogni altro sono libera. Però è vero che mi impongo dei limiti. Per pacifica convivenza, perchè so che alcune cose gli danno fastidio. Penso che lui faccia lo stesso per me, visto che andiamo molto d’accordo, ma lo fa così bene che non me ne rendo conto. Che ne so, non mangio in sala sul divano, anche se a me piace molto, perchè so che a lui viene il fegato verde al solo pensiero. O non spendo tutto quello che vorrei per tutto quello che desidero, perchè ci sono desideri comuni che metto prima dei miei desideri personali. E di solito tutto funziona benissimo. Nei giorni di nervoso, di stanchezza e di brutto carattere sembra che questi limiti siano molto pesanti e allora penso “stavo meglio senza, torno a stare per conto mio”. Ma dura poco. A me la vita a due (ora quattro) si confà molto di più che la vita a uno.

  3. Come ti capisco!!!
    Travolta dalla Maturità di uno e la partenza per l’Inghilterra dell’altra… Sto aspettando l’inizio di agosto e la mia fettina di libertà…. Ma non diciamolo a voce alta o potrebbero sentirmi! 😉

  4. L’anno scorso le rane per la prima volta in undici anni sono andate per una settimana in mezzo al bosco con una guida di Lega Ambiente fichissimo. Pensavo che mi sarebbero mancate, che vedere la loro cameretta vuota mi avrebbe lasciato una sottile malinconia. Invece mi sono sentita in colpa perchè assaporavo con gioia ogni istanti delle ritrovata libertà di non fare assolutamente niente…

    1. no no, solitudine è se vivi così sempre. Se ti capita una settimana in mezzo ad altre di impegni fitti è libertà. Magari non dal lavoro, ma da tutto il resto sì

    2. Paolo, potrebbe essere considerata solitudine se la vivi di continuo e non ti piace. E’ considerata goduriosa libertà se ti capita solo una volta all’anno e magari neanche tutti gli anni e ne hai bisogno e te la godi. A me non capita quasi mai e la invidio!!!

  5. Libertà, per me, è stata prepararmi un’insalatona per cena, ieri sera, e mangiarmela da sola guardando Unbreakable Kimmy Schmidt su Netflix (e ridendo come una scema).
    Poi, alle nove e qualcosa, sono rientrati marito e figliottera adolescente: li ho accolti con gioia e con un leggero sospiro, mentre salutavo mentalmente quelle due orette di libertà che si congedavano. Spero fosse un arrivederci, non un addio…

  6. Non riesco a ricordare una sola volta in cui marito e figli mi abbiano lasciata sola per più di 3 ore… Se ci penso bene questa cosa è agghiacciante

  7. ma anche le cose fatte quando ci sono tutti, se le fai da sola senza nessuno per un po’ di tempo, sono diverse. più rotonde perchè le giri come vuoi

  8. A me stare sola sola non piace per piu’ di qualche ora, ma recuperare la vita di coppia quando il nanetto sta al mare coi nonni tutto il mese di luglio e noi in citta’ a lavorare (lo vediamo nei we) SI!!! Quello e’ il mese in cui mangiamo quando ci va, usciamo quando ci va, parliamo quando ci va…senza orologio, senza altro impegno se non dedicarci del tempo…siamo felici di avere il nanetto ma quel mese ce lo godiano tutto ….

  9. Beh a me fa gola…peccato nn disporne, la dovrebbero vendere…fatemela assaporare poi vi dirò se e’ superflua (mamma di una duenne e una cinquenne)

  10. No, non è vero. Quella sensazione inebriante di libertà assoluta, il bastare a se stessi, il non pensare ad altro che al domani senza retropensieri, senza chiedersi “si saranno ricordati di lavarsi i denti/prendere la medicina/cambiarsi le mutande” non c’è più.
    Per quanto tu possa stare sola con un cocktail in mano e il frinire delle cicale nelle orecchie, non c’è più.
    Non c’è più, non c’è più, non c’è più.
    Per fortuna.

  11. Sante parole. Ma credevo che queste libertà li godevano solo i mariti in vacanza. Forse perchè le donne che conosco sono sempre a pulire la tazzina vuota e spolverare casa. Altre generazioni, altri tempi. Comunque viva la libertà. Per tutti.

  12. Nonnotalpone, nella casa delle donne che conosci vive qualcun altro che lava le tazzine e toglie la polvere, se loro non lo fanno?

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