Nonsolomamma

in poco più di 24 ore

si può prendere un treno e ritrovarsi improvvisamente a piedi nudi con davanti il mare e la sabbia tra le dita dei piedi ma ancora vestiti da città mentre la testa, il naso, i capelli e le orecchie ancora non hanno capito bene cosa sia successo.
si può avere una stanza di albergo così silenziosa che lei nemmeno lo sapeva che tutto quel silenzio potesse esistere. “guarda, questa è la mia camera!” dice, mostrando quel che ha intorno, via skype, a uno sneddu, o hobbit piccolo che dir si voglia, dall’altra parte dell’oceano. “e la cucina dov’è?” chiede lui. “ecco, veramente questa è una camera d’albergo, non una casa. se vuoi ti faccio vedere il bagno”. “sì, fammelo vedere”. “eccolo! guarda che bella doccia”. “bella, ma la cucina?”. “ti ho già spiegato che questa è una stanza di albergo non una…” “cosa? va be’ mamma, devo andare. la cucina me la farai vedere un altro giorno”.
si può mangiare il pesce tagliato come se fosse prosciutto, contemplare una bambina con gli occhiali tondi che balla su una sedia, guardare un mago che materializza colombe, essere scelta come valletta di un escapologo, in una piazza sul mare, sentire un signore che dice “erotismo quando?” con un perfetto accento brasiliano, ritrovarsi a pedalare tra centinaia di biciclette e poi fermarsi e ascoltare, tutti in silenzio, un’armonica nel porto e ritrovare la fiducia nelle luminose sorti dell’umanità, bere un caffè freddo, parlare con un giovanotto che racconta di piattaforme petrolifere con gli occhi che brillano, correre sulla spiaggia con un audiolibro nelle orecchie, scoprire una nuova amica, incontrare lo zio con l’orecchino al naso in visita lampo, accorgersi di un misterioso pezzo di arcobaleno al tramonto di un giorno di sole, avere voglia di dormire ma anche bisogno di mettere insieme tutti i pezzi di queste 24 ore e poco più.
elastigirl da questa settimana non si sveglia più alle 4,20 del mattino per andare alla radio al buio. è a senigallia con i suoi colleghi per il caterraduno, che è una specie di festa, di maratona, di follia dove il mondo gira più veloce e mostra squarci vorticosi ma pieni di incanto.

13 thoughts on “in poco più di 24 ore

  1. Bello riprendersi gli spazi. Rileggi il testo che ci sono sviste sparse …. la prima frase forse ha un che di troppo e nell’ultima a specie manca la “p” che è finita abbandonata dopo “skype” 😉 Buon raduno

  2. che bello… uno dei miei sogni è sempre stato quello di poter lavorare in radio, piacendomi anche il mare, non sai quanto ti sto invidiando in questo momento!! 😉

  3. Che nostalgia…Caterraduno del 2006, una settimana con tutta la famiglia a Senigallia…ci siamo divertiti e ricaricati come non mai.
    E i bambini ( ormai giovani adulti ora ) ancora ricordano la trasmissione sulla spiaggia e le abiure del calcio (erano i mondiali del 2006…)

  4. Correre al mare appena possibile,solo per poche ore,pochissime,anche d’inverno, uscendo dall’ospedale.Direttamente.Poter rispondere: ‘Vado al mare’ a chi ti chiede dove stai andando,scompiglia dolcemente.

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