Nonsolomamma

dentro e fuori A

la città di A, in massachusetts, dove l’elasti-famiglia passa l’estate da ancor prima che nascesse lo hobbit piccolo detto sneddu, è una bolla in cui tutto, magicamente, resta fuori.
stando qui si ha l’impressione che il mondo giri al ritmo degli scoiattoli che si arrampicano sugli alberi, delle marmotte che ti scrutano perplesse agli angoli delle strade e dell’incidere placido e fiducioso di questi cittadini pacifici e sorridenti, così somiglianti agli abitanti di paperopoli o topolinia.
la lontananza geografica da tutto il resto e l’insolita prossimità di tutti i membri dell’elasti-famiglia, creano solitamente un universo parallelo e protetto che consente loro di recuperare energia, di riconciliarsi con gli intoppi dell’anno e di ritrovarsi leggeri, dediti solo a se stessi, a incombenze piacevoli e al lato voluttuario dell’esistenza.
elastigirl in questi giorni, oltre ad avere sperimentato per la prima volta lo smalto blu (che oRRoRe! ha detto nonna J vedendolo via skype), cammina moltissimo, gioca a rubamazzo con sneddu, chiacchiera con il medio, sperimenta nuovi canali di comunicazione con il grande (“vuoi vedere con me una serie divertentissima? non è nuova ma l’ho appena scoperta” “mmmh come si chiama?” “boris. ogni episodio dura 20 minuti. se piace anche a te ce la vediamo tutta insieme” “va bene madre!”), si gode l’ignoto privilegio della convivenza coniugale, lavora a un progetto nuovo e un po’ corsaro con una collegamica che, pazza, ha accettato di venire per un po’ nella città di A, ha ricominciato a frequentare il recreation center universitario e i corsi di insane workout che probabilmente è il metodo usato per fiaccare i marines particolarmente indomiti, e pedala la bicicletta gialla di brenda, la vicina di casa. le giornate sembrano essere lunghissime e per questo ci stanno più cose del normale.
eppure, tra le maglie di questa meravigliosa bolla, riescono a insinuarsi paure, delusioni e inquietudini.
c’è l’insensato orrore di nizza, ci sono pensieri lavorativi foschi, ci sono dubbi sul futuro, ci sono interrogativi su quello che si vuole e si può fare, c’è un po’ di frustrazione, c’è la tentazione di restarsene sempre qui e il desiderio di correre altrove, dove succedono le cose, per toccarle, annusarle e infilarci la testa dentro.
e poi ci si continua a svegliare alle cinque del mattino, chissà se per il jet lag o per la resistenza a sentirsi altrove.

20 thoughts on “dentro e fuori A

  1. Nelle bolle ci si sente in trappola a volte. E le paure fanno il resto, generando inquietudine e irrequitezza. Godetevi la prossimità, la condivisione e i progetti corsari, i pancake, le passeggiate in bici e la lontananza dalle fatiche dell’anno trascorso.
    Un abbraccio
    Francesca

  2. Cara Elasti,

    godetevi questo momento.
    Per infilare la testa nelle brutture della vita ci sara’ tempo!
    Per caso e’ Cinzia Poli la collega- amica?

  3. se inizi il workout dei marines poi vedi come dormi!! 😀
    scherzi a parte mi ci vogliono minimo 10 giorni di vacanza per sentirmi in vacanza :O
    e durante quei primi 10 g, a parte svegliarmi presto ed essere agitata e iperattiva come durante l’anno, sono anche nervosa, irritabile ed intrattabile perche’ non c’e’ piu’ niente da fare che giustifichi l’iperattivita’ ma il corpo comunque produce un sacco di adrenalina e non riesce a rallentare 😦
    e sono anche depressa e apatica perche’, per favorire il relax, smetto di botto the caffe’ cocacola e ogni altra fonte di stimolanti 😉
    quindi non preoccuparti se succede anche a te: datti tempo!
    stai lontana dalla tv, dai quotidiani e dai quotidiani on line
    ci sara’ tempo quando torni, per occuparti del mondo e salvarlo: ora glil rendi piu’ buon servizio se ti riposi!
    BUONE VACANZE!!! spero che presto tocchino anche a me 🙂

  4. Vero, Boris (inventata dal geniale Luca Manzi) è proprio divertente, soprattutto la prima stagione (e buona parte della seconda)

  5. ‘Con trenta secoli di Storia che bene o male serpeggiano nei geni e riaffiorano quando meno te lo aspetti con sintomi strani e bizzarri sicche’ la mia è una sindrome che si chiama nostalgia,senza Roma per troppo tempo non ci so stare’.Dice il mio grande e tragico amore,rude,mordace,verace ‘romano de Roma’.

      1. Credo che abbia l’indole rustica delle ‘origini’.La tenacia pacata,senza orpelli di chi sa vedere nel fluire degli eventi un nucleo immo dificabile delle ‘cose umane’.

  6. Elasti in pochi giorni qua é tutto sottosopra
    Ogni giorno é sempre peggio
    Non sai più per chi o cosa stai soffrendo
    Vorrei essere oltreoceano come voi
    O su un altro pianeta

  7. Se mi isolo sto male perché mi sento in colpa a voler stare con i miei intimi pensieri, se m’informo sto male per forza perché … ancora non ho trovato COSA posso fare per cambiare le cose. Il comun denominatore è stare male. E a fare male è questo senso d’impotenza che mi lega più delle corde

    1. “credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno, farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro. Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono, cioè riconoscerlo come bello, vero, buono, significa mettersi in gioco personalmente per difendere e ampliare quel bello, vero, buono. […] non nascondersi l’inferno e far nascere qualcosa di bello, lì in mezzo, è molto più appassionante.” A. D’Avenia, dall’ultimo post del suo blog 😊

      1. gia’!
        O come dico io agli amici piu’ direttamente colpiti dalle verie tragedie, #seekthehelpers!
        concentriamoci sugli “eroi” (grandi o piccoli, professionisti o per caso) che hanno aiutato o salvato la situazione e attacchiamoci a quelli per un po’ di ioia e speranza!

  8. Capisco benissimo il tuo stato d’animo eppure per stavolta non vedo l’ora di essere un po’ anche io nella bolla…. Noia inquietudine esistenziale senso di costrizione va bene tutto purché i nani tornino in fretta dalla Turchia …

  9. cancella i pensieri foschi. in un attimo tutto può cambiare. la mia mattina è cominciata con l’aver ritrovato degli orecchini persi 2- e dico 2-anni fa. ed è continuata con un’inaspettata telefonata a cui spero tanto ne segua un’altra. perchè quando non hai il posto fisso (che sia per scelta o per obbligo poco cambia) , anche una sola telefonata mette il buon umore…

    1. GRANDE!
      cioe’ dico per gli orecchini!
      voglio dire e’ troppo una figata strapazzesca trovare una roba persa due anni prima: mette di buon umore!

  10. SCUSATE IL BUON UMORE MOLESTO
    ma qui e’ successa una cosa incredibile, improbabile, fantasmagorica, io davvero non trovo parole per esprimerla…

    … c’e’ il Sole!

    Davvero!
    Da due giorni.
    In oxfordshire (e a Londra, quindi forse in INghilterra)
    C’e’ il Sole.
    Col cielo azzurro, neanche una nuvola, neanche una goccia di pioggia.
    E 26 gradi.

    Io, che ho la Sindrome Affettiva Stagionale e che ho l’umore fortissimamente legato alla luce e alla temperatura, sono come sotto droga.
    Canto parlo ballo frastorno le persone accanto a me…

    Me la sto proprio godendo!
    Qui il Sole non c’e’ mai, il cielo e’ sempre grigio, la luce e’ sempre poca e l’umore e’ sempre nero.
    Eppoi io voglio andare in vacanza ma non posso e sogno una qualsivoglia spiaggia italiana anche brutta e inquinata anche con le borsette di plastica nella sabbia e le alghe e le meduse nell’acqua, piu’ o meno da marzo…

    Per una volta che c’e’ bel tempo me la godo e resto del mio buon umore molesto!

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