Nonsolomamma

ore 4.20 am

ore 4.20 am.
elasti-camera da letto. nella rigida turnazione nel lettone tra lo hobbit di mezzo e il piccolo, detto sneddu, in assenza di mister i, oggi l’ambito privilegio è toccato al medio che dorme tranquillo, nonostante il trillo della (maledetta) sveglia.
elastigirl per un attimo vorrebbe morire. ma passa subito. si alza. sta lì, in pigiama, nel buio pesto, a porsi i grandi interrogativi dell’esistenza (e se mi ributtassi giù e mi riaddormentassi? come mi vesto? devo proprio lavarmela la faccia? si nota se non mi trucco e non mi pettino?), quando la maniglia della porta si abbassa.
una piccola testa arruffata si affaccia nella stanza, attraverso lo spiraglio aperto. subito dopo compaiono un paio di piedi nudi, numero 34, un pigiama di terza mano sbrindellato, uno sneddu tutto intero, in lacrime.
“ehi! che succede?”, sussurra lei.
“ho fatto un sogno bruttissimo”
i fondamentali interrogativi dell’esistenza si ritraggono in buon ordine, lasciando il posto ad adrenalina materna mista a senso di colpa che trova sempre degli ottimi motivi per essere protagonista.
“cos’hai sognato?”
“cose orribili”
“ma non erano vere. adesso mettiti qui vicino allo hobbit di mezzo, sotto le coperte. io vado in bagno a prepararmi e poi torno e vedrai che ti sentirai molto meglio”
“ho paura!”
“di cosa hai paura?”
“del mio sogno!”
“adesso il sogno non c’è più. puoi dormire di nuovo. ti prometto che non tornerà. sdraiati al mio posto, qui. ti addormenti accanto al medio che russa tranquillo. e ti contagia il suo sonno. servono anche a questo i fratelli, sai?”
“…”
“eddai, smetti di piangere. aspettami qui. torno tra poco”.
lui tira su con il naso e si infila sotto le lenzuola. lei va in bagno e si prepara per uscire, con una certa ansia perché alle 420 del mattino i minuti sono contati e il ritardo è in agguato alla minima distrazione, figuriamoci in presenza di un incubo.
mentre elastigirl si impiastriccia frettolosamente la faccia con creme a caso e riflette sulla forma del mondo a quell’ora ingrata, uno scalpiccio di piccoli passi interrompe le sue elucbrazioni.
“ehi, sneddu! ti ho detto che arrivo appena finisco. vai nel lettone”
“ho bisogno di sapere una cosa, prima” dice deciso e volitivo, senza alcuna traccia residua della disperazione manifestata un minuto e mezzo prima.
“cosa?”
“quanti anni ha esattamente mio fratello medio?”
“…”
“eh? quanti anni ha esattamente lo hobbit di mezzo? quello con cui dovrei dormire quando tu vai a lavorare?”
“dieci”
“allora torno a dormire nel mio letto. preferisco”
e si allontana, sereno, verso camera sua, come se nulla fosse e nulla fosse stato.
e forse, alla fin fine, anche a quell’ora proibita, è la follia che li salva.

19 thoughts on “ore 4.20 am

  1. Lo so che l’orario è proibitivo, ma io quando fanno incubi chiedo loro esattamente cosa hanno sognato e insieme cerchiamo un lieto fine…poi dico loro di tornare a dormire per ricucire la storia col nuovo finale. A volte funziona. Ma lui che aveva sognato?

  2. forse l’incubo riguardava il numero 10 ed ha preferito allontanarsi 😉 … meglio così,
    altrimenti sai che patema andarsene e lasciarlo disperato…

  3. Anche secondo me l’incubo aveva come soggetto lo hobbit di mezzo…..o forse anche il medio era troppo piccolo per poterlo salvare dall’incubo ?

  4. dio santo, leggerti in pausa pranzo in studio e sganasciarsi dalle risate e leggerti ad alta voce anche alle colleghe e ridere fortissimo tutte assieme………………….

  5. Ditemi anche a me come si cacciano gli incubi e si torna a dormire, per favore: io e mio marito ne facciamo in continuazione 😦
    (lui si sveglia anche in lacrime e poi non potendo piu’ dormire va’ in ufficio in piena notte)
    (Anche io uso il trucco di raccontarlo, perche’ quando ero piccola mi avevano insegnato che “a raccontarli, i sogni, non si avverano!”)

    1. Anche mio marito spesso al risveglio mi racconta di aver fatto sogni angosciosi e ne rimane turbato. Allora io gli chiedo di raccontarmeli così glieli interpreto, cercando sempre dei simboli positivi a cui aggrapparmi. Un po’ funziona.

      1. Grazie Chiara, devo dire che la sua attività onirica è molto interessante. Una volta ho “smorfiato” il contenuto del sogno e l’ho obbligato a giocare i numeri e abbiamo vinto, solo un ambo ma meglio che niente.

      1. … Noi siamo sempre in ansia!
        E non solo per lavoro!
        C’abbiamo il dottorato honoris causa in ansiologia teorica ed applicata
        (E anche una discreta dose di sfiga, devo dire)

      2. Mi associo x entrambe : ansia e sfiga…boh appena si sistema una situazione subito se ne complica un altra..😉Maryland

      3. Oh allora sono in ottima compagnia. Praticamente è da vent’anni che passo da un livello di difficoltà a un altro sempre più complicato. Ansia e sfiga è il connubio perfetto.

      4. ma alla fine, a suon di passare da un livello di sfiga e ansia a quello successivo, tipo videogioco, si vince quaccheccosa? 😀
        PS
        Ancora non mi avete spiegato cosa fare quando ci si sveglia di soprassalto in piena notte dopo un incubo, e si e’ adulti!

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