Nonsolomamma

povero cane

ultimamente elastigirl fa spesso un sogno. ogni volta è declinato diversamente ma il messaggio di fondo resta sempre uguale: a casa sua arriva un cucciolo di cane, ma può anche essere di gatto, di tartaruga o di pesce rosso. la novità è accolta con grande entusiasmo da tutti, lei in primis.
passano i giorni, uno, due tre, la vita scorre sui binari soliti e, a un tratto, elastigirl si accorge che si è dimenticata del cucciolo. lo ha lasciato senza mangiare e senza bere per tutto quel tempo. forse è morto di stenti. in preda al panico e al senso di colpa si precipita da lui e lo trova festoso e grato, seppur indebolito dal digiuno e dalla mancanza di cure.
a quel punto lei si sente uno schifo e si domanda come sia in grado di crescere tre figli se non è nemmeno capace di badare a un cane, un gatto, una tartaruga o un pesce rosso. rifocilla la malcapitata bestiola nella consapevolezza che domani se ne scorderà di nuovo, condannandola a un destino infame di privazioni e stenti.
e il sogno finisce.
forse in questo periodo elastigirl non si sente una buona madre. eppure ogni sera ripassa materie improbabili con lo hobbit grande e ha persino imparato insieme a lui la distillazione del petrolio, la meiosi, la mitosi, il dotto deferente, i biogas, il propano, il butano, il metano e la poetica del leopardi. eppure fa lunghe chiacchierate con lo hobbit di mezzo e amoreggia con sneddu fino al reciproco sfinimento. però è spesso in giro. e la sera ogni tanto è così stanca da non riuscire nemmeno a capire quel che dicono.
forse non si sente una buona moglie. ed è possibile perché in effetti ultimamente la femme fatale (vabbè tutto è relativo) che alberga in lei si è un po’ assopita o forse è in coma. forse non si sente all’altezza delle aspettative. ma questa è sempre stata la sua cifra stilistica e un tempo per questo sognava la maturità, non l’inedia delle tartarughe.
c’è chiaramente un po’ di disagio.
ma, finché nell’elasti-casa non arriverà un cane, un gatto, una tartaruga o un pesce rosso, non c’è da preoccuparsi.

29 thoughts on “povero cane

  1. Cara Elasti,
    anche la mia cifra stilistica é il sentirsi inadeguata … pensa che sto facendo un tirocinio formativo(pagato in buoni pasto) in un’azienda dello stesso settore da cui provengo. Colei che mi sta’ formando ha 25 anni…. e io, che ho 28 anni di esperienza… mi sento come una persona che non ha mai lavorato un giorno nella propria vita….

  2. Sai Elasti, io ho avuto una gatta meravigliosa per 18 anni, e nel corso di quegli anni ho fatto diverse volte questo stesso sogno… riferito a lei naturalmente. Era tremendo. Mi sono fatta delle domande e mi sono chiesta se sarebbe potuto succedere, se dubitavo di me stessa, e certo il sogno mi faceva spavento. Non ho mai ben capito. Ora il fatto che tu faccia lo stesso sogno mi colpisce, c’è un elemento collettivo dunque…. e la spiegazione che siamo noi stesse è senz’altro interessante, neanch’io ci avevo mai pensato. Ah, la mia gloriosa gatta si chiamava Vaniglia, e sì, il sogno era orrendo. Bacioni e solidarietà.

  3. Cara Elasti, l’ho letto tempo fa proprio sul tuo blog, e da allora è diventato il mio mantra : PIU’ CHE IL MIO MEGLIO NON POSSO FARE.
    Non sarà sfinendoti di sensi di colpa che diventerai una mamma e una moglie migliore, probabilmente solo più isterica.Cosa dovrebbero fare nelle famiglie di 4, 5 o 6 figli? Ci sono posti nel mondo dove è ancora la normalità….eppure anche lì la mamma è una sola.Non è detto che come tiriamo noi su i figli , curando ogni dettaglio, cercando fino allo sfinimento di adeguarci allo stereotipo della mamma italica che si getta tra le fiamme sia il modo migliore di crescerli. O almeno, io la vedo così. Sabrina

  4. Mi sento esattamente così oggi, proprio inadeguata a tutto. Mi son pure fatta un bel piantarello autocommiserante.
    Poi mi ha chiamato mia madre, da un’altra città per avere conforto: pure lei si sentiva così oggi.
    Mah… sarà la giornata storta…

  5. Ma, sinceramente, è proprio necessario studiare assieme al tuo figlio maggiore tutte le materie? Perché sulla poetica del Leopardi va benissimo, ma su tutto il resto no, non ce la farei….

  6. Facevo lo stesso sogno, quando ero incinta. Sognavo di dimenticarmi di prendermi cura della neonata. Orribile. L’ho sempre interpretato come ansia da prestazione (la mia psiche è molto banale, se sono in ansia sul lavoro sogno l’esame di maturità)

    1. in questo periodo ho come paura di dimenticarmi la mia bimba di quattro anni e mezzo in giro, se siamo in auto controllo spesso che sia seduta nel seggiolino, di notte mi chiedo se sia nel suo lettino, al lavoro mi chiedo se l’ho effettivamente lasciata a scuola…è chiaro che non potrei mai dimenticare il mio amorino da nessuna parte però…probabilmente è vero, a volte ci sentiamo inadeguate, magari anche inconsciamente…ma dove sta scritto che dobbiamo essere sempre perfette? mamme perfette, donne perfette, mogli perfette…adesso basta, ci vuole un po’ di sana, normalissima e confortante imperfezione!! non vi sembra? un abbraccio a tutte le lettrici di questo bellissimo blog e ovviamente anche a te Elasti 🙂

  7. Sogno ormai da 25 anni che l’archivio dove si conservano le memorie del mio esame di maturità è bruciato e che quindi devo ridare l’esame…il giorno dopo! Oppure che non c’è traccia in segreteria del mio esame di chimica-fisica e che quindi la mia laurea non è valida, tutto da rifare!
    Forse l’inadeguatezza è un po’ la cifra stilistica di ognuno?
    O forse serve da stimolo a migliorarci?

    1. Anche io faccio un sogno molto simile, in cui è già fissata la data della discussione di laurea e scopro di non aver fatto tutti gli esami. Il resto del sogno è un montare di angoscia, di domande tipo “ma come ho fatto ad arrivare a questo punto, come ho potuto lasciare che una simile dimenticanza accadesse?:::” e il risveglio è un misto di sollievo e ansia. Inadeguate del mondo, uniamoci (p.s. anche io tre figli maschi e un marito spesso via per lavoro) (così, pour parler)

  8. Sono d’accordo con dory, la bestiolina potresti essere tu ed è per questo che nonostante l’inedia e la mancanza di cure è ancora lì festante nel momento in cui ti ricordi di lei. Ci sentiamo tutte inadeguate perché il modello a cui aspiriamo e che la società ci impone a mio avviso non è fattibile, a meno di annullare noi stesse. Dobbiamo essere brave in tutto, gestire tutto, ricordarci tutto, ma il nostro Io ne soffre e a volte riesce a comunicare con noi attraverso i sogni

  9. “la distillazione del petrolio, la meiosi, la mitosi, il dotto deferente, i biogas, il propano, il butano, il metano e la poetica del leopardi”.. bhè.. la scuola che avete scelto sembra una buona scuola.. forse è la parte bambina che parla nel sogno. Ciao

  10. se Freud fosse un tuo lettore (e magari fosse anche vivo) non mancherebbe di dirti che l’animaletto che muore di stenti è la quota di donna fatale che alberga in te. Aggiungerebbe che urge alimentarla un po’, per evitare che soccomba 🙂 (e già la poetica della donna, madre, moglie, amica, puttana e amante)

      1. perché Elasti ha detto di lasciare un po’ a desiderare come moglie. perché quando una è così incasinata deve stilare un elenco di priorità e la coppia in questi casi scivola sempre all’ultimo posto. ma io volevo solo scherzare, comunque

  11. Onestamente questa cosa di studiare con il figlio maggiore non la capisco.
    Io studiavo da sola. Prima i compiti e poi a giocare in cortile. Niente compiti, niente cortile.
    A volte mi chiedo se siano più i figli ad avere bisogno dei genitori o viceversa…

    1. Perché in una famiglia dove l’istruzione è intesa come lessico familiare e non solo si da una mano ai figli pigri. Se poi questa scelta sia valida oppure sbagliata non so dirtelo. Ognuno gestisce la propria quotidianità con i propri mezzi economici e i propri sentimenti. Quando lei ci racconta il suo strafare e le sue falle la sento un po’ più umana, sono invidiosa? Può darsi.

  12. Non solo cosa?
    Quella del libro è proprio una bella trovata, un bel modo per ravvivare i ragazzi che trovano la scuola poco interessante.
    Mi è poi venuto a mente quel proposito del corso di tango argentino di qualche tempo fa…

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