Nonsolomamma

mosaici e amarcord

nel lontano 1999 quando ancora si pensava e si pagava in lire, si viaggiava come trottole e gli equilibri geopolitici erano altri rispetto a ora, elastigirl e mister i, felicemente fidanzati ed estranei ai concetti di figli, responsabilità, notti insonni e affanni, andarono a settembre in siria che allora non era un paese in guerra ma un luogo magnifico e accogliente.
mentre stavano visitando il teatro romano di bosra, così bello da togliere il fiato, incontrarono sergio e claudio, anche loro in viaggio, anche loro leggeri e alla scoperta del mondo.
si furono simpatici da subito e proseguirono insieme il giro della siria. insieme visitarono palmira e insieme furono colpiti da un virus intestinale che, per un paio di giorni, li tramutò in creature verdognole e lamentose.
stavano bene insieme, tutti e quattro.
poi si salutarono.
qualche mese dopo elastigirl e mister i andarono a trovarli a ravenna, dove abitavano.
poi lei andò a sciare insieme a loro e dopo si incontrarono ancora due o tre volte.
poi basta. perché la vita ogni tanto porta via e distrae.
questo fine settimana elastigirl è stata a ravenna a presentare l’elasti-libro e con lei sono andati anche gli hobbit e mister i.
così, qualche settimana prima della partenza, aveva scritto a sergio e claudio che gli hobbit non li avevano nemmeno mai incontrati.
“ehi, saremo a ravenna. e se ci vedessimo?” aveva chiesto.
“ma certo! venite a casa nostra!”
“grazie, ma siamo in 5, ingombranti e potenzialmente molesti”
“e allora?”
“allora andiamo in albergo. è già tutto organizzato”
“però stiamo insieme sempre, dalla mattina alla sera!”
“ma certo!”.
così è stato.
l’elasti-famiglia, sergio e claudio, hanno visitato chiese, mausolei, tombe, cappelle, cripte, mangiato piadine e cappelletti, imparato una poesia di carnevale insieme a sneddu, visto il mare, bevuto limonata.
e hanno ritrovato quella stessa leggerezza di allora, quella familiarità accogliente e festosa, quella consuetudine ridanciana, quel filo che era rimasto lì, sospeso e saldo, da quasi 18 anni. e gli hobbit sono stati adottati e inghiottiti dall’affetto di quei due amici, zii, tasselli di una storia nata ben prima di loro.

16 thoughts on “mosaici e amarcord

  1. Simile anche se per certi versi diverso il mio wknd: festa per i 50 anni di stra-felice matrimonio dei miei e quindi riunione di zii cugini dal primo al terzo grado nella loro città di origine… taluni non li vedevo da decenni… e c’erano i miei figli e le nipotine che hanno conosciuto questa famiglia allargata e poco frequentata, visto che abitiamo in un’altra città. Che emozione e che gioia riannodare i fili e rimettere a posto i pezzettini del puzzle…. ho il cuore felice.

  2. Che bella storia, mi piace l amicizia che non chiede, che non pretende, ma che nonostante il tempo e la distanza in qualche modo rimane … Ravenna è nella mia lista come prossima provincia italiana da visitare, che coincidenza, ne ho sentito dire ogni bene.

  3. Che bella Ravenna, vero? I mosaici, le chiese, il mausoleo di quella donna intrigante e così poco nota che si chiama Galla Placidia…
    Che bello ritrovare anche le vecchie amicizie e riannodare i fili, piace molto anche a me e vorrei che mi accadesse più spesso.

  4. W la Romagna! E sì, si sta proprio bene da noi!
    Belle le amicizie così, che si riallacciano senza problemi 18 anni e tanti avvenimenti dopo.

  5. Quando è destino che delle persone incrocino le proprie vite ci si incontra nei posti più strani e impensabili. Le strade si incontrano e poi non ci si lascia piu. A me è successo con una cara amica tedesca, incontrata in italia casualmente e diventata come una sorella. Peccato sia tornata in Germania.

  6. Anni fa in Grecia ho conosciuto dei ragazzi con cui ho da subito condiviso il modo di viaggiare, scoprire e divertirsi, ci siamo rivisti, un po’ come te, Elasti, con i tuoi amici romagnoli, e poi ci siamo persi, distratti. Dodici anni dopo, con molta naturalezza, ho rivisto uno di loro, e rapidamente sono nate le nostre figlie a cui, un giorno, racconteremo di un viaggio in autostop, dei nostri zaini colorati e stracolmi, di una cartina sgualcita su cui i loro genitori hanno cercato le strade più belle per raggiungere Micene.
    Apparteniamo a una generazione fortunata, e questo post ce lo ricorda.
    Grazie.

  7. Anche il mio Guly , stessa età di sneddu, ha imparato insieme a noi la poesia di Rodari di Carnevale! Bellissimo racconto di viaggio, grazie x averlo condiviso con noi

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