Nonsolomamma

a mali estremi

sarà la sveglia troppo presto che produce un cronico disorientamento, sarà lo hobbit grande che una sera deve studiare francese, la successiva deve fare l’analisi del periodo e quella dopo deve disegnare un paio di mani e in tutto questo è obbligatoriamente richiesto un certo materno coinvolgimento sempre a un orario in cui sarebbe auspicabile dormire,  sarà lo hobbit di mezzo che ad halloween ha passato una indimenticabile e pirotecnica notte in bianco a casa di un amico e stamane aveva la nausea, la lacrima facile e lo scoramento esistenziale e alla fine non è andato a scuola, sarà il piccolo, detto sneddu, che ha i capelli troppo lunghi e, forse per questo, i pensieri brutti che lo tengono sveglio, sarà karen, la ragazza alla pari, che è tanto simpatica con quei tre, che poi è l’unica cosa che conta, ma plana sull’elasti-casa come su una stanza d’albergo con l’algido distacco di una signora di passaggio che consuma, imbratta e riparte, sarà mister i che transita come una meteora con il mal di schiena e riparte subito lasciando troppi spazi vuoti, sarà la sensazione di non avere mai tempo per nulla, sarà il desiderio di quella stanza tutta per sé che non esiste, sarà un senso di ingratitudine verso tutte le cose belle intorno ché lei lo sa che i problemi sono altri e altrove nemmeno troppo lontano da qui, però in questi giorni elastigirl arranca. e ha la netta e inequivocabile sensazione di non farcela e di essere lì lì per rompersi.
così oggi, per evitare un’esplosione di cocci ché non c’era neppure un’anima che li avrebbe raccattati da terra, elastigirl, rientrando a casa in bicicletta nel pomeriggio, si è fermata davanti a una vetrina, ha mollato il mezzo slegato lì sul marciapiede e, in preda a un’insopprimibile urgenza, è entrata nel negozio e ha comprato un paio di scarpe bordeaux, bellissime, con le stringhe. “sono vegane”, ha detto orgogliosa la commessa. “ah, grazie. non lo avrei mai detto”, ha risposto elastigirl senza sapere esattamente come maneggiare quell’informazione sensibile, seppur ai suoi fini piuttosto irrilevante. “a me basta che siano terapeutiche”, ha aggiunto. è uscita con le sue scarpe vegane in un sacchetto e ha ritrovato la bicicletta che nessuno aveva avuto l’idea di rubare.
a quel punto la vita è sembrata un po’ più facile. e anche ricominciare a pedalare.

55 thoughts on “a mali estremi

  1. Lo shopping consolatorio è una bella cosa… Purtroppo io di recente nn riesco, chissà perché, a farlo come un tempo, mi blocco. E finisco per scaricare le ansie e il nervosismo sul cibo, il che non va bene in realtà… Sarebbero meglio le scarpe effettivamente

  2. “Una stanza tutta per sé” di Virginia Wolf lo hai citato per davvero o è stato un caso? Se è un caso lo devi assolutamente leggere (o ancora meglio ascoltare come audiolibro). Spiega che una donna per diventare una scrittirce avrebbe essenzialemtne bisogno di una stanza tutta per sé….

  3. “Una stanza tutta per sé” di Virginia Wolf lo hai citato per davvero o è stato un caso? Se è un caso lo devi assolutamente leggere (o ancora meglio ascoltare come audiolibro). Spiega che una donna per diventare una scrittrice avrebbe essenzialmente bisogno di una stanza tutta per sé….

  4. ma dai, stamattina ho indossato anche io le mie scarpe vegane, sono blu con le stringhe… chissá se sono lo stesso modello? (e nemmeno io le ho prese in uno scatto di autocoscenza animalista).

  5. Lo shopping terapeutico è assolutamente una mossa azzeccata.
    Io però prenderei qualche provvedimento anche nei confronti di Karen, ti sento particolarmente provata sotto questo punto di vista, e se i momenti in cui è una iattura superano i momenti in cui è un aiuto, forse bisogna mettere qualche paletto a questa ragazza.
    Besos,
    R.

  6. Vegane …. di plastica cinese … il colore sicuramente con vernice al piombo …. fatte da piccole mani di un coetaneo di sneddu!

    Su con la vita!!!!!!

      1. Sono bellissime!! Quasi quasi mi regalo quelle rosse.. ma come hai fatto ad azzeccare la taglia? e se poi non ti stanno?

      2. Al miveg oggi ho comprato un paio di bellissime scarpe marca Scotti shoes, ci sono vari rivenditori di scarpe veg

  7. dove le hai comprate ? cerco sempre scarpe non in pelle , ma è difficile trovarne di belle nei negozi.

    comunque io a Karen avrei già comprato un biglietto di sola andata per gli USA.

  8. Lo shopping terapeutico ci sta, ma anche una bella scrollata ai membri della famiglia! Perché trasformarsi nella geisha di tutti, au pair compresa, e non sottolineare la propria stanchezza e pretendere collaborazione?

  9. Prima di esplodere ti consiglio la rispedizione al mittente di Karen. Sarà anche simpatica con i bambini ma decisamente insopportabile per tutto il resto. Credo che a Milano non avrai problemi a trovare sostituti di tutte le nazionalità e la prossima volta… scegli tu. Di recente mio marito ha fatto un paio di scelte di organizzazione familiare senza tenere conto di alcuni elementi fondamentali ed è stato un casino. Torna a scegliere tu la au pair e caccia ‘sta tipa.

    1. Concordo con Marina, ho come la sensazione che tu sia troppo buona e tollerante nei confronti di Karen. Falle un bel discorsetto, del resto au pair significa che è come una di famiglia, se uno dei tuoi figli dovesse comportarsi in maniera non appropriata tu glielo diresti, no? Deve rispettare le regole della casa in cui vive e di chi la abita e non solo essere simpatica coi bambini.

    2. se rimanesse un anno intero ti darei ragione, ma a dicembre va via e il caos di trovarne una adesso subito (io ho il problema che uscendo di casa alle 440 quando tutti dormono e mister i non c’è ho assoluto bisogno di avere una ragazza alla pari) sarebbe superiore al fastidio della sua sciatteria per un altro mese e mezzo.

      1. Avevo capito che fosse per un anno intero, dai per un mese e mezzo puoi reggere. Coraggio e ricorda mai più fai decidere a lui. Il mio è riuscito a programmare una riconsegna di auto a noleggio a Londra centro alle 12 ed eravamo nel sud tipo Southampton… Fortuna il navigatore sennò stavamo ancora lì. Mica gli è venuto in mente che la potevamo lasciare per dire in un aeroporto che è sempre meglio dell’infilarsi in una metropoli 😁

  10. Buongiorno Elasti,
    è una vita che non passo da qui, chissà se ti ricordi di me. Avevo un blog che si chiamava in un altro modo, forse, ai tempi….. sono l’orgogliosa proprietaria del tuo primo libro autografato con dedica per il mio figlio maggiore e sono fiera di dirti che “sciur pirletti”, mutuato dal vostro Sciur Frignetti, è ancora il modo in cui quel figlio chiama il suo fratello minore.
    Sono lieta di trovarti ancora in forma smagliante, nonostante un figlio in più e la defezione di Valentina (per dirti da quanto tempo non passavo….)
    A presto!
    A.

      1. le scarpe di stella mccartney sono vegan e anche con i tacchi, poi dipende da quanti reni uno ha da vendersi per comprarle

  11. Perdonami, entro a gamba tesa: estirpa immediatamente la malapianta del dubbio che evidentemente ha già trovato terreno fertile e saluta Karen, chè okei che sarà marxista, okei che sarà simpatica, okei okei eokei, ma è chiaro sia fonte di ansia.
    Più che sollevarti ti mette il carico da 90…….. !

  12. beata te (beati voi) che se stai per scoppiare ti basta un paio di scarpe, ti basta lo shopping…
    sara’ perche’ a me lo shopping fa schifo?

      1. (Sabrina ti confesso che l’odio mi e’ venuto dalla “poverta’” quando ero studentessa, dottoranda e al primissimo impiego e sapevo che tutto quello che vedevo NON me lo sarei potuto pemettere, quindi manco guardavo le vetrine! e adesso che sarebbe un pochino meglio ho lo stesso atteggiamento e odio blu!)
        In bocca al lupo! Che sia solo transitoria!

  13. Sara che da troppo tempo leggo solo in inglese, ma sentivo fortissimo il bisogno di qualche punto in più in quei lunghissimi paragrafi.

  14. I pensieri brutti…. anche la mia piccola ha i pensieri brutti … uff… per fortuna solo la sera quando è buio e deve condividerli con me. I maschi quando erano piccoli non li hanno mai avuti… mha

  15. Ho anch’io un paio di scarpe bordeaux coi lacci. Sono di quella casa inglese che, mi pare, una volta faceva scarpe per i minatori. Sicuramente non sono vegane, ma calzarle mette anche me di buon umore, soprattutto dopo che i miei nipotini mi hanno fatto notare che, colore a parte, sono come quelle di Mr. Noisy 🙂
    http://mrmen.wikia.com/wiki/Mr._Noisy

  16. Io Karen l’avrei già ribaltata, altro che signora di passaggio. Ricordale che essere marxista non è in contrapposizione storica con il concetto di lavoro, anzi!

  17. Ma magari Karen è abituata così, non pensa che a Elasti possano dare fastidio certi atteggiamenti e quindi è in buona fede…sicuramente già l’hai fatto, ma magari parlandone bene, se serve anche a lungo e con calma, ci si può chiarire e risolvere tutto!

  18. Forse se ti dico questa, ti consola più delle scarpe vegane:
    figli a casa perché scuole chiuse per il terremoto per una settimana, nessuna attività pomeridiana per lo stesso motivo (strutture chiuse), niente compiti da fare, e io che devo lavorare lo stesso. Tra una scossa e l’altra. Siamo al sicuro, ma fortemente provati…

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