Nonsolomamma

cose palermitane

il fulgore caldo e luminoso dell’estate a metà ottobre, quando tu vieni da una pioggia gelida e da una casa umida. e tutti che ti dicono “mi dispiace: c’è brutto tempo e il cielo è così grigio…” e si scusano.
le arancine di riso, le panelle, le crocchette di patate, i cannoli, le cassate piccole piccole, la caponata e la felicità. e morderti la lingua quando la milanese inopportuna che ti abita vorrebbe chiedere “potrei avere un po’ di insalata?”
il mare che è bastato un mese e mezzo per dimenticarti che esiste veramente.
la cappella palatina che toglie il fiato, volontari che ti spiegano magistralmente uno splendido oratorio che si chiama di san lorenzo, la scoperta che giacomo serpotta, di cui ignoravi persino l’esistenza, è il più grande stuccatore del mondo. entrare a palazzo steri e visitare le prigioni dei condannati dell’inquisizione dopo avere ascoltato rapita l’audiolibro della lunga vita di marianna ucrìa.
e poi camminare con il naso all’insù e sorprenderti a ogni angolo. cenare a casa di un vecchio amico, su un terrazzo, con una bimba con i capelli rossi che gattona felice, con le ginocchia e i piedi nudi e chiedersi come mai non le vengano i calli con tutto quel gattonare forsennato.
un chiostro dentro il museo archeologico, una signora che ti abbraccia e vorresti che fosse tua amica o tua cugina, una familiarità che è un regalo, persino i maschi che si abbandonano all’autocoscienza.
domandarsi come sarebbe la vita in un posto come questo, immaginare quanto deve essere difficile allontanarsene per necessità.
e poi ripartire e l’affiorare di quel languore strozzato: “e se fosse l’ultima volta che vedo questo posto?”
tornare a casa e accorgersi che è andata via l’elettricità per due giorni. e passare la serata a svuotare e pulire un frigorifero maleodorante suo malgrado sbrinato.

32 thoughts on “cose palermitane

  1. Cara Elasti,

    anch’io ho lo stesso pensiero quando riparto da un luogo che mi é’piaciuto tanto….
    Ma,per esservi accorti in ritardo della mancanza dell’elettricita’,sei stata a Palermo con tutta la famiglia?
    E Karen?
    Nemmeno lei c’era?

  2. Quasimodo,Salvatore,premio Nobel,come ognuno sa,trapiantato a Milano,’divorato’ da una implacabile nostalgia per la ‘sua’ isola mi veniva in mente mentre ti leggevo

  3. Marianna Ucria con lettura magistrale di Piera degli Espositi l’ho abbandonato. Ero incinta del secondo, con una bimba piccola piccola già presente ed era troppo duro. Ma appena i figli crescono e mi passano le paure da mamma chioccia lo riprendo. Anche perchè quella voce è molto coinvolgente.

  4. Arancine a Palermo.
    Arancini a Catania.

    No per dire… manco d’accordo sulla vocale da usare ci si sa mettere d’accordo. ^_^
    (Spero che palermitani e catanesi non se ne abbiano a male)

    Pure l’accademia della Crusca le considera valide entrambe, con sommo fastidio di quelli che vorrebbero una forma prevalere sull’altra.

  5. Il Sud e tutti i Sud del mondo… sono uno strazio per chi lo ama ed è costretto ad allontanarsene. Ti senti il cuore spaccato a metà anche se ti piace fare il figo cittadino del mondo. Basta un caffè un po’ più buono, un profumo di olio d’oliva, un pezzetto di cielo un po’ più blu del solito, e piombi in un “ma che cavolo ci faccio qui?”

    1. Ha! Ha!
      Io vado nel negozio di gastronomia, che ha la pasta barilla e la pasta all’uovo granarolo (robe che in italia sono in supermercato) e alla vista dei pacchi blu intenso mi commuovo…

      1. Fefo: io sto ad Abingdon, il classico Paese-Cartolina… la Barilla e la De Cecco ci sono solo negli ipermercati fuori citta’.

        Elasti, Maryland; NON ESAGERIAMO!
        La pasta la cucina un crucco, barilla o de cecco e’ anche troppo (tanto, fatta da lui, non si nota la differenza 😛 )

  6. Mia figlia di 5 anni, nata in Belgio, ha risposto alla sua amica che le chiedeva dove si trovasse l’Italia così: L’Italia sta in Sicilia!
    Quindi sì, tutte quelle cose che hai elencato e molte altre ancora fanno perdutamente innamorare chiunque di questa terra. Poi ci sono tutte quelle ombre nascoste che ti fanno ricordare come andare via sia, a volte, l’unica soluzione. Facile? Difficile? Una via d’uscita? Non so e non cerco più una risposta ma mi godo solo la fortuna di avere due case adesso nella mia vita. All’alba dei 10 anni di espatrio, sto cominciando ad imparare a vivere con saudade la lontananza. Ed una bella sensazione di libertà 🙂
    Rubo tutto il bello del mondo e lascio il brutto un po’ più in la’.

    Ps: la palermitaneità fa anche in modo che io possa stringere fra le mani, a Bruxelles, il tuo libro autografato e avere la memoria del telefonino piena di video e foto del tuo intervento!!! 🙂

  7. L’Italia è un paese meraviglioso, lo stupore e’ dietro l’angolo ovunque.
    Penso a un amico Messinese,che a Milano si ostina a cucinare solo pesce e che pensa al suo mare ogni mattina quando va a lavorare,guidando un autobus che dà da mangiare a lui e alla sua famiglia ma che lo rende ogni giorno più triste. Parti,torna casa,gli diciamo. Ma lui pensa ai suoi figli, al futuro che può garantirgli a Milano e che gli sarebbe pressoché precluso in Sicilia. E riparte col suo autobus,aspettando Agosto per tuffarsi e lavarsi via la tristezza.
    Ps: contro l’elettricità ballerina e i brutti scherzi dei freezer che da quel momento non smetteranno mai più di puzzare di cadavere, esiste un aggeggio che la riporta su immediatamente…….non ricordo come si chiama ma dopo due freezer puzzoni e’ stata una manna.

  8. Hai chiesto dell’insalata? E nessuno ti ha chiesto se fossi malata😂? Comunque da noi a Siracusa si chiamano arancini e basta😁 Sn contenta che la mia isola t sia piaciuta: è una terra unica, ricca d contraddizioni e meraviglie. Viverci puó essere difficile a volte, ma lasciarla è quasi impossibile

  9. Io volevo sposare un siciliano…. non è capitato però le mie migliori amiche 25 anni fa al mio matrimonio erano siciliane! Maryland

  10. meravigliosa Trinacria.
    Erlend Oye ha capito tutto trasferendosi dalla Norvegia a Siracusa…

    (ti prego, ma allora c’è un allineamento sfigato di pianeti, a me cadono vermetti dal soffitto, sto rischiando un TSO!!)

  11. Elasti ma non c’era nessuno a casa ad accorgersi dell’elettricita’ saltata? Un figlio, un mister I, una ragazza alla pari, una domestica, una nonna di passaggio, un vicino???
    Mi pare impossibile: non e’ mica ferragosto a milano…

  12. anche io ero a Palermo ad ascoltare il tuo intervento, quest’anno come l’anno scorso. Piacevolissima e arguta, come sempre. Alla fine del tuo intervento, avrei voluto avvicinarmi, semplicemente per ringraziarti per tutte le volte che hai saputo dire ciò che avrei voluto dire io, o anche semplicemente per la piacevolezza di leggerti….ma i miei bimbi – che mi accompagnavano – non me l’hanno concesso….a proposito di mamme e di figli e di tempo a disposizione….

  13. Cara Elasti, posso rispondere io alla tua domanda: “come sarebbe la vita in un posto così”.
    Sono palermitana e mentro lo dico mi sento come Annie Brighton che alla Royal St.Paul School non voleva che si sapesse che era cresciuta alla Casa di Pony.
    A Palermo si vive male – e credo non sia necessario elencare i motivi del disagio – io sono andata via nel 1998 per frequentare un master a Milano e ci sono rimasta. A Milano ho trovato una dimensione di vita più umana, più piacevole, più familiare. Per quello che mi riguarda non c’è mare, clima, cibo o parenti che tengano. Palermo è una città che muore ogni giorno e io non ci sono voluta stare. Vado giù sempre più raramente e l’unica ragione che mi costringe a farlo sono i miei genitori. Una volta che non ci saranno più non ci sarà più ragione per metterci piede.

    1. Che tristezza profondissima! 😦
      Io conosco e amo Palermo solo da turista e come citta’ dove vivono i miei cari amici. Adoro il mare e odio Milano quindi da un certo punto di vista io fossi in te scapperei giu’… Pero’ capisco quello che scrivi, e mi dispiace.
      Io sono nata a Treviso ma dai 20 anni in poi sono vissuta in talmente tanti posti e nazioni che non ho con nulla un legame, a parte forse con Parigi.

      1. Cara Claire, l’importante è trovare un posto dove ti senti a casa. Per me è Milano. Faccio fatica a tornare a Palermo, anche solo per una visita, perché ogni volta mi assale una tale tristezza nel vedere la città dove sono cresciuta così malmessa, sporca, faticosa e violenta. Capisco che da turista non si possa non notare l’indubbia bellezza ma grazie al cielo di bellezza in Italia ne abbiamo tanta.

  14. che splendida descrizione di quella città che amo,che mi ricorda università,amiche,amore,(…sempre quello,poi marito e padre di 4 figli)

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