Nonsolomamma

notturni istinti belluini

il lunedì mattina mister i parte per londra all’alba. talmente all’alba che si sveglia alle 420 insieme a elastigirl che lo accompagna in macchina alla fermata del pullman per l’aeroporto, per poi proseguire verso l’edicola notturna dove compra i giornali prima di andare alla radio.
solitamente quei tragitti notturni si consumano in un silenzioso e malinconico torpore in cui lei si domanda se mai un giorno lui smetterà di fare questa vita bislacca di pendolare fatta di partenze, arrivi, corse e struggimenti e lui probabilmente non pensa a niente perché i maschi hanno lo speciale talento di spegnere il cervello quando non è assolutamente necessario adoperarlo.
stamane, intorno alle 445, lei ha accostato con la macchina al marciapiede, in prossimità della stazione, per far scendere mister i, mentre un giovanotto stropicciato e confuso si avvicinava barcollante all’auto per motivi non chiarissimi.
mister i è sceso con in suo zaino, il giubbotto regalatogli da lei troppi anni fa (“se te ne regalassi uno nuovo?” “non ne ho bisogno. questo va benissimo” “ma avrà 15 anni…” “e allora?”) e l’incedere da bersagliere ereditato dal nonno peppino, elastigirl si è chiusa dentro la macchina e il giovanotto confuso ha domandato qualcosa a mister i che, stordito com’è, probabilmente non se ne è neppure accorto.
lei ha guardato lui che si allontanava, incalzato dal tizio che lo tallonava e gli faceva domande ed era un po’ molesto, in particolare a quell’ora di notte in cui non è nessuno in giro e tutti si sentono più vulnerabili.
ed elastigirl ha pensato di seguire quei due con la macchina e poi, con l’istinto pazzo e balordo della giustiziera della notte, ha immaginato che il tizio aggredisse il marxista barese della sua vita, pacifista e improvvisamente indifeso. “allora io accelero e investo questo molestatore di marxisti perché nessuno si deve azzardare a fare male all’economista della mia vita.
e intanto mister i camminava ignaro e il tizio si stufava di seguirlo ma lei restava lì, ferma al semaforo verde, a vegliare sull’incolumità del marito e a farsi un film malato sulla mitomane pazza che falcia gli sfortunati e i derelitti della città per proteggere l’amato.
e poi per fortuna è rinsavita. ed è ripartita.

15 thoughts on “notturni istinti belluini

  1. Noo sei troppo brava!! Un fenomeno nell’esprimere sensazioni e situazioni che ci accomunano in tante!
    Quella poi sul talento dei maschi che spengono il cervello quando non è necessario adoperarlo …beh è fantastica!
    Ti adoro, come al solito.
    Tua devota
    Rita

  2. Leggerti purtroppo è diventato faticoso, con questi caratteri microscopici e il colore che quasi non si vede. La fatica mi toglie il piacere. Mi riduco ad aspettare la versione “normale” su facebook…peccato, peccato, peccato. :-((

  3. Marxista Barese ?

    Ma davvero elasti… essendo purtroppo laureato anche io in Bocconi come te ( CLEA ) mi chiedo come faccia un marxista pacifista etc ( anche se sicuramente tu usi quel giusto tocco di ironia ) a scegliere di lavorare in finanza a Londra per di piu. Spero quanto meno che insegni e non sia un becero analista finanziario altrimenti di marxista ha veramente molto poco.

    Saluti cordiali

    Firmato

    Uno dei tanti sfornati dalla cosiddetta “universitá dei super.eroi”
    ( che poi tanto supereroi non siamo diciamolo) 🙂

      1. Maryland,

        In tutta franchezza in Bocconi di “stronzate” se ne dicevano .. (e se ne dicono)… tante.

        Ma tu lo ricordi Martinelli di sociologia .. ? O il mitico Nando Dalla Chiesa che ai tempi aveva ancora i baffi da sparviero… e stendiamo un velo pietoso su “mariolino” … stendiamolo … davvero …

        Probabilmente il dipartimento di Economia Aziendale era leggermente piu’ “dinamico” rispetto alla imbalsamatura generale del dipartimento di Economia Politica ma di etica professionale se ne respirava ben poca e detto fuori dai denti anche come centro formativo è diventato sempre piu’ un diplomificio continuando invece a marcare il passo sotto il profilo piu’ squisito della ricerca accademica che in Bocconi è sempre stata “evanescente” ed elusiva (a voler essere generosi) e temo che col tempo l’ Universitá sia continuata a scadere seguendo daltro canto la parabola discendente dell’ intero paese.

        Forse eravamo troppo idealisti ai tempi noi altri ad aspettarci qualcosa di piu’.

        Cordialitá 🙂

      2. Carissima Vedetta Lombarda io non stavo in Bocconi, i miei 2 figli sono bocconiani… io ero iscritta a legge in Cattolica ma non mi sono laureata 😉

  4. Cosi’,mentre tu ti facevi tutto in film su come difendere l’economista marxista della tua vita……. mr. i non si é accorto di nulla. Ma come farebbero i tuoi uomini se tu e mr. i vi invertiste i posti di lavoro ?

  5. Mi scoccia immensamente intervenire per una stupida correzione (scusami, deformazione professionale…insegno matematica!) ma…non posso proprio vedere il titolo di questo post con quella “l” mancante! Un abbraccio, Anna

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