Nonsolomamma

il viaggio dell’eroe

“sai, madre, io vivo la mia vita un po’… come il viaggio dell’eroe”
“prego?”
“il viaggio dell’eroe. hai presente?”
“ce l’ho presente ma non riferito a mio figlio grande”
“è molto semplice madre: prima c’era l’infanzia, il mondo ordinario”
“ecco. e dopo?”
“ovvio: il richiamo all’avventura: le ragazze”
“ah. e quale sarebbe la tua ferita originaria?”
“e me lo chiedi? la ragazza che mi lascia! la rabbia, la delusione, il dolore… ce li ho avuti tutti. ma me li sono lasciati alle spalle”
“ottimo. e poi?”
“poi di nuovo l’avventura: altre ragazze!”
“nel viaggio dell’eroe ci sarebbe anche un rifiuto della chiamata all’avventura. non mi sembra che tu ti tiri mai indietro”
“qui ti sbagli, madre! anche se non te ne sei accorta, ho avuto il mio momento del rifiuto, l’ho superato e adesso sono pronto per andare”
“…”
“capito, madre? sei fiera di me?”
“ti sarei grata se la smettessi di chiamarmi ‘madre'”.

37 thoughts on “il viaggio dell’eroe

    1. Un ceffone per cosa? L ha chiamata madre mica è una parola sconveniente.. Anche le mie figlie molto più grandi ogni tanto mi chiamamo madre e normale
      Un ceffone che tristezza

  1. Io al madre mi sono rassegnata da anni ormai, battaglia persa, e pur chiamandolo apposta “figlio”! È quando mi chiama “capo” che proprio non mi va giù! 🙄 Ma non so se sia un messaggio subliminale…. 🤔

  2. Io chiamavo mia madre “mater magistra”, che di per sé non è male: io ero la terza figlia femmina adolescente e lei ormai sapeva lasciar perdere

  3. Però io sorvolerei sull’appellativo “madre” e sarei contenta del fatto che il ragazzo ha appreso molto bene il concetto di “viaggio dell’eroe” che è alla base della tecnica del racconto, l’ha fatto talmente suo da riuscire a esemplificarlo con il racconto del suo personale viaggio. Certo non ha fatto cenno alla figura del mentore e dei guardiani della soglia, però, insomma, c’è.

  4. Noi chiamavamo nostra madre “pesciottina” … ti suona meglio?
    Adesso (che ha quasi 82 anni) è ancora “mammola” oppure “Wendy”.
    Col senno di poi, forse eravamo (siamo?) una famiglia un po’ strana.

  5. Ho cominciato a chiamare mia mamma “madre” attorno ai 15 anni, e non ho più smesso (ora ne ho 31) 🙂
    Però è un termine affettuoso! Occasionalmente la chiamo anche “Mater Familias” e “genitrice”… l’unico che non ama molto (ma che uso comunque) è “matrona”! 😀

    P.S.: ma bravo il grande, però, dai! non è da tutti interiorizzare così gli insegnamenti scolastici e riportarli al proprio vissuto…

  6. Il nostro eroe intanto deve imparare a chiamarti mamma se vuole essere pronto ad una intimità matura con gli altri. La strada è lunga e avrà tutto il tempo per ammaccarsi e rialzarsi.

    1. Non sono d’accordo Lori, aver cominciato a chiamare la mamma, madre, a questa età comunica il suo bisogno di indipendenza, di volontà di crescere, emanciparsi. L’adolescenza è tosta ma è fisiologica come tutte le fasi della nostra vita. Chiamarla madre si traduce così: rispetto il tuo ruolo genitoriale ma voglio cominciare a sentirmi indipendente da te. Se la chiamasse Claudia sarebbe irrispettoso ma così no. Certo può risultare irritante e Claudia fa bene a ribadirgli che la cosa la infastidisce, ma è solo una fase.

      1. Sono d’accordo, infatti quando avrà creato la sua indipendenza reale la chiamerà mamma, ma fintanto continua a chiamarla madre vuol dire che è attaccato a lei come una cozza al suo scoglio.

  7. Anche io chiamo spesso madre la mia. E pure genitrice, mummietta, bipede (ma solo in relazione al suo cane che padrona non mi è mai piaciuto) e una serie infinita di altri nomignoli. Lei contraccambia con la stessa moneta e tutte e due ce la ridiamo un sacco felici della nostra complicità.

    1. che meraviglia! 🙂 🙂 🙂
      e che bell’immagine!
      [ok lo ammetto: mio fratello qualche volta mio padre lo chiamava “panza” con una “z” che suonava come il “th” inglese, 😀 ma eravamo tutti adulti e papa’ non se la prendeva, sapendo di essere grasso e di rischiare di morire di infarto]

    1. Scusa, ma adesso una perché reagisce a chi suggerisce i ceffoni e a chi fa della psicologia da pagina di Cosmopolitan è una troll?
      Aborro i ceffoni e le sculacciate, sono diseducativi, inutili e creano solo l’idea che la violenza sia una soluzione accettabile.
      E reputo assurdo che senza avere mai incontrato né Elasti né l’hobbit grande una spari giudizi sul significato psicologico dell’uso della parola madre al posto di mamma.

  8. Perché chiamare i propri genitori per nome sarebbe irrispettoso? Noi tutti e tre chiamiamo mamma per nome, anzi per diminutivo, tra di noi o con lei..non sempre ma spesso. Non per mancanza di rispetto, proprio con tanto affetto, una sorta di gioco tra noi, che lei accetta sorridendo. I miei ragazzi ogni tanto mi chiamano per …. cognome! Sopratutto se stanno protestando; altrimenti mami. Non credo che il come sia importante, conta il tono e il modo.

    1. beh ovvio che quando mia madre mi fa perdere la pazienza io la chiami nome+cognome nubile + cognome sposata!e delle volte premetto “dottoressa” prima! (e’ laureata)
      😀
      hai ragione conta il modo e secondo me hobbit grande lo fa per tormentarla 😉 a me fa cosi’ ridere…
      (ehm… mio marito mi chiama “il suo marito lesbico”… non so se mi spiego!)

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