Nonsolomamma

suona, bastardo

ore 13.
bene. il telefono lo metto qui accanto così se suona lo sento per forza. ecco. proprio qui vicino. se chiama vibra e io me ne accorgo. ottimo…
ore 1315.
mannaggia. devo fare pipì. nessun problema. mi porto il cellulare in bagno. poi come minimo squilla quando sto tirando lo sciacquone e dall’altra parte si capisce perfettamente dove sono e cosa sto facendo. va be’. non importa.
ore 1330.
devo mangiare qualcosa. magari mentre mangio mi ascolto l’audiolibro di maigret. come non mi piace maigret… ma è colpa mia. è di sicuro un problema mio… e se poi l’audiolibro impedisce allo smart phone di ricevere chiamate e lui invece telefona proprio quando grand louis prende a mazzate il sindaco grandmaison? meglio lasciare stare l’audiolibro e tenere il cellulare libero.
ore 14.
perché non chiama? si è dimenticato che esisto? forse è a pranzo. perché anche lui mangia, poverino. no?
ore 1430.
e se lo smartphone fosse rotto? provo a chiamarmi dal fisso.
… no. funziona. è proprio lui che non chiama.
ore 15.
non posso chiamare io, vero? è brutto… do fastidio e faccio la parte della stressata pazza con crisi abbandoniche… e io non ho nessuna crisi abbandonica. e non sono stressata. né tantomeno pazza. se chiamassi e mettessi giù? giusto per controllare che lui sia lì? no, poi vede il numero, capisce che sono io, mi bolla come pazza e mi odia. andrò a farmi un tè, così mi distraggo… con i biscotti? no! ricordati i più 4 chili e 300 grammi… sono settimane che non mi peso… e se andassi a pesarmi? nemmeno per idea. inutile aggiungere ansia all’ansia. un problema alla volta. e comunque. se chiama entro mezz’ora non mangio cioccolato per due settimane. e nemmeno pane. e neppure un tarallo… be’ ora non esageriamo…
driiin
ecco! finalmente! l’incubo è finito!
“pronto?… no, non sono interessata a un tablet con il 100 per cento di sconto. no, nemmeno a un nuovo smart phone a sei euro in comode rate semestrali. grazie. lei è gentilissimo ma io devo lasciare libero il telefono perché aspetto una chiamata importantissima… no, grazie, non voglio neppure 100 giga gratis al giorno. non saprei che farmene. stia bene. arrivederci”.
ore 1620
e se provassi a togliere e rimettere la sim?
ore 1730
basta. non ce la faccio più. non si può far aspettare una signora così tanto. ora lo chiamo… occupato. e se magari lui stava contemporaneamente cercando di chiamare me?
ore 1830
suona, bastardo! altrimenti ti scaravento contro il muro.

il suo computer si è rotto ed elastigirl, in preda alle palpitazioni e allo smarrimento cosmico, ha passato l’intera giornata ad aspettare invano la chiamata del tecnico che avrebbe dovuto risolvere il problema. non si sentiva così dall’autunno dei suoi 14 anni quando, trepidante, celebrava riti propiziatori intorno a un telefono grigio con la rotella, nella speranza che il biondino del mare si facesse vivo.

16 thoughts on “suona, bastardo

      1. Anche senza hobbit !
        Ascolto Caterpillar tutte le mattine, ma questo Carlo da Varese che organizza corsi per la sicurezza e chiama quasi tutti i giorni….. capisco essere assidui… ma siamo quasi a livelli ossessivi 🙂

  1. Prove di sopravvivenza:immaginarsi naufraga su di un’isola inospitale ma comunque terra ferma e con qualche chance in più di ‘caversela’.Immaginarsi testimone dello scoppio di una bomba N che distrugga le cose e non le persone.Immaginarsi dentro il tubo della Risonanza Magnetica total body per un tempo ‘n’ mentre il sarcofago legge se dietro l’angolo c’è l’infinito nulla.E mentre lui legge, ricordarsi che tanto tempo fa avevi scritto la tua tesi sull’infflusso della Mistica tedesca sui alcuni filosofi, tedeschi anche loro e L’ideuzza portante era e resta: il Distacco.Va a finire che anche la macchina della Risonanza è tedesca.Forse il computer no.

    1. Io ce l’ho ancora quel telefono.
      E funziona…
      Certo non lo si puo’ usare per chiamare uffici di cui devi digitare il numero dell’interno…comunque funziona!

  2. Ti adoro…anch’io pensavo che aspettassi una chiamata da Mister I!! 🙂 belli gli audiolibri, mentre cammino per andare a prendere l’auto dopo il lavoro o mentre guido sono davvero una manna…ora sto ascoltando Mansfield Park di Jane Austen in inglese…non è semplicissimo, ma si può fare…

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